Ebraismo e omosessualità

Università degli Studi di Trieste Facoltà di Lettere e Filosofia Corso di Laurea triennale in Storia Tesi in Storia dell’ebraismo- Ebraismo ed omosessualità: due lunghe storie parallele di discriminazione

Laureando: Marco Reglia

Relatrice: Tullia Catalan

Correlatrice: Annalisa Di Fant (anno accademico 2005-2006)

Omosessualità Ebraismo, versione 27-02-2007

Sommario

INTRODUZIONE

Le donne omosessuali

I.IL CONTROTIPO: EBREI ED OMOSESSUALI

L’Illuminismo: qualche approccio concettuale sulla costruzione della virilità borghese

Gli albori del periodo contemporaneo

La nuova virilità borghese

Il duello

Johann Joachim Winckelmann e l’ideale estetico classico

Il controtipo

II.L’OMOSESSUALITÀ ATTRAVERSO LA RETE: PERIODO ANTICO, MEDIOEVALE, MODERNO

La discriminazione degli omosessuali dall’antichità alla fine del primo millennio

L’omosessualità dall’inizio del secondo millennio all’età moderna

Periodo moderno: l’incontro con nuove popolazioni

III.L’OMOSESSUALITÀ DALL’ILLUMINISMO AD OGGI

Il settecento: gli intellettuali ed il nuovo approccio penale alla sodomia

Dall’ottocento alla prima guerra mondiale

Dopo la Grande guerra: il controtipo nell’Europa delle dittature

Il fascismo

Il nazismo

I triangoli rosa

L’identità omosessuale: militanza e ricerche sull’omosessualità fino all’avvento delle dittature

Dopo la Seconda Guerra mondiale

Antisemitismo e antisionismo

L’evoluzione della mascolinità nel secondo dopoguerra

L’omosessualità

I “Balletti verdi”

Il caso Braibanti

Pier Paolo Pasolini

IV.IL GAY PRIDE DI GERUSALEMME: INCONTRO – SCONTRO DI DUE “CONTROTIPI”

La società israeliana e l’omosessualità nella cronaca dal 1999 al 2006

Elenco delle fonti stampa

1 OmosessualitàEbraismo, versione 27-02-2007

V.CONCLUSIONI

Il bestialismo

L’idea del complotto

Le lesbiche

L’approccio ebraico all’omosessualità.

Ebrei ed omosessuali: due “controtipi” ancora attuali

VI.BIBLIOGRAFIA

 

Introduzione
Nel corso della storia diverse sono state le persone discriminate a
vario titolo e conseguentemente marginalizzate dalle “maggioranze”.
Questo lavoro intende proporre un approccio alle discriminazioni subite
dalle persone omosessuali e come queste discriminazioni possano essere
confrontate con quelle subite dalla civiltà ebraica.
Fin da subito si è posta una difficoltà nel definire con un medesimo
termine ebrei ed omosessuali: in questo lavoro oltre che di persone
tratteremo anche di realtà collettive per le quali ragioneremo in termini di
“identità” ma va precisato che per quanto riguarda l’omosessualità il
termine non è appropriato nel suo utilizzo prima del 1800. Infatti, prima
del XIX secolo all’omosessualità non corrispondeva alcuna identità.
L’identità ebraica, invece, è nel contempo nazionale, religiosa, etnica,
ed esiste da almeno due millenni. Aldilà delle diversificazioni storiche
degli ultimi secoli, al fine di questo lavoro possiamo sostenere che da
sempre gli ebrei sono stati identificati e si sono autoidentificati come
gruppo religioso e contemporaneamente etnico. Se da una parte con lo
sviluppo degli Stati nazionali, diversi ebrei, emancipandosi, hanno
adottato altre nazionalità, la nascita di Israele ha permesso ad una parte
significativa degli ebrei di adottare come propria una appartenenza
nazionale, classica, al pari degli altri popoli. Si può parlare senz’altro di
civiltà ebraica ed il termine “identità” è indubbiamente appropriato.
La controparte omosessuale emerge come identità solo nel corso
dell’ottocento pur esistendo persone omosessuali, seppur non identificate
con questo termine, fin dagli albori della civiltà umana: prova ne sono le
diverse norme contro i sodomiti esistenti nell’antichità, a partire dalla
Bibbia1.

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1 Non esiste per ora online un’antologia di tutti i brani della Bibbia contro i “sodomiti”.

 

Solo dall’ottocento in poi, emergeranno i primi militanti omosessuali o
“uranisti” e si assisterà alla costruzione di un’identità omosessuale:
identità spesso messa in dubbio anche dagli stessi militanti e recentemente
percepita come una realtà tendente al ridimensionamento.
Senza approfondire ulteriormente l’aspetto delle definizioni, in queste
prime pagine ci preme evidenziare che un approccio comparativo tra
queste due “identità”, si presenti difficile fin dal trovare una definizione
che possa includerle entrambe.
Sebbene sia più facile identificarle come minoranze dall’ottocento in
poi, questo termine perde valore nei periodi precedenti. Nel corso del
novecento, invece, diventa più facile avvicinare ebrei ed omosessuali, in
virtù delle sofferenze patite da entrambi, durante l’Europa delle dittature.
Le sofferenze collettive degli ebrei e degli omosessuali sono state molto
diverse, sia per l’approccio degli sterminatori, sia per il numero di ebrei
coinvolti, molto superiore a quello delle persone omosessuali.
Inoltre, durante il periodo nazifascista, non furono perseguitati solo
ebrei ed omosessuali, ma altre diverse altre tipologie di persone, come i
Rom, i testimoni di Geova, gli oppositori politici, gli handicappati e, più in
generale, tutti quei soggetti considerati “inutili” dalle nuove società
europee.
Quale il motivo, quindi, di un possibile confronto soltanto tra ebrei ed
omosessuali, se già risulta difficile individuare un termine adatto a
identificarli entrambi e non ampliarlo invece alle altre categorie
discriminate e perseguitate, utilizzando il triangolo discriminatorio
nazista, quale collante identificatorio. Anche nei lavori di George Mosse, il
concetto di “controtipo” sociale non utilizza solo ebrei ed omosessuali,
anche se sono forse le categorie più ricorrenti.

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Cercando la parola “Sodoma” la si scopre usata ben 49 volte, o “prostituti sacri”, 4. Cfr.
http://www.giovannidallorto.com.

 

Il lavoro concettuale di Mosse rappresenterà la griglia interpretativa
sulla base della quale si proporrà la comparazione; come verrà trattato nel
corso di questo lavoro, essa individua nella mascolinità virile il collante
principale delle società di massa a base nazionale e nella strutturazione dei
suoi controtipi quei reagenti indispensabili alle nuove formule sociali.
La scelta di comparare le discriminazioni subite da ebrei e da
omosessuali è legata principalmente da due fattori, uno di natura storica,
un altro più attuale:
Il primo argomento si basa sul fatto che gli atti omosessuali sono stati
puniti dalle società fin dagli albori della civiltà ed i sodomiti, termine che
definiva nel passato gli uomini che avevano rapporti sessuali con altri
uomini, sono stati considerati “esterni” alle società al pari degli ebrei fin
dalla cristianizzazione dell’Eurasia. Alcuni dei documenti citati in questo
lavoro mettono in luce proprio la costante e parallela discriminazione di
ebrei ed omosessuali nel corso della storia.
Il secondo si basa su una percezione dell’oggi e sul diverso sviluppo
dei concetti stessi dell’antisemitismo e dell’omofobia: se l’”ebreo” ha
rappresentato fino alla fine del secondo conflitto mondiale l’ ”altro” per
antonomasia, dall’inizio del periodo contemporaneo, ed in particolare dal
secondo dopoguerra in poi, in questo ruolo è stato affiancato sempre più
dagli omosessuali. Inoltre, la nascita di Israele nel 1948, ha rappresentato
uno spartiacque non soltanto per gli ebrei ma anche per gli antisemiti:
infatti il ruolo della politica estera e/o interna della Stato ebraico ha inciso
e incide fortemente sul nuovo antisemitismo, che a volte sembra
caratterizzarsi seppur sull’onda delle fobie passate, in una chiave più
classicamente antinazionale, trasformandosi in antisionismo. L’omofobia,
invece, specialmente dopo il forte incremento della visibilità pubblica
degli omosessuali e dell’omosessualità nella seconda parte del XX secolo,
in particolare dopo il “sessantotto”, ha teso a diventare uno dei fattori sempre più discriminanti tra la politica progressista e conservatrice e, in
generale, tra le opinioni pubbliche. Non a caso i detentori della tradizione
e della moralità, in difesa della sacralità della famiglia, ma anche
dell’ordine naturale e/o divino della vita, ripropongono ancor oggi
approcci affatto nuovi, identificando negli omosessuali, i responsabili del
declino delle loro società. Anche tra le accuse di alcuni gruppi di
fondamentalisti islamici alle società occidentali, ad esempio, oltre al
legame politico con Israele, viene posta la libertà ed i diritti degli
omosessuali, quale indicatore di trasgressione morale.
Quindi, utilizzando la terminologia mossiana, se gli ebrei hanno
rappresentato il gruppo più lungamente etichettato come “altro” gli
omosessuali sono senz’altro il gruppo che contende loro maggiormente il
rango del “controtipo” nel corso degli ultimi anni.
Questo testo, vuole quindi tentare un approccio comparativo alla luce
della marginalizzazione che omosessuali ed ebrei subirono nel corso del
periodo contemporaneo, ovvero, nel XIX e nel XX secolo.
In merito ai termini usati per identificare gli omosessuali, nel corso di
questo lavoro il termine “omosessuale” è stato utilizzato liberamente in
tutti i periodi storici, pur essendo stato coniato appena nel 1869, in quanto
utilizzato ampiamente a tutt’oggi. Il termine “sodomita” che trae origine
dal testo biblico è stato proposto in relazione alle fonti che lo utilizzarono
e comunque fino al periodo moderno. Il termine “pederasta” è stato invece
utilizzato relativamente al Fascismo in quanto era il termine definitorio
allora in uso. Solo nella parte relativa alla seconda metà del secolo XX e
all’inizio di quello successivo verranno proposti i termini “gay” e
“persone con diverso orientamento sessuale”
Nella parte dedicata all’identità omosessuale trattata nel terzo capitolo
sarà proposta la descrizione di alcuni di questi termini.

La scelta di utilizzare molte fonti disponibili in rete deriva da alcune considerazioni sull’omosessualità più che sull’ebraismo. La ricerca storica
sull’omosessualità è ancora ai primi passi ed ancora fino al secolo scorso
era per lo più portata avanti da storici militanti mentre gli studi storici
sull’ebraismo risultano più avanzati e più noti.
Inoltre, pur nella relativa scarsità delle fonti alcuni storici
dell’omosessualità hanno strutturato un circuito in rete abbastanza ampio
con fonti primarie in lingua originale, spesso corredate dalla traduzione in
lingua italiana o inglese. Il sito al quale ci siamo riferiti maggiormente è
quello realizzato da Giovanni Dall’Orto2 che a sua volta è inserito in un
circuito di portali dedicati alla cultura gay denominato appunto “Cultura
Gay” 3 .
Le donne omosessuali
Le considerazioni fin qui proposte in merito alla disponibilità della
fonti assumono maggior valore in merito all’omosessualità femminile.
Infatti le fonti consultate, in particolare per i periodi più antichi, si
riferiscono quasi sempre all’omosessualità maschile; anche quando
l’omosessualità viene citata senza evidenziare il genere delle persone,
quasi sempre vengono intesi gli omosessuali maschi.
La scarsa disponibilità delle fonti è parallela alla minore visibilità
della donne omosessuali nel corso della storia. Per questo motivo pur
trattando delle discriminazioni dell’omosessualità in generale si riferirà in
prevalenza a quella di genere maschile.
Nelle conclusioni è stata proposta, comunque, una sintesi delle fonti
raccolte nelle quali è stata citata espressamente l’omosessualità femminile.
In virtù delle considerazioni fin qui fatte, il presente lavoro si articola
come segue.

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2 http://www.giovannidallorto.com.
3 http://www.culturagay.it.

 

Nel primo capitolo viene tracciata la visione del controtipo proposta
da George Mosse con particolare attenzione ad omosessuali ed ebrei.
Nel secondo capitolo viene proposta una panoramica storica sulla
base dei documenti ritrovati in rete, relativi all’omosessualità nei secoli, ed
in particolare quei documenti che mettono in luce l’approccio repressivo
nei confronti dell’omosessualità di allora, la sodomia, appuntandone, ove
il caso l’eventuale analogia con l’antiebraismo del medesimo periodo.
Attraverso tali fonti, tenteremo di ripercorrere, l’evoluzione delle
discriminazioni nei confronti delle persone omosessuali, la costruzione e
l’evoluzione della loro identità, proponendo, ove possibile un parallelo
con analoghe o diverse situazioni che caratterizzavano gli ebrei.
Il terzo capitolo continua la panoramica precedente a partire
dall’illuminismo, proponendo, con un maggior numero di fonti, un
quadro storiografico commentato sull’omosessualità a partire dai primi
studi scientifici effettuati sull’argomento e dalla formazione dei primi
gruppi omosessuali, con conseguente formazione dell’identità gay.
Nel quarto capitolo, un ulteriore raccolta di documenti propone un
analisi basata sulla stampa quotidiana, raccolta sempre dalla rete,
dell’incontro ravvicinato tra ebrei ed omosessuali, con la cronaca degli
ultimi anni delle attività dei movimenti omosessuali israeliani, dal 1999 al
World Gay Pride di Gerusalemme del 2006.
Seguono le conclusioni nelle quali verranno proposte in particolare
alcune considerazioni in merito all’atteggiamento dell’ebraismo nei
confronti dell’omosessualità, su alcune costanti discriminatorie, come il
rapporto omosessualità bestialismo e l’ipotesi del complotto
internazionale. Inoltre verrà riportata una sintesi delle fonti che trattano
esplicitamente delle donne lesbiche.
La bibliografia conclude il lavoro riportando i testi consultati.

 

I. Il controtipo: ebrei ed omosessuali
L’impianto base della analisi di George Mosse4 è costituito dal
concetto di stereotipo maschile, che l’autore pone alla base della
costruzione delle nuove società nazionali post illuministiche: la virilità
maschile ne fu il fondamento.
Il controtipo ha rappresentato invece l’alter ego dell’uomo virile che
dall’ottocento in poi contraddistinse le società contemporanee:
l’individuazione di soggetti o gruppi che visibilmente erano portatori di
caratteristiche considerate negative per la rispettabilità borghese fu
strumentale alla costruzione della virilità mascolina: ebrei, omosessuali,
zingari, pazzi ed asociali hanno rappresentato gli esempi viventi di ciò che
l’uomo non doveva essere.
L’Illuminismo: qualche approccio concettuale sulla costruzione della virilità
borghese
L’età dei lumi può essere considerata un periodo di incubazione della
mascolinità contemporanea. L’evoluzione del pensiero razionale, la
fiducia nella sperimentazione e le esigenze politiche della nuove forme
statali nate nella seconda metà del settecento portarono ad un
ridimensionamento del potere politico della chiesa, in particolare quella
cattolica. I sovrani, con la partecipazione significativa di quelli
“illuminati” provvidero a ritagliarsi nuovi spazi di potere, in precedenza
di competenza della chiesa. L’estensione del potere politico fu
accompagnato dalla costruzione di una nuova identità collettiva, la
nazione, che caratterizzerà tutto il periodo contemporaneo. Il Settecento
rappresentò quindi il secolo in cui vennero elaborate le basi per i nuovi
stati nazionali: le due rivoluzioni americana e francese ne rappresentarono
un traguardo evolutivo.

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4 Cfr. George Mosse: “L’immagine dell’uomo” – Einaudi, Torino, 1997.

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Quindi, la fiducia nel progresso scientifico e nelle capacità dell’uomo
elaborata nell’”Età dei lumi” portarono le società europee alla costruzione
di società la cui coesione ed omogeneità non era più basata soltanto sulla
coercizione dell’elite dominanti sul popolo, ma sull’interiorizzazione di un
forte senso di appartenenza da parte delle nuove masse. La costruzione
del concetto di nazione5 che trova la sua prima applicazione pratica nella
rivoluzione francese e la sua diffusione tra le masse europee si basò su
alcuni canoni sostanziali e formali che contraddistinguevano coloro che
facevano parte delle nuove nazioni da coloro che ne erano al di fuori. Al di
là delle singole diverse identità nazionali che si contrapposero sul
continente europeo, all’interno di ognuna di esse si assistette alla
creazione di regole di rispettabilità adatte alla nuova classe borghese,
classe che con l’avvento della contemporaneità si apprestò a sostituire
definitivamente i vecchi ceti dominanti di estrazione aristocratica nella
gestione dei nuovi stati.
Anche le strutture dominanti precedenti, quelle feudali, aristocratiche,
avevano propri criteri di rispettabilità, con codici di appartenenza e di
esclusione; la novità contemporanea fu rappresentata dalla diffusione dei
criteri di rispettabilità della borghesia a tutti i ceti e le classi della nuove
nazioni. La virilità mascolina non rimase confinata alle sole elite ma tese
ad esser diffusamente accettata a tutti i livelli sociali. La diffusione ad
ampio raggio di questo stereotipo fu caratterizzato dalla sua visibilità
pubblica. Un significativo contributo a questa diffusione arrivò proprio
dall’evoluzione dell’importanza dell’immagine che ha caratterizzato le
società contemporanee. L’attenzione all’immagine fisica dell’uomo ed alla
sua bellezza estetica fu fenomeno caratteristico della nascita delle nazioni

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5 Il concetto di nazione non è costante nel corso del tempo; ai fini di questo lavoro il
termine verrà usato prevalentemente come concetto identitario di un popolo, in chiave
culturale e politica. Anche nella trattazione del settecento, periodo in cui emerse la
visione illuminista della nazione come realtà cosmopolita nella quale si riconoscevano gli
individui ed i popoli “illuminati”, salvo precisazioni diverse, ci si riferirà sempre al
concetto di nazione ottocentesca anche se come realtà ancora in formazione.

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ottocentesche; in precedenza l’attenzione verso la fisicità era minore,
anche se l’abbigliamento ha da sempre garantito all’immagine esteriore un
ruolo fondamentale nella determinazione del rango sociale.
In età moderna la cavalleria e l’onore virile richiedevano forza morale, ma
anche prestanza fisica. La destrezza e la forza erano da sempre attributi necessari
alla difesa dell’onore, ma la nuova società nascente guardava ora all’intero corpo
maschile come espressione di virilità, potenza e coraggio, manifestati nel
portamento e nell’aspetto. In precedenza si era parlato molto della condotta
cavalleresca, ma ben di rado dell’aspetto fisico
(…..)
L’aspetto aveva da sempre la sua importanza; nel medioevo e agli inizi
dell’era moderna, per esempio, l’abito era un segno di rango, spesso formalizzato
dagli editti dei re. Anche il portamento, la posa virile e cortese, aveva un suo
peso, ma se in precedenza si era trattato di una presenza frammentaria, ora tutto
veniva sistematizzato in un insieme che richiamava l’attenzione non soltanto
sull’abito e il portamento bensì sul corpo maschile stesso, giudicato sulla scorta di
un modello di bellezza precostituito.6
Gli albori del periodo contemporaneo
Nel periodo contemporaneo, assunse valore l’immagine del fisico
dell’uomo, non solo la sua immagine esterna, quindi, ma il suo corpo,
quale specchio della sua interiorità. La riscoperta della fisicità si propose
in parallelo alla riscoperta del periodo storico classico e dei suoi
protagonisti, come vedremo quando tratteremo di J. J. Winckelmann.
Quindi, se, fin dai tempi remoti i “diversi” venivano rappresentati
anche alla stregua di animali, reali o immaginari, con la costruzione della
nazione moderna essi diventarono una rappresentazione interiore di ciò
che l’uomo moderno non doveva essere: la bestialità non fu più presentata
solo come una caratteristica di una diversità che faceva paura, ma esterna

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6 G. Mosse: “L’immagine dell’uomo” – cit. pp.28-29.

