La storia del mio viaggio

25.05.2020 – Redazione Italia

La storia del mio viaggio

La lettera dell’Avvocato dell’Ufficio del Popolo, Aytaç Ünsal, è arrivata dalla prigione di Balıkesir.

«Non ho mai lasciato indietro le persone più vulnerabili. Ho vissuto i momenti più felici della vita mentre difendevo i più deboli nei tribunali. Grazie al mio lavoro di avvocato ho conosciuto il valore della vita e delle singole persone».

Una petizione è stata lanciata per supportare la sua richiesta e quella di Ebru Timtik di essere sottoposti a un processo equo.

Per firmarla, scrivere una mail con il proprio nome, lavoro e località a

savunmayaozgurluk@gmail.com

«Volevo parlarvi di me perché penso che vi interessi il motivo che porta un avvocato a fare lo sciopero della fame. Nella mia storia personale sono racchiuse le ragioni per cui un legale ha scelto di incamminarsi verso la morte. Purtroppo è una storia che riguarda in realtà tutti noi.

[…] Ho avuto la fortuna di avere come madre una magistrato. Essere consapevoli del meccanismo giudiziario sin dall’infanzia è un buon modo per imparare l’importanza dei diritti e della giustizia. Ma ho conosciuto anche l’ingiustizia da bambino: c’erano differenze in classe, c’erano differenze con le persone più povere delle città in cui ho vissuto.

[…] Quando mi sono trasferito ad Ankara per studiare all’università, la maggior parte degli studenti della facoltà di giurisprudenza erano figli di famiglie benestanti. Erano lontanissimi dalla realtà dei milioni di poveri che avevo conosciuto trasferendomi in molte città della Turchia per motivi di lavoro dei miei.

Sapete quando nei film turchi si usa l’espressione “persone di un altro mondo?” Erano proprio quelle lì. Le loro giornate e i loro problemi erano troppo diversi da ciò che avevo visto. Non mi sentivo a mio agio e non ero felice.

Ero abituato al rapporto con la gente umile: aperto, sincero, caloroso. Da bambino ho imparato a considerare solo ciò che fosse giusto, senza pregiudizi, sapendo ridere e soffrendo con chiunque. All’università cercavo nelle persone i valori dei miei amici di infanzia, ma mi sentivo come se fossero improvvisamente scomparsi.

Poi sono entrato in contatto con l’Ufficio legale popolare, e li ho realizzato che quelle persone oneste in realtà erano ovunque. Milioni e milioni: li ho trovati di nuovo, li ho trovati nella resistenza di Cansel Malatyalı a cui ho partecipato. Li ho conosciuti con i lavoratori di Kazova. Li ho visti nella miniera di Kınıklı. Li ho trovati in Didem, mia cara moglie, anche lei avvocata dell’Ufficio legale popolare. Dopo averli trovati di nuovo, non li ho mai lasciati soli.

Non ho mai lasciato indietro le persone più vulnerabili. Ho vissuto i momenti più felici della vita mentre difendevo i più deboli nei tribunali. Grazie al mio lavoro di avvocato ho conosciuto il valore della vita e delle singole persone. L’ufficio legale popolare mi ha insegnato la vita in termini reali.

[…] Ora mi stanno costringendo a rinunciare a tutto questo. Dicono che non puoi difendere gli operai, gli abitanti del villaggio, la gente dell’Anatolia. Dicono che non puoi essere un avvocato presso l’Ufficio legale popolare. Dicono che non puoi vedere Didem per i prossimi dieci anni e mezzo. Stanno cercando di mettere al bando le persone, il paese, il mio amore, la mia professione.

Ma queste non sono cose senza valore a cui puoi semplicemente rinunciare. Non è abbastanza semplice dire “Beh, non c’è niente da fare.” Io non rinuncerò mai alla mia gente, all’Anatolia, che mi ha insegnato la vita, che mi ha reso umano con il suo sforzo. Morirò ma non mi arrenderò.

Questa è la storia del mio viaggio. Resisterò alla morte come Mustafa Koçak e come İbrahim Gökçek che è morto pesando 30 chili. Fanno parte della mia famiglia già da quando eravamo bambini. Io sono stato loro avvocato fin dall’infanzia. Morirò, ma non smetterò mai di difenderli!

Aytaç Ünsal »

Comitato Solidale Grup Yorum

comitatosolidalegrupyorum@gmail.com

Meeting Minutes del 25/5/2020: Forza Italia, coraggio

Meeting Minutes del 25 maggio 2020

“Non posso scrivere, ma faccio esperienza di questa vita con il corpo e con l’anima, di minuto in minuto, in tutti i suoi aspetti e fluttuazioni, in tutti i suoi colori e suoni. Faccio esperienza delle persone e anche della loro sofferenza. E da quell’esperienza, forse, un giorno si faranno strada a fatica le parole che dovrò dire, e che sgorgano da una sorgente talmente vera che dovranno trovare la loro via. Saranno forse parole molto impacciate, ma vorranno essere dette.”
Etty Hillesum

Spirito Santo , dammi l’amore per Dio e per gli uomini , che stirpa ogni odio e amarezza
Dietrich Bonhoeffer

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Northside Friends Meeting a Chicago IL ha chiesto un giorno di lutto il 25 maggio 2020 per riconoscere il dolore e la perdita causate dalla pandemia finora. Questi #Quaccheri ci invitano a unirci a loro nell’azione visibile al tramonto ovunque tu sia, di uscire e accendere una candela e tenere un momento di silenzio per quello che abbiamo perso insieme.

” Non c’è stata alcuna chiamata dal governo degli Stati Uniti per un giorno di lutto per riconoscere il dolore e la perdita causata dalla pandemia finora. Come gente di fede, tocca a noi.

La nostra testimonianza di integrità ci costringe a dire la verità – non negheremo il nostro dolore né rifiuteremo di riconoscere la nostra perdita. La nostra testimonianza di uguaglianza ci costringe a vedere il privilegio goduto da coloro che la pandemia ha toccato con leggerezza e testimoniare il dolore di coloro che la pandemia ha ferito profondamente La nostra testimonianza della comunità ci obbliga a riunirci – come quaccheri, Chicagoani, americani, umani e figli della Terra.

Invitiamo tutte le persone a tenere il Memorial Day, lunedì 25 maggio 2020, come giorno di lutto. Vi invitiamo a prendervi del tempo e a condividere i vostri oneri con i vostri cari e le comunità da cui trarre conforto e forza. Anche noi adoreremo in quel giorno e ci riuniremo con voi nello spirito ”

* Giorno della Libertà Africana p Giorno dell’Unità-
* Vesak , la ricorrenza buddista più importante, in cui si celebrano la nascita, l’illimuninazione e la scomparsa del Buddha

“E’ meglio tacere ed essere, che parlare senza essere. E’ cosa bella insegnare, se chi parla mette in pratica”
Ignazio d’Antiochia

Poesia

IN THIS PLACE

In this place

God is near

May I pause

And linger here

David Herr


IN QUESTO POSTO

In questo posto

Dio è vicino

Posso mettermi in pausa?

