Premio Nobel Pace 1947

Discorso per la cerimonia di assegnazione del Premio Nobel ai quaccheri nel 1947: inedito in italiano.

Ringraziamo e preghiamo per la traduttrice Lucia e il bene della sua famiglia bustese. Seguirà una seconda parte in corso di traduzione.

 

 

Discorso di presentazione tenuto da Jahn Gunnar,presidente della Commissione Premio Nobel

 

 

La Commissione per il Premio Nobel del Parlamento norvegese quest’anno ha assegnato il Premio Nobel per la pace ai Quaccheri,rappresentati dalle loro due  grandi organizzazioni: il “Friends Service Council” di Londra e la “American Friends Service Committee “ di Filadelfia.

 

 

“ Sono passati trecento anni da quando George Fox fondò la Society of Friends. Accadde durante la guerra civile inglese,un periodo denso di conflitti  politici e religiosi che sfociarono in quello che oggi definiremmo senza dubbio una dittatura:il Protettorato di Cromwell,.

Quello che accadde allora è ciò che accade molto spesso quando un movimento politico o religioso si afferma e perde di vista il suo spirito fondante: il diritto alla libertà; infatti,avendo raggiunto il potere,il movimento stesso rifiuta di concedere agli altri ciò per cui esso stesso ha lottato. Così fu per i Presbiteriani e dopo di loro per gli Indipendenti.

Non fu certo lo spirito di tolleranza ed umanità che emerse allora vittorioso.

 

Durante gli anni seguenti, George Fox e molti dei suoi seguaci  patirono questa situazione ma non affrontarono il problema con le armi,come di solito accade. Essi proseguirono il loro cammino pacificamente poiché si opponevano ad ogni forma di violenza. Erano convinti che,in prospettiva,le armi spirituali avrebbero avuto il sopravvento,una convinzione scaturita da una esperienza interiore. Essi enfatizzavano la vita in sé piuttosto che le sue forme poiché le forme,le teorie ed i dogmi non hanno mai avuto importanza per loro.

Fin dall’inizio, la loro comunità non ebbe mai  un’organizzazione rigida,il che ha loro garantito una forza interiore ed una visione più libera del genere umano nonchè una  tolleranza maggiore rispetto alla maggior parte delle comunità religiose organizzate.

 

Pur essendosi originato in Inghilterra, appena dopo il 1656 il movimento Quacchero si aprì all’America dove non fu inizialmente bene accolto. Tuttavia,a dispetto delle persecuzioni,si insediò velocemente e si affermò stabilmente durante l’ultimo quarto di secolo. Tutti hanno sentito parlare del Quacchero William Penn che fondò Filadelfia e la colonia di Pennsylvania. Intorno al 1700 esistevano già da 50 a 60 mila Quaccheri in America e circa lo stesso numero in Inghilterra.

 

Da allora, i Quaccheri hanno vissuto le proprie vite,spesso soffrendo per il loro credo. Molto è cambiato in questi trecento anni. Le consuetudini più esteriori,come l’abbigliamento tipico dei primi Quaccheri,sono state abbandonate e gli stessi Friends ora vivono in una società esternamente differente da quella del 17mo secolo. Ma la gente che li circonda è la stessa e ciò che deve essere conquistato all’interno dell’essere umano stesso è non meno formidabile.

 

La “Society of Friends” non ha mai avuto molti membri, poco più di 200 mila in tutto il mondo, la maggior parte residenti negli Stati Uniti ed in Inghilterra. Ma non è il numero che importa. Ciò che conta sono la  forza interiore e le loro gesta.

 

Se studiamo la storia dei Quaccheri,non possiamo non ammirare la forza che hanno acquisito attraverso la loro fede e attraverso gli sforzi per vivere all’altezza di quella stessa fede nella quotidianità. Si sono sempre opposti alla violenza in ogni suo aspetto; in molti hanno considerato la loro dissidenza rispetto alla guerra il più importante principio della loro religione. Ma non è così semplice. E’ pur vero che la Dichiarazione del 1660 afferma: “Noi rifiutiamo completamente qualunque forma esteriore di guerra,conflitto e lotta con armi esterne,per qualsiasi fine e per qualsivoglia pretesto. E questa è la nostra testimonianza davanti al mondo intero.” Ciò va molto oltre il rifiuto di partecipare ad un conflitto bellico e conduce a questa conseguenza: meglio patire un’ingiustizia che commetterla. La vittoria deve essere conseguita dall’interno dell’uomo stesso.