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alla società, ma come l’esempio visibile di come l’uomo rispettabile non
doveva essere, una specie di non uomo.
La nuova virilità borghese
Lo stereotipo dell’uomo fu caratterizzato dal suo essere prima di tutto
maschio, ovvero virile. La mascolinità, fu caratterizzante dei singoli
individui ma anche della nazione nel suo insieme: le virtù del coraggio,
della determinazione, della forza e della sua capacità di controllo, delle
capacità intellettuali associate alle qualità fisiche. Lo sviluppo della
mascolinità moderna si mosse in parallelo a quello del nazionalismo ed al
concetto di patria.
La donna, invece, pur sempre considerata essenziale per la struttura
della società, continuò ad esser relegata ad un rango di inferiorità, con un
ruolo ben preciso nell’ambito familiare e di cura della prole. Le
caratteristiche della femminilità furono per molto tempo associate alla
bellezza fisica sensuale, alla dolcezza, ma anche alla mancanza di
determinazione, di coraggio, e, comunque alla mancanza di quel controllo
di se e delle proprie pulsioni che, invece, caratterizzarono lo stereotipo
mascolino contemporaneo.
La donna non ebbe soltanto un ruolo strumentale alla procreazione;
essa fu il simbolo stesso delle nazioni: Germana, Britannia e Marianna, ad
esempio, rappresentarono l’immagine della patria, in questo caso tedesca,
britannica e francese. Anche G. Mosse vi dedica un ampio capitolo nel suo
testo dedicato al nazionalismo7. In questo lavoro, invece, il ruolo della
donna è stato considerato principalmente in relazione alle caratteristiche
considerate negative della femminilità: quelle stesse che furono utilizzate
nella critica alle persone omosessuali in quanto effeminate.

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7 G.Mosse: “ Sessualità e nazionalismo” – Laterza, Roma, 1984.
Sempre a proposito dell’immagine della donna quale simbolo della nazione si veda
Alberto Mario Banti: “L’onore della nazione. Identità sessuali e violenza nel nazionalismo
europeo dal XVIII secolo alla Grande Guerra” – Einaudi, Torino, 2005.

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Tutta la costruzione dello stereotipo e del suo controtipo trae
fondamento su un’analisi medico scientifica: un esempio, ritornando alla
percezione della donna, può essere il testo di Moebius 8“L’inferiorità
mentale della donna” nel quale l’autore spiega scientificamente i motivi
alla base della differenza di genere.
Nel nostro discorso le caratteristiche dello stereotipo femminile sono
utili per comprendere come una delle accuse più utilizzate nei confronti
degli omosessuali fu quella dell’effeminatezza, che associando al maschio
caratteristiche femminili ne costituiva una specie di ibrido o terzo sesso.
Questo fu, tra l’altro, anche l’approccio dei primi militanti omosessuali9
che vedevano in questa fusione di caratteristiche una categoria sessuale a
se, quasi ad evitare di compromettere essi stessi il modello maschile
dominante10.
Invece, anche se l’esistenza della donna mascolina poteva essere
percepita come una minaccia per l’ordine sociale basato sui due ruoli
distinti, uomo e donna, che assieme garantivano il funzionamento della
società, nei fatti quest’ultimo modello si presentò visibilmente molto meno
frequentemente rispetto all’effeminatezza dei primi “disinibiti”
omosessuali. Come già affermato sopra, è opportuno ribadire che
comunque il cardine della società era rappresentato dal maschio anche se
il ruolo della donna ne era un importante anello di funzionamento. In
questa chiave si spiegano le tante associazioni o club riservati ai soli
uomini che caratterizzarono le nazioni dalla metà dell’ottocento in poi.

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8 Paul Julius Moebius: “L’inferiorità mentale della donna” – Einaudi, Torino, 1978.
9 Per un ampio approccio sulla figura di uno dei primi militanti omosessuali
dell’ottocento si veda: Robert Kennedy: “Ulrichs” – Massari editore, Bolsena, 2005.
10 Nella ricerca sui confinati catanesi durante il fascismo effettuata da Goretti e Giartosio
emerge con chiarezza la percezione che il “pederasta” aveva del male di cui era convinto
portatore: in nessuno dei casi analizzati emerge alcuna proposta di revisione della virilità
mascolina. Il caso analizzato si riferisce ai primi mesi del 1939.
Cfr. Gianfranco Goretti, Tommaso Giartosio: “La città e l’isola – Omosessuali al confino
nell’Italia fascista”, Donzelli editore, Roma, 2006.

 

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Il duello
L’ideale virile si formò quindi sul finire del settecento con il definitivo
tramonto del ruolo degli ideali medioevali mutuati dall’aristocrazia del
periodo moderno: la cavalleria come ideale comportamentale ed il ruolo
del duello quale strumento di difesa dell’onore maschile erano
caratteristici di un gruppo dominante di origine guerriera. L’onore era
sostanzialmente associato alle origini nobiliari, al legame di sangue con la
famiglia di origine. Anche se il duello come istituzione continuò ad esser
utilizzato, ne mutò il contesto del suo utilizzo: da gara militare a difesa del
rango familiare esso si trasformò nella difesa della rispettabilità dell’onore
virile del nuovo maschio moderno, associato alla patria a cui esso
apparteneva. Esso era funzionale alla visibilità della virilità di chi lo
praticava: non a caso diversi ebrei sulla via dell’emancipazione vi
ricorsero al fine di ribaltare il giudizio corrente che identificava gli ebrei
come vili. Theodor Herzl a Vienna, per esempio, sognava di sbaragliare in duello
gli antisemiti austriaci11. Il duello fu spesso usato tra i militari, in continuità
con la logica guerriera delle origini di tale istituzione; in Germania il
legame con la guerra caratterizzò il duello più che in altre aree europee:
spesso l’obiettivo del duello era infatti l’eliminazione fisica dell’avversario.
Ciò invece non avveniva in Francia, più caratterizzata dallo sfoggio delle
qualità virili, in una chiave ideale di giustizia e di ordine. Se in Germania
la pratica del duello continuò fino agli inizi del novecento, come in Italia,
in Gran Bretagna, invece, essa cessò agli inizi dell’ottocento.
Comunque il duello rappresentò una significativa concezione
aristocratica dell’onore maschile che contribuì all’edificazione di una
mascolinità moderna legata a fondamentali principi fisici a morali12.
Questo è il motivo per il quale gli ebrei ne furono spesso esclusi.

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11 G. Mosse: “L’immagine dell’uomo” – cit. p.23.
12 G. Mosse: “L’immagine dell’uomo” – cit. p.28.

 

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Se il duello rappresentò uno strumento di evoluzione dell’ideale
cavalleresco nella nuova virilità mascolina, l’importanza della fisicità
rappresentò invece una novità della modernità. Infatti, dall’attenzione
all’esteriorità dell’immagine dell’uomo rappresentata dall’abito più che
dal portamento, essa spostò l’attenzione alla fisicità vera e propria, alla
bellezza e all’armonia del corpo, quale aspetto esteriore dell’interiorità
umana, che doveva esser contraddistinta dal rigore morale e dal controllo
delle passioni e della propria forza.
Nel corso dell’ottocento si assistette quindi alla costruzione di
un’immagine strutturata di bellezza maschile funzionale alle
caratteristiche virili dell’uomo moderno. Il nesso tra corpo e spirito,
conseguenza dell’ideale naturale elaborato con l’illuminismo, permise di
associare in maniera scientifica i nuovi canoni della bellezza fisica
maschile con le qualità necessarie allo Stato nazione13.
In questa dinamica, ebbe un ruolo importante lo sviluppo della
scienza medica, che permise una visione razionale del corpo umano,
associando anima e corpo come un tutt’uno e collegando ai difetti di
quest’ultimo i segni inequivocabili di un deterioramento del carattere. La
teoria fisiognomica di Johan Kaspar Lavater esprimeva al meglio questa
unicità proponendosi di riconoscere il carattere nascosto di un essere umano
nella sua apparenza esteriore14. La medicalizzazione nell’anormalità in
contrapposizione alla normalità, era ben espressa da un’immagine che
simboleggia il malato, riprodotta su una copertina della rivista
“Zapruder”, che mette in luce la “febbre indagatoria e classificatoria che
sembrò impossessarsi degli “uomini di scienza” tra otto e novecento”15.

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13 Cfr. sulla riscoperta del corpo nell’ottocento Stefano Pivato:” I terzini della borghesia. Il
gioco del pallone nell’Italia dell’800” – Leonardo editore, Milano, 1981.
14 Della fisiognomica (1775-78) di Johan Kaspar Lavater in “L’immagine dell’uomo” – cit.
– p.31.
15 Rivista Zapruder, Storie in movimento, numero 6 gennaio-aprile 2005.

 

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Johann Joachim Winckelmann e l’ideale estetico classico
Alla costruzione della nuova mascolinità contribuì significativamente
il lavoro storico archeologico di Johann Joachim Winckelmann16 con la
riscoperta della bellezza della Grecia classica e la sua riproposta in chiave
attuale del corpo ideale quale contenitore di elevate virtù. Al di là
dell’aspetto omoerotico dei corpi nudi studiati da Winckelmann, che
inevitabilmente si associa alla sua omosessualità, il suo lavoro di studi
sull’arte antica, la rivalutazione e l’esaltazione della bellezza della fisicità
dei corpi muscolosi degli atleti e dei guerrieri greci, divenne lo specchio di
quell’esteriorità che doveva caratterizzare l’uomo virile. L’applicazione
del detto latino “mens sana in corpore sano” identificava la sanità fisica
espressa dalle statue greche alla forza sotto controllo dell’uomo borghese.
La bellezza fisica veniva staccata dalla sua carica erotica diventando fine a
se stessa, in linea con al ricerca del bello che caratterizzerà la nuova
borghesia dominante. Lo slancio della ginnastica nelle giovani generazioni
borghesi caratterizzò gli ultimi due secoli del secondo millennio,
evolvendosi in un’ottica sempre più di massa nel novecento,
raggiungendo il culmine con le dittature nazifasciste, ma continuando
similarmente nei paesi del socialismo reale, seppur in chiave parzialmente
diversa.
L’ideale estetico proposto da Winckelmann venne adottato dalle
nuove società di massa quale principale strumento di costruzione della
nuova virilità che, per contro, ampliò quella separazione tra i sessi già
esistente, in maniera più radicale. Il successo di tale ideale estetico fu in
generale associato ad una riscoperta più ampia dei classici e della loro
storia in una chiave a volte mitizzante. Al fascino delle lotte per
l’indipendenza nella percezione romantica degli inizi dell’ottocento, le
rivolte in Grecia furono supportate dal rilancio della classicità: a titolo di

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16 Johann Joachim Winckelmann (Stendal, 9 dicembre 1717 – Trieste, 8 giugno 1768).

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esempio potrebbe essere utile ricordare Lord George Gordon Byron17 ed il
suo ultimo viaggio in Grecia.
Anche il Gran Tour, archetipo del turismo attuale, che caratterizzò il
XVIII secolo privilegiò i luoghi storici classici, in particolare Roma e la
penisola italiana.
È sempre di questo periodo lo sviluppo della attività ginniche che
caratterizzò non solo gli ambienti militari18 ma anche l’associazionismo
religioso, a comprova della sua ampia diffusione.
Il controtipo
A sostegno del uomo virile mascolino si struttura, in parallelo ad esso,
l’immagine del suo controtipo, quale stereotipo del non uomo. Le
caratteristiche prevalenti di questo soggetto, che, a seconda delle
situazioni, identificherà ebrei, omosessuali, zingari, malati di mente,
erano, in sintesi, l’assenza di radici territoriali, l’aspetto fisico cadente e
gracile, ovvero brutto, la viltà, e l’assenza del controllo delle passioni e dei
sentimenti.
L’assenza di radici rappresentava una caratteristica proposta con
frequenza per descrivere gli ebrei, che al pari degli zingari, erano
considerati un popolo senza patria e senza legami. Con la formazione
degli stati nazionali, la ricerca delle origini a sostegno della propria
identità nazionale ne fece emergere l’importanza: le origini nobili di
origine feudale che giustificavano il duello pre ottocentesco diventarono
una caratteristica della nazione e non più di alcune famiglie dominanti; la
loro apparente assenza confinò fuori dai canoni i gruppi dediti nel

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17 George Gordon Noel Byron (Londra, 22 gennaio 1788 – Patrasso, 19 aprile 1824), sesto
barone di Byron, da cui il nome Lord Byron, fu poeta e uomo politico inglese.
18 In merito all’inserimento delle attività ginniche nell’ambito dell’addestramento militare
e nella formazione scolastica dei giovani, si veda il testo base della ginnastica moderna di
Johann F.C. Guts Muth:” Gymnastik Fur die Jugend” del 1793. Ne esiste una riedizione
del 1985 dal titolo Gymnastics for Youth (Physical Education Reprint) ( fonte
http://www.amazon.com).

.

presente o nel passato al nomadismo. In questa logica non era importante
la comprensione delle ragioni dell’eventuale nomadismo che invece
veniva proposto quale chiave identitaria del gruppo. Tra le persone
instabili e prive di radici vi erano considerati anche i vagabondi ma gli
ebrei, in questo contesto ne furono bersaglio privilegiato in quanto, diversamente
da zingari e vagabondi, la loro presenza era minacciosamente competitiva, tanto
più in un epoca in cui si erano trasformati in una minoranza emancipata19.
Gli zingari, pur essendo un gruppo etnico diverso, contraddistinto da
un evidente nomadismo nel passato come nel presente, non divennero lo
stereotipo del controtipo che sarà, invece, per quasi tutto il periodo,
rappresentato dall’ebreo. Comunque, gli zingari, Rom e Sinti, a dispetto
delle loro origini ariane, furono perseguitati dalle dittature del primo
novecento; il regime hitleriano le identificò con il triangolo marrone20.
Ad ulteriore conferma che il controtipo, più che un analisi scientifica
sulle differenziazioni umane, fu una costruzione di un contromodello al
fine di strutturare la nuova società sul concetto stesso di contrapposizione,
è significativa la ricomparsa della leggenda dell’Ebreo errante che, con la
illustrazione proposta da Gustave Doré nella versione della Bibbia del
XVII secolo, individua un’icona molto utilizzata nella propaganda
antisemita. L’immagine propone una persona vecchia, magra ed in
cammino: esattamente le caratteristiche opposte alle quali la virilità
mascolina ambiva.
L’aspetto fisico decadente era associato dalla medicina dell’epoca alla
situazione del malato, e come tale, ritenuto una minaccia per la società
stessa. La sanità della società nel suo insieme non poteva che esistere solo
se i suoi membri lo erano anch’essi; la giovinezza ed i fisici muscolosi, in
forma, garantivano la presenza della salute sociale. In quest’ottica i valori

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19 G.Mosse: “L’immagine dell’uomo” – cit. p.76.
20 Per un approfondimento si veda ad esempio Guenter Lewy:” La persecuzione nazista
degli zingari” – Einaudi, Torino, 2002.

.

dell’anzianità e della vecchiaia, quali simboli di saggezza, ne furono
notevolmente ridimensionati. Una società puntata verso il progresso,
fiduciosa del domani, non poteva che essere giovane ed atletica. In questa
chiave va interpretata l’immagine del vecchio ebreo. In particolare con la
grande guerra la gioventù immolatasi al fronte ne fu mitizzata anche al
fine di ridimensionarne il dramma umano della vita in trincea. La
gioventù rappresentò non il nucleo ribelle della fine de siecle, ma un esempio di
devozione alla patria, di rispetto per il passato nazionale e la natura
incontaminata, di bellezza personale e purezza sessuale21.
Altro aspetto fondante della virilità era il coraggio, la forza ed il
controllo delle passioni e delle emozioni.
La presunta vigliaccheria degli ebrei era spesso ostentata dagli
antisemiti ma era presente anche nelle farse popolari, in continuità di un
antiebraismo di più antica data. Il duello di cui si è detto era spesso una
cartina di tornasole di questo aspetto: frequenti i casi ebrei emancipati che
volevano sfidare a duello e giovani ariani che invece lo rifiutarono
ritenendone l’avversario non degno22.
Su queste caratteristiche la mascolinità e la femminilità entrano in
gioco in maniera più determinante. Ritenuta tipica delle donne,
l’incapacità dell’autocontrollo delle proprie passioni verrà utilizzata quale
caratterizzazione degli ebrei ma, con l’aumento della loro visibilità,
diventerà caratteristica particolare degli omosessuali. L’effeminatezza
esteriore, oltre a identificare un immagine fuori norma di per sé, era
ritenuta il sintomo della mancanza del controllo e, conseguentemente,
della mancanza di coraggio e/o di forza per attuarlo. I primi omosessuali
visibili erano spesso effeminati, anzi, i decadenti che caratterizzarono la

———————–
21 Cfr. G.Mosse :” Sessualità e nazionalismo” cit. a proposito di Rupert Brooke e Walter
Flex, scrittori del primo novecento nei cui testi emerge il valore della giovinezza.
22 Cfr. paragrafo precedente sul duello.

.

fine del secolo XIX fecero bandiera della loro effeminatezza, contribuendo
così a strutturare con ancora maggior forza l’immagine fisica del maschio.
Sebbene gli ebrei non furono etichettati con troppa frequenza quali
effeminati, spesso, a livello denigratorio furono accusati di omosessualità,
accusa, tra l’altro utilizzata anche in diversi contesti quale arma di ricatto
sociale e politico.
All’uso politico dell’accusa di omosessualità, Lorenzo Benadusi
dedica un intero capitolo del suo testo dedicato al rapporto tra Fascismo
ed omosessualità23 dal quale emerge fin dalle prime righe che “l’accusa di
pederastia venne così largamente utilizzata per tutto il ventennio”. In questi casi
emergeva più un utilizzo strumentale dell’omosessualità che non una sua
condanna sempre e comunque: infatti, sempre citando Benadusi:
“accuratamente nascoste al pubblico le debolezze degli alti gerarchi erano invece
utilizzate riservatamente dal duce per allontanare i reprobi, responsabili di
comportamenti immorali o illegali, che molto di rado subivano provvedimenti
ufficiali”24
Lo scandalo pubblico veniva comunque accuratamente evitato, in
linea con l’importanza crescente che la società contemporanea, riservava
all’immagine, caratteristica per la quale il fascismo era all’avanguardia.
Rimanendo nell’ambito dell’omosessualità, la sua tollerabilità era
strettamente legata alla sua visibilità; l’omosessualità di Winckelmann, ad
esempio non era ignota, ma ciò nonostante esso fu elogiato come colui che
aveva riscoperto il regno della bellezza25, Goethe, nei sui saggi su
Winckelmann ne esaltava il lavoro, tollerandone tacitamente
l’orientamento sessuale, senza comunque accettarlo. Via via che la
costruzione delle masse nazionali prendeva corpo e lo stereotipo

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23 Lorenzo Benadusi: “Il nemico dell’uomo nuovo” – Feltrinelli, Milano, 2005.
24 Lorenzo Benadusi – cit. p. 221.
25 George Mosse: “L’immagine dell’uomo” – cit. – p.41.