E resta qui

Davide Herr

In ricordo:

 

In questa data nel 1911 (25 maggio), Cyrus Pringle morì. (Nato il 6 maggio 1838.) #Quaker#Pacifist. Botanico. Obiettore di coscienza durante la guerra civile. Dopo essere stato arruolato, gli amici lo hanno esortato a pagare i “soldi della commutazione” per non dover andare. Ma si rifiutò, dicendo che era ” un mezzo ancora più peccatore di quello di servire noi stessi, come fornendo denaro per assumere un sostituto.” Cyrus e due compagni quaccheri furono inviati in Virginia dove si rifiutarono di trattenere o portare un’arma, o svolgere qualsiasi compito militare. Per questo sono stati imprigionati e trattati crudelmente. Cyrus ha tenuto un diario che in seguito venne pubblicato come ” The Record of a Quaker Conscience.” Born a Charlotte, Vermont. Morto a Burlington, Vermont. Seppellito nel cimitero di Morningside, Charlotte, Vermont.
~ La serie di cimiteri di Marginal Mennonite Society Heroes.
L'immagine può contenere: erba, albero, pianta, cielo, spazio all'aperto e natura

Appunti on line:

<<Osservazioni critiche sul concetto di tradizione (A.Destro-M.Pesce, Il racconto e la scrittura, Carocci editore, pp.71-75.

“Il punto debole del concetto di tradizione è che alla tradizione è essenziale l’idea di una catena di tradenti necessari. Il concetto di tradizione implica un’idea di continuità tra soggetti interrelati e tra ciò che viene trasmesso oggi e quello che veniva trasmesso in passato.

È inevitabile che ogni tradizione sia in realtà anche una nuova costruzione. Ogni atto di memoria che ha autorità è dipendente dal movimento, dalla fluttuabilità, dall’incertezza del presente, non solo dalla sicurezza di ciò che è accaduto:

Molti antropologi e storici, da una trentina di anni, hanno cominciato a decostruire la nozione di ‘tradizione’. Da quel momento, si concepisce la tradizione presente in ogni società non tanto come un insieme fisso di credenze e di costumi trasmessi attraverso un passato comune, ma piuttosto come una reinterpretazione operata nella generazione contemporanea da parte degli attori sociali che l’adottano. Si tratta di una reinterpretazione continua di fatti e di attributi significanti, veicolati da pratiche determinate.

È così che nelle tradizioni, molte parti degli accadimenti di ieri sono di fatto cadute nell’oblio e permane in vita solo ciò che si vuole o si ha bisogno di ricordare o riattualizzare.
Più che di ricorso alla tradizione bisognerebbe parlare, quindi, di “costruzione della tradizione”. Hobsbawn ha parlato di “invenzione,” nel senso etimologico del termine:

“Le ‘tradizioni’ che ci appaiono, o si pretendono, antiche hanno spesso un’origine piuttosto recente, e talvolta sono costruite o riformulate di sana pianta”.

“L’invenzione di una tradizione è essenzialmente un processo di ritualizzazione e formalizzazione caratterizzato dal riferimento al passato, se non altro perché impone la ripetitività”.

Per lui, le tradizioni sono diverse dalle consuetudini delle società antiche o arcaiche che non escludono “a priori l’innovazione e il cambiamento”, pur cercando “di farli apparire compatibili o addirittura identici”. Non sono neppure espressione di “una convenzione o una routine”. Le tradizioni sarebbero atti o pratiche, basate sulle norme e sulla ritualità, che inculcano valori e regole ritenute in continuità col passato, che riproducono convinzioni da considerare intoccabili.
Nei primi scritti dei seguaci di Gesù il concetto di tradizione appare nelle lettere di Paolo o a lui attribuite ma si tratta di un modo di trasmissione che non riguarda tutte le parole di Gesù, bensì alcune di esse o alcuni gesti di carattere rituale da lui compiuti.
La trasmissione delle parole di Gesù avviene generalmente in modi diversificati. Non si può pensare che tutti i materiali relativi a Gesù, perciò, siano stati tramandati secondo uno schema formale di ripetizione fedele (una serie di formule di fede) come sembra supporre Paolo in 1 Cor 15,3-5. I conflitti fra le varie interpretazioni del messaggio di Gesù (testimoniati dall’epistolario di Paolo e dagli Atti degli Apostoli) smentiscono l’esistenza di un’unica “tradizione” e di un sistema di trasmissione normativo e controllato.
In conclusione, ipotizziamo che i discepoli, immediatamente dopo la morte di Gesù, abbiano voluto neutralizzare lo shock attraverso la verbalizzazione (e poi in alcuni casi anche attraverso la messa per scritto) delle emozioni provate in quella circostanza e di notizie su quanto era accaduto a Gesù. In un momento successivo, i vangeli (e i flussi di trasmissione di notizie di differente natura a loro precedenti) da un lato, rielaborarono in modo creativo la vicenda di Gesù e, dall’altro, composero una storia che mirava a costruire una nuova consapevolezza per il futuro. Essi intendevano costruire – tramite la loro scrittura una memoria collettiva, basandola su una visione che vuole essere la più vicina possibile ai fatti.” >>

E ancora su Facebook…

Facendo esegesi dei vangeli bisogna compararli con TUTTI i vangeli non solo con quelli canonici. idea poco accettata e ancor meno praticata.

Una volta quando l’esegesi non era solo narrativa si usavano le sinossi Zeba Crook è l’autore di questa bellissima sinossi molto accurata. uno strumento ottimo.

Ci sono due modi di studiare, comprendere, leggere testi come ad es. i vangeli. Uno modo è quello del teologo o credente il quale ritiene di possedere quello stesso Spirito Santo da cui i vangeli sarebbero sati scritti. Il teologo o credente li legge per costruire su di essi una visione della vita alla luce della volontà di Dio. Esiste un altro modo. Lo storico legge i testi per trovare in essi ciò che è attendibile al fine di ricostruire una storia plausibile. Inoltre lo storico legge i testi in sè stessi non per ricostruire una storia, ma per comprendere il messaggio che l’autore di quel testo, tramite quel testo, ha voluto significare. Metodi di lettura e scopi sono differenti. Lei dice inoltre che l’autore dei testi canonici è Dio. Secondo la teologia di praticamente tutte le chiese cristiane, ci sono invece due autori: Dio e gli esseri umani. La cosiddetta natura teandrica delle Scritture. Solo la teologia islamica sostiene che il Corano ha per autore solo Dio, e anche tutte le teologie fondamentaliste cristiane pensano la stessa cosa del Nuovo Testamento. Allo storico, quando fa il suo lavoro, cosa pensino le teologie non deve interessare proprio nulla. Però come storico registro che Lei sembra ignorare che da almeno due secoli schiere di credenti sacerdoti e non hanno interpretato i testi canonici comparandoli con quelli non canonici e con mari di letteratura religiosa non cristiana e non ebraica coeve. E questo non intaccava la loro fede. Basterebbe leggere la enciclica di Pio XII del 1941 che autorizza la interpretazione dei testi delle Scritture alla luce dei testi dell’Oriente antico e dei loro generi letterari. Possibile che 80 anni dopo ci siano cattolici che non se ne rendono conto?

Mauro Pesce, biblista

L’angolo della Memoria

HANA BRADY; MORTA A 12 ANNI AD AUSCHWITZ – BIRKENAU.

23 ottobre 1944.
Hana Brady arriva nel campo di sterminio di Auschwitz – Birkenau a 12 anni, con un trasporto proveniente dal ghetto di Therezin.
Sola, con una valigia con sopra una scritta in vernice bianca: Hana Brady, 16 maggio 1931, “Waisenkind” – “Orfana”.
Hana è immediatamente selezionata per le camere a gas.
– –

Hana Brady è nata il 16 maggio 1931 in Cevoslovacchia, dove viveva con i suoi genitori – Markéta (nata Dubsky) e Karel Brady -, e suo fratello George, di tre anni più grande di lei.
In seguito all’invasione del Paese da parte dell’esercito tedesco e all’arresto e alla deportazione dei genitori, Hana e George furono affidati alle cure degli zii.
Seguì la tragica deportazione dei piccoli a Terezin dove poco dopo Hana rimase sola, costretta a separarsi da suo fratello. Successivamente, viene deportata nel campo di sterminio di Auschwitz – Birkenau.