 

Si deve ammettere,senza colpevolizzare nessuno, che a volte i Quaccheri si sono dimostrati più concentrati su loro stessi e sulla loro vita interiore che interessati alla comunità in cui vivono. Come uno dei loro stessi storici ha evidenziato,c’era un che di passivo nel loro lavoro; preferivano essere annoverati tra i silenziosi. Ma nessuno può compiere una missione in questa vita con la pretesa di appartenere solo ai silenti e di vivere  isolato dagli altri.

Né questo atteggiamento era del tutto vero per i Quaccheri. Anch’essi si mescolarono agli altri uomini,non per convertirli ma per prendere parte attiva nella vita della  comunità ed ancor più per offrire  aiuto ai bisognosi e lasciare che le  azioni parlassero da sé a favore di una mutua comprensione.

 

Qui posso solo citare alcuni esempi sparsi per illustrare questa attività. I Quaccheri presero parte nel 1810 alla prima organizzazione per la pace e da allora sono stati presenti in tutti i movimenti pacifisti. Mi piace citare Elizabeth Fry, John Woolman ed altri Quaccheri attivisti nella lotta contro la schiavitù e a favore della giustizia sociale.

Altrettanto vorrei citare  l’idealista liberale John Bright, la sua lotta quarantennale contro i princìpi della guerra a favore dei  princìpi della pace,la sua opposizione alla guerra di Crimea e la sua lotta contro la politica di Palmerston.

Molti altri sarebbero gli esempi per illustrare come la loro attiva partecipazione al lavoro della comunità,alla politica se preferite,sia cresciuta nel diciannovesimo secolo.

 

Tuttavia,non è tanto la partecipazione alla politica attiva che pone i Quaccheri in una posizione unica. E’ attraverso l’assistenza silenziosa e anonima che essi hanno lavorato per promuovere la fratellanza tra le nazioni citata nel testamento di Alfred Nobel. Il loro lavoro è iniziato nelle prigioni. Abbiamo sentito parlare di loro dai nostri marinai che trascorsero lunghi anni in carcere durante le guerre napoleoniche. Di nuovo li abbiamo incontrati durante la carestia  irlandese del  1846/1847. Quando le unità navali inglesi bombardarono la costa finlandese durante la guerra di Crimea,i Quaccheri accorsero a sanare le ferite della guerra,ed ancora li ritroviamo in Francia,dopo le devastazioni della guerra del 1870/71.

 

Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale,nuovamente i Quaccheri dovettero imparare cos’è soffrire per la propria fede. Rifiutarono di arruolarsi e molti di loro vennero imprigionati,spesso trattati peggio dei criminali. Ma non è questo che vogliamo ricordare. Noi che abbiamo potuto osservare da vicino gli eventi delle Prima Guerra Mondiale e del periodo tra le due guerre probabilmente avremo ricordi più vividi del loro aiuto per alleviare la sofferenza causata dalla guerra. Già nel 1914 i Quaccheri inglesi cominciarono a preparare l’azione di soccorso. Iniziarono la loro opera in Francia,nel distretto della Marna e ,ogniqualvolta possibile,si recarono proprio nei punti in cui la guerra imperversava . Per tutto il conflitto si prodigarono e a guerra terminata,nuove sfide li attendevano…poiché allora come ora fame e malattia si accompagnarono al conflitto. Chi non ricorda la carestia russa del 1920/21 e l’appello di Nansen all’umanità intera per un aiuto?Chi non ricorda la miseria dei bambini viennesi che si protrasse per anni?Ovunque erano i Quaccheri.

Fu la “Friends Service Committee” che, su richiesta di Hoover, si assunse il compito enorme di ottenere cibo per i bambini malati e denutriti in Germania. I corpi di soccorso lavorarono in Polonia e Serbia,continuarono a lavorare in Francia e più tardi,nel corso della guerra civile spagnola, si prodigarono nell’aiutare entrambi i fronti.

Attraverso la loro opera,i Quaccheri ottennero la fiducia di tutti poiché sia i governi che la gente sapevano che il loro unico scopo era portare aiuto. Non aiutavano le persone per attirarle al loro credo religioso,né esisteva per loro distinzione tra amico o nemico. Una chiara dimostrazione di questa fiducia è la donazione di fondi ingenti da parte di altri. I fondi che i Quaccheri avrebbero potuto raccogliere all’interno del movimento non sarebbero mai arrivati a tanto poiché per la maggior parte si tratta di persone di estrazione modesta.