.

mascolino consolidava la sua presa nella gente, si amplificava la
categorizzazione del normale e dell’anormale: ad un bel corpo di
impostazione classica di ebreo o di omosessuale ci si sforzava di
individuare qualche difetto che, opportunamente amplificato, garantiva la
sua riconduzione tra gli anormali, sancendo così il confine tra normalità
ed anormalità
I nemici della patria non erano solo considerati come singoli
individui: ebrei ma anche gli omosessuali, venivano individuati quali
rappresentanti di lobby che cospiravano contro la società. Se nel caso degli
ebrei ciò poteva trovare sostegno nell’esistenza delle comunità,
nell’ambito degli omosessuali questa ipotesi, nel corso dell’ottocento, era
del tutto fuori luogo. La prima associazione omosessuale nacque infatti a
Berlino nel 1865.
In generale le caratteristiche del controtipo solo in certi casi potevano
avere una certa base reale: l’avversione a tutto ciò che si discostava dalle
regole sociali era tale che a volte venivano proposte spiegazioni tutt’altro
che plausibili, come quando i nazisti eliminarono i bambini neri nati da
donne tedesche e padri francesi di colore durante l’occupazione della
Renania da parte di questi ultimi, additandone la responsabilità agli ebrei
che complottavano contro la purezza ariana. La stessa logica della
cospirazione e dell’esistenza di gruppi organizzati ostili alla società poteva
coesistere con l’accusa di asocialità, ovvero l’incapacità ereditaria alla vita
sociale, termine utilizzato durante il nazismo, per poter accogliere in
un’unica definizione omosessuali, vagabondi, zingari, malati di mente.
Legata alla forza ed al coraggio l’uomo virile doveva avere la capacità
di controllo delle proprie pulsioni, comprese quelle sessuali e, pertanto,
doveva presentarsi con un immagine ben diversa dalle donne che ne
venivano considerate completamente assorbite. L’effeminatezza degli

omosessuali, anche legata alla loro più visibile libertà sessuale, si
rapportava, inoltre, alla passività nel rapporto erotico.
Il termine “omosessuale” fu coniato nel 1869 da un militante austriaco
di origine ungherese, lo scrittore Károly Mária Kertbeny26 che in tal modo
voleva porre l’accento sulle preferenze sessuali anziché sull’effeminatezza
che invece caratterizzava l’altro termine coniato nelle stesso periodo:
“uranismo” Ancor oggi il termine omosessuale invece viene usato per
mettere in luce il solo aspetto della sessualità, e della conseguente
sregolatezza morale ed inaffidabilità, senza alcuna considerazione dei
rapporti affettivi. L’evoluzione dei termini è parallela alla costruzione
dell’identità omosessuale come verrà precisato nel terzo capitolo27.
Nella seconda metà dell’ottocento lesbiche28 ed omosessuali iniziarono
gradualmente ad uscire allo scoperto minacciando direttamente la
mascolinità borghese. Questo periodo fu caratterizzato dal
decadentismo29, movimento che seppur di natura prevalentemente

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26 Karl-Maria Kertbeny o Károly Mária Kertbeny (Vienna, 24 gennaio 1824 – Budapest, 23
gennaio 1882) fu uno scrittore, poeta, traduttore dall’ungherese al tedesco, patriota
ungherese e pioniere del movimento di liberazione omosessuale.
Oltre a coniare la parola “omosessuale”, Benkert-Kertbeny ebbe un’intensa attività di
traduttore e scrittore, collaborò con Gustav Jaeger fornendogli informazioni e materiali
che finirono nel libro Entdeckung der Seele (La scoperta dell’anima, 1880): in esso è
esposta la teoria secondo cui l’attrazione sessuale ha un’origine olfattiva. Fu questa
l’opera che rese popolare tra i medici e la massa dei lettori il nuovo termine di Benkert ed
il suo opposto, eterosessuale, che sarebbe stato propagandato da Marc André Raffalovich
qualche anno più tardi.
Negli ultimi anni di vita, verso il 1880, Benkert scrisse anche un saggio sulla situazione
della comunità omosessuale europea, che sarebbe stato pubblicato molto tempo dopo la
sua morte, nel 1900, sul secondo numero dello Jahrbuch für sexuelle Zwischenstufen
curato da Magnus Hirschfeld, sempre a cura di Jaeger.
Cfr. http://www.wikipedia.org – Progetto Omosessualità.
27 Per una descrizione di alcuni termini relativi all’omosessualità si rimanda al Capitolo
III in “Identità omosessuale: militanza e ricerche sull’omosessualità” .
28 Un breve approfondimento sul lesbismo è riportato nelle conclusioni.
29 Il decadentismo fu inizialmente una corrente letteraria formatasi in Francia intorno al
1880, per reazione al positivismo. Il termine fu coniato a seguito della critica ad una
poesia di P. Verlaine del 1883, in cui il poeta si paragona all’Impero romano alla fine della
sua decadenza: vennero definiti “décadents” anche gli altri poeti che si ispiravano al
medesimo modello. Gli stessi poeti assunsero però l’epiteto quale loro titolo di merito,

letteraria, identificò la seconda metà dell’ottocento fino all’avvento della
guerra mondiale in una chiave di “fine epoca”. Esso si presentò come una
parentesi felice per la libertà dei diversi, ma anche come stimolo ad una
recrudescenza del controllo da parte dei tutori dell’ordine sociale.
L’ostentazione dell’omosessualità ed il fascino esercitato dal decadentismo
su una parte delle elite dell’epoca misero in crisi la mascolinità, ma ne
stimolarono la forte reazione che culminerà nelle dittature del primo
dopoguerra.
Oscar Wilde fu un protagonista di quel periodo ed il suo
comportamento pubblico ed il processo che ne seguì mise in forte
difficoltà la società vittoriana britannica. Il decadentismo infatti sfidava la
società normativa esaltando la visione di una società prossima alla fine e
proponendo una ridefinizione della mascolinità: con la fine dell’ottocento
vennero alla luce diverse pubblicazioni sull’omosessualità e nelle grandi
città come Berlino, Parigi e Londra aprirono agli inizi del novecento
diversi locali destinati alla clientela omosessuale.
Questa visibilità dell’omosessualità, associata al fatto che gli
omosessuali visibili erano spesso persone appartenenti alle classi colte ed
agiate, diede sostegno alla prospettiva della cospirazione omosessuale
contro la società costituita e spinse verso la creazione di nuove realtà
statuali, in grado di sostituire le elite compromesse. Ad esempio si riporta
la figura di Federico II di Prussia la cui omosessualità era nota30 che, nel

——————–
ostentando pubblicamente il loro essere “decadenti”: l’effeminatezza maschile e la
mascolinità femminile furono gli aspetti che maggiormente preoccuparono la, società
normativa di fine ottocento. Tale approccio, infatti, non poteva che essere in radicale
contraddizione con l’idea della virilità borghese. Al decadentismo fu associato il termine
“degenerazione” la cui origine medica non impedì che entrambi i termini potessero
essere usati per identificare le caratteristiche negative tipiche degli esterni alla società.
30 Cfr « Mémoires pour servir à la vie de M. de Voltaire écrits par lui même » / Memorie
per servire alla Vita del signor Voltaire, scritte da lui medesimo [1759-60] in
http://www.giovannidallorto.com.
In questo testo Voltaire allude palesemente agli interessi sessuali di Federico II; è
individuabile anche una chiave politica, dato il conflitto armato tra Francia e Prussia in
corso nell’anno della sua pubblicazione.

.

corso del suo regno provvide ad elaborare il nuovo codice penale
prussiano abolendo la pena di morte per la sodomia. La sua figura fu
infatti vista come una macchia della virilità germanica che l’inasprimento
del futuro paragrafo 175 provvide a rimuovere.
Quindi, parallelamente all’importanza della maggior visibilità del
modello virile crebbe la riprovazione per tutto ciò che visibilmente ne
appariva l’esatto contrario: ciò a sua volta era rafforzato dall’aumento
della visibilità del controtipo, fosse esso l’ebreo che con l’emancipazione
tese ad uscire dai confini delle proprie comunità, fosse esso l’omosessuale,
che, circa un secolo più tardi ostentò, quasi a bandiera, la propria
effeminatezza in pubblico.

II. L’omosessualita attraverso la rete: periodo antico, medioevale, moderno

La raccolta dei testi che seguono si e basata su quanto e stato trovato

in rete: la maggior parte dei documenti e stata individuata nel lavoro di

Giovanni Dall’Orto, storico militante omosessuale, che ha raccolto una

notevole mole di documenti sull’omosessualita traducendo, ove possibile,

i testi originali, in lingua italiana. Le altre fonti provengono comunque da

un circuito in rete di cui il sito web di Dall’Orto fa parte, denominato

“Culturagay”31.

In questa raccolta sono stati selezionati quei testi utili in una chiave di

lettura basata sulla percezione dell’identita omosessuale o degli atti

omosessuali giudicati di volta in volta come contrari alla rettitudine, alla

moralita pubblica, e pertanto motivo di esclusione dal gruppo

maggioritario. Ove possibile sono stati aggiunti dei commenti relativi ad

eventuali episodi di “espulsione” e di emarginazione dal contesto sociale

di ebrei o comunita ebraiche.

Nella maggior parte dei casi tali fonti sono proposte in paragrafi di

tipo “elenco”; tale scelta e stata adottata in particolare per quei casi in cui

assumeva maggior valore la ripetitivita di un certo tipo di discriminazione

che non il fatto in se descritto dal testo. In casi come questi, invece, i fatti

riportati nel documento originale sono stati integrati nel testo.

Relativamente al periodo medioevale, la raccolta delle fonti pur

seguendo l’approccio mossiano non e fatta ai fini dell’applicazione del

concetto di controtipo a societa diverse dalla masse nazionali dell’eta

contemporanea, ma intende invece proporre una linea di continuita degli

stereotipi usati contro l’ebraismo e gli omosessuali.

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31 Una tesi di laurea discussa a fine 2006 approfondisce il ruolo della rete nella trasmissione e conservazione della cultura omosessuale nella strutturazione dell’identità.Cfr: “La cultura gay online: il caso italiano” tesi di laurea in Scienze della comunicazione di Pasquale Quaranta su http://www.p40.it .

.

L’esame del periodo storico successivo alla rivoluzione francese, al

pari delle fonti ad esso relative, che risultano molto piu numerose, e

inserito nel capitolo successivo. La disponibilita delle fonti e l’uso

appropriato dell’approccio del controtipo ne ha determinato la sua

strutturazione in un capitolo a se stante.

La discriminazione degli omosessuali dall’antichità alla fine del primo millennio

Come gia precisato nell’introduzione, questa ricerca si sviluppa

prevalentemente nel periodo contemporaneo, sia in relazione all’indirizzo

del corso di laurea, sia perche, per l’ebraismo e per l’omosessualita, le

ricerche storiche iniziano proprio nel corso dell’ottocento; nella parte che

segue sono stati raccolti alcuni testi risalenti al periodo antico ed al

medioevo che mettono in luce come, all’epoca, ebrei ed omosessuali, si

siano ritrovati spesso confinati ai margini delle societa e seppur con

motivazioni discriminanti di origini diverse, accomunati tra loro

dall’essere considerati non degni di far parte della maggioranza.

La prima fonte che citiamo risale al 325 d.c.: con il Concilio di Nicea si

struttura legalmente l’identificazione dei “gruppi altri”, pagani ed ebrei

innanzitutto; gli ebrei rappresentano un gruppo altamente concorrenziale

al cristianesimo che assurge al rango di religione di stato. In questo

periodo la sodomia e gia nota risalendo alla Bibbia.

Non molto tempo dopo, nel Codice di Teodosio (390 d.c.)32 troviamo

l’omosessualita tra i comportamenti infamanti della societa romana: la

pena prevista e il rogo purificatore; nel medesimo codice si ribadisce

l’esteriorita dei non cristiani dalla societa (pagani ed ebrei) e la loro non

possibilita di avere proprieta immobiliari. E’ degna di nota la compresenza

dei sodomiti e degli ebrei che seppur con rango diverso sono oggetto di

discriminazione e di estraniazione dalla societa.

Nel penitenziale di Teodoro di Tarso (ca 602-690)33, Arcivescovo di

Canterbury, vengono elencate chiaramente le pene per gli atti di sodomia;

nello stesso capitolo vengono nominati anche gli atti sessuali con animali:

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32 http://www.giovannidallorto.com – [390] Teodosio I (347-395), Valentiniano II (371-392) e

Arcadio (ca. 377-408), Legge del 390, “Non patimur urbem Romam”.

33 http://www.giovannidallorto.com – [Sec. VII] Teodoro (Theodorus) di Tarso, arcivescovo di

Canterbury (ca. 602-690), Poenitentiale Theodori / Penitenziale di Teodoro.

.

esempio di associazione degli omosessuali con gli animali, ovvero dei non

uomini. Anche in questo caso siamo in presenza di alcune similarita di

trattamento, non tanto per la compresenza nel medesimo testo ma per

l’associazione con l’animalita.

La bestialita degli estranei non e tipica degli ebrei e dei sodomiti; e

semmai caratterizzante il lungo periodo storico entro il quale entrambe le

categorie furono soggette alle medesime etichettature.

La fonte primaria della norma e la Bibbia “Se uno abbia giaciuto con un

maschio come si giace con una donna, è sacrilegio: muoiano entrambi, sono

colpevoli” che Teodosio ribadisce “Perciò la tua lodevole esperienza purgherà

tramite le fiamme vendicatrici tutti coloro che praticano l’infamia di condannare

il loro corpo maschile, travestito da femminile, alla passività del sesso opposto (al

punto che non differiscono in nulla dalle femmine), dopo averli arrestati, come

richiede l’enormità del crimine, e portati tutti fuori (ci si vergogna a dirlo) dai

bordelli maschili, in presenza del popolo, in modo che tutti capiscano che

dev’essere sacrosanto il contenitore dell’anima virile, e che chi abbia perso

turpemente il suo sesso, non potrà aspirare a quello altrui senza subire l’estremo

supplizio” ordinando che il rogo purifichi l’infamia. Lo stesso rogo rimarra

in vigore fino alla fine inizio dell’eta moderna.

Il concetto di infamia verra riproposto in diverse occasioni a difesa

dell’identita della civilta cristiana e/o cattolica. Nella Storia dei

Longobardi di Paolo Diacono (787 –799)34 vi si trova un aneddoto con

l’accusa di “argr”, insulto che identifica quale femmina e/o omosessuale

chi ne diviene oggetto. E un esempio di uso dell’omosessualita quale

discredito del valore di un uomo che, seppur in un contesto storico molto

diverso ripropone l’approccio alla virilita contemporanea di George

Mosse.

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34 http://www.giovannidallorto.com – [787-799 ca.] Paolo Diacono (ca. 725/730 – ca. 799),

Historia Langobardorum / Storia de longobardi.

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Relativamente alla Chiesa romana, intesa quale gerarchia di potere,

sia George Mosse che John Boswel35 sostengono il relativo disinteresse nei

confronti dell’omosessualita che veniva condannata non in quanto tale ma

in quanto sessualita deviata al pari di altre pratiche sessuali come la

masturbazione. Il concetto di “contro natura” utilizzato nel periodo

contemporaneo quale etichetta per l’omosessualita, prima del XII secolo

individuava tutte le pratiche sessuali non finalizzate alla procreazione,

comprendendovi anche l’omosessualita. Dagli studi di Boswel emerge un

atteggiamento della Chiesa non accondiscendente ma, senz’altro poco

attivo nella repressione dell’omosessualita. Gli interventi repressivi

dell’alto medioevo erano invece emanati prevalentemente dalle autorita

civili. Uno di questi esempi fu la legislazione approvata dal governo della

Spagna visigotica che prevedeva la castrazione dei sodomiti. La Chiesa

invece era impegnata piu ad evitare che i propri rappresentanti, preti ed in

particolare i vescovi, dessero pubblico scandalo. La tesi sostenuta da

Boswel36 evidenzia la “relativa” moderazione della Chiesa nella

repressione della sodomia, almeno fino al XII secolo: il lungo elenco di

statuti comunali che caratterizza la parte seguente emessi a partire dal XIII

secolo in poi, sembrano suffragare questa tesi.

———————-

35 Tesi di laurea in Storia della Filosofia discussa il 24 settembre 1996 da Irene Zavattero

presso la Facolta di Lettere e Filosofia con sede in Arezzo dell’Universita degli Studi di

Siena dal titolo:“Il Liber Gomorrianus di Pier Damiani”.

Vedi in rete su: http://www.swif.uniba.it/lei/personali/zavattero/liber.htm.

36 John Boswel, “Cristianesimo, tolleranza, omosessualita: La Chiesa e gli omosessuali

dalle origini al XIV secolo” – Leonardo, Milano 1989.

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L’omosessualità dall’inizio del secondo millennio all’età moderna

Dall’anno mille in poi le fonti che citano la sodomia o piu in generale

gli “atti contro natura” si amplificano di numero comprendendo diversi

statuti comunali nelle parti dedicate alla repressione della sodomia.

Come gia precisato all’inizio di questo capitolo si ribadisce che la

quantita delle fonti utilizzate e anche conseguenza della mole che gli

storici, militanti omosessuali come Giovanni Dall’Orto, sono riusciti a

rendere fruibile in rete.

Cronologicamente precedente alle fonti comunali citate all’inizio, lo

studio medico di Avicenna (abu Ali al-Husayan ibn Sina, 980-1037)37,

famoso medico ed intellettuale islamico di origine persiana dal titolo

“Liber canonis de medicina” rappresenta un primo esempio di analisi

della sodomia passiva dal punto di vista medico scientifico, quasi a

presagire l’approccio scientifico molto piu radicale che caratterizzera

l’omosessualita dall’ottocento in poi. A questo proposito si propongono

alcuni passi tradotti dalla versione latina a cura di Giovanni dall’Orto:

L’alabene secondo il valore etimologico è una malattia che viene a chi ha

l’abitudine che gli altri uomini si corichino sopra di lui, e ne ha soprattutto un

desiderio intenzionale.”OMISS “d esiste una setta di quelli, che allorquando ci

si accoppia con loro, allora appunto non emettono sperma, anzi lo evitano quando

si congiungano carnalmente con altri: e sono in verità anime avvilite, di natura

maligna, di cattiva abitudine e di costituzione femminea.”E’ interessante il

concetto di setta, che presuppone l’idea di un gruppo omosessuale

organizzato, all’epoca inesistente, ma che ritroveremo nel periodo

contemporaneo, a sostegno della pericolosita dell’omosessualita quale

gruppo nocivo o “lobby” avente quale obiettivo la lotta contro la società.