George Brady è Sopravvissuto al dramma della Shoah. La memoria di Hana rivive oggi nella testimonianza di suo fratello.

Per NON dimenticare.
Per portare giustizia a tutte le vittime.
Per costruire oggi una società priva di discriminazioni e indifferenza.

L'immagine può contenere: 1 persona, persona seduta e bambino

Traffico di organi dei profughi siriani, premiata l’inchiesta della ‘Cbs’

24.05.2020 – Agenzia DIRE

Traffico di organi dei profughi siriani, premiata l’inchiesta della ‘Cbs’
(Foto di DIRE – Mstyslav Chernov)

Un documentario vincitore di un concorso internazionale ha portato alla luce un fenomeno che riguarda e vede come potenziali vittime milioni di siriani rifugiati in Turchia

Un documentario vincitore di un concorso internazionale ha portato alla luce un fenomeno che riguarda e vede come potenziali vittime milioni di siriani rifugiati in Turchia: la pratica di vendere organi interni pur di ottenere denaro con cui sfamare la famiglia. La corrispondente dell’emittente american Cbs News Holly Williams e il produttore Haitham Moussa hanno realizzato ‘Selling Organs to Survive‘ (‘Vendere gli organi per sopravvivere’, ndr), un capitolo del documentario ‘Down to Earth’ che si è aggiudicato l’edizione 2020 del Webby Award for Social, News and Politics, un riconoscimento istituito nel 1996.

L’inchiesta di Williams e Moussa è partita da una serie di annunci su Facebook in cui si sponsorizzava l’acquisto di reni e fegati umani rivolto ai rifugiati residenti in Turchia al confine con la Siria. I profughi scappati dalla guerra in Siria non possono tornare a causa dell’insicurezza e dello stato di devastazione in cui versa il loro Paese d’origine. Ma trovare un lavoro in Turchia non è semplice e così fare la spesa, pagare l’affitto e mantenere i figli che vanno a scuola può diventare un’impresa per centinaia di famiglie. Da qui, la decisione dei due giornalisti di partire per il Medio Oriente. Con telecamere nascoste, i due reporter sono riusciti a documentare la compravendita di “materiali umani” sul mercato nero.

Il documentario

Il documentario racconta il modo in cui i profughi bisognosi di denaro prendono contatti con i compratori e anche le truffe nelle quali spesso incorrono. Come è accaduto ad Abu Abdullah, un padre di famiglia che col suo impiego guadagna circa 300 dollari al mese. Visto l’annuncio su Facebook, Abdullah ha deciso di vendere uno dei due reni a 10.000 dollari, ma l’acquirente – un uomo di origine europea – gliene ha dati solo la metà e dopo l’intervento ha fatto perdere di sé ogni traccia.
Una madre single di tre bambini ha invece accettato di dare via metà del fegato per 4.000 dollari, una somma con cui la donna è riuscita a mettersi in pari con l’affitto del proprio appartamento, riuscendo anche a risparmiare una somma per i mesi successivi.

In Turchia la compravendita di organi è vietata dalla legge, che la ammette solo in caso di necessità e tra consanguinei. Pertanto, ai profughi i compratori forniscono dei documenti falsi con cui presentarsi in ospedale e sottoporsi alle operazioni.

Le autorità turche sono a conoscenza di questo traffico e starebbero agendo per smantellarlo. Dopo l’accordo tra l’Unione Europea ed Ankara del 2016, la Turchia accoglie sul proprio territorio oltre 3 milioni di rifugiati siriani. Da tempo le organizzazioni per i diritti umani denunciano la precarietà e l’indigenza in cui vivono queste persone, che spesso non riuscendo a trovare lavoro sono esposte al rischio di violenze e sfruttamento.

Articolo di Alessandra Fabbretti

Meeting Minutes del 24/5/2020

Meeting Minutes del 24/5/2020

Buona domenica

“Si è a casa dovunque su questa terra, se si porta tutto in noi stessi”

(Diario, p. 763.)

Questa frase é incisa sul marmo vicino alla porta della casa dove nacque Etty Hillesum il 15 gennaio 1914 a Middelburg.
Il 19 maggio scorso é stata inaugurata a Middelburg la fondazione “Het Etty Hillesum Huis”(Istituto per l’istruzione, la scienza, l’arte e la cultura). La sede sará proprio la casa dove Etty nacque al Molenwater, che diventerá quindi un luogo in cui la sua storia, la sua vita, i suoi pensieri saranno diffusi tramite diverse discipline e attivitá.
Anche l’EHOC Si sposterà in quella sede. L’obiettivo é di aprirne le porte il 15 gennaio 2021.
* 1915 L’Italia entra nella prima guewrra mondiale,contro il parere della maggioranza parlamentare. Conscia che si era già ottenuto a tavolino  diplomatico la richiesta dei territori reclamati.

* Giornata internazionale delle donne per il disarmo

Un fiore non pensa di competere con il fiore accanto. Semplicemente fiorisce.

Zen Shin

Poesia

IN THIS PLACE

In this place

God is near

May I pause

And linger here

David Herr

IN QUESTO POSTO

In questo posto

Dio è vicino

Posso mettermi in pausa?

E resta qui

Davide Herr

Oggi si decide qualcosa di immenso:se noi cristiani abbiamo forza per convincere il mondo che non siamo sognatori che camminano nelle nuvole
Dietrich Bonhoeffer

In ricordo

William Lloyd Garrison died on May 24th, 1879. He was a prominent pacifist, abolitionist, suffragist, and freethinker. But it took a Quaker couple, James and Lucretia Mott, to blow his mind with their belief that God is and always has been a pacifist, even in Old Testament times. Garrison told the story in his Liberator newspaper:

“If my mind has become liberalized in any degree, if the theological dogmas which I once regarded as essential to Christianity I now repudiate as absurd and pernicious, I am largely indebted to James and Lucretia Mott.

“I recollect on one occasion, when my reverence for the Bible as an inspired volume was such that I was killed by the letter, entering into conversation with Lucretia on the subject of war, I was startled on hearing the declaration from her lips that she did not believe God ever authorized or sanctioned war, in any age or nation.

“Not that I had any doubt as to the prohibition of all war in the New Testament, but I had never thought of questioning the integrity of the Jewish record. ‘How do you dispose of the statements made in the Old Testament,’ I asked, ‘that the Lord commanded Moses, Joshua, and others, to wage even wars of extermination?’ ‘I can more easily believe that man is fallible than that God is changeable,’ was her reply.

“In this reply, so full of good sense and true wisdom, I have since found an easy solution of many Scriptural difficulties, and instead of being any longer ‘killed by the letter,’ have been ‘made alive by the spirit.’”

~William Lloyd Garrison (from an editorial he wrote in The Liberator newspaper, as recounted in “James and Lucretia Mott: Life and Letters,” published in 1884, pp. 296-297)William Lloyd Garrison morì il 24 maggio 1879. Era un pacifista, abolizionista, suffragista e freethinker. Ma ci è voluto una coppia di Quaker, James e Lucretia Mott, per far impazzire con la loro convinzione che Dio sia ed è sempre stato pacifista, anche nei tempi dell’Antico Testamento. Garrison ha raccontato la storia sul suo giornale Liberator:

” Se la mia mente si è liberalizzata in qualsiasi grado, se i dogmi teologici che una volta consideravo essenziali per il cristianesimo, ora ripudiano assurdo e pernicioso, sono in gran parte in debito con James e Lucretia Mott.