 

Nel periodo tra le due guerre,il loro impegno sociale crebbe in portata. Sebbene in un certo senso non emergesse nulla di nuovo,la loro opera assunse un aspetto diverso rispetto a quella degli anni propriamente bellici,a causa della natura stessa delle questioni emergenti. Venne posta l’enfasi sulla ricostruzione,sull’educazione e l’insegnamento,ed emersero ora più possibilità di contatto personale rispetto al periodo bellico,quando la necessità primaria sembrava essere la fornitura di cibo e vestiario. Il successo ottenuto tra i minatori del carbone nel West Virginia è un esempio lampante del loro intervento. I Quaccheri risolsero il problema dell’alloggio,procurarono un nuovo lavoro ai disoccupati,crearono una nuova piccola comunità. Per citare uno dei suoi membri,riuscirono a restituire autostima e fiducia nella vita di uomini che era priva di speranza. E questo è solo un esempio tra molti.

 

La Seconda Guerra Mondiale non segnò i Quaccheri personalmente come la Prima; sia in Inghilterra che negli USA le leggi permisero loro di compensare col lavoro di soccorso la mancata presenza sul fronte militare; non conobbero la prigione né la persecuzione a causa del loro rifiuto delle armi. Inoltre ,in questa guerra ci fu un certo numero di Quaccheri che partecipò attivamente al conflitto,un numero esiguo  se comparato a coloro che si dedicarono alle vittime. Una volta in guerra,il primo compito fu quello di aiutare i rifugiati,compito non facile perché le frontiere di molti paesi vennero ben presto chiuse. La maggior parte dell’Europa venne occupata dai Tedeschi rapidamente e gli USA si mantennero neutrali per poco tempo. La maggior parte dei paesi occupati dai tedeschi erano vicini ai Quaccheri. In Polonia,in verità,venne loro concesso il permesso di aiutare solo coloro che gli stessi Tedeschi avessero scelto,condizione che i Quaccheri non potevano assolutamente accettare. Ciononostante,agirono dove fu possibile,dapprima con un lavoro di benessere sociale in Inghilterra ed in seguito dietro il fronte in molti paesi dell’Europa e dell’Asia e persino in America. Infatti,quando l’America entrò in guerra,l’intera popolazione Giapponese-Americana,in tutto 112,000 persone,di cui 80,000 cittadini Americani, fu evacuata dalla costa occidentale. I Quaccheri corsero in loro soccorso ,contemporaneamente alleggerendo il prevalente atteggiamento anti giapponese di cui queste persone subivano il peso.

 

Ora, a guerra finita, la necessità di aiuto è più acuta che mai e ciò è vero non solo per l’Europa ma altrettanto per vaste aree dell’Asia. I problemi si fanno via via più pressanti,i prigionieri rilasciati dai campi di concentramento nel 1945,tutti coloro che sono stati rimpatriati dal lavoro forzato o dai campi POW nei paesi nemici,tutte le persone che non hanno più una patri in cui tornare,tutti i senzatetto nelle loro stesse patrie,tutti gli orfani,gli affamati,gli indigenti! Il problema non è semplicemente di fornire cibo o vestiti,ma di riportare le persone alla vita,al lavoro,di ricostruire la loro autostima e la loro fede e speranza nel futuro. Ancora una volta,i Quaccheri sono attivi ovunque. Nell’esatto momento in cui una nazione è stata riaperta,essi sono stati sul posto,in Europa come in Asia,tra connazionali e amici così come tra nemici di un tempo,in Francia e Germania,India e Giappone. Non è facile quantificare il loro contributo,non è qualcosa che si possa misurare unicamente secondo parametri economici,ma forse un indizio può darlo il fatto che il budget della Commissione per l’anno passato è stato di 46 milioni di corone svedesi,questo  relativamente alla sola  Commissione Americana. In tutti i paesi i Quaccheri hanno preso parte attiva ad altre operazioni di soccorso,per esempio nel lavoro dell’UNRRA in vari luoghi come Vienna e la Grecia.

 

Oggi i Quaccheri sono coinvolti in un progetto che continuerà per molti anni a venire. Ma anche esaminando nel dettaglio i progetti di soccorso,ciò non ci darebbe una visione più intima del loro significato,poiché non è nell’ampiezza o nella pratica del loro intervento che si esplicita il senso profondo di ciò che hanno dato . E’ nello spirito che sottende questo intervento. Non siamo stati mandati per convertire,afferma un giovane Quacchero,ma per uno scopo preciso,cioè costruire ispirati dall’amore ciò che è stato distrutto dall’odio. Non siamo missionari . Non possiamo dire se anche solo una persona sia stata convertita. Queste cose non succedono in fretta. Quando il nostro intervento sarà finito,ciò non vorrà dire che la nostra influenza svanirà. Non ci siamo fatti avanti per vantarci di quanto siamo buoni. No. La cosa che sembra più importante è che mentre nel mondo impazza una guerra nel nome di Cristo,noi possiamo fasciare le ferite della guerra nel nome di Cristo. La Religione significa ben poco  finché non è tradotta in una azione positiva.