————————

37 http://www.giovannidallorto.com – [sec. XI] Avicenna (abu Ali al-Husayan ibn Sina, 980-

1037). Dal Canon medicinae.

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Inoltre vi si ritrova un altro strumento di etichettatura utilizzato nel

periodo contemporaneo: la malattia mentale.

Il Concilio Laterano III (1179)38 promosso da Papa Alessandro III

conferma l’estraneita degli omosessuali dalla societa del tempo siano essi

religiosi che laici: Tutti coloro che saranno scoperti a soffrire di

quell’incontinenza che è contro natura, e per la quale “l’ira di Dio calò sui figli

della mancanza di Fede”, e consumò col fuoco cinque città, se facessero parte del

clero, ne siano espulsi, o siano gettati a compiere penitenza in un monastero se

fossero laici, siano colpiti da scomunica, e da allora in poi siano resi estranei alla

comunità dei fedeli.

Oltre all’evidente influenza del documento papale sul potere secolare

che ritroveremo negli statuti cittadini, al fine di confermare ulteriormente

la percezione della sodomia nella societa del tempo puo esser interessante

questo esempio di accusa infamante di sodomia da parte delle prostitute a

quei parigini che ne rifiutavano i servigi (XIII sec.) riportato in un testo di

Jacques de Vitry (ca. 1170-1240) Historia occidentalis scritto nel 122039 ca.:

Cap. 7, “La situazione della città di Parigi”. Nessuno riteneva in nessun modo un

peccato la semplice fornicazione: per i vicoli e le piazze della città ovunque le

pubbliche prostitute trascinavano nei loro bordelli, quasi con la violenza, i chierici

che passavano. E se per caso rifiutavano di entrare, subito si mettevano a gridare

dietro a loro chiamandoli sodomiti. Infatti quel sozzo ed abominevole vizio aveva

invaso a tal punto la città, come una lebbra incurabile e un veleno insanabile, che

ritenevano onorevole tenere pubblicamente una o più concubine. Inoltre in uno

stesso edificio addirittura potevano esserci le scuole al piano di sopra, e il bordello

a quello di sotto.

L’elenco seguente, pur lungo, probabilmente rappresenta solo alcune

delle realta urbane che hanno legiferato sulla sodomia; la quantita di

————————–

38 http://www.giovannidallorto.com – [1179] papa Alessandro III (ca. 1110-1181), Concilium

lateranum III / Concilio laterano (o lateranense) III.

39 http://www.giovannidallorto.com – [1220 ca.] Jacques de Vitry (ca. 1170-1240), da: Historia

occidentalis.

.

documenti disponibili in rete, mette comunque in luce la diffusione

dell’allarme sociale per la sodomia. Quasi tutti gli Statuti riportati

prevedono il rogo purificatore, analogamente a quando previsto dal

Codice Teodosiano nel 390. Oltre agli statuti si ritrovano gli atti di alcuni

processi contro i sodomiti. Pene di tal severita rimarranno in vigore sino al

XVIII.

Tra di essi ne anticipiamo alcuni per la particolarita del tema trattato;

lo Statuto di Belluno del 1424 precisa la differenza tra la penetrazione

sessuale attiva e passiva e mentre, al pari di altri, prevede il rogo per il

sodomita attivo, lascia libero arbitrio per le pene da comminare al

sodomita passivo. Lo Statuto di Pordenone, invece cita espressamente il

bestialismo, associandolo alla sodomia. Nel articolo 116 del Codex

carolina del 1539, ritroviamo, invece, un raro caso di citazione

dell’omosessualita femminile, oltre che un riferimento esplicito all’atto

sessuale tra un uomo ed un animale.

[ 1262-1270] “onstituto”di Siena

Contro i sodomiti prevede una multa o l’impiccagione per i genitali.

[ 1309-1310] “onstituto”di Siena del 1296 volgarizzato

Come il precedente del 1261 prevede ancora la multa, o l’impiccagione per i

genitali per un giorno, contro i sodomiti.

[ 1312 ca.] Statuta Collalti / Statuti di Collalto

Prevedono il rogo per la sodomia.

[ 1313] Statutum Tarvisii / Statuto di Treviso

Anomalo statuto che prevede il rogo non solo per chi copuli “maschio con

maschio”, ma anche “femmina con femmina”, intendendo il termine “sodomia”

in un modo assai vicino al modo odierno d’intendere la parola “omosessualita”.

E inoltre uno dei pochi statuti antichi che prendano in considerazione il lesbismo.

[ 1329] Statuta magnificae civitatis Paduae

Statuti di Padova, in latino e in traduzione italiana posteriore. Prevedono il rogo

per la sodomia.

[ 1347] Luchino Visconti (1292-1349), Statuta Derthonae / Statuti di Tortòna

Prevedono il rogo per il maschio che copula con maschi, con attenuanti solo per i

minori di 18 anni.

[ 1351 ca. e 1386] Statuti della Riviera di Salò

Statuti latini del lago di Garda. Prevedono il rogo per la sodomia.

[ 1353 e 1447] Statuta civitatis Carpi / Statuti della città di Carpi

Prevedono il rogo per la sodomia.

[1387] Statuta civitatis Cremonae / Statuti della città di Cremona

Prevedono il rogo per la sodomia.

[ 1389] Statuta civitatis Bononiae / Statuti della città di Bologna

Prevedono il rogo per il maschio che copula con maschi, nonche per chi lasci

usare ai sodomiti una casa per i loro incontri. E’ previsto il sequestro della casa,

nel caso il proprietario ne fosse al corrente.

[ 1397] Carlo I Malatesta (1368-1429), Bando per Rimini

Prevede il rogo per i sodomiti.

[ 1402] Ius municipale Adriae / Diritto municipale di Adria

Statuti di Adria. Prevedono il rogo per i sodomiti, tanto maschi che femmine.

[ 1404 ca.] Statuta civitatis Feltriae / Statuti della città di Feltre

Statuti di Feltre. Prevedono il rogo per la sodomia, sia con uomini che con donne.

[ 1414] Statuta et decreta Communis Genuae / Statuti e decreti del Comune di

Genova

Proibisce la tortura giudiziaria se non per i casi permessi, fra i quali sono la

pratica sodomitica e il coito nefando.

[ 1424] Statuta magnificae civitatis Belluni / Statuti della magnifica città di

Belluno

Prevede il rogo per il sodomita attivo, pena ad arbitrio per il passivo, considerata

eta e condizione.

La distinzione tra ruolo sessuale attivo e passivo e degno di nota in quanto tale

aspetto sara molto rilevante nella costituzione del controtipo contemporaneo.

[ 1425 e 1595] Statuta Casalis Maioris / Statuti di Casalmaggiore

Statuti di Casalmaggiore. Prevedono il rogo per il sodomita.

[ 1425] Statuta communis Vicentiae / Statuti del Comune di Vicenza

Statuti di Vicenza. Prevedono il rogo per il sodomita.

[ 1438] Statuta et privilegia magnificae civitatis Portus Naonis / Statuti e

privilegi della Magnifica città di Pordenone

Statuti di Pordenone. Prevedono il rogo per i sodomiti e per chi pratichi il

bestialismo.

[ 15/9/1446] Consiglio dei Dieci, Venezia. Proposta di “ars”(decreto) sul rogo

dei sodomiti

Viene discussa e respinta la proposta di strangolare i sodomiti prima di bruciarli

al rogo, come gia in vigore in altri Stati. Venezia decide di continuare a bruciarli

vivi.

[ 1447] Repubblica di Milano, Decreto del 18 ottobre 1447.

Riedito da Pietro Verri (con un suo interessante commento) ribadisce la pena del

rogo per i sodomiti col dichiarato scopo d’ingraziarsi il favore divino nelle guerre

in corso (e che sarebbero state lo stesso fatali alla Repubblica Ambrosiana).

[ 1450] Statuti civili e criminali della diocesi di Concordia

E’ previsto il rogo per la sodomia.

[ 2/3/1455] Consiglio dei Dieci, “ars”contro la sodomia “um clarissime

intelligatur

Decreto veneziano che dispone la sorveglianza e il pattugliamento dei luoghi

d’incontro dei sodomiti, come taverne o terreni extraurbani, incaricandone due

nobili per ogni sestiere.

[1476] Statuta C enetae / Statuti di Ceneda

Statuti di Ceneda. Prevedono il rogo per i sodomiti.

[ 1483] Statuta civitatis Brixiae / Statuti della città di Brescia

Statuti di Brescia. Prevedono il rogo per il sodomita.

[ 1492/1503] papa Alessandro VI (Rodrigo Borgia, 1431-1503), Statuta civitatis

Urbisveteri / Statuti della città di Orvieto

Prevedono il rogo per il maschio che copula con maschi, i minori di 14 anni se la

cavano con una multa, se capaci d’intendere e di volere. Il ruffiano del sodomita

paghi fino a duecento lire di multa, sia frustato ed esiliato per sempre.

[ 1494] Provvisione fiorentina del 29/12/1494

Stabilisce che chi si macchia di sodomia sia punito con la gogna la prima volta,

col bollo a fuoco in fronte la seconda, e col rogo per la terza.

[ 1496] Consiglio dei Dieci, “ars”contro la sodomia “t clementiam et

benignitatem”..

Legge veneziana che obbliga chirurghi e barbieri a denunciare i pazienti che

avessero chiesto cure all’ano per aver subito sodomia.

[ 1498] Communitatis Vallis Camonicae statuta / Statuti della Valcamonica

Prevedono il rogo per il sodomita e, in caso di contumacia, anche il sequestro dei

beni.

[ 1501] Statuta magnificae communitatis Regii

Statuti di Reggio Emilia. Prevedono per i sodomiti l’impiccagione, il rogo del

corpo e una multa di cento lire. Complici e ruffiani subiranno la stessa pena.

[ 1506] Giovanni Boiardo (secc. XV-XVI), Statuta Scandiani / Statuti di

Scandiano

”I colpevoli di sodomia siano bruciati, ma se minori di quattordici anni siano solo

frustati duramente in pubblico”.

[ 1510] Francesco Maria I Della Rovere (1490-1538), Statuta terrae Pergulae /

Statuti della Terra di Pergola

”Il sodomita sia con maschi che con femmine, se maggiore di vent’anni, sia

bruciato e i suoi beni siano confiscati; se minore, punito piu mitemente”.

[ 1512] Constitutiones dominii mediolanensis

Legislazione per il ducato di Milano. Prevede il rogo per il sodomita.

[ 1512-1521] Manuel I di Portogallo (1469-1521), Ordenações manuelinas /

Decreti manuelini

Decreto portoghese contro la sodomia e il travestitismo.

[ 1532] Statuta criminalia, civitatis et comitatus Viglevani. / Statuti criminali

della città e del contado di Vigevano

Prevedono la sodomia fra i reati per cui si procede d’ufficio e per cui si puo usare

la tortura, stabilendo come pena il rogo.

[ 1539] Carlo V d’sburgo (1500-1558), § 116 della Lex Carolina, o Codex Carolina

Prevede il rogo per l’uomo che abbia copulato con un uomo o con un animale, e

per la donna che abbia copulato con una donna.

[ 1548-1787] Statuti prenapoleonici in lingua italiana

Leggi contro la sodomia di Valtellina [1548], Corsica [1572], Lago di Garda [1620],

Padova [1767], Modena e Reggio [1771].

[ 1549] Statuti di Valtellina

Prevedono il rogo per i sodomiti.

[1549 e 1558] Statuta civitatis et principatus Papiae / Statuti di Pavia

Prevedono il rogo per i rapporti fra maschi e con animali.

[ 1556] Statuta civitatis Urbini / Statuti della città di Urbino

”I sodomiti maggiori di vent’anni siano bruciati, i minori condannati a una multa

o, se non la pagassero, alla fustigazione pubblica. I ruffiani siano puniti con la

stessa pena dei sodomiti, attenuata solo se hanno meno di vent’anni”.

[ 1560] Statuta et ordinationes Clari / Statuti e ordinamenti di Chiari

Manoscritto del 1560, che riproduce il testo d’uno statuto di Chiari (Brescia) forse

del 1429. Prevede il rogo per i sodomiti.

[ 1572] Statuti della Corsica

Prevedono l’impiccagione del reo di sodomia, e il rogo del suo cadavere.

[ 1578] Statuti della Val di Scalve

Prevedono il rogo per il reo di sodomia.

[ 1580] papa Gregorio XIII (Ugo Buoncompagni, 1502-1585), Statuta Urbis

Romae Gregorii XIII / Statuti della città di Roma di Gregorio XIII

Prevedono il rogo per i sodomiti e la forca per chi rapisca ragazzi, se lo stupro

non e andato a buon fine (in caso contrario, vale la pena del rogo)

” chi ha colpito per libidine o spogliato donne oneste e ragazzi, sia amputata la mano. E

chi lanciasse insulti sessuali contro donne oneste o ragazzi, sia arrestato, frustato, e

costretto a ripresentarsi alle autorità per un anno ogni volta che ne sarà richiesto”.

[ 1610] card. Benedetto Giustiniani (1554-1621), Bando generale [per Bologna]

Il bando per Bologna prevede il rogo quale pena per la sodomia.

[ 1620] Statuti della magnifica comunità della Riviera

Statuti della Riviera del Garda. “Chi commette sodomia sia giustiziato, e il suo

cadavere arso. Per il reato solo tentato: un anno di carcere, una multa, e il bando

per dieci anni”.

[ 1634] Statuta Vallis Camonicae / Statuti della Val Camonica

“Il sodomita sia bruciato o, se contumace, esiliato per sempre. Per i minori di

quindici anni la pena sia mitigata”.

[1648] Statuta Rhodigii / Statuti di Rovigo

”Il sodomita sia condannato a morte e il cadavere sia arso. Il passivo [in genere,

all’epoca, un ragazzo, Nota Dall’Orto] non sia condannato a morte, ma castigato

altrimenti dopo averne valutato eta e condizione”.

[ 15/4/1683] Cristiano V di Danimarca (1646-1699), Danske Lov / Legge danese.

Prevede il rogo.

Periodo moderno: l’incontro con nuove popolazioni

Con l’inizio del sedicesimo secolo si ritrovano alcuni documenti che

individuano nell’esterno alla societa il portatore delle caratteristiche del

sodomita: tali caratteristiche vengono nuovamente associate alla bestialita

dell’atto e di chi lo compie.

Diversi documenti recuperati sono relativi ai nativi delle nuove Indie

ed attestano la loro presunta omosessualita o travestitismo che, associate

al loro paganesimo, venivano usate a giustificazione della loro

eliminazione fisica, spesso con il rogo (e il periodo in cui operava

l’Inquisizione e la societa europea incontra nuove culture oltre oceano).

La presunta o reale omosessualita dei nativi, associata alla loro visione

“bestiale”, confortava i pii nella loro epurazione. L’ultimo testo in elenco,

di Jose de Acosta rappresenta una voce fuori dal coro: sosteneva che

seppur si trattasse di atti contro natura, non ci fossero argomenti a

sostegno della repressione dei popoli che praticavano la sodomia in

quanto pagani e quindi al di fuori delle leggi di dio. Tra i testi appare il

travestitismo, non usuale tra le popolazioni europee al di fuori delle

eventuali festivita ufficiali: le popolazioni amerinde evidenziavano quella

confusione di ruoli che tanto preoccupo le future societa contemporanee

che vedranno in esso una delle piu pericolose minacce alla loro esistenza.

[1512-1521] Manuel I di Portogallo (1469-1521), Ordenações manuelinas /

Decreti manuelini

Decreto portoghese contro la sodomia e il travestitismo; citati i rapporti con

animali.

[ 1/7/1519] Hernán Cortés (1485-1547), Cartas de relación / Relazioni al re

Gli indigeni del Messico sono tutti pagani e sodomiti, quindi meritano le

punizioni che i conquistatori spagnoli (a cui Cortes appartiene) infliggono loro.

[ 14/11/1521] Alonso Zuazo (1466-1527), Carta al padre Fray Luis de Figueroa /

Lettera a fra’ Luis de Figueroa

In Messico gli aztechi sono tutti cannibali, sodomiti e pagani.

[ 1492-1525] Pietro Martire d’Angera (o d’Anghiera, 1457-1526), Sommario

dell’istoria dell’Indie occidentali

Descrive dettagliatamente l’uccisione d’indios americani da parte del

conquistador Vasco Nunez de Balboa (1475-1519), che li fece sbranare dai cani

perche sodomiti.

[1526] Gonzalo Fernández de Oviedo (1478-1557), Sumario de la natural y

general historia de las Indias / Sommario della naturale e generale istoria

dell’ndie occidentali

Racconta della presenza nel Golfo caribico dei Camayoas, indigeni americani che

si vestono da donna, fanno lavori da donna e hanno rapporti sessuali con uomini.

[ 1530] Nunno di Gusman (Nuño Beltrán de Guzmán, sec. XV-1550), Relazione

scritta in Omitlán

Relazione di un conquistador del Messico (sopravvissuta nella sola traduzione

italiana antica), che racconta, fra l’altro, il combattimento contro un azteco che

vive e combatte (valorosamente) travestito da donna. Catturato, viene bruciato al

rogo come sodomita.

[ 1532/33] Anonimo, Relación de algunas cosas de la Nueva España, y de la gran

ciudad de Temestitán México / Relazione d’lcune cose della Nuova Spagna e

della gran città di Temistitan Messico

Gli indigeni messicani sono accusati d’essere cannibali e sodomiti.

[ 1537] Álvar Nuñez “abeza De Vaca”(ca. 1500-dopo 1560), Naufragios /

Relazione di quello che intervenne nell’Indie

In Florida l’autore scopre fra gli indiani uomini vestiti da donne, che sposano

pubblicamente altri uomini.

[ 1540] Fernando Alarcone (Hernando Ruiz de Alarcón, sec. XVI), Relazione

della navigazione e scoperta che fece

Relazione, (sopravvissuta nella sola traduzione italiana antica), sull’incontro con

un indio travestito da donna, che vive da donna ed ha rapporti sessuali coi

giovani scapoli.

[ 1555] Augustín de Zárate (1514?-1560), Historia del descubrimiento y

conquista de las provincias del Peru / Le historie dello scoprimento e conquista

del Perù

Gli indios dell’ttuale Ecuador amano molto la sodomia e per questo trascurano le loro

donne”.

[ 1561] fra’Bartolomé de las Casas (1474-1566), Historia de las Indias / Storia

delle Indie

Straordinario difensore dei diritti umani degli indios, questo autore nega che

costoro fossero mai stati sodomiti, attaccando in particolar modo Fernandez de

Oviedo per averlo sostenuto. Nello spiegare la presenza tra loro dei travestiti (che

afferma di avere visto di persona) utilizza pertanto la “malattia degli Sciti” della

quale aveva parlato Ippocrate al fine di ricondurre i fatti in una chiave di

maggior accettabilita

[ 1568] Bernal Díaz del Castillo (ca. 1498-1584), Historia verdadera de la

Conquista de la Nueva España / Storia veritiera della conquista della Nuova

Spagna

Due brevi cenni agli Aztechi (la “Nuova Spagna” e il Messico).