” Ricordo in un’occasione, quando il mio rispetto per la Bibbia come un volume ispirato era tale che sono stato ucciso dalla lettera, entrando in conversazione con Lucrezia sul tema della guerra, mi ha sorpreso di sentire la dichiarazione dalle sue labbra che lei non credeva che Dio abbia mai autorizzato o sanzionato la guerra, in nessuna età o nazione.

” Non che avessi dubbi sul divieto di tutta la guerra nel Nuovo Testamento, ma non avevo mai pensato di mettere in discussione l’integrità del record ebraico. ” Come fate a smaltire le dichiarazioni fatte nel Vecchio Testamento Io chiesi – che il Signore ha ordinato a Mosè, Giosuè e altri, di fare anche guerre di sterminio? ‘ ‘ Posso credere più facilmente che l’uomo sia fallibile di quello che Dio è cambiabile è stata la sua risposta.

“In questa risposta, così piena di buon senso e vera saggezza, ho trovato una soluzione facile di molte difficoltà scritturali, e invece di essere più” uccisi dalla lettera, ‘ sono stati fatti vivi dallo spirito. ‘ ‘ ‘ s “

~ William Lloyd Garrison (da un editoriale che ha scritto sul giornale The Liberator, come raccontato in ” James and Lucretia Mott: Life and Letters,” pubblicato nel 1884, pp. 296-297) 296-297)

Buon compleanno

Happy birthday, Grace Jantzen (May 24, 1948 – May 2, 2006)! #Feminist theologian. #Pacifist#Mennonite turned #Quaker. Professor of Religion, Culture and Gender at Manchester University (England). Author of “God’s World, God’s Body” (1984), “Julian of Norwich: Mystic and Theologian” (1987), and “Becoming Divine: Towards a Feminist Philosophy of Religion” (1998). Born into a Mennonite family in northern Saskatchewan, Canada. Died in Ambleside, Cumbria, England.
~The Marginal Mennonite Society Heroes Series.Buon compleanno, Grace Jantzen (24 maggio 1948-2 maggio 2006)! #teologo#Pacifist#Mennonite trasformata #Quaker. Professoressa di Religione, Cultura e genere presso la Manchester University (Inghilterra). Autrice di ” Il mondo di Dio, il corpo di Dio ” (1984), ” Julian of Norwich: Mystic and Theologo ” (1987), e ” Divine: Verso una filosofia femminista della religione ” (1998). Nata in un Famiglia mennonita nel nord di Saskatchewan, Canada. Morta ad Ambleside, Cumbria, Inghilterra.
~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes.

Sii per me una rocca in cui trovo scampo, una fortezza dove io possa sempre rifugiarmi! Tu hai dato ordine di salvarmi
Salmo 71, 3

Il Signore mi libererà da ogni azione malvagia e mi salverà nel suo regno celeste
II Timoteo 4, 18

Meeting Minutes del 24/5/2020

Meeting Minutes del 24/5/2020

Buona domenica

“Si è a casa dovunque su questa terra, se si porta tutto in noi stessi”

(Diario, p. 763.)

Questa frase é incisa sul marmo vicino alla porta della casa dove nacque Etty Hillesum il 15 gennaio 1914 a Middelburg.
Il 19 maggio scorso é stata inaugurata a Middelburg la fondazione “Het Etty Hillesum Huis”(Istituto per l’istruzione, la scienza, l’arte e la cultura). La sede sará proprio la casa dove Etty nacque al Molenwater, che diventerá quindi un luogo in cui la sua storia, la sua vita, i suoi pensieri saranno diffusi tramite diverse discipline e attivitá.
Anche l’EHOC Si sposterà in quella sede. L’obiettivo é di aprirne le porte il 15 gennaio 2021.
* 1915 L’Italia entra nella prima guewrra mondiale,contro il parere della maggioranza parlamentare. Conscia che si era già ottenuto a tavolino  diplomatico la richiesta dei territori reclamati.

* Giornata internazionale delle donne per il disarmo

Un fiore non pensa di competere con il fiore accanto. Semplicemente fiorisce.

Zen Shin

Poesia

IN THIS PLACE

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God is near

May I pause

And linger here

David Herr

IN QUESTO POSTO

In questo posto

Dio è vicino

Posso mettermi in pausa?

E resta qui

Davide Herr

Oggi si decide qualcosa di immenso:se noi cristiani abbiamo forza per convincere il mondo che non siamo sognatori che camminano nelle nuvole
Dietrich Bonhoeffer

In ricordo

William Lloyd Garrison died on May 24th, 1879. He was a prominent pacifist, abolitionist, suffragist, and freethinker. But it took a Quaker couple, James and Lucretia Mott, to blow his mind with their belief that God is and always has been a pacifist, even in Old Testament times. Garrison told the story in his Liberator newspaper:

“If my mind has become liberalized in any degree, if the theological dogmas which I once regarded as essential to Christianity I now repudiate as absurd and pernicious, I am largely indebted to James and Lucretia Mott.

“I recollect on one occasion, when my reverence for the Bible as an inspired volume was such that I was killed by the letter, entering into conversation with Lucretia on the subject of war, I was startled on hearing the declaration from her lips that she did not believe God ever authorized or sanctioned war, in any age or nation.

“Not that I had any doubt as to the prohibition of all war in the New Testament, but I had never thought of questioning the integrity of the Jewish record. ‘How do you dispose of the statements made in the Old Testament,’ I asked, ‘that the Lord commanded Moses, Joshua, and others, to wage even wars of extermination?’ ‘I can more easily believe that man is fallible than that God is changeable,’ was her reply.

“In this reply, so full of good sense and true wisdom, I have since found an easy solution of many Scriptural difficulties, and instead of being any longer ‘killed by the letter,’ have been ‘made alive by the spirit.’”

~William Lloyd Garrison (from an editorial he wrote in The Liberator newspaper, as recounted in “James and Lucretia Mott: Life and Letters,” published in 1884, pp. 296-297)William Lloyd Garrison morì il 24 maggio 1879. Era un pacifista, abolizionista, suffragista e freethinker. Ma ci è voluto una coppia di Quaker, James e Lucretia Mott, per far impazzire con la loro convinzione che Dio sia ed è sempre stato pacifista, anche nei tempi dell’Antico Testamento. Garrison ha raccontato la storia sul suo giornale Liberator:

” Se la mia mente si è liberalizzata in qualsiasi grado, se i dogmi teologici che una volta consideravo essenziali per il cristianesimo, ora ripudiano assurdo e pernicioso, sono in gran parte in debito con James e Lucretia Mott.

” Ricordo in un’occasione, quando il mio rispetto per la Bibbia come un volume ispirato era tale che sono stato ucciso dalla lettera, entrando in conversazione con Lucrezia sul tema della guerra, mi ha sorpreso di sentire la dichiarazione dalle sue labbra che lei non credeva che Dio abbia mai autorizzato o sanzionato la guerra, in nessuna età o nazione.

” Non che avessi dubbi sul divieto di tutta la guerra nel Nuovo Testamento, ma non avevo mai pensato di mettere in discussione l’integrità del record ebraico. ” Come fate a smaltire le dichiarazioni fatte nel Vecchio Testamento Io chiesi – che il Signore ha ordinato a Mosè, Giosuè e altri, di fare anche guerre di sterminio? ‘ ‘ Posso credere più facilmente che l’uomo sia fallibile di quello che Dio è cambiabile è stata la sua risposta.