 

Questo è un messaggio di buone azioni,il messaggio per cui gli uomini possono trovarsi l’un altro a dispetto della guerra,della razza. Non è allora qui che possiamo fondare la speranza della pace tra le nazioni,di costruirla nell’ uomo stesso cosicché diventi  impossibile risolvere le dispute con l’atto di forza? Tutti  noi siamo consapevoli che ancora questa strada è lunga da percorrere. E tuttavia,quando vediamo con i nostri occhi la grande volontà di aiutare coloro che hanno sofferto,una generosità sconosciuta prima della guerra e spesso ancora più grande tra quelli che hanno meno,non è lecito sperare che ci sia qualcosa nel cuore dell’uomo su cui poter costruire,che si possa un giorno raggiungere il nostro obiettivo se solo fosse possibile mettere in contatto le persone in ogni dove?

 

I Quaccheri ci hanno mostrato che è traducibile in azione ciò che giace nel profondo del cuore di molti: compassione per gli altri,il desiderio di aiutarli,quella ricca espressione di “simpatia” tra tutti gli uomini,a dispetto della nazionalità o della razza che,tradotta in azioni,deve formare la base di una pace duratura. Per questa sola ragione i Quaccheri meritano di ricevere il Premio Nobel per la Pace ,oggi.

 

Ma ci hanno dato qualcosa in più:ci hanno mostrato il potere che deriva dalla fede nella vittoria dello spirito sulla  forza . Questo riporta alla memoria due versi tratti dalle poesie di Arnulf Overlands che hanno dato conforto a tanti di noi durante la guerra…e non trovo miglior congedo….

 

L’inerme solo

Può attingere alle eterne fonti

Lo spirito solo concede vittoria

 

 

Jahn Gunnar

Traduzioni a cura di Lucia, piena di nostre benedizioni

Friends Service Council (The Quakers)

Fondazione: 1647 a Londra, Regno Unito

Campo: Movimento per la Pace

Premio : 1/2   (condiviso)

 

“Children of Light” ( Figli della Luce)

Nel  1947,in occasione del tricentenario dalla fondazione della Comunità Cristiana dei Quaccheri, la Commissione per l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace ha stabilito di insignire del Premio  due organizzazioni della Congregazione. La prima ,il “ Friends Service Council”, è stata fondata nel 1927 per compiere l’opera di missione ed aiuto dei Quaccheri Inglesi. Le sue attività si fondano su antiche tradizioni. Secondo il principio per cui la bontà di Dio  si rivela nelle buone azioni, i Quaccheri per lungo tempo si  prodigarono nel portare aiuto ai poveri ed agli ammalati. Considerarono l’ingiustizia sociale e l’intolleranza importanti cause di conflitto e furono in  testa alla lotta contro la schiavitù a favore di riforme sociali e dei diritti delle donne.

Si opposero all’uso delle armi e nei primi anni dell’800 contribuirono alla creazione delle prime associazioni per la Pace. In entrambe le guerre mondiali presero parte a progetti umanitari di aiuto a favore delle vittime di guerra civili e militari. I Premi del 1947 simboleggiano il riconoscimento da parte della Commissione per il Premio Nobel sia dell’attività pionieristica nel movimento mondiale per la pace, che dell’azione umanitaria compiuta senza preconcetti riguardo a razza o nazionalità.

 

“American Friends Service Committee” (The Quakers)

Anno di Fondazione: 1917,Washington DC, USA

Campo:  Movimento per la Pace

Premio: ½ (condiviso)

 

La Bontà di Dio si rivela nell’Amore Fraterno

 

La seconda organizzazione a ricevere il Premio Nobel per la Pace ex aequo è l “American Friends Service Committee” ,fondata nel 1917 quando gli Stati Uniti furono coinvolti nella Prima Guerra Mondiale.

Al pari dei loro fratelli inglesi, i Quaccheri Americani cercarono di dimostrare che l’amore di Dio per l’uomo si rivela nelle buone opere.

Avendo ottenuto dal Governo l’autorizzazione a prodigarsi in campo umanitario quale alternativa alla partecipazione al conflitto, essi contribuirono alla ricostruzione della Francia.

I  Quaccheri costruirono alloggi provvisori, fornirono bestiame e sementi, furono molto attivi anche nell’aiuto agli ammalati ed alle gravide. Dopo la guerra intrapresero impressionanti progetti umanitari in Germania ed Unione Sovietica , luoghi di grande sofferenza e bisogno.

Negli anni ’30 i Quaccheri furono attivamente al fianco dei rifugiati ebrei così come delle vittime di entrambi i fronti della Guerra Civile Spagnola.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, dopo l’attacco di Pearl Harbor si occuparono dei Giapponesi-Americani internati.