[ 1569/77] Bernardino de Sahagún (1499-1590), Historia General de las cosas de

Nueva España / Storia generale delle cose della Nuova Spagna

”l sodomita passivo è un essere abominevole, nefando e detestabile, degno di essere preso

in giro e messo alla berlina dalla gente. E il fetore e la sozzura del suo peccato non si può

sopportare per lo schifo che dà alla gente. In ogni cosa si presenta donnesco o effeminato,

nel camminare e nel parlare, per cui merita di essere bruciato”.

In Messico, solo donne e sodomiti masticavano chewing-gum in pubblico.

[1577] José de Acosta (1539-1600), Predicación del Evangelio en las Indias /

Predicazione del vangelo nelle Indie

Acosta difende gli indios, confutando con una logica impeccabile la tesi che

giustifica la violenza e le atrocita della Conquista spagnola per i loro peccati,

come la sodomia.

In questi testi l’avversione per la sessualita contro natura e associata

alla paura dell’altro che tocca, a sua volta, la preoccupazione di una

contaminazione e di una perdita di identita. La sodomia rappresento

comunque un rafforzativo alla differenziazione tra gli europei e gli altri ed

una conferma della superiorità dei primi.

III. L’omosessualita dall’illuminismo ad oggi

Con l’avvento dell’illuminismo la fiducia nella ragione e nella scienza

porta le societa europee alla diffusione dell’approccio scientifico o pseudo

tale in tutti i campi del sapere; vengono promossi nuovi campi di studio e

ne vengono riformati altri.

In questa sede interessa, in particolare porre l’attenzione sullo

sviluppo delle attenzioni nei confronti della storia ed in questo ambito

quella del periodo classico greco e romano, in quanto base dell’evoluzione

della mascolinita e della medicina che fornira supporto essenziale alla

categorizzazione del normale e dell’anormale. Infatti lo sviluppo della

nuova immagine dell’uomo sara caratterizzata dalla riscoperta, in parte

mitizzata, della fisicita classica. E’ di particolare interesse, ad esempio, il

primo dei testi riportati in questo capitolo che, al fine di riportare la

pederastia greca in un ambito di rispettabilita essa viene ipotizzata quale

una strategia anticoncezionale.

Non fu, l’unico caso di visione parziale dei fatti storici, o di ipotesi

pseudo scientifiche proposte a fini diversi dalla mera conoscenza dei fatti.

Ad esempio “gli alfieri tedeschi della razza ariana, ad esempio, erano convinti

che durante la lunga marcia dal luogo d’rigine, in Estremo Oriente, gli ariani

fossero passati per la Grecia, raccogliendo quanto di meglio poteva offrire il

mondo antico40.

Relativamente all’impostazione di questo lavoro, il testo con il quale

Pierre Bayle, affermo nel 170441 che Minosse, re di Creta, al fine di limitare

la nascita di troppi bambini autorizzo la pederastia, fa emergere

l’importanza della rispettabilita e, per contro, la difficolta nell’adattare una

realta storica nota e scomoda alla visione mitica del mondo classico in

formazione fin dall’inizio del settecento.

————————————-

40 Cfr. G. Mosse:” L’immagine dell’uomo” – cit. p. 47.

41 La fonte e riportata a p. 44.

.

Sempre durante il Settecento, diversi furono i casi di processo contro i

sodomiti; la maggior parte dei documenti individuati trattano dei casi

inglesi ma alcune fonti riportano anche notizie di processi in Italia. A

Napoli, ad esempio, nel 1712, una fonte riporta la confessione spontanea

di Manuel Roma42, apprendista chirurgo, di anni quattordici, mentre a

Brescia, nel 1708 viene processato il canonico Giuseppe Beccarelli43 che,

dopo l’ulteriore vaglio del Consiglio dei Dieci di Venezia venne

condannato nel 1710 al carcere a vita. Il fatto che questo caso venga

riportato nella maggior parte dei testi storici come un “semplice” caso di

eresia, come ribadito in nota, mette in risalto la pratica di occultare una

realta scomoda come l’omosessualita di un uomo di chiesa: questo caso

propone semmai una prospettiva di approfondimento dei processi anche

su fonti gia esaminate.

In linea con la visione gia messa in luce a proposito delle colonie

americane, la sodomia continua ad essere identificata anche come una

caratteristica di altri popoli o genti. Prende piede quindi la visione della

sodomia, quale caratteristica denigratoria di popoli nemici o considerati

inferiori. La rivoluzione francese comunque fara cambiare radicalmente

l’entita delle pene applicate ai sodomiti, anche se l’omofobia non ne fu

scalfita come emerge dalla lettura del testo: “Les enfans de Sodome a

l’Assemblee nationale” scritto nel 1790 al fine di screditare la rivoluzione

stessa44.

————————————————

42 Il testo e tratto da: Rafael Carrasco, Inquisicion y represion sexual en Valencia. Historia

de los sodomitas (1565-1785), Laertes, Barcelona 1985, appendice del cap. 2, pp. 152-154. e

riportato su http://www.giovannidallorto.com.

43 Il caso e citato da Enrico Oliari su http://www.oliari.it; su http://www.culturagay.it e disponibile in

rete un saggio sul caso scritto da Stefano Bolognini il 13 settembre 2005 con un’amplia

bibliografia. Nei testi di storia bresciana consultati dall’autore, don Beccarelli viene

etichettato soltanto come eretico: Bolognini ricostruisce, con altre fonti una versione piu

ampia dei fatti che fa emergere l’omosessualita del condannato.

44 Una parte della pubblicazione, in lingua italiana, con note e riferimenti bibliografici e

riportata su http://www.giovannidallorto.com. Nel testo viene citato il “vizio italiano”, modo in

cui i francesi etichettavano la sodomia in quel periodo.

.

E’ questo il periodo in cui si va formando la mascolinita quale

caratteristica base delle nuove societa borghesi e, in parallelo, dei

controtipi, evoluzioni idealizzate di quei soggetti “marginali” gia esistenti

fin dal remoto passato.

Il lavoro storico di J.J.Winckelmann si svolse nella seconda meta del

Settecento ed al suo metodo classificatorio che contribui alla creazione

della moderna archeologia si affianco il fascino su di lui esercitato dalla

classicita, che grazie alla sua opera si diffuse in tutta Europa in una chiave

quasi mitica: “la forma entusiastica in cui egli seppe trasmettere queste nozioni

ai suoi contemporanei contribuì a scatenare nel mondo della cultura una

vivissima corrente di attrazione verso gli antichi ideali, che avrebbe dominato l’tà

del “lassicismo””45

L’mmagine che si era fatta degli antichi era idealizzata, poiché l’llade non

era abitata solo da uomini simili agli dei.

Questa breve citazione dal romanzo di Ceram, al di la della sua reale

valenza storica, ci permette in poche righe di dare ulteriore sostegno al

ruolo dell’entusiasmo per la classicita di cui Winckelmann fu protagonista

al pari delle elite culturali della sua epoca ed a quella visione che, seppur

basata su fonti oggettive, si sviluppa autonomamente in funzione del

quadro morale della nuova societa borghese.

La parte storiografica a disposizione per questo periodo, che e

riportata nel corso del testo, ci induce a soprassedere da una suddivisione

strettamente cronologica delle fonti e dei fatti ad essi correlati, per

privilegiare qualche approccio tematico.

Dalla stretta esposizione cronologica sono state estrapolate, infatti,

quelle fonti che hanno permesso di focalizzare l’identita omosessuale e la

—————————————————–

45 C.W.Ceram “Civilta sepolte – Il romanzo dell’archeologia” –Einaudi, Torino, 1968 – p.

19.

.

militanza ad essa associata, compresa la ricerca sull’omosessualita

effettuata dagli stessi omosessuali.

La possibilita di un approccio comparato tra le discriminazioni subite

dall’ebraismo e dall’omosessualita, in una chiave interpretativa mossiana,

assume maggior rilievo con la nascita dell’identita omosessuale, la cui

presenza permette un confronto piu agevole con l’ebraismo la cui identita

e fin dalle origini diasporiche, storicamente affermata.

Tutte le fonti utilizzate sono riportate nel corso del testo ed

evidenziate mediante dei paragrafi particolari nella medesima maniera dei

capitoli precedenti.

Il settecento: gli intellettuali ed il nuovo approccio penale alla sodomia

I testi seguenti propongono la visione dell’omosessualita da parte

delle elite dell’epoca; in essi emerge una certa apertura nello sforzo

accademico di comprensione del fenomeno che, comunque, non portarono

ad alcuna accettazione dell’omosessualita, anche se Diderot in un suo

testo, citato nella pagina seguente, non la condanno apertamente.

A sostegno delle tesi di Mosse sul controtipo, assume particolare

interesse il testo di Bayle, citato in precedenza che, al fine di non mettere

in cattiva luce la Grecia classica, propone una spiegazione “razionale” alla

pederastia.

Relativamente all’evoluzione parallela dell’ebraismo assume rilievo,

invece, il codice penale emanato da Giuseppe II, nel 1787, cinque anni

dopo l’emanazione dell’atto di tolleranza verso i cittadini non cattolici. La

profonda differenza tra i due approcci e probabilmente riconducibile al

concetto di utilita per lo stato che caratterizzo la politica del sovrano nei

confronti degli ebrei rispetto alla sodomia, considerata invece, semmai

responsabile di una scarsa crescita demografica. Il concetto di utilita,

seppur in una chiave piu economica che politica, fu invece alla base

dell’evoluzione del costume del secondo dopoguerra del novecento che

portera ad una maggior visibilita dei gay e delle lesbiche in funzione

dell’individuazione del loro ruolo di consumatori.

Tornando al Settecento, gli effetti dell’epoca dei lumi influirono

comunque nella riduzione della efferatezza delle pene.

[1704] Pierre Bayle (1646-1705), da: Continuation des pensées diverses /

Continuazione dei pensieri sparsi.

Attribuisce l’”invenzione” della “pederastia”, nell’antica Grecia, a motivi

anticoncezionali.

[ 1730] Newspaper reports: the Dutch purge of homosexuals.

Rictor Norton ha tratto dai giornali inglesi del 1730 le notizie sulla grande

persecuzione di sodomiti scatenata in Olanda, che porto ad almeno 250 denunce

e 60 condanne a morte! Subito dopo pubblica le notizie sui processi inglesi di

quell’anno.

[1769] Denis Diderot (1713-1784), Suite de l’ntretien.

Documento ed esempio delle idee che portarono, nel corso della Rivoluzione

francese, all’abolizione delle leggi contro la sodomia.

A un certo punto vi si discute degli atti sessuali contronatura, affermando che:

Tutto ciò che è, non può essere né contro, né fuori della natura”. Il finale parla

apertamente d’omosessualita, senza condannarla.

[ 1772] Denis Diderot (1713-1784), Du goût antiphysique des Américains / Del

gusto contronatura degli indiani d’merica.

Dal testo emerge la consapevolezza dell’aspetto positivo del selvaggio nel suo

esser vicino alla natura ma, nel contempo, esso e minato radicalmente dalla sua

assenza di moralita

perché la natura che ha ordinato tutto per la conservazione della specie, ha sorvegliato

poco quella degli individui; senza contare che vi sono azioni alle quali i popoli civilizzati

hanno con ragione legato idee di moralità completamente estranee ai selvaggi”

[ 1787] Giuseppe II d’sburgo (1741-1790), Codice per i dominii austriaci in

Italia.

elenca le pene contro stupro e sodomia del quale si riporta un estratto:

69. Chi in istrada pubblica perseguita una donna d’intemerata fama, la quale va

onestamente a far i fatti suoi, e ciò con gesti, o parole tali, che indicano chiaramente la

seduzione alla lussuria, dovrà ad accusa della persona offesa trattarsi da delinquente

politico.

70.La pena di tale delitto è prigionia temporale mite.

71.Chi degrada a segno l’umanità sino a peccare carnalmente con una bestia, o col sesso

suo simile, si fa reo di un delitto politico.

72.Se il delitto sarà stato commesso in modo, che abbia dato pubblico scandalo, in tal caso

la pena sarà castigo con bastonate e lavoro pubblico temporale. Se però il misfatto non

sarà venuto che a notizia di pochi, il reo dovrà castigarsi con prigionia temporale più

dura, la quale dovrà inasprirsi mediante digiuno, e bastonate. [p. 98]Oltre di ciò sarà il reo sfrattato dal luogo, in cui avrà dato pubblico scandalo”

Il testo assume particolare rilievo in quanto nel 1782 lo stesso Giuseppe II licenzia

la Patente di tolleranza verso gli ebrei, che, seppur finalizzata al buon

funzionamento della stato, si impegna ad accettare la “diversita” ebraica. Nel

caso dell’omosessualità comunque la pena non e il rogo.

.

[ 1794] Federico II di Prussia (1712-1786), Allgemeines Landrecht für die preußischen Staaten.

Il sovrano Federico “il Grande”, omosessuale, fu tra i primi ad abolire, in Europa,

la pena di morte per la “sodomia”. Ne riportiamo uno stralcio nel quale emerge,

tra le pene, anche l’allontanamento dal luogo di residenza

”Paragrafo 1064: La sodomia ed altri simili peccati contro natura, qui

innominabili per la loro nefandezza, sono tali da richiedere che ne venga

interamente soppressa la memoria. Pertanto un tale criminale, dopo aver

scontato da uno a piu anni di carcere con benvenuto e commiato, dovra essere

bandito per sempre dal suo luogo di residenza, dove si sia venuti a conoscenza

del suo vizio, e l’eventuale animale fatto oggetto d’abuso dovra essere ucciso o

allontanato di nascosto dalla contrada. Chi induca qualcuno ad abbandonarsi a

simili vizi contro natura e a sottoporsi ad abuso dovra scontare il doppio della

pena. I genitori, i tutori, gli insegnanti o gli educatori che si rendano colpevoli di

detto crimine dovranno scontare da quattro a otto anni di carcere con benvenuto

e commiato”.

La figura di questo sovrano sara vista come una macchia della virilita germanica

a causa della sua omosessualità che l’inasprimento del futuro paragrafo 175

provvedera a rimuovere.

Dall’ottocento alla prima guerra mondiale

Nel corso dell’800 le norme repressive dell’omosessualita si

consolidarono negli ordinamenti degli stati moderni. Nonostante l’assenza

della condanna a morte, l’omosessualita continuo ad essere considerata un

atto criminoso.

Ci si avvio in questo periodo ad un approccio medico nei confronti

degli omosessuali. Nel corso del XIX secolo il consolidamento della

rispettabilita borghese venne sostenuto fortemente dalla corporazione

medica, la cui attivita porto alla costituzione di un confine molto definito

tra normalita ed anormalita, non solo in termini di sessualita.

L’omosessualita, al pari della masturbazione, che spesso ne venne

proposta come attivita propedeutica, venne studiata attivamente dalla

medicina ed in particolare dalla criminologia ad essa associata.

Parallelamente allo sviluppo medico ed alla identificazione della

sessualita anormale quale devianza, seppur non innata, ma foriera di

pericoli per la sanita sociale, si assistette ad un nuovo inasprimento delle

pene per gli atti omosessuali.

In questa prima breve lista di documenti vengono riportati alcuni

codici penali che non riutilizzarono il rogo purificatore medioevale, ma

inasprirono il controllo sulla sessualita deviata, in particolare se di

dominio pubblico.

Con lo sviluppo della mascolinita e del nuovo ruolo in essa assunto

dall’amicizia maschile, la paura della deriva omosessuale divento ancor

piu presente quale termometro della virilita di tutta la societa.

Questo aspetto fu ben presente nei diversi casi di voci

sull’omosessualita di corte nel nuovo stato germanico, aspetto gia emerso

con la figura di Federico II di Prussia.

[14/4/1851] Strafgesetzbuch für die preußischen Staaten, § 143.

L’articolo del codice penale prussiano che condanna gli atti omosessuali fra

maschi, poi trasformato nel § 175 del codice penale dell’Impero tedesco.

[ 1852] Codice penale austriaco. Capo XIV “ello stupro, dell’ltraggio al

pudore e di altri crimini di libidine”

Edito anche in italiano, in quanto si applicava anche al Lombardo Veneto,

dominio austriaco. Prevede gli atti omosessuali come reato, e li punisce col

carcere duro da cinque a dieci anni.

[ 1859] Vittorio Emanuele II (1820-1878), Codice penale per il Regno di Sardegna.

Al paragrafo 425 prevedeva pene per gli atti omosessuali. Questa legge fu estesa

a buona parte d’Italia, dopo l’unificazione, e abolita con il Codice Zanardelli del

1889.

[ 8/5/1871] § 175 del codice penale per l’mpero tedesco.

Il paragrafo che criminalizza l’omosessualita fra maschi per tutto il Secondo

Reich. [1869]

L’immoralità contronatura, commessa fra persone di sesso maschile o fra uomini ed animali, è punita con l’imprigionamento; inoltre può comportare la privazione dei diritti civili”[ 1887] Giuseppe Zanardelli, Relazione sul Progetto del Codice penale per il Regno d’talia.

Vi sono esposte le ragioni che portarono all’abolizione del reato di “libidine

contronatura” nel progetto di Codice penale italiano, poi approvato nel 1889.

Riportiamo un breve stralcio che evidenzia un approccio all’argomento che

caratterizzera anche l’Italia fascista:

”Il Progetto tace pertanto intorno alle libidini contro natura; avvegnache rispetto

ad esse, come ben dice il Carmignani, “riesce piu utile l’ignoranza del vizio che

non sia per giovare al pubblico esempio la cognizione delle pene che lo

reprimono”

La preoccupazione per gli scandali a sfondo sessuale, in particolare se

coinvolgenti le elite al potere, fu ben evidenziata dallo scandalo Moltke –Eulenburg che colpi la Germania tra il 1907 ed il 1909. Ebbe risalto

pubblico, similmente al caso Oscar Wilde per la Gran Bretagna, con la

differenza di non poco conto per il ruolo delle persone coinvolte. La

“Tavola rotonda di Liebenberg”46, come fu definito il circolo omosessuale

che, facendo riferimento alla tenuta del castello di proprieta del Principe

Philipp von Eulenburg, toccava da vicino la cerchia dell’imperatore

Guglielmo II, fu un esempio di uso politico dell’omosessualita al fine di

cambiare la politica estera tedesca. Ma fu anche una delle conferme della

scarsa virilita dell’aristocrazia che, assieme alla sconfitta nella Grande

46 Lo scandalo Moltke –Eulenburg (1907) Quei gay che fecero tremare il trono tedesco:

saggio pubblicato su http://www.Culturagay.it.

Guerra, furono tra le cause determinanti per la spinta verso soluzioni

politiche “innovative”: i fascismi del primo novecento.

Il consolidamento della rispettabilita borghese venne minato dalle

paure sulla demolizione della mascolinita tradizionale che venivano

associate al timore per il declassamento e la crisi della Germania.

La sessualita deviata venne spiegata anche come conseguenza

nevrotica della vita moderna; i cambiamenti radicali che contraddistinsero

lo sviluppo capitalistico dei nuovi stati europei, con l’emigrazione delle

masse contadine verso le nuove metropoli industriali, individuarono in

queste ultime un sintomo evidente del decadimento delle nazioni. Non a

caso saranno proprio le metropoli a rappresentare il luogo per eccellenza

di incontro degli estranei, fossero essi ebrei, omosessuali, criminali o

malati di mente47.