“In questa risposta, così piena di buon senso e vera saggezza, ho trovato una soluzione facile di molte difficoltà scritturali, e invece di essere più” uccisi dalla lettera, ‘ sono stati fatti vivi dallo spirito. ‘ ‘ ‘ s “

~ William Lloyd Garrison (da un editoriale che ha scritto sul giornale The Liberator, come raccontato in ” James and Lucretia Mott: Life and Letters,” pubblicato nel 1884, pp. 296-297) 296-297)

Buon compleanno

Happy birthday, Grace Jantzen (May 24, 1948 – May 2, 2006)! #Feminist theologian. #Pacifist#Mennonite turned #Quaker. Professor of Religion, Culture and Gender at Manchester University (England). Author of “God’s World, God’s Body” (1984), “Julian of Norwich: Mystic and Theologian” (1987), and “Becoming Divine: Towards a Feminist Philosophy of Religion” (1998). Born into a Mennonite family in northern Saskatchewan, Canada. Died in Ambleside, Cumbria, England.
~The Marginal Mennonite Society Heroes Series.Buon compleanno, Grace Jantzen (24 maggio 1948-2 maggio 2006)! #teologo#Pacifist#Mennonite trasformata #Quaker. Professoressa di Religione, Cultura e genere presso la Manchester University (Inghilterra). Autrice di ” Il mondo di Dio, il corpo di Dio ” (1984), ” Julian of Norwich: Mystic and Theologo ” (1987), e ” Divine: Verso una filosofia femminista della religione ” (1998). Nata in un Famiglia mennonita nel nord di Saskatchewan, Canada. Morta ad Ambleside, Cumbria, Inghilterra.
~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes.

Sii per me una rocca in cui trovo scampo, una fortezza dove io possa sempre rifugiarmi! Tu hai dato ordine di salvarmi
Salmo 71, 3

Il Signore mi libererà da ogni azione malvagia e mi salverà nel suo regno celeste
II Timoteo 4, 18

Siria. Presto un ritorno a Ginevra?

L’appello lanciato dall’inviato delle Nazioni Unite è stato accolto con favore. Sul terreno la situazione rimane fragile, anche se le violenze sono diminuite. Eppure, le divisioni sono sempre le stesse

Il governo siriano e le principali forze di opposizione potrebbero presto ritornare a sedersi al tavolo negoziale di Ginevra, dove da anni si cerca di trovare un’intesa per una nuova Costituzione del Paese, che permetta di dare una soluzione politica a una guerra cominciata più di nove anni fa.

Martedì 19 maggio, l’inviato speciale delle Nazioni Unite per la Siria, Geir Pedersen, aveva lanciato un appello affinché Russia e Stati Uniti avviino colloqui volti a trovare una soluzione al conflitto nel paese mediorientale, definendo inoltre “attori chiave” l’Iran e la Turchia, impegnati rispettivamente a sostegno del governo e dell’opposizione.

Il giorno dopo, i rappresentanti dei fronti in guerra hanno risposto positivamente alla richiesta di Pedersen, affermando di voler riprendere il dialogo a Ginevra. L’inviato delle Nazioni Unite ha chiarito che la ripresa del dialogo potrà avvenire soltanto in presenza, quindi quando la situazione sanitaria globale sarà sotto controllo, escludendo qualsiasi ipotesi di un incontro virtuale del Comitato costituzionale.

Anche se la situazione sul terreno si è trasformata profondamente negli ultimi quattro anni e mezzo, sin dall’intervento militare russo a sostegno di Bashar al-Assad, lo schema da cui si ripartirà a Ginevra è lo stesso stabilito nel 2015 dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite con la risoluzione 2254 del dicembre 2015. In quel documento si esprimeva il sostegno a «un processo politico guidato dai siriani che sia facilitato dalle Nazioni Unite e che, entro sei mesi, istituisca un governo attendibile, inclusivo, non settario e che stabilisca un programma e un procedimento per redigere una nuova costituzione», e si auspicavano «elezioni libere e giuste, conformi alla nuova costituzione, che dovranno tenersi entro 18 mesi e amministrate sotto la supervisione delle Nazioni Unite, in modo che siano soddisfacenti per il governo e che siano caratterizzate dai più alti criteri internazionali di trasparenza e affidabilità, con la partecipazione di tutti i Siriani, inclusi i membri della diaspora».

Finora, quelle intenzioni sono state del tutto disattese da ogni parte in causa, come sottolineato dallo stesso Pedersen, secondo cui «ci sono state troppe occasioni perse per passare dal conflitto a un percorso politico» e «quei momenti persi sono stati seguiti da una nuova violenza e da un rafforzamento delle posizioni tra attori regionali e internazionali».

Dopo anni di divisioni, anche su questioni formali come la sua composizione, la prima seduta della Commissione costituzionale è avvenuta soltanto il 30 ottobre 2019, proprio mentre nel nord-est siriano si completava l’invasione turca nelle aree controllate dalle Sdf a maggioranza curda, ponendo un nuovo grave ostacolo nel percorso verso una soluzione politica che ancora oggi sembra lontanissima.

Complice forse la crisi sanitaria globale, oggi le violenze nelle zone più conflittuali sembrano essersi ridotte. Questo è vero in particolare per la regione di Idlib, terreno di scontro tra Russia e Turchia all’inizio del 2020. Qui si incrociano le due più importanti vie di comunicazione del Paese, la M4 e la M5, che connettono la costa mediterranea con la strada per Aleppo e Damasco. I combattimenti in quest’area hanno perso intensità sin da marzo, quando Russia e Turchia hanno sottoscritto un cessate il fuoco. Inoltre, i due Paesi sono ogni giorno più impegnati nel sostenere gli opposti fronti del conflitto civile in Libia, ormai diventato a tutti gli effetti una guerra per procura che ricalca in parte proprio il disastroso modello siriano. Anche nel nord-est nell’ultimo mese è crescita la cooperazione tra Russia e Turchia, anche se i problemi del passato rimangono del tutto attuali.

Tuttavia, avverte Pedersen, la situazione potrebbe precipitare in qualsiasi momento, e a farne le spese come sempre sarebbe la popolazione siriana, che da nove anni paga il prezzo di un conflitto che sempre più è una questione di élite.

L’inviato speciale delle Nazioni Unite ha dichiarato di essere rimasto colpito dalla volontà di tutte le fazioni in campo di voler dialogare con le Nazioni Unite, e che tutte le parti sono realmente preoccupate sia per la situazione attuale che per il futuro della Siria, ma ha chiarito che “la crisi in Siria non verrà risolta solamente da una nuova Costituzione”. Entrambi i Presidenti del Comitato, Nabil al-Kuzbari per conto del Governo del Presidente Bashar al-Assad e Hadi al-Bahra in rappresentanza delle opposizioni, hanno riaffermato a Pedersen l’importanza dell’assenza di precondizioni per realizzare passi avanti significativi nella scrittura della nuova Carta del Paese arabo.

Tutto bene, quindi? Non proprio, perché al netto delle scarne dichiarazioni congiunte, la divisione tra i due attori-chiave del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Stati Uniti e Russia, rimane profonda. Subito dopo le parole di Pedersen, la Rappresentante permanente alle Nazioni Unite per gli Stati Uniti, Kelly Craft, ha dichiarato che «Dobbiamo identificare la campagna di disinformazione di Russia e Cina», aggiungendo che «In seno al Consiglio, quando discutiamo di qualcosa sulla Siria, non possiamo fare un solo passo senza che Russia e Cina provino a reprimere le voci di altri paesi».