A guerra finita si dedicarono in particolare alle situazioni di grave  sfruttamento lavorativo e dei prigionieri di guerra nelle regioni sfigurate dal conflitto

 

Traduzione delle note al discorso di Jahn Gunnar. (E’ stato mantenuto il numero e l’ordine delle note nel testo inglese) reperibile sui siti www.quaccheri.it o www.ecumenici.it

*Mr. Jahn, attualmente  anche direttore della Banca di Norvegia, ha tenuto questo discorso il 10 Dicembre 1947 all’Auditorium dell’Università di Oslo. Al termine, insignì del premio e delle medaglie del Nobel Miss Margareth A. Backhouse, rappresentante del  Friends Service Council ed il Prof. Henry James Cadbury, rappresentante dell’American Friends Service Committee.   Entrambi i rappresentanti delle succitate commissioni risposero  con un breve discorso di accettazione del premio. La traduzione inglese del discorso di Mr. Jahn è basata sul testo norvegese in “Les Prix Nobel” che contiene anche una traduzione francese.

NOTE

  1. George Fox (1624/1691),leader religioso e predicatore.
  2. Oliver Cromwell (1599/1658) Lord Protector (Protettore) di Inghilterra (1653/1658).
  3. William Penn (1644/1718), Quacchero inglese, predicatore e scrittore, applicò le sue idee di governo liberale dapprima allo statuto del West Jersey, in seguito alla colonia di Pennsylvania.
  4. Elizabeth Gurney Fry (1780/1845) ministro e filantropa Quacchera inglese interessata alla riforma delle prigioni.
  5. John Wolman (1720/1772) predicatore abolizionista Quacchero.
  6. John Bright (1811/1889) statista ed oratore inglese, di discendenza Quacchera, membro del Parlamento quasi ininterrottamente dal 1843 al 1889.
  7. Guerra di Crimea (1853/1856) : Russia contro Turchia,Inghilterra,Francia
  8. Henry John Temple Palmerston (1784/1865),statista inglese, in carica quasi ininterrottamente dal 1809 al 1865 come Ministro di Guerra, Ministro agli Affari Esteri,Ministro agli Interni e Primo Ministro.
  9. Guerre Napoleoniche :1803-1815
  10. Al tempo della Guerra di Crimea, la Finlandia era un granducato russo.
  11. La Guerra Franco Prussiana (19 luglio 1870- 28 Gennaio 1871)
  12. Herbert Hoover (1874-1964) ,presidente degli Stati Uniti (1929-1933);durante e dopo la Prima Guerra Mondiale fu a capo della US Food Administration e delle commissioni per i soccorsi in guerra
  13. Guerra Civile Spagnola (1936-1939)
  14. La United Nations Relief and Rehabilitation Administration  (UNRRA) [Ente delle Nazioni Unite per l’assistenza e la riabilitazione] fu fondata nel 1943 per portare aiuto alle aree liberate dai poteri dell ‘ Asse (Alleanza). Cessò l’attività in Europa nel 1947 sostituita dalla FAO e dal l ‘IRO
  15. La traduzione di questo passaggio è tratta da “The Friends Quarterly” (rivista ) dell’Aprile 1948 (75)
  16. Arnulf Overland (1889-1968)

 

 

 