Le stesse metropoli furono caratterizzate da una maggior visibilita

delle figure controtipiche dell’ebreo e dell’omosessuale. Le comunita

ebraiche nell’Europa occidentale erano ormai da tempo consolidate nelle

citta e significativamente presenti anche nelle fila della nuove elite

economiche. In media, gli ebrei occidentali erano concentrati

prevalentemente nelle realta urbane ad alta dinamicita economica,

avevano una scolarizzazione maggiore dei non ebrei, erano impiegati con

maggior incidenza in alcuni settori produttivi: industria, commercio e

credito. Non e questa la sede per un approfondimento della stratificazione

sociale degli ebrei in Europa e quindi, consci dei limiti dei dati aggregati,

ci riferiamo alle tabelle riportate da Fabio Levi nel suo testo citato nella

bibliografia di questo lavoro48. E’ interessante dal nostro punto di vista in

quanto anche l’omosessualita accentua la sua visibilita proprio nelle

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47 Cfr. Eric John Hobsbawm: “Il trionfo della borghesia 1848-1875” –Laterza, Bari, 2003

48 Fabio Levi : “Dodici lezioni sugli ebrei in Europa “ – Zamorani Editore 2003 – pp. 23-28.

.

grandi citta. L’indagine redatta da Magnus Hirschfeld su Berlino49

catalogo club, ristoranti, alberghi e bagni frequentati dagli omosessuali al

fine di attestare la rispettabilita del “Terzo Sesso” e mise in luce la

“concentrazione” della sessualita deviata nelle citta in contrapposizione

alla purezza tradizionale delle aree rurali.

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49 Magnus Hirschfeld: “Terzo sesso a Berlino”, 1904 cit. in G. Mosse “Sessualita e

nazionalismo” cit.

Magnus Hirschfeld (1868 –1935)

Nacque nel 1868 e fu uno dei pionieri della sessuologia. Fu inoltre il primo a fondare una

associazione per i diritti delle persone omosessuali: il “Comitato Scientifico Umanitario”

nel 1897. L’obiettivo era l’abolizione del famigerato “Paragrafo 175”, la legge tedesca che

condannava l’omosessualita come un reato. Se si pensa che il “Paragrafo 175” venne

modificato soltanto nel 1969 e abolito definitivamente solo nel 1994, si capisce quale lotta

coraggiosa Hirschfeld ingaggio piu di cento anni fa.

Nel 1908 creo il “Giornale di Sessuologia” e nel 1913 fu tra i fondatori della Societa Medica

per la Sessuologia ed Eugenetica.

Nel 1919 apri il primo Istituto di Sessuologia organizzando il primo congresso scientifico

su questa materia. L’Istituto di Sessuologia (“Institut fur Sexualwissenschaft”) fu – nella

Germania tra le due guerre un punto di riferimento non soltanto scientifico ma anche

culturale per la comunita omosessuale di Berlino.

La villa – posta nell’elegante quartiere di Tiergarten – ospitava il Dipartimento di

Psicoterapia, il Dipartimento Medicina Sessuale somatica, il Dipartimento di Sessuologia

Forense, il consultorio di ginecologia e terapia della coppia, un Archivio di Etnologia

Sessuale, gli Uffici della Lega Mondiale per la Riforma Sessuale, una vasta biblioteca con

sala di lettura.

Subi attentati a Monaco nel 1920 rimanendo seriamente ferito e successivamente a Vienna

i nazisti tentarono di ucciderlo.

Riconosciuto dallo Stato nel 1924, l’Istituto si trasformo in fondazione e Hirschfeld venne

nominato presidente a vita.

L’Istituto ebbe grandissima fama attirando studiosi ed intellettuali tra i quali Felix

Abraham, Bernhard Schapiro, Ludwig Levy-Lenz, e Arthur Kronfeld. Venne visitato da

Andre Gide, Margaret Sanger, e Jawaharlal Nehru.

Nel 1928 insieme agli psicologi Havelock Ellis e Auguste Forel creo la “Lega Mondiale per

la Riforma Sessuale” che tenne tre grandi convegni tra il 1929 ed il 1931.

Dal 1930 tenne una serie di conferenze in diverse citta del mondo. Mentre era ancora in

viaggio – il 6 maggio 1933 – gli “studenti” nazisti saccheggiarono l’Istituto sequestrarono i

volumi della biblioteca (tra i quali le opere di Freud, Brecht, Werfel, Zweig) e li

bruciarono pubblicamente il 10 maggio successivo.

La villa venne confiscata e adibita a uffici del regime. Hirschfeld – in pericolo sia come

ebreo che come omosessuale dichiarato – non pote rientrare in Germania. Mori a Nizza in

Francia nel 1935.

Durante il periodo caratterizzato dal Decadentismo, come gia

anticipato nel primo capitolo, le nuove metropoli videro fiorire la nuova

visibilita omosessuale ed in questo ambito Berlino fu forse la prima

capitale omosessuale della storia, ruolo che continuo ad avere fino

all’avvento al potere del nazismo.

Ebraismo ed omosessualita, quindi, proposero una visibilita con

caratteristiche distinte per certi aspetti ma, simili per altri. Se il ruolo

economico tipico dell’ebreo, non sembra aver avuto nulla a che fare con

l’omosessuale, a quest’ultimo fu fin da allora riconosciuta una certa

capacita estetica, tra l’altro ancor oggi ricorrente, alla quale si associano

alcune specifiche attivita: “l’mosessuale come esteta aveva destato una

profonda impressione alla fine de siecle, si trattasse di una figura come quella di

Oscar Wilde in Inghilterra o come quella in Germania di Filippo, conte di

Eulemburg …. Agli omosessuali era riconosciuta un’ccellenza intellettuale ma

l’lenco stilato da dottori come Iwan Bloch per comprovarla comprendeva per lo

più artisti, poeti e filosofi ma pochi uomini di Stato, nessun generale o capitano

d’ndustria: mancavano gli uomini d’zione50.

In questa citazione, tratta da un testo di Mosse, emerge in particolare

l’assenza di virilita degli omosessuali. In questo caso interessa invece

puntare l’attenzione su come, anche l’omosessualita venne in qualche

modo identificata anche con un certo ruolo nell’ambito del potere. Se nella

sua evoluzione dittatoriale l’Europa accuso, tra l’altro, gli ebrei di una loro

presenza massiccia tra le leve del potere economico, anche gli omosessuali,

furono associati al tentativo di controllo delle medesime leve del potere,

seppur da un punto di vista piu politico. A conferma di cio, oltre allo

scandalo “Molte –Eulenburg” di cui si e detto nelle pagine precedenti,

riportiamo una sintesi di una pubblicazione tedesca del 1833 dal titolo, in

lingua italiana: ”Scene dalla vita di un pederasta aristocratico”. Oltre a

Scheda biografica tratta da http://www.olokaustos.org.

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50 George Mosse “Sessualita e nazionalismo” cit. p.44.

.

riportare una visione ricorrente dell’omosessuale a meta ottocento

ribadisce l’ipotesi del complotto51.

“’ntieroe, Don Pederasto, è un aristocratico –in omaggio alla convinzione

borghese che proprio all’nterno di quella classe corrotta l’mosessualità fosse

particolarmente diffusa –l cui tenore di vita opulento e magnifico fa da adeguato

sfondo alla sua perversa personalità. Il brindisi di Don Pederasto, “lla Grecia!”

e la società da lui fondata per la diffusione della cultura greca, gli servivano da

paravento per le sue turpi attività di corruttore della gioventù. I giovani contadini

uscivano dalla frequentazione di quel cosiddetto circolo di amici affranti nel corpo

e nella mente; erano stati sani, ora erano infermi. E per di più, la società di Don

Pederasto faceva parte di una più grande cospirazione omosessuale che ambiva ad

impossessarsi della Spagna”

Pertanto, anche la loro concentrazione nelle aree urbane ha avvicinato

la percezione di ebrei ed omosessuali da parte della societa maggioritaria;

le grandi aree urbane erano anche le sedi del potere politico ed economico.

La visibilita metropolitana di omosessuali ed ebrei era quindi facilmente

associabile ad una loro possibile influenza sulle elite dominanti, portando

entrambe ad essere identificate quali minacce per la virilita e la forza delle

nazioni.

Le accuse di complotto ai danni della nazione caratterizzarono quindi,

sia omosessuali che ebrei; a proposito degli ebrei ricordiamo l’utilizzo

dell’idea del complotto ebraico quale spiegazione dell’assassinio dello Zar

di Russia Alessandro II da parte del figlio che gli successe al trono nel 1881

e sempre in Russia possono essere citati i “Protocolli dei Savi di Sion”,

un’opera letteraria in forma di un presunto “documento” segreto, che

descriveva un ipotetico piano per la conquista del dominio del mondo da

parte degli ebrei, pubblicato per la prima volta nel 190352.

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51 Cfr. G.Mosse:” L’immagine dell’uomo” –cit. p.89.

52 Cfr. Sergio Romano:“ I falsi protocolli. Il “complotto” ebraico dalla Russia di Nicola II a

oggi” –casa editrice Corbaccio, Milano,

.

Tali accuse traevano fondamento dal fatto che entrambi erano

percepiti come elementi singolarmente pericolosi, gli ebrei principalmente

in quanto minoranza nella societa, gli omosessuali principalmente per il

loro ruolo demolitore della mascolinita ed il loro non contributo alla

fertilita. Ma incise altresi la loro considerazione quale gruppo separato dal

resto del popolo; questa visione, gia presente da tempo nel caso degli

ebrei, emerse anche per gli omosessuali, dalla seconda meta dell’ottocento

in poi, in relazione alla loro visibilita pubblica che, seppur concentrata

solo in alcune grandi citta, fu facilmente identificata come la punta di un

iceberg. Il fatto poi che le grandi citta fossero anche le capitali delle

nazioni ne confermava la vicinanza con i centri del potere politico.

Infatti, pur con le eccezioni del caso, la diffusione dell’omofobia al

pari dell’antisemitismo era molto ampia, in tutti gli strati e le classi sociali.

I movimenti progressisti e/o rivoluzionari non fecero eccezione sul

giudizio dell’omosessualita. Ecco un estratto di un carteggio tra Engels e

Marx in merito alla figura di Karl Heinrich Ulrichs53, militante

53 Karl Heinrich Ulrichs (1825 –1895)

nacque nel 1825 da una famiglia di giuristi, funzionari civili e pastori protestanti, amico

di politici, giudici e avvocati, lui stesso dottore in legge ed ex-assessore, fu scrittore

prolifico in varie lingue e acquisto rapidamente fama internazionale per le sue opere in

latino. Nel 1864 pubblico tre libri, “Vindex”, “Inclusa” e “Vindicta” in preparazione di

un’opera piu complessa che ebbe intenzione di intitolare “Ricerche sull”Enigma

dell’Amore tra Uomini” ovvero “La Razza degli Uraniani Ermafroditi”. Su “Vindex”,

ispirandosi al discorso di Pausania nel Banchetto di Platone, divide gli esseri umani in

≪Uomini≫, ≪Donne≫, ≪Urninghi≫ (omosessuali maschi), ≪Dionindi≫ (eterosessuali

maschi), oltre a ≪Urninghe≫ (lesbiche), ≪Dioninde≫ (eterosessuali femmine), ≪Mannlinge≫,

≪Weiblinge≫ (omosessuali virili e femminili)… e cosi avanti, spiegando piu tardi che

l’Urningo, e colui che ha un’anima femminile imprigionata in un corpo maschile (≪Anima

muliebris virili corpore inclusa≫: il titolo del secondo libro). Sempre su “Inclusa”, per

definire collettivamente le persone che si sentivano attratte verso il proprio sesso, utilizzo

un’espressione apparentemente nuova e destinata a grande successo: Terzo Sesso. Si

occupo attivamente anche di politica e, nel 1866, fini due volte in carcere per la sua

opposizione alla Prussia che in quel periodo stava unificando diversi stati tedeschi sotto

la corona degli Hohenzollern. Nel 1867, anno dell’estensione dell’applicazione del

paragrafo 175 nel suo paese natale, Ulrichs partecipando, come magistrato di Hildesheim

ad un congresso di fronte a cinquecento giuristi e avvocati presso il teatro Odeon di

Monaco, difese apertamente l’eguaglianza legale degli omosessuali: fu costretto a

trasferirsi a Stoccarda. Nel 1880, anno in cui il Paragrafo 175 e diventato legge in tutta la

Germania unificata, Ulrichs si reco in esilio in Italia. Visse dodici anni all’Aquila,

pubblicando un giornale in latino, Alaudae. Mori di nefrite, il 14 luglio del 1895.

omosessuale fondatore della prima associazione omosessuale della storia

in Germania.

[1868-1869] Karl Marx (1818-1883) e Friedrich Engels (1820-1895), da: Briefen /

Carteggio. Alcuni brevi commenti sull’omosessualita, e una lettera (di Engels,

22/6/1869) a commento sfottente dell’opera di Karl Heinrich Ulrichs. “I

pederasti cominciano a contarsi e trovano che costituirebbero una potenza entro

lo Stato. Mancherebbe solo l’organizzazione!”. Fra poco noi poveri amanti

dell’amore “dal davanti” saremo messi in minoranza! Una simile idea va bene

per (l’avversario politico, lassalliano) Johann Baptist von Schweitzer

(omosessuale notorio).

A questo proposito puo esser utile ricordare, seppur in sintesi

l’approccio dominante dei socialisti e dei comunisti nei confronti della

cosiddetta “questione ebraica” Seppur la Russia bolscevica non possa

esser citata quale esempio tipico dell’approccio del socialismo alla

questione ebraica, la parita dei diritti formali riconosciuti agli ebrei con la

rivoluzione di ottobre non porto ad una loro completa ed effettiva

emancipazione: citando Fabio Levi54: “Per la Russia di Lenin non si può

parlare di una vera emancipazione perché gli ebrei, come del resto tutto l’nsieme

della popolazione, furono sottoposti ben presto a una pressione fortissima da parte

del potere sovietico destinata a limitare gravemente le opportunità appena

concesse.”Si arrivo invece ad una liquidazione di tutte le strutture formali

e non in cui le comunita ebraiche russe si identificavano: di fatto alla

disintegrazione della societa ebraica in Russia55.

L’identificazione tra omosessualita e malattia emerge chiaramente

dalle ricerche sull’omosessualita e criminalita. Di seguito ne vengono

proposte alcune, le cui fonti sono disponibili in rete; nel testo di Aletrino e

interessante la stima della consistenza degli omosessuali che viene

ipotizzata superiore al milione nella sola Germania. La grande consistenza

numerica degli omosessuali messa in risalto da Aletrino conforta i

militanti gay di oggi, a conferma della costante presenza

Biografia tratta da un saggio biografico a cura di Massimo Consoli pubblicato il

03/09/2004 su http://www.culturagay.it.

————-

54 F.Levi, Cit. p. 104 .

55 F.Levi, Cit. p. 105 –106.

.

dell’omosessualita nel tempo, seppur spesso nascosta; ma la lettura dei

medesimi numeri da parte della societa “normale” contribuiva invece a

sostenere la percezione della presenza di un gruppo, di notevoli

dimensioni, esterno alla societa ed in grado di costituire una seria

minaccia per essa.

[1906] Cesare Lombroso (1835-1909), Del parallelismo tra l’mosessualità e la

criminalità innata.

Sostiene che sia la criminalita innata che l’omosessualita hanno cause congenite,

fisiologiche.

[ 1907] Henri Charles Lea, A history of the Inquisition of Spain.

Il capitolo 16 del vol. 4 dell’edizione Macmillan, NY 1907, e relativo al

trattamento dei sodomiti da parte dell’Inquisizione spagnola.

[ 1908] Albert Aletrino (1858-1916), Uranisme et dégénérescence, da: « Archive

d’nthropologie criminelle », XXIII 1908, pp. 633-667.

Albert Aletrino (1858-1916), Uranismo e degenerazione.

Uno dei testi piu audaci e controversi dell’inizio del XX secolo. L’olandese

Aletrino fu il primo tra gli accademici ad accettare e sostenere il punto di vista

del movimento omosessuale, cioe che l’omosessualita potesse non essere una

malattia o una “degenerazione”. Nel prologo della conferenza lo studioso

propone delle stime sulla consistenza numerica degli “uranisti” ipotizzandone

1.200.000 in Germania

[ 1901] P. A. Naecke, Über Homosexualität in Albanien, da: „ahrbuch für

sexuelle Zwischenstufen“ 1908, pp. 327-337.

P. A. Naecke, L’omosessualita in Albania.

e un approccio alla sessualita interessante per lo stile in cui e scritto e per la scelta

del gruppo nazionale di interesse.

[ 1912] Numa Praetorius (pseud. di Eugen Wilhelm, 1866-1951), A propos de

l’omosexualité en Allemagne, da: á Archives d’Anthropologie criminelle ≫, tome XXXVII 1912, pp. 114-116.

[ 1913] Paul-Louis Ladame, Chronique allemande. Les travaux des auteurs

allemands sur l’omosexualité

da: á Archives d’Anthropologie criminelle ≫, XXVIII 1913, pp. 827-861.

[ 1914] Paul-Louis Ladame, Homosexualité originaire et homosexualité acquise

da: « Archives d’nthropologie criminelle â, XXIX 1914, pp. 262-286.

Dopo la Grande guerra: il controtipo nell’Europa delle dittature

La Grande guerra forni alla mascolinita associata al nazionalismo

nuova forza vitale: il trauma che percorse l’Europa dal ’14 al ‘18 con i suoi

9 milioni di morti sembro fornire linfa ad una visione pacifista ed

internazionalista ma, nei fatti, rese ancor piu coesa la mascolinita di

gruppo strutturatasi nelle trincee. Le donne, coinvolte nello sforzo bellico

dei rispettivi paesi ed in parte estrapolate dal loro tradizionale ruolo

familiare, furono ricondotte ben presto nella subalternita della famiglia

patriarcale.

La vita di trincea fu associata ad una visione mitica del sacrificio del

singolo per un ideale superiore rappresentato dalla patria56; i volontari ne

furono un esempio importante, a loro volta mitizzato a fini nazionalistici57.

La metabolizzazione degli orrori del conflitto fu effettuata

prevalentemente accentuando la visione gloriosa del gesto eroico del

singolo combattente e del popolo nel suo insieme. La componente politica

piu incline all’internazionalismo tento la costruzione di uno stereotipo

normativo alternativo a quello dominante ma, senza grande successo e

non solo per l’impossibilita di operare dopo la presa del potere delle

nuove dittature europee, a partire dal fascismo nel 1922 fino all’avvento

del nazismo nel 1933.

Durante il conflitto i socialisti proposero un ideale di uomo piu basato

sulla solidarieta che non all’immagine del guerriero che lotta per la patria.

Ma, nel mentre dello sforzo bellico delle nazioni, fu facile associare la

solidarietà alla mancanza di coraggio e fedeltà alla patria.

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56 Cfr. Stephane Audoin-Rouzeau, Annette Becker, Antonio Gibelli: “La violenza, la

crociata, il lutto. La grande guerra e la storia del novecento” –Einaudi, Torino, 2002.

57 Cfr. G.Mosse: “Le guerre mondiali. Dalla tragedia al mito dei caduti” –Laterza, Bari,

2002

.