Per contro, l’ambasciatore russo Vassily Nebenzia ha chiesto la rimozione delle «soffocanti sanzioni unilaterali» imposte dagli Stati Uniti e da altri Paesi che impediscono alla Siria di accedere a medicinali e strumentazione medica per contrastare il COVID-19, e ha criticato la presenza dell’esercito statunitense nel nord-est della Siria, definita «illegale». Nebenzia ha affermato che i siriani devono avere la possibilità di affrontare in indipendenza minacce come la pandemia, il terrorismo, l’occupazione straniera e il ripristino dell’unità e dell’integrità territoriale del paese. «La comunità internazionale dovrebbe fornire assistenza umanitaria, favorire la ricostruzione postbellica della Siria e il processo politico senza interferire», ha affermato.

Se non fosse già stato pagato un prezzo tragico in questi nove anni di guerra, parole come queste, pronunciate da due tra i Paesi che più hanno inciso con la loro presenza sul Medio oriente negli ultimi quarant’anni, potrebbero quasi strappare un sorriso. Eppure, ancora una volta, sulla pelle dei siriani si giocano partite che non contribuiscono in nessun modo alla risoluzione del problema.

Foto a cura dell’Ospedale pediatrico Bambin Gesù

Meeting Minutes del23/5/2020: shabbat shalom

Meeting minutes del 23/5/2020: shabbat shalom

*1992 la mafia uccide il giudice Giovanni Falcone, la moglie e treuomini della scorta

Occorre compiere fino in fondo il proprio dovere, qualunque sia il sacrificio da sopportare, costi quel che costi, perché èin ciò che sta l’essenza della dignità Umana
Giovanni Falcone

Oggi come proposta anzichè pregare leggiamo un articolo di attualilà su Giovanni-

Giovanni Falcone, quella memoria incensata un giorno e offesa, cancellata, insultata ogni momento

22.05.2020 – Alessio Di Florio

Giovanni Falcone, quella memoria incensata un giorno e offesa, cancellata, insultata ogni momento
(Foto di I Cento Passi)

Il 16 dicembre 1987 si conclude in primo grado il maxi processo contro Cosa Nostra: 360 condanne per un totale di 2665 anni di carcere. La mafia non è invincibile, i clan si possono sconfiggere nelle aule di tribunale e in nome della giustizia. Una grande vittoria della procura antimafia di Palermo di Antonino CaponnettoGiovanni FalconePaolo BorsellinoAntonio Ingroia e altri magistrati in prima linea contro le mafie. Poteva, anzi doveva ma nel paese sporco (parafrasando Pasolini) e dei gattopardi il dovere non esiste, essere la svolta definitiva contro i poteri marci. Fu invece, in buona parte, l’inizio della fine di quella straordinaria stagione civile e morale. Antonino Caponnetto, per motivi di salute, poco dopo tornò a Firenze. Aveva avuto ampie rassicurazioni che il lavoro del pool antimafia sarebbe potuto proseguire senza problemi e che al suo posto sarebbe stato designato Falcone. Ma così non fu: il 19 gennaio 1988 il Consiglio Superiore della Magistratura designò, cancellando ogni riferimento e basandosi esclusivamente su un criterio di anzianità, Antonino Mieli. Falcone, come molti ebbero a dire, iniziò a morire quel giorno abbandonato e tradito anche da alcuni che considerava amici. Una scelta, che oggi molti considerano sbagliata ma ipocritamente perché si lasciano manovrare dagli stessi fili, figlia del clima montante che era nata dopo il polverone contro coloro che furono definiti “professionisti dell’antimafia”. Una frase che, nell’Italia dove Falcone e Borsellino vengono sbandierati e resi santini ad ogni piè sospinto, ancora oggi anima troppi mossi da ottusi interessi ideologici o molto più di partito, bottega o padrone. Quel clima contro i magistrati di Palermo travolse anche il fallito attentato dell’Addaura che alcuni, senza nessuna vergogna, dissero fosse una manovra dello stesso Falcone per fare carriera.

Era l’estate del 1988 – ha ricordato di recente all’Adn Kronos Antonio Ingroia(http://www.lagiustizia.info/ingroia-di-matteo-come-borsellino-nell88-dopo-morte-giudici-non-e-cambiato-nulla/ ), oggi avvocato antimafia e presidente del movimento politico Azione Civile – Paolo Borsellino procuratore a Marsala sa che Falcone è prigioniero del modo burocratico in cui si fa lotta alla mafia a Palermo da quando Antonino Meli è stato preferito allo stesso Falcone come capo dell’ufficio istruzione e quindi del pool antimafia. Incontra due giornalisti e denuncia il calo di tensione nella lotta alla mafia da parte dello Stato. Scoppia un putiferio. Ma è Borsellino che viene accusato per avere fatto la denuncia in una sede non istituzionale, e rischia il procedimento disciplinare, mentre Meli rimane al suo posto e tutto finisce in una bolla di sapone. Oggi Nino Di Matteo non viene forse accusato della stessa accusa, per essere intervenuto in una trasmissione televisiva invece che nelle sedi istituzionali perdendo di vista il vero tema cioè, il calo nella lotta alla mafia con la scarcerazione di quasi 400 mafiosi a causa di una circolare uscita dal Dipartimento ministeriale dove è stato scelto qualcuno meno titolato di lui? Di Matteo accusato di avere usato sedi improprie e il Ministro che lo ha scartato rimane al suo posto. È cambiato qualcosa a quasi 30 anni dal sacrificio di Borsellino e Falcone? Molto amaramente dobbiamo ammettere di no”. Un riassunto di tanti fatti anche di queste settimane a cui c’è ben poco da aggiungere. Basta scorrere le pagine dei quotidiani, scorrere i social o vedere i personaggi più improbabili e senza alcuna autorevolezza per rendersi conto che in questo paese è sempre più egemone – come già ricordato in un precedente articolo – l’idea che tutti possono esprimersi (traditori dello Stato, avvocati di mafiosi, starlette dallo spessore inferiore allo zero e tante altre espressioni della vacuità borghese e mal affaristica) ma non chi in prima linea ogni giorno rischia la vita per la giustizia e la libertà dalle oppressioni criminali. L’avvento di Mieli portò con sé un duro colpo all’avanzata del lavoro antimafia a Palermo tornando indietro alla concezione delle mafie come pure bande che violavano qualche legge, senza nessuna subcultura, alti interessi e progetti strategici. Di fatto la tesi che troppi portano avanti ancora oggi cercando di isolare e delegittimare ogni espressione di magistrati come GratteriDi Matteo e Maresca o ex magistrati come Ingroia e Caselli. Perché ci sono quotidiani che ogni santo giorno di fatto portano avanti le peggiori balle contro di loro e una vera e propria campagna offensiva e mistificatoria. Portata avanti da personaggi capaci di essere tra i maggiori saltimbanchi della politica passando dall’estrema sinistra a Forza Italia e altri che hanno più di un armadio pieno di scheletri, vissuti da sempre all’ombra di padroni che dettano la linea. Eppure sono considerati interlocutori, ascoltati al contrario di chi oggi cerca di portare avanti la lotta alla borghesia mafiosa, capitalista e criminale. E dovrebbe far riflettere che in queste settimane l’unico quotidiano su cui – grazie all’intervista ad Antonio Nicaso, autore con Nicola Gratteri di tanti libri contro la ‘ndrangheta – le mafie sono state definite e descritte nella loro essenza capitalista, affaristica, negli intrecci con politica, economia, massoneria e zone grigie della società sia stato l’Osservatore Romano. Mentre altrove si sono scatenate le canee più sconcertanti a difesa della possibilità dei mafiosi più pericolosi di tornare nei luoghi dove hanno comandato e agito. Dimenticandosi di una delle grandi lezioni della stagione antimafia del pool e dei migliori e più coraggiosi giudici, giornalisti e militanti contro le mafie. Ma sbandierare il santino di Peppino Impastato, riempire bocche e tastiere con “la mafia è una montagna di merda”, fa sentire fregni e bravi. Chiamare per nome i Tano Badalamenti di oggi, combattere contro pupi e pupari potenti e/o che puoi incontrare al bar ogni giorno è più difficile, chiedere coraggio e schiena dritta, autenticità dell’animo ma – come scrisse anche Manzoni – non è da tutti. E incredibilmente lo stesso presunto finto garantismo non ha dedicato neanche un decimo del tempo a interrogarsi sulle dinamiche strutturali che hanno portato le carceri allo stato attuale e sul perché altri detenuti, che non hanno santi in paradiso e non sono stati protagonisti della peggiore oppressione criminale possibile, non hanno beneficiato di nulla per l’assenza dei braccialetti elettronici. Ma chi non è colletto bianco, chi non è potente, chi viene da classi meno abbienti a quanto pare non interessa …