Qui il testo in inglese del sito ufficiale dei Premi

http://www.nobelprize.org/nobel_prizes/peace/laureates/1947/press.html

Award Ceremony Speech

Presentation Speech by Gunnar Jahn*, Chairman of the Nobel Committee

The Nobel Committee of the Norwegian Parliament has awarded this year’s Peace Prize to the Quakers, represented by their two great relief organizations, the Friends Service Council in London and the American Friends Service Committee in Philadelphia. It is now three hundred years since George Fox1 established the Society of Friends. It was during the time of civil war in England, a period full of the religious and political strife which led to the Protectorate under Cromwell2 – today we would no doubt call it a dictatorship. What then happened was what so often happens when a political or religious movement is successful; it lost sight of its original concern: the right to freedom. For, having achieved power, the movement then refuses to grant to others the things for which it has itself fought. Such was the case with the Presbyterians and after them with the Independents. It was not the spirit of tolerance and humanity that emerged victorious. George Fox and many of his followers were to experience this during the ensuing years, but they did not take up the fight by arming, as men customarily do. They went their way quietly because they were opposed to all forms of violence. They believed that spiritual weapons would prevail in the long run – a belief born of inward experience. They emphasized life itself rather than its forms because forms, theories, and dogmas have never been of importance to them. They have therefore from the very beginning been a community without fixed organization. This has given them an inner strength and a freer view of mankind, a greater tolerance toward others than is found in most organized religious communities. The Quaker movement originated in England, but soon afterwards in 1656, the Quakers found their way to America where they were not at first welcomed. In spite of persecution, however, they stood fast and became firmly established during the last quarter of the century. Everyone has heard of the Quaker, William Penn3, who founded Philadelphia and the colony of Pennsylvania. Around 1700 there were already fifty to sixty thousand Quakers in America and about the same number in England. Since then the Quakers have lived their own lives, many of them having to suffer for their beliefs. Much has changed during these three hundred years. Outward customs, such as the dress adopted by the early Quakers, have been discarded, and the Friends themselves now live in a society which is outwardly quite different from that of the seventeenth century. But the people around them are the same, and what has to be conquered within man himself is no less formidable. The Society of Friends has never had many members, scarcely more than 200,000 in the entire world, the majority living in the United States and in England. But it is not the number that matters. What counts more is their inner strength and their deeds. If we study the history of the Quakers, we cannot but admire the strength they have acquired through their faith and through their efforts to live up to that faith in their daily life. They have always been opposed to violence in any form, and many considered their refusal to take part in wars the most important tenet of their religion. But it is not quite so simple. It is certainly true that the Declaration of 1660 states: «We utterly deny all outward wars and strife and fightings with outward weapons, for any end and under any pretence whatsoever. And this is our testimony to the whole world.» But that goes much further than a refusal to take part in war. It leads to this: it is better to suffer injustice than to commit injustice. It is from within man himself that victory must in the end be gained. It may be said, without doing injustice to anyone, that the Quakers have at times been more interested in themselves and in their inner life than in the community in which they lived. There was, as one of their own historians has said, something passive about their work: they preferred to be counted among the silent in the land. But no one can fulfill his mission in this life by wanting to belong only to the silent ones and to live his own life isolated from others. Nor was this attitude true of the Quakers. They too went out among men, not to convert them, but to take an active part with them in the life of the community and, even more, to offer their help to those who needed it and to let their good deeds speak for themselves in appealing for mutual understanding. Here I can only mention some scattered examples which illustrate such activity. The Quakers took part in creating the first peace organization in 1810 and since then have participated in all active peace movements. I would mention Elizabeth Fry 4, John Woolman5, and other Quakers active in the fight against slavery and in the struggle for social justice. I would mention the liberal idealist John Bright6, his forty-year fight against the principles of war and for the principles of peace, his opposition to the Crimean War7, and his struggle against Palmerston’s8 policies. Many other examples could be mentioned to show how their active participation in community work, in politics if you prefer, increased during the nineteenth century. Yet it is not this side of their activities – the active political side – which places the Quakers in a unique position. It is through silent assistance from the nameless to the nameless that they have worked to promote the fraternity between nations cited in the will of Alfred Nobel. Their work began in the prisons. We heard about them from our seamen who spent long years in prison during the Napoleonic Wars9. We met them once again during the Irish famine of 1846-1847. When English naval units bombarded the Finnish coast during the Crimean War10, the Quakers hurried there to heal the wounds of war, and we found them again in France after the ravages of the 1870-1871 war11. When the First World War broke out, the Quakers were once more to learn what it was to suffer for their faith. They refused to carry arms, and many of them were thrown into prison, where they were often treated worse than criminals. But it is not this that we shall remember longest. We who have closely observed the events of the First World War and of the inter-war period will probably remember most vividly the accounts of the work they did to relieve the distress caused by the war. As early as 1914, the English Quakers started preparation for relief action. They began their work in the Marne district in France and, whenever they could, they went to the very places where the war had raged. They worked in this way all through the war and when it ended were confronted by still greater tasks. For then, as now, hunger and sickness followed in the wake of the war. Who does not recall the years of famine in Russia in 1920-1921 and Nansen‘s appeal to mankind for help? Who does not recall the misery among the children in Vienna which lasted for years on end? In the midst of the work everywhere were the Quakers. It was the Friends Service