L’analisi di Mosse sull’uomo guerriero focalizza l’attenzione sulla

presenza latente dell’aggressivita nell’ideale nazionalista che difficilmente

poteva scindersi da esso. La prova del fuoco che i giovani soldati si

trovarono ad affrontare era considerata da essi stessi una fondamentale

prova di virilita: e interessante l’associazione della raggiunta virilita con il

senso della conquista della libertà di “ssere uomo”58. La creazione dell’uomo

nuovo socialista, parallelo all’uomo nuovo che elaborera il fascismo, ha

rappresentato un tentativo di ideale innovativo con la sostituzione

dell’aggressivita con la solidarieta, dell’atteggiamento guerresco con una

visione pacifista del mondo59. Questo approccio si presentava piu in

termini di elaborazione teorica che di applicazione dei canoni del modello

alla vita pratica di ogni giorno. Lo sviluppo fin dall’ottocento delle societa

ginniche, dello sport come strumento di vita, della vita all’aria aperta in

contrapposizione alla vita “molle” della borghesia o degli intellettuali,

mino il possibile sviluppo di un uomo nuovo mite e riflessivo. Il bisogno

di cambiamento e di rigenerazione dell’uomo era sentito fortemente dal

socialismo, specialmente dopo gli orrori del primo conflitto e della

speranza fornita dalla costituzione del primo paese socialista. La proposta

del socialista austriaco Adler60, ad esempio, fondava la sua idea di una

nuova umanita sulla fiducia nella razionalita dell’uomo.

La costruzione dell’uomo nuovo era vista come un’operazione

didattica, da realizzare principalmente attraverso l’educazione degli

uomini. Ben diverso approccio e capacita coinvolgente poteva avere lo

slancio virile sportivo del nuovo maschio che la destra seppe proporre

evolvendo la mascolinita normativa pre conflitto. Le difficolta all’uso della

forza, seppur non in termini aggressivi ma di difesa dell’ordine

democratico, fu ben visibile nell’atteggiamento dei socialdemocratici

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58 G. Mosse: “L’immagine dell’uomo” – cit. p.148

59 G. Mosse: “La nazionalizzazione delle masse” –Il Mulino, Bologna, 2004.

60 Max Adler: Neue Mensche. Gedanken ůer Sozialistiche Erziehung (La nuova umanita.

Pensieri sull’educazione socialista) 1923.

.

tedeschi quando costituirono l’organizzazione Reichbenner/Schwartz-

Rot-Gold mirata alla difesa della Repubblica di Weimar; essa si evolse in

chiave militare appena nel 1930. Analogo esempio il parallelo

“Republikanischer Schutzbund” austriaco fondato nel 1923: quest’ultimo

contava oltre ottantamila uomini ma la sua resistenza durante la guerra

civile del 1934 non duro che qualche giorno.

Anche i comunisti elaborarono un proprio ideale di uomo nuovo, il

quale, pur non avendo la nazione quale riferimento identitario, ricalcava

comunque la virilita mascolina. La sua caratteristica trascendeva la

bellezza fisica di matrice classica per concentrarsi maggiormente sulla

forza fisica. In nessuna di queste varianti della mascolinita normativa c’era

un posto d’onore per l’uomo effeminato o per un terzo sesso.

L’atteggiamento di apertura della Germania di Weimar verso gli uranisti

e le garanzia di liberta garantite agli ebrei tedeschi verranno spazzati via

quasi immediatamente dopo l’avvento del nazismo, senza alcuna

significativa opposizione.

Il fascismo

In Italia tra la grande guerra e l’evoluzione dittatoriale del governo

non vi fu alcun intervallo socialdemocratico di tipo tedesco. Il fascismo

italiano61 arrivo al potere quasi subito dopo la fine del conflitto: oltre ad

essere il primo prototipo delle nuove dittature europee, la sua formazione

fu ancor piu fortemente legata al valore del cameratismo emerso nel corso

del primo conflitto mondiale. Non ci fu quasi soluzione di continuita tra i

gruppi di commilitoni di ritorno da fronte e la loro evoluzione nelle

squadre dei fasci. Lo slancio innovativo del fascismo miro alla costruzione

della nuova Italia, oltraggiata dai risultati ottenuti dalla gestione della

61 per un approfondimento sul Fascismo si veda:

Salvatore Lupo: “Il fascismo. La politica in un regime totalitario” –Donzelli editore,

Roma, 2005;

Patrizia Dogliani: “L’Italia fascista. 1922 –1940” –Sansoni, Milano, 1999.

pace; esso punto sul definitivo trionfo dell’uomo nuovo, quello fascista,

che amplifico le caratteristiche normative della virilita precedente,

trasformandolo in un ideale nazionale.

Gli studi di Cesare Lombroso62 in Italia fanno da sfondo scientifico alla

strutturazione della virilita fascista: l’idea dominante vedeva

nell’omosessualita la conseguenza di un arresto evolutivo. La teoria della

degenerazione, che spiegava e giustificava le difficolta di rinnovamento

dell’uomo, era alla base dell’impegno degli stati nazionali

all’approfondimento di tematiche ritenute pur scabrose. Le attenzioni

scientifiche alla sessualita deviata erano inserite in una piu ampia ottica di

igiene sociale della nazione. Lo studio dell’omosessualita, nel corso del

tempo si era evoluto da analisi di un comportamento deviante ad esame

del soggetto deviato.

Il fascismo individuava nella classe di potere che aveva gestito l’Italia

sino ad allora, un gruppo di persone dal “ventre molle”, senza capacita di

direzione del popolo. La delusione per le clausole del trattato di pace,

amplificata da una sapiente capacita di gestione innovativa della

comunicazione di massa, fu associata alla scarsa virilita della dirigenza

liberale, attestata anche dall’apparente incapacita nel gestire le reazioni di

piazza della controparte social comunista.

In quest’ottica l’aggressivita proposta fin dalle prime azioni delle

squadre fasciste ripropose, amplificandola, la parte piu guerriera del

modello mascolino sviluppatosi nel corso dell’ottocento.

Dell’omosessualita, infatti, l’aspetto piu combattuto fu proprio la sua

visibilita esteriore, femminile, radicalmente opposta al machismo degli

squadristi63.

————————————————————

62 Cfr Fonti su Cesare Lombroso nella parte precedente: “Dopo la Grande guerra …” a

p.54.

63 Per un approfondimento sul tema si veda Mimmo Franzinelli:” Squadristi. Protagonisti

e tecniche della violenza fascista. 19191922” –Mondadori, Milano, 2004.

.

Non fu tipica del fascismo l’attenzione sul ruolo attivo o passivo nel

rapporto sessuale tra maschi ma, sicuramente, la passivita sessuale,

associata in toto alla passivita umana, sociale e politica, rappresento il

cardine dello sviluppo dell’omofobia nell’Italia fascista. Fu proprio

l’effeminatezza, associata strettamente alla passivita, ad essere la

caratteristica piu avversata dal regime.

Il regime fascista, grazie anche alla sua capacita innovativa nel campo

dei nuovi sistemi di comunicazione, dette ulteriore slancio al valore

dell’immagine quale strumento di costruzione del consenso.

L’effeminatezza, minava, se resa pubblica, la virilita di tutta la societa

fascista. Nel corso del ventennio, il regime presto molta attenzione a cio

che appariva piu che a cio che era. La sola conoscenza pubblica

dell’omosessualita di una persona era considerata comunque pari

all’esibizione della effeminatezza. L’utilizzo della diffida e del confino di

polizia, erano prevalentemente mirati a togliere dalla vista pubblica

l’uomo non virile che dava sfoggio di se e a dare l’esempio dell’impegno

del regime nel curare l’igiene nazionale. Un tassello importante del

rilancio della nuova Italia fascista fu la crescita demografica che, per

attuarsi, aveva bisogno di dare valore alla famiglia nella quale uomo e

donna avessero un ruolo chiaro, ed in particolare finalizzato alla

procreazione. L’omosessuale non aveva alcun ruolo in una societa del

genere, anzi, la sua esibizione pubblica rischiava di minare la solidita della

famiglia italiana.

L’importanza della visibilita pubblica fu uno dei motivi che indussero

i redattori del nuovo codice penale a non introdurre alcuna norma contro

l’omosessualita. L’articolo 528 della proposta del 1928 lo prevedeva, ma

dopo un ampio dibattito la redazione finale del codice Rocco, non ne fece

menzione.

[1928] Regno d’Italia, “Progetto preliminare d i un Nuovo Codice Penale”.

Proposta di criminalizzazione dell’omosessualita (art. 528).

La non criminalizzazione dell’omosessualita non fu conseguenza di

una visione tollerante ma bensi di un approccio strategico che ben emerge

da questo commento redatto all’epoca della discussione del nuovo codice

penale: “Si è notato che anche nei Paesi dove l’omosessualità è considerata come

reato questa non solo permane, ma si circonda di una pericolosa aureola di

pubblicità che contribuisce alla sua diffusione fra i predisposti e conduce non di

rado ai più odiosi ricatti”64.

Il nuovo codice, entrato in vigore nel 1931, conteneva comunque

un’ampia serie di norme a sostegno dell’igiene nazionale, inserite nel

nuovo titolo dei delitti contro l’integrita e sanita della stirpe, che

comprendeva articoli specifici contro l’aborto, il crimine di contagio di

sifilide e di blenorragia, la procurata impotenza alla procreazione.

L’ttenzione quasi spasmodica del regime per la crescita demografica e la

tutela dell’ntegrità e sanità della stirpe non era in contraddizione con la decisione

di depenalizzare l’mosessualità; né significava disinteresse dello Stato verso

questi comportamenti. Più semplicemente si era giunti alla conclusione che la

strategia del silenzio, già adottata nel sistema liberale, fosse la maniera più efficace

per reprimere la pederastia65.

L’innovazione di cui fu portatore il fascismo fu molto influenzata

anche dal movimento futurista che aveva un approccio piu disinibito nei

confronti del sesso, diverso da quello tipico della rispettabilita borghese

citata finora in questo lavoro.

I riferimenti alla virilità, costanti nell’pera di Marinetti, si basavano su

un’mmagine dell’omo come una persona brutale, sempre in preda alla passione,

con un costante accostamento tra aggressività e mascolinità, tra capacità militare

e sessuale. Nell’stetica futurista i languori decadentisti venivano sostituiti

dall’irrompere di una irrefrenabile vitalità, mentre il coito prendeva il posto del

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64 Amedeo Dalla Volta: “Trattato di medicina legale” – Societa editrice libraria, Milano

1933, vol. 1, p. 308 in http://www.giovannidallorto.com.

65 L. Benadusi “Il nemico dell’uomo nuovo” Feltrinelli, Milano, 2005 – p. 122.

2007

.

sentimento66 La virilita, quindi, non era opposta all’omosessualita ma

all’effeminatezza. Questo approccio fu ricorrente nell’atteggiamento del

fascismo sulla mascolinita, al di la dell’influenza del Futurismo.

Il fascismo non strutturo una politica specificatamente omofobica ad

hoc ma amplio l’uso degli strumenti che l’Italia pre dittatura aveva gia a

disposizione.

I principali strumenti giuridico amministrativi che il fascismo utilizzo

contro gli omosessuali furono la diffida, l’ammonizione, ed il confino, ai

quali vanno aggiunti il carcere ed il manicomio, destinati espressamente

ad altri casi di devianza ma utilizzati quali forme piu dure e/o definitive

di repressione.

La diffida rappresentava la sanzione piu lieve che si limitava ad

avvertire pubblicamente il soggetto del suo comportamento criminoso e

della possibilita, nel caso questo continuasse, di procedere all’uso di mezzi

piu coercitivi.

L’ammonizione, invece, pur non determinando la reclusione,

imponeva all’ammonito per un periodo massimo di due anni, orari

stabiliti per uscire e rientrare a casa, il divieto di frequentare locali pubblici

ed il dovere di presentarsi quotidianamente in Questura.

Se a prima vista questi provvedimenti possono sembrare non troppo

duri, nel contesto del Fascismo essi rappresentavano l’etichettatura del

regime di tutti coloro che apparivano o erano al di fuori dei canoni del

buon fascista. Per gli omosessuali in particolare, il peso rappresentato

dalla repressione governativa era inasprito dall’omofobia generalizzata

che la societa italiana, supportata dalla morale cattolica, etichettando a sua

volta il diverso, li isolava dal contesto sociale.

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66 G. Mosse: “L’immagine dell’Uomo” – cit. p.26.

.

Il confino rappresento invece lo strumento piu caratterizzante delle

azioni del fascismo contro la non virilita degli italiani. L’istituzione non fu

varata ex novo dal regime ma derivo dal “Domicilio coatto” , istituito fin

dal 1863 dal neonato Regno d’Italia al fine di reprimere il brigantaggio.

Nel 1926, il nuovo Testo Unico delle leggi di Pubblica Sicurezza lo

trasformo in confino, il quale, a differenza dell’istituto precedente,

garantiva ampio margine di discrezionalita agli organi di polizia

caratterizzandosi per l’ampia valenza politica del suo utilizzo: la pena

variava da uno a cinque anni.

I casi di omosessuali accertati in Italia sono circa trecento, un numero

sostanzialmente non elevato, se confrontato ai confinati nel suo insieme o

piu in generale, a tutti gli altri casi di repressione che il fascismo realizzo.

La loro distribuzione in Italia non fu omogenea e dipese piu che dalla

distribuzione degli omosessuali nella penisola dalla “sensibilita” della

forze dell’ordine. A Catania, ad esempio, nel 1939, il locale questore

organizzo una retata, arrestando ed inviando al confino 45 persone67.

Come gia sottolineato, a differenza della Germania, l’Italia non ebbe alcun

periodo di tolleranza che potesse far emergere l’omosessualita dal

sottobosco sociale in cui era confinata; ne tanto meno pote strutturarsi

quella rete di locali e di associazioni che caratterizzo Berlino. Le citta

d’arte italiane, meta privilegiata del turismo anche omosessuale,

stimolarono il contatto con il diverso approccio che gli omosessuali

tedeschi ebbero fino al 1933. Se le citta storiche italiane erano importanti

per i turisti esse lo erano ancor piu per il governo che le considerava la

vetrina privilegiata della nuova Italia. Anche per questo motivo Venezia e

Firenze furono attentamente tenute sotto controllo: da queste citta i

confinati furono numerosi, anche se in certi casi vi era connessa la

prostituzione. La presenza di ricchi pederasti stranieri e giovani prostituti

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67 Cfr. Gianfranco Goretti e Tommaso Giartosio: “La citta e l’Isola”, Donzelli, Roma, 2006.

.

italici rafforzavano la convinzione della pederastia quale malattia non

italiana.

Se in Italia la repressione dell’omosessualita durante il fascismo

conobbe un inasprimento del clima omofobo preesistente, l’antisemitismo

non dette segni inequivocabili della sua presenza almeno fino al 1936, nel

momento in cui, con il varo della politica razziale nei confronti dei neri

delle colonie il regime entra in quella prospettiva che portera nel 1938 alla

promulgazione delle leggi antiebraiche. Cio non significa che non ve ne

fosse traccia alcuna. Il caso del saccheggio della sinagoga di Trieste, subito

dopo l’annuncio, fatto sempre a Trieste dal Duce, dell’emanazione delle

leggi razziali, mette in luce un antisemitismo comunque diffuso, anche se

non arrivero mai a caratterizzare la maggior parte della popolazione

italiana. L’atteggiamento della gerarchia cattolica, seppur in generale non

filo ebrea, non aveva creato un clima antisemita paragonabile a quello

della Germania.

Da questo punto di vista, nell’Italia fascista, il controtipo si nutri piu

dell’effeminatezza degli omosessuali che non del nomadismo ebraico.

Il nazismo

Ben diversamente dall’Italia fascista la Germania hitleriana costrui il

suo totalitarismo su basi prettamente razziali, esasperando l’eugenetica in

maniera rigorosa.

I tempi in cui maturarono le nuove norme legislative e/o

amministrative purificatrici della nuova razza germanica furono molto

brevi. Gia alla fine del giugno 1933 il Ministro degli Interni istitui una

“Commissione di esperti per la politica demografica e razziale. Carlo

Saletti rimarca il dato temporale: “istituzione dello Stato totalitario e

instaurazione della società razziale procedettero fin dagli inizi in parallelo”68. La

legge “Sulla prevenzione nei confronti di discendenti con malattie

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68 Carlo Saletti in “Le ragioni di un silenzio” Ombre corte, Verona 2002.

.

ereditarie” fu promulgata il 14 luglio 1933 e rappresento il primo atto

concreto mirato alla purificazione fisica della razza ariana. La logica

eugenetica non colpiva soltanto i soggetti portatori di handicap fisici e/o

mentali ma si faceva promotrice di una drastica riduzione della

riproduzione tra individui considerati inferiori. Questo principio fu

applicato anche nei confronti dei cittadini di origine ebrea, che considerati

da nazismo e dal “Tribunale per la salute della stirpe”, organo competente

in materia, una delle razze inferiori, rischiavano di inquinare la purezza

ariana del popolo germanico.

L’inquinamento della razza poteva essere determinato sia da nemici

esterni, come gli ebrei o i rom che da soggetti di razza ariana ma, a vario

titolo degenerati. I portatori di handicap furono cronologicamente i primi

ad essere coinvolti negli omicidi di massa con l’uso del gas. Gli

omosessuali condividevano con gli handicappati la definizione di malati;

la medicalizzazione dell’omosessualita e stata gia affrontata nel primo

capitolo: relativamente alla repressione nazista e importante nello spiegare

gli studi condotti su individui omosessuali al fine di comprendere

scientificamente le origini dell’omosessualita ed individuarne una cura.

L’approccio pseudo scientifico non fu utilizzato solo per gli omosessuali:

qualsiasi individuo inferiore pote essere oggetto di analisi ma gli

omosessuali furono le cavie piu adatte allo studio della sessualita. La

castrazione fu diffusa ampiamente, a volte richiesta dagli stessi

omosessuali, con la speranza di guarire da una malattia cosi infamante.

La repressione dell’omosessualita oltre ad essere caratterizzata da un

approccio medico fu anche considerata sotto l’aspetto dell’asocialita. La

visibilita, in particolare quando associata all’effeminatezza, metteva a

nudo la non accettazione delle regole sociali, incardinate in quella

rispettabilita borghese di cui si e parlato nei capitoli precedenti. Come si

vedra nella parte successiva, la Germania di Weimar, e Berlino in

particolare, fu caratterizzata da un fiorire di locali ed associazioni

omosessuali che proposero, primi al mondo, proposte legislative miranti

alla legalizzazione dell’omosessualita. L’estensione razziale del pensiero

nazista identificava in un asociale qualunque “individuo che si comporta nei

confronti della collettività in modo non costituente di per se un reato, ma che

tuttavia rivela la loro incapacità di adattamento”; il lungo elenco di individui

riportato dalla circolare ministeriale relativa alla prevenzione della

criminalita69 si concludeva con quegli individui che rifiutavano in due

occasioni offerte di lavoro senza seri motivi, caso che riportiamo a

conferma di quanto l’asocialita fosse perseguita.

L’eliminazione degli omosessuali, traeva quindi giustificazione da

diversi punti di vista: in chiave eugenetica ed in chiave antisociale.

L’intervento normativo nazista contro gli omosessuali arrivo il 28

giugno 1935, a due anni dalle norme eugenetiche; a spiegare questo

apparente ritardo concorrono almeno due fattori: il primo deriva dal

preesistente apparato normativo repressivo; il secondo dalla presenza di

numerosi omosessuali visibili nell’establishment nazista.

Il paragrafo 175 del Codice penale del secondo Reich, seppur

frequentemente disatteso nel periodo tra le due guerre, era pur sempre in

vigore fine dal 1871, anno di proclamazione dell’Impero tedesco. Esso

declarava: “’immoralità contronatura, commessa fra persone di sesso maschile

o fra uomini ed animali, è punita con l’imprigionamento; inoltre può comportare

la privazione dei diritti civili”ed era sufficiente a permettere legalmente la

chiusura di tutti i locali pubblici omosessuali. Nel febbraio del 1933,

infatti, nel corso della “Campagna per la pulizia del Reich”70 furono

arrestati anche i frequentatori dei punti di incontro all’aperto; il 5 maggio

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69 Circolare del Ministero degli interni di Prussia e del Reich del 14 dicembre 1937 citato

in “Le ragioni di un silenzio” cit.

70 Cfr: Self-Confidence and Persistence “ Two Hundred years of History” Schwules

Museum, Berlino, 2004.

.

fu devastato l’Istituto di sessuologia fondato e diretto da Magnus

Hirschfeld: ne cessarono tutte le pubblicazioni e furono eliminati i testi che

trattavano di omosessualita e diritti.

L’inasprimento del paragrafo 175, con l’aggiunta del paragrafo 175/a

e 175/b completo il quadro normativo anti omosessualita. La repressione

fu pero garantita anche da un’altra norma, non espressamente dedicata

all’omosessualita; la “Legge contro i criminali abituali” del 1933, infatti,

prevedeva comunque la repressione degli atti contro il pubblico pudore,

inclusi quelli omosessuali. Un suo inasprimento del 1935 previde la

castrazione per quelli perseguiti in ragione del paragrafo 175.

Diverse ipotesi trattarono della sessualita deviata di importanti

gerarchi nazisti, fino allo stesso Adolf Hitler la cui omofobia viene

spiegata con le sue giovanili tendenze omosessuali. L’omofobia di Hitler

pero non emerse come tale fino alla notte dei lunghi coltelli (30 giugno

1934), con l’eliminazione fisica di Ernst Rohm e degli altri dirigenti delle

S.A.

L’omosessualita di Rohm era nota da tempo, anche perche lo stesso

capo delle S.A. non si impegnava molto nel celarla al pari di altri dirigenti

delle “Squadre d’assalto”. La sua carriera nel nazionalsocialismo non fu

inficiata dalla sua omosessualita a dimostrazione che se vi esisteva un

possibile uso politico, cio non era per forza scontato. Nonostante il clima

culturale poco liberale, lo stesso Hitler, nel 1931, a seguito di una serie di

accuse di immoralita a carico delle S.A., diramo una dichiarazione

pubblica che ribadiva l’importanza del ruolo delle S.A. in merito al loro

compito istituzionale e che la vita privata di un soldato “on può essere

oggetto di controllo fintantoché non è in conflitto con i principi basilari

dell’deologia nazionalsocialista”71.

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71 Massimo Consoli: “Homocaust – Il nazismo e la persecuzione degli omosessuali” Kaos

Edizioni, Milano 1991 p. 83.

.

Dopo la notte dei lunghi coltelli l’approccio cambio radicalmente

anche perche l’omosessualita di Rohm e di una parte delle S.A., divenne

un efficiente supporto alle accuse di tradimento strutturate per giustificare

l’eliminazione dell’uomo fino a quel momento piu vicino ad Hitler e del

gruppo che piu sostenne l’avvento al potere del nazionalsocialismo.

La decapitazione delle S.A. non fu attuata per l’omosessualita dei suoi

vertici, anche se la loro eliminazione garanti maggior coerenza nella

repressione dei “triangoli rosa”. La divergenza maggiore fu probabilmente

dovuta ad una differente visione politica tra i due: piu rivoluzionaria e

socialisteggiante quella di Rohm, piu schiettamente dittatoriale quella

hitleriana.

L’eliminazione dell’ultimo esempio di omosessualita visibile spiano

definitivamente la strada alla repressione totale degli omosessuali.

I triangoli rosa

L’omofobia non caratterizzo soltanto la societa europea nel suo

insieme ma penetro all’interno delle micro realta dei campi di prigionia o

sterminio. Tra i detenuti, contraddistinti a seconda delle caratteristiche che

ne giustificavano la detenzione, da un triangolo di diverso colore o dalla

stella di David si costruirono fin da subito delle gerarchie che portarono

alla strutturazione di ruoli diversi all’interno del lager stesso.

Nei Lager gli omosessuali detenuti erano situati al gradino piu basso

della gerarchia di rispettabilita interna. Anche prima dell’utilizzo del

sistema di individuazione dei prigionieri basato sul triangolo, i detenuti

omosessuali venivano costretti ad indossare un tessuto giallo con una “A”

maiuscola che rappresentava l’iniziale del termine “Arschficher” ovvero

“baciatore di culi”. Ma anche con l’entrata in vigore del sistema

classificatorio dei triangoli, quello rosa fu utilizzato per identificare gli

omosessuali, l’atteggiamento discriminatorio fu garantito dalla

dimensione maggiore del triangolo (3 centimetri piu grande): i pederasti

dovevano essere riconosciuti da lontano72.

La considerazione dei diversi prigionieri da parte dei loro detentori

emerge chiaramente in una descrizione di Wolfgang Sofsky73:

In cima a tutto l’pposizione razzista tra l’omo e il sottouomo. Gli slavi, gli

zingari, gli ebrei tendevano a non essere considerati affatto membri della società

umana. Costituivano una categoria al margine se non addirittura aldilà di ogni

socialità. La persecuzione assumeva allora l’spetto dell’liminazione sistematica.

Il criterio razziale dominava su ogni altro. Un ebreo belga o francese inserito nella

categoria “ppositore politico”o “riminale”era innanzitutto un ebreo (… In

fondo alla scala della deviazione venivano messi i ”75” ovvero gli omosessuali.

Benchè non presentassero alcun problema politico, occupavano una categoria

marginale, analoga alla categoria dei sottouomini.

(…)

Il potere del campo riservava loro solo la derisione, il disprezzo e la morte.

Inoltre la maggior parte degli omosessuali fu destinata a fare da cavia

ai medici dei campi sia al fine di “prevenire” o “curare” l’omosessualita

sia a fini piu ampiamente scientifici. La castrazione fu concepita dai nazisti

come una profilassi per lottare contro l’omosessualita. Lo prevedeva il

paragrafo 223 del Codice penale per tutti coloro che avevano commesso

atti indecenti in pubblico, compresi gli omosessuali.

Un omosessuale che entrava in ospedale aveva pochissime probabilità di

uscirne vivo. All’spedale i deportati col triangolo rosa servivano effettivamente

da cavie per le ricerche e gli esperimenti medici che il più delle volte finivano con

al morte74.

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72 Jean Le Bitoux: “Triangolo rosa – La memoria rimossa delle persecuzioni omosessuali”

ed. italiana Piero Manni, San Cesario di Lecce, 2003.

73 Wolfgang Sofsky, L’oragination de la terreur, Calmann-Levy, Parigi, 1966 in

“Triangolo Rosa” – cit. p.90.

74 Heinz Heger: testimonianza riportata su Jean Le Bitoux: “Triangoli Rosa” cit. p. 98.

.

Le fonti riportate di seguito e presenti in rete evidenziano l’omofobia

di due gerarchi nazisti, Himmler e Hoss; il primo in particolare, fu

ossessionato dall’omosessualita a tal punto che non esito a condannare il

nipote, graziato invece dal Fuhrer, a seguito di un accusa di omosessualita.

[24 10-1934] Telegramma d ella Gestapo di Berlino.

La polizia politica nazista vuole i nomi di ogni arrestato per omosessualita.

[ 17-18/2/1937] Heinrich Himmler (1900-1945), Testo del discorso segreto tenuto

da Heinrich Himmler il 17-18 febbraio 1937 ai generali delle SS in relazione ai

“pericoli razziali e biologici dell’omosessualita”.

Himmler e per l’eliminazione fisica degli omosessuali. Nulla nel discorso rivela

la mitica “indulgenza” verso i legami fra maschi rinfacciata ai nazisti dai loro

nemici: al contrario Himmler chiede di non esaltare troppo la virilita e la

frequentazione fra maschi.

[ 28/6/1935] Inasprimento nazista del § 175 del codice penale tedesco.

Sotto il Terzo Reich questa meticolosa riscrittura, opera dei nazisti, apri le porte

dei lager agli omosessuali tedeschi. Rimase in vigore fino al 1969.

R udolf Höss (1900-1947), Estratto da: “omandante ad Auschwitz”

Dal memoriale scritto dal comandante del lager di Auschwitz in attesa

dell’esecuzione capitale. Vi si parla senza remore del trattamento degli internati

omosessuali.

L’identita omosessuale: militanza e ricerche

sull’omosessualita fino all’avvento delle dittature

Se, secondo Michel Foucault, si puo parlare di identita omosessuale

appena nella seconda meta dell’ottocento, stando alle recenti ricerche di

Marzio Barbagli ed Asher Colombo75, l’inizio storico dell’identita

omosessuale dovrebbe invece situarsi nel settecento, momento in cui le

relazioni tra omosessuali maschi acquistarono caratteristiche inedite quali

la simmetria sociale dei partner, l’effeminatezza, la creazione di una sub

cultura specifica.

L’approccio Barbagli Colombo, pur estendendo la vita dell’identita

omosessuale, non varia i riferimenti alle fonti relative alla militanza e alle

attenzioni sull’omosessualita quale materia di ricerca. Le prime fonti a

nostra disposizione risalgono comunque alla meta dell’ottocento.

I documenti qui raccolti non sono esaustivi nel proporre il quadro

degli albori di una militanza ancor molto nascosta e spesso celata da

obiettivi dichiaratamente di approfondimento medico, ma propongono

comunque una cornice di partenza.

La prima associazione omosessuale nacque in Germania per opera di

Karl Heinrich Ulrichs76. Fu il pioniere per antonomasia del militante

omosessuale. A lui si deve il conio del termine “uranesimo” definendo

uranisti (uranier) o urninghi (urningh) gli uomini attratti da altri uomini.

Il nuovo termine, al pari degli altri neologismi coniati dagli omosessuali

stessi per definire la sodomia, aveva la funzione di presentare

l’omosessualita in maniera non negativa. In questa chiave egli considero

l’omosessualita come una sorta di terzo sesso, distinguendolo dall’uomo

attratto dal corpo femminile che definiva dioningo (dioning). L’idea del

terzo sesso era finalizzata a combattere l’omofobia dell’epoca

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75 Asher Colombo e Marzio Barbagli: “Omosessuali moderni – Gay e lesbiche in Italia”–Il

Mulino, Bologna, 2001.

76 Hubert Kennedy: “Ulrichs”- Massari editore, Bolsena (VT), 2005.

.

distinguendo le due categorie di maschi: l’elemento fondante era la

presenza di una componente femminile nel corpo maschile che spiegava

l’attrazione verso le persone dello stesso sesso.

Fu sempre Ulrichs a proporre la prima associazione omosessuale della

storia; ne redasse una bozza di regolamento anche se, probabilmente,

l’associazione non nacque:

[1865] Karl Heinrich Ulrichs (1825-1895), “egole per una Unione degli Urninghi”

Progetto di regolamento di associazione, un’associazione omosessuale, la prima

della storia.

Lo stereotipo maschile ebbe successo anche tra gli omosessuali: la

nascita del termine “omosessuale” in antitesi ad Uranesimo e alla visione

di effeminatezza che ad esso era associata, in virtu della visione androgina

proposta da Ulrichs ne rappresento una parziale conferma.

Nel 1869, lo scrittore austriaco di origine ungherese Karoly Maria

Kertbeny creo “Omosexuel” fondendo il termine greco di omoios (affine,

analogo) e sexualis (che ha a che vedere col sesso).

La creazione di neologismi per definire la sodomia da parte degli

stessi omosessuali militanti mette in luce il forte bisogno di identita di cui i

primi militanti si fecero portatori. Anche il termine gay, utilizzato per

definire l’omosessuale dalla seconda meta del novecento in poi, ha avuto

la funzione di identificare gli omosessuali con un termine a valenza

positiva: anche in questo caso furono gli omosessuali stessi a farsi

promotori del “neologismo”.

Tutti gli altri termini utilizzati dai non omosessuali nel corso della

storia furono caratterizzati da una forte valenza negativa. Anche i termini

promossi dai militanti omosessuali, come quelli citati sopra, videro

evolvere in negativo il loro significato, a seconda di quanto il loro uso

diventava piu comune, si evolvevano assumendo un connotato sempre

piu negativo; cio vale anche per il termine piu recente “gay”77.

Da questo punto di vista non sembra ci siano riscontri analoghi nella

terminologia definitoria degli ebrei.

La Germania fu dalla seconda meta dell’ottocento al 1933 il paese che

dedico piu energie agli studi sull’omosessualita ed alla promozione di una

nuova percezione degli omosessuali. In parallelo vennero promosse

campagne pubbliche per l’abolizione del paragrafo 175 del codice penale.

Magnus Hirschfeld, ebreo tedesco, fu uno dei piu assidui militanti in

lotta per i diritti degli omosessuali. Fondo il “Comitato Scientifico

Umanitario” nel 1897, un’associazione il cui obiettivo era l’abolizione del

paragrafo 175; fu tra i fondatori della Societa Medica per la Sessuologia ed

Eugenetica nel 1913 e, nel 1919, l’istituto di studi sessuali di Berlino che,

oltre ad essere riferimento scientifico, fu riferimento culturale per gli

omosessuali berlinesi.

[1898] Magnus Hirschfeld (1868-1935), Petition / Petizione.

La celebre petizione per l’abrogazione del § 175 del codice penale tedesco, che

Hirschfeld fece firmare per decenni a migliaia di celebrita (fra cui molti medici) e

semplici cittadini.

[ 1901] Magnus Hirschfeld (1868-1935), Was muss das Volk vom dritten

Geschlecht wissen! / Quello che la gente deve sapere sul Terzo sesso!

Celeberrimo opuscolo che Hirschfeld, medico e attivista omosessuale, distribui

per anni in almeno cinquantamila esemplari, in appoggio alla sua campagna per

l’abrogazione della legge antiomosessuale tedesca, il paragrafo 175 del codice

penale. A tale scopo aveva fondato nel 1897 il WHK (“Comitato scientificoumanitario”),

il primo movimento di liberazione omosessuale della storia.

Quest’opera risente ancora della confusione tra omosessualita e transessualismo,

tipica dell’epoca.

[ 1931] Pierre Najac, L’stituto di Scienze Sessuali di Berlino.

Articolo che descrive il funzionamento dell’Istituto di Magnus Hirschfeld alla

vigilia della sua distruzione da parte dei nazisti (6/5/1933).

77 Negli Usa lo scivolamento di significato e stato particolarmente accentuato, al punto

che “gay” e diventato un sinonimo colloquiale di lame, boring, bad, cioe di “mediocre”,

“noioso”, “brutto”, “schifoso / cattivo”.

“Il film che ho visto ieri sera is so gay”, cioe “fa schifo, e noioso”.

Cfr.”Le parole per dirlo” di Giovanni Dall’Orto su http://www.giovannidallorto.com.

Sempre nel 1919 e a Berlino venne girato il primo film a difesa degli

omosessuali di cui si abbia notizia: “Anders als die Andern”78 . La vivacita

del movimento omosessuale a Berlino non fu caratterizzata soltanto

dall’Istituto di Hirschfield e dal grande numero di locali destinati alla

clientela omosessuale dell’epoca. L’elenco di fonti che riportiamo di

seguito evidenziano la presenza un dibattito piuttosto ampio di carattere

scientifico e sociopolitico: e interessante notare come, anche tra gli

omosessuali militanti, continui a persistere fortemente l’influenza dello

stereotipo mascolino.

Un esempio puo riscontrarsi in Andre Raffalovich79, uno dei primi

studiosi di omosessualita, ebreo di origini russe che, nel testo “Uranisme

et unisexualite” (1896), sostenne, tra l’altro, che gli uomini effeminati sono

“ugiardi, patologici, criminali, incapaci di controllare le loro passioni”Analogamente a quanto fecero gli ebrei per esser accettati nelle nuove

societa nazionali, anche gli omosessuali tentarono di inserire se stessi

nell’ambito della mascolinita dominante.

[1897] Marc André Raffalovich (1864-1934), Annales de l’nisexualité, da: «

Archives d’nthropologie criminelle de médecine légale et de psychologie

normale et pathologique », XII 1897, pp. 87-102 e 185-224.

——————————————————

78 Cfr. http://www.culturagay.it

79 Marc-Andre Raffalovich (1864-1934)

.

Nato a Parigi l’11 settembre 1864, da genitori ebrei di Odessa fuggiti dalla Russia. Poeta e

scrittore, frequento assiduamente gli ambienti intellettuali di Parigi e di Londra. In quel

periodo storico a cavallo tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento, che vedra

gli albori delle prime prese di coscienza degli omosessuali, R. divenne un personaggio di

primo piano grazie alla sua collaborazione, dal 1894 al 1910, con gli “Archives

d’anthropologie criminelle”, rivista lionese fondata dal professor Alexandre Lacassagne,

in cui si scaglio contro la figura dell’omosessuale effeminato. Nel 1896 pubblico il libro

Uranisme et Unisexualite e un anno dopo creo, all’interno degli “Archives”, gli “Annales

de l’Unisexualite”, progetto che pero ebbe un seguito solo nel 1907 con le “Chroniques de

l’Unisexualite”. Ebbe una relazione, che duro quarant’anni, con John Gray (1886-1934) al

quale si ispirera Oscar Wilde per il suo romanzo Il ritratto di Dorian Gray. Convertitosi al

cattolicesimo, nel 1898 fu ammesso all’ordine terziario dei domenicani, con il nome di

fratello Sebastiano. Tutti questi elementi fanno di R. una personalita complessa e

eterodossa riguardo alla questione dell’omosessualita; un pioniere per alcuni versi, un

aspro critico del movimento omosessuale per altri.

Fonte: http://www.omofonie.it.

Poeta, figlio d’un banchiere ebreo russo, ma di madrelingua francese, convertito

al cattolicesimo e amante d’un sacerdote, Raffalovich fu uno dei militanti

omosessuali piu anomali del suo tempo. In questo scritto raduna una quantita

impressionante di dati (compresi quelli relativi al processo a Wilde), aneddoti,

opinioni sull’omosessualita, posando a “studioso” del fenomeno.

[1907] Marc-André Raffalovich (1864-1934), Chroniques de l’nisexualité, da: «

Archives d’nthropologie criminelle de médecine légale et de psychologie

normale et pathologique », XXII 1907, pp. 606-632 e 767-786.

Resoconto sui principali avvenimenti, libri, studi e dibattiti degli anni precedenti.

Una miniera d’informazioni e dati.

[ 1907] Marc-André Raffalovich (1864-1934), Des mariages entre hommes, in: «

Archives d’nthropologie criminelle », XXII 1907, pp. 267-268.

Nota su alcuni casi storici di autocelebrazioni (nel XVI e XVIII secolo) di

matrimoni