Siamo nell’Italia che in queste ore (fa finta di) celebra(re) Falcone come tra qualche settimana Borsellino ma cresce la spinta per cancellare ogni presidio di controllo degli affari delle mafie, di ogni mafia, come il codice appalti e ogni altro vincolo. In cui una dei personaggi improbabili e senza nessuna credibilità già citati è arrivata a scrivere non solo che la mafia non esiste più ma, addirittura, che se pure esistesse ancora non è un gran pericolo, non uccide più e quindi non bisogna considerare la lotta contro di essa una priorità. Parole scritte dal sofà di casa propria mentre, anche in queste settimane di lockdown, c’è chi è stato assassinato da tumori e altre malattie perché la sua terra è stata avvelenata dalla camorra, c’è chi ha subito intimidazioni, chi ha subito abusi e violenze per colpa dello spaccio di droga, ci sono donne che sono rimaste incatenate alla schiavitù sessuale per i porci comodi dei bravi borghesi. Di trattative e di cedimenti davanti alle peggiori e più squallide consorterie criminali la storia italiana è ahinoi piena. Ma ricordarlo può portare a subire gli insulti e le contumelie peggiori. A fine aprile è stato l’anniversario della morte di Roberto Mancini (https://www.pressenza.com/it/2019/05/condannato-cipriano-chianese-per-la-discarica-su-cui-indago-roberto-mancini/ ), il poliziotto che scoprì la terra dei fuochi. Oggi è totalmente dimenticato, tranne per qualche “santino social” il giorno della sua morte mentre uno dei protagonisti della stagione del cedimento alla camorra di inizio anni duemila è salito sempre più al vertice della nazione (parafrasando Pippo Fava). Lo ha denunciato, quasi in solitaria, oltre un mese fa Nello Trocchia, coraggioso giornalista campano autore in questi anni di tante documentate inchieste contro le mafie, il malaffare e la malapolitica. L’unico movimento politico che ha preso posizione duramente a livello nazionale dopo la sua denuncia è stato Azione Civile di Antonio Ingroia. E c’è poco da commentare o aggiungere. “in quei mesi del 2003, quando (tanto per cambiare) si cercavano affannosamente fosse e buchi nei quali depositare i rifiuti che si accumulavano nelle strade napoletane, che gli uomini dello Stato incontrarono la camorra. … scesero a patti con un gruppetto di imprenditori in odor di mafia … Le discariche c’erano, erano piuttosto illegali … Fu in quella giornata – era primavera – del 2003 che il destino di Villa Literno, e delle vicinissime Giugliano e Parete, fu definitivamente segnato” (Rosaria Capacchione, Il Mattino, 2011). “Una lista lunga, quasi interminabile, di santi in paradiso e di segnalati che danno la misura di cosa sia stato effettivamente il Commissariato: un luogo di spartizione, di spesa allegra, un eldorado di spreco e inefficienza” (Nello TrocchiaTommaso Sodano, La Peste, 2010).

Omotrasfobia, 138 storie nel report Arcigay: maglia nera al nord, lì la maggioranza delle aggressioni

Omotrasfobia, 138 storie nel report Arcigay: maglia nera al nord, lì la maggioranza delle aggressioni

OMOTRANSFOBIA, 138 STORIE NEL REPORT ARCIGAY: MAGLIA NERA AL NORD, Lì LA MAGGIORANZA DELLE AGGRESSIONI

Piazzoni: “Persone lgbti vulnerabili e spesso ancora invisibili”. Alle 18 diretta online sulla legge con Boldrini, Zan, Cirinnà (PD) e Maiorino (M5S)

Bologna, 16 maggio 2020 – “Quest’anno il 17 maggio, Giornata mondiale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia, porta con sé il trentesimo anniversario del giorno in cui l’omosessualità fu tolta dall’elenco delle malattie mentali dell’OMS”: dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay, che prosegue:  “In questi 30 anni, guardandoci intorno, abbiamo potuto misurare l’avanzamento culturale con cui ogni Paese ha capitalizzato questa conquista, comprendendo che i diversi orientamenti e le diverse identità di genere non sono malattie, e stigmatizzando chi le considera tali, perché minaccia il benessere, se non addirittura l’incolumità, di una parte della società. Le persone lgbti in Italia sono esposte a una condizione di vulnerabilità: è un fatto che non ha più bisogno di dimostrazioni, ma che vogliamo anche quest’anno approfondire”.

Come sempre, in occasione del 17 maggio abbiamo tentato di esplorare l’odio nei confronti delle persone lgbti ripercorrendo tutte le vicende riportate dai mass media, cioè in qualche modo denunciate, rese pubbliche e definite tali da chi ne riportava il racconto. Si tratta solo della punta di un iceberg, che comunque rende l’idea dei connotati che assume l’odio omotransfobico. Dal 17 maggio scorso abbiamo censito dai giornali 134 storie di omotransfobia, più altre 4 in realtà avvenute prima di un anno fa ma che solo dopo, in fase giudiziaria, hanno messo in luce il movente. Un totale di 138 episodi, dei quali 74 avvenuti nel Nord Italia, 30 al Centro, 21 al Sud e 13 nelle Isole. 32 vicende hanno a che fare con vere e proprie aggressioni, 13 sono adescamenti a scopo di rapina, ricatto o estorsione, 9 sono violenze familiari, 31 sono discriminazioni o insulti in luoghi pubblici, come bar o  ristoranti, 17 sono scritte infamanti su muri, auto, abitazioni, 25 sono episodi di hate speech e di incitazione all’odio, online e offline, scatenati da esponenti politici, gruppi, movimenti.

“Maglia nera al Nord, – commenta Piazzoni – dove hanno avuto luogo più della metà delle storie censite e dove in effetti, in particolare in alcune città, abbiamo la sensazione concreta di un rafforzamento dell’istanza omotransfobica, spesso legittimata e reiterata anche dalle istituzioni. Ed è al Nord, infatti, che più di frequente perfino la politica attinge al linguaggio della violenza e dell’istigazione nei confronti delle persone lgbti. Sempre nel Nord si concentra uno dei fenomeni più preoccupanti che il rapporto ci rappresenta, non inedito, ma mai come quest’anno consolidato e ricorrente: gay maschi, spesso anziani ma non necessariamente, che vengono contattati da ragazzi giovani, di solito via chat. Ragazzi che poi incontrano ma dai quali vengono rapinati, o ricattati attraverso fotografie intime o sotto la minaccia di rivelare l’orientamento sessuale dell’uomo. Quello che un tempo era un fenomeno saltuario che riguardava di solito il degenerare di una relazione sexworker/cliente, oggi ha tutt’altre sembianze, cioè quelle di una trappola metodica rivolta a persone identificate come vulnerabili. Sono in tutto 13 gli episodi di questo tipo che la cronaca ha raccontato nell’ultimo anno. E ancora: al Nord si sono verificate la metà delle aggressioni (16 su 32) dei passati dodici mesi, avvenute quasi tutte per strada. Infine: guardiamo sempre con preoccupazione alle violenze familiari, presenti al Nord, come al Centro o al Sud, che quasi sempre restano nascoste ai media, ma che sono un fenomeno sempre presente e che registriamo quotidianamente attraverso le nostre reti associative, fenomeno che si è esasperato dopo le settimane di lockdown”.

Danno chiavi di lettura utili a leggere questa fotografia i dati comunicati due giorni fa dall’Agenzia per i diritti fondamentali dell’Unione europea, relativi alla più grande ricerca mai realizzata sulla popolazione lgbti, con oltre 140mila persone intervistate provenienti da circa 30 Paesi (qui il report dell’Italia) . “Il 62% delle persone lgbti intervistate nel nostro Paese – dice Piazzoni –  evita di tenere per mano il compagno o la compagna in pubblico e il 30% di loro si tiene alla larga da certi luoghi o certe zone per paura di essere aggredito o aggredita. Le persone lgbti visibili nel proprio contesto sono sotto la soglia del 40%, quindi oltre il 60% preferisce vivere nell’ombra. È questa invisibilità a produrre quella vulnerabilità che rende le persone lgbti ricattabili ed esposte a fortissime violenze psicologiche, prima ancora che fisiche. Ma per socializzare con serenità la propria condizione, una persona lgbti deve sentire attorno a sé un contesto sicuro e accogliente. A questo serve il grande lavoro culturale che da anni le associazioni come Arcigay portano avanti, a volte con grande sostegno delle istituzioni, altre volte superando i loro tentativi di censura. E a questo servirebbe una legge contro i crimini e le parole d’odio nei confronti delle persone lgbti, che da anni chiediamo e che sappiamo prossima al dibattito in aula. In quella battaglia il nostro faro sarà l’efficacia della norma e la sua corrispondenza alla domanda di giustizia che raccogliamo ogni giorno dalle persone colpite dall’odio”.

Di legge contro le discriminazioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere si parlerà nella tavola rotonda online in programma oggi, 16 maggio, alle 18 in diretta dal sito di Arcigay.it: assieme al presidente nazionale Luciano Lopopolo e al segretario generale Gabriele Piazzoni interverranno i firmatari e le firmatarie delle quattro proposte di legge depositate in Parlamento, cioè l’on. Laura Boldrini (PD), l’on. Alessandro Zan (PD), la sen. Monira Cirinnà (PD) e la sen. Alessandra Maiorino (M5S).

Infine, delle 138 storie di omotransfobia censite nell’ultimo anno, cinque sono state affidate ad altrettante card virtuali, una campagna social per raccontare omofobia, lesbofobia, transfobia, bifobia e afobia esattamente nelle forme in cui le incontriamo, tutti i giorni, nella realtà. Le cinque storie mostrano l’attitudine dell’odio a cambiare forma, sembianze, linguaggio, attori, occasioni. Ma sempre odio resta, anche quando chi lo pratica lo rivendica in nome di una fraintesa libertà, quasi fosse un diritto. Invece, “La Violenza non è un diritto. Combatterla è un dovere”, recita il claim della campagna.

Sul sito il file pdf relativo diffuso

Report-omotransfobia-2020-Foglio1

Meeting Minutes del 22/5/2020

Meeting Minutes 22/5/2020

* Giornata ONU per la biodiversità

“…. ho avvertito che la vita mi scorreva dentro a scatti, proprio come un fiume che a fatica si ritaglia il proprio letto attraverso blocchi di roccia ammassati che impediscono il passaggio. E desideravo così tanto che la vita fosse una limpida, fluida corrente calda”

“Quel che fa paura è il fatto che certi sistemi possano crescere al punto da superare gli uomini e da tenerli stretti in una morsa diabolica, gli autori come le vittime…”

Etty Jillesum

Quello che protestanti e cattolici hanno cancellato dalla Storia, per i loro crimini di massa nei secoli dei secoli :

On this date in 1557 (May 22nd), five #Anabaptists were burned at the stake in #Antwerp, Belgium. Their names were: Jeronimus van der Capellen, Laurens van Gelder, Pieter de Meulenaer (aka Pieter the Miller), Jacob van Yperen, and Maerten de Wael (aka Maerten the Walloon). (Martyrs’ Mirror erroneously says they were beheaded. See p.569.) Jeronimus was from Brussels (about 45 km to the south). He was a maker of tin pots by trade. Laurens was from Kortrijk (about 100 km to the southwest). Pieter was a miller and a weaver. Maerten was from Douai, France (about 150 km to the southwest). Jeronimus’s wife, Margriete, and Maerten’s wife, Clairette, were executed here 6 weeks later.
~The Marginal Mennonite Society Anabaptist Executions Series.

In questa data nel 1557 (22 maggio), cinque #Anabaptisti sono stati bruciati sul rogo ad #Anversa, Belgio. I loro nomi erano: Jeronimus van der Capellen, Laurens van Gelder, Pieter de Meulenaer (alias Pieter il Miller), Jacob van Yperen e Maerten de Wael (alias Maerten il vallone). (Lo specchio dei martiri dice erroneamente che sono stati decapitato. Vedi p. 569.) Jeronimus era da Bruxelles (circa 45 km a sud). Era un creatore di pentole di latta per commercio. Laurens era da Kortrijk (circa 100 km a sud-ovest). Pieter era un miller e un tessitore. Maerten era da Douai, Francia (circa 150 km a sud-ovest). La moglie di Jeronimo, Margriete e la moglie di Maerten, Clairette, furono giustiziati qui 6 settimane dopo.

Noi gli abbiamo dedicato pagine su tutti i siti in italiano ein inglese: https://quaccheri.wordpress.com/anabaptist-martyrs-of-europe/ Per noi vivono ancora nella memoria di coraggiosi cristiani alpari dei martiri quaccheri.

“Perchè accettai quella carica? Affrontai l’avventura  come un asino bendato. Servirsi del potere? Che perniciosa illusione! E’ il potere che si serve di noi.
(Petro da Marrone/ Celestino V)

Nessun uomo costruisce la chiesa , soltanto Cristo. Chi la vuole costruire è già all’opera per la distruzione.
Dietrich Bonhoeffer

Buon compleanno carissimo, ieri a Milano ancora una sanguinosa violenza contro i gay e in Parlamento il PD presenta leggi annacquate contro l’omofobia,che non servono a niente e a nessuno. Uno schifo totale. Roba da papisti.

Happy birthday, Harvey Milk (May 22, 1930 – Nov. 27, 1978)! Community organizer. The “Mayor of Castro Street.” Born in Woodmere, New York. In 1977, Harvey won a seat on the San Francisco Board of Supervisors, making him the first openly gay person elected to public office in California. Assassinated by fellow city supervisor Dan White in 1978. Cremated, his ashes spread in the Pacific Ocean.
~The Marginal Mennonite Society Heroes Series.

Buon compleanno, Harvey Milk (22 maggio 1930-Novembre. 27, 1978)! Organizzatore della Comunità. Il ” Sindaco di Castro Street.” Nato a Woodmere, New York. Nel 1977, Harvey vinse un seggio al San Francisco Board of Supervisors, rendendolo la prima persona apertamente gay eletta in carica pubblica in California. Assassinato dal collega supervisore della città Dan White nel 1978. Cremato, le sue ceneri si diffondono nell’Oceano Pacifico.
~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes.
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