Committee which, at Hoover’s 12 request, took on the mighty task of obtaining food for sick and undernourished children in Germany. Their relief corps worked in Poland and Serbia, continued to work in France, and later during the civil war in Spain13 rendered aid on both sides of the front. Through their work, the Quakers won the confidence of all, for both governments and people knew that their only purpose was to help. They did not thrust themselves upon people to win them to their faith. They drew no distinction between friend and foe. One expression of this confidence was the donation of considerable funds to the Quakers by others. The funds which the Quakers could have raised among themselves would not have amounted to much since most of them are people of modest means. During the period between the wars their social work also increased in scope. Although, in one sense, nothing new emerged, the work assumed a form different from that of the wartime activity because of the nature of the problems themselves. Constructive work received more emphasis, education and teaching played a greater part, and there were now more opportunities of making personal contact with people than there had been during a time when the one necessity seemed to be to supply food and clothing. The success achieved among the coal miners in West Virginia provides an impressive example of this work. The Quakers solved the housing problems, provided new work for the unemployed, created a new little community. In the words of one of their members, they succeeded in restoring self-respect and confidence in life to men for whom existence had become devoid of hope. This is but one example among many. The Second World War did not strike the Quakers personally in the same way as did that of 1914. Both in England and in the U.S.A. the conscription laws allowed the Quakers to undertake relief work instead of performing military service; so they were neither cast into prison nor persecuted because of their unwillingness to go to war. In this war there were, moreover, Quakers who did not refuse to take an active part in the war, although they were few compared with those who chose to help the victims of war. When war came, the first task which confronted them was to help the refugees. But the difficulties were great because the frontiers of many countries were soon closed. The greater part of Europe was rapidly occupied by the Germans, and the United States remained neutral for only a short time. Most of the countries occupied by the Germans were closed to the Quakers. In Poland, it is true, they were given permission to help, but only on condition that the Germans themselves should choose who was to be helped, a condition which the Quakers could not accept. Nevertheless, they worked where they could, first undertaking welfare work in England and after that, behind the front in many countries of Europe and Asia, and even in America. For when America joined the war, the whole Japanese-American population, numbering 112,000 in all, of whom 80,000 were American citizens, was evacuated from the West Coast. The Quakers went to their assistance, as well as opposed the prevailing anti-Japanese feeling from which these people suffered. Now, with the war over, the need for help is greater than ever. This is true not only in Europe, but also and to the same degree in large areas of Asia. The problems are becoming more and more overwhelming – the prisoners who were released from concentration camps in 1945, all those who had to be repatriated from forced labor or POW camps in enemy countries, all the displaced persons who have no country to which they can return, all the homeless in their own countries, all the orphans, the hungry, the starving! The problem is not merely one of providing food and clothing, it is one of bringing people back to life and work, of restoring their self-respect and their faith and confidence in the future. Once again, the Quakers are active everywhere. As soon as a country has been reopened they have been on the spot, in Europe and in Asia, among countrymen and friends as well as among former enemies, in France and in Germany, in India and in Japan. It is not easy to assess the extent of their contribution. It is not something that can be measured in terms of money alone, but perhaps some indication of it may be given by the fact that the American Committee’s budget for last year was forty-six million Norwegian kroner. And this is only the sum which the American Committee has had at its disposal. Quakers in all countries have also taken a personal and active part in the work of other relief organizations. They have, for instance, assisted in the work of UNRRA14 in a number of places such as Vienna and Greece. Today the Quakers are engaged in work that will continue for many years to come. But to examine in closer detail the individual relief schemes would not give us any deeper insight into its significance. For it is not in the extent of their work or in its practical form that the Quakers have given most to the people they have met. It is in the spirit in which this work is performed. «We weren’t sent out to make converts», a young Quaker says: «we’ve come out for a definite purpose, to build up in a spirit of love what has been destroyed in a spirit of hatred. We’re not missionaries. We can’t tell if even one person will be converted to Quakerism. Things like that don’t happen in a hurry. When our work is finished it doesn’t mean that our influence dies with it. We have not come out to show the world how wonderful we are. No, the thing that seems most important is the fact that while the world is waging a war in the name of Christ, we can bind up the wounds of war in the name of Christ. Religion means very little until it is translated into positive action.»15 This is the message of good deeds, the message that men can find each other in spite of war, in spite of differences in race. Is it not here that we have the hope of laying foundations for peace among nations, of building it up in man himself so that the settling of disputes by force becomes impossible? All of us know that we have not yet traveled far along this road. And yet – when we witness today the great willingness to help those who have suffered, a generosity unknown before the war and often greatest among those who have least, can we not hope that there is something in the heart of man on which we can build, that we can one day reach our goal if only it be possible to make contact with people in all lands? The Quakers have shown us that it is possible to translate into action what lies deep in the hearts of many: compassion for others and the desire to help them – that rich expression of the sympathy between all men, regardless of nationality or race, which, transformed into deeds, must form the basis for lasting peace. For this reason alone the Quakers deserve to receive the Nobel Peace Prize today. But they have given us something more: they have shown us the strength to be derived from faith in the victory of the spirit over force. And this brings to mind two verses from one of Arnulf Överland’s16 poems which helped so many of us during the war. I know of no better salute:

The unarmed only can draw on sources eternal. The spirit alone gives victory.

* Mr. Jahn, also at this time director of the Bank of Norway, delivered this speech on December 10, 1947, in the Auditorium of the University of Oslo. At its conclusion he gave the Nobel diplomas and medals to Miss Margaret A. Backhouse, representing the Friends service Council, and Prof. Henry J. Cadbury, representing the American Friends Service Committee. Both representatives of these two Society of Friends organizations, which shared the prize, responded with brief speeches of acceptance. The translation of Mr. Jahn’s speech is based on the Norwegian text in Les Prix Nobel en 1947, which also carries a French translation. 1. George Fox (1624-1691), English religious leader and preacher. 2. Oliver Cromwell (1599-1658), lord protector of England (1653-1658). 3. William Penn (1644-1718), English Quaker preacher and writer who applied his liberal ideas of government first to West Jersey’s charter, then to the colony of Pennsylvania. 4. Elizabeth Gurney Fry (1780-1845), English Quaker philanthropist and minister interested in prison reform. 5. John Woolman (1720-1772), American Quaker preacher and abolitionist. 6. John Bright (1811-1889), English statesman and orator; of Quaker stock; member of Parliament (almost continuously 1843-1889). 7. The Crimean War (1853-1856): Russia vs. Turkey, England, France, and Sardinia. 8. Henry John Temple Palmerston (1784-1865), English statesman; in office almost continuously from 1809 to 1865 as secretary of war, foreign secretary, home secretary, or prime minister. 9. Napoleonic Wars: 1803-1815. 10. Finland was a Russian grand duchy at the time of the Crimean War. 11. The Franco-Prussian war (July 19, 1870-January 28, 1871). 12. Herbert Hoover (1874-1964), president of the U. S. (1929-1933); during and after World War I headed U. S. food administration and war relief commissions. 13. Spanish Civil War (1936-1939). 14. The United Nations Relief and Rehabilitation Administration (UNRRA) was established in 1943 to aid areas freed from the Axis powers; it was discontinued in Europe in 1947 and its work taken over by the FAO and the IRO. 15. The translation of this passage is taken from The Friends’ Quarterly (April, 1948) 75. 16. Arnulf Överland (1889-1968).

From Nobel Lectures, Peace 1926-1950, Editor Frederick W. Haberman, Elsevier Publishing Company, Amsterdam, 1972

 

Copyright © The Nobel Foundation 1947

 

Friends Service Council – Facts

Friends Service Council (The Quakers)

Founded: 1647 in London, United Kingdom

Field: peace movement

Prize share: 1/2

“Children of Light”

On the occasion of the tercentenary in 1947 of the foundation of the Christian community the Quakers, the Nobel Committee resolved to award the Peace Prize to the congregation’s two aid organizations. One was The Friends Service Council, which had been established in 1927 to carry out the missionary and aid work of the British Quakers. Its activities were founded in ancient traditions. In accordance with the belief that God’s goodness shows itself in good deeds, the Quakers had for a long time been engaged in providing aid to the poor and sick. They regarded social injustice and intolerance as important causes of war, and spearheaded the struggles against slavery, for social reforms, and for women’s rights. The Quakers opposed the use of arms and in the early 1800s took part in the foundation of the first peace societies. In both World Wars they took part in humanitarian aid projects for military and civilian war victims. The 1947 prizes marked the Nobel Committee’s recognition both of pioneering work in the international peace movement and of humanitarian work carried out without regard for race or nationality.

Copyright © The Norwegian Nobel Institute

American Friends Service Committee – Facts

American Friends Service Committee (The Quakers)

American Friends Service Committee (The Quakers)

Founded: 1917 in Washington, DC, USA

Field: peace movement

Prize share: 1/2

The Goodness of God Is Demonstrated in Brotherly Love

The second organization to receive the divided Peace Prize for 1947 was The American Friends Service Committee. It was founded in 1917, when the United States was drawn into World War I. Like their British co-religionists, the American Quakers sought to demonstrate God’s love for man by doing good deeds. Having appealed to the Government to be allowed to undertake humanitarian work as an alternative to war service, they were given the opportunity to assist in the rebuilding of France.

The Quakers set up provisional houses, provided livestock and seed corn, and were very active in their efforts to help the sick and pregnant. After the war they organized impressive aid projects in Germany and the Soviet Union, where there was great suffering from hunger and need.

In the 1930s, American Quakers worked hard on behalf of Jewish refugees, and cared for victims on both sides in the Spanish civil war. During World War II they assisted the Japanese-Americans who were interned after the attack on Pearl Harbor. When peace came, they cared in particular for slave workers and prisoners of war in war-torn regions.

Copyright © The Norwegian Nobel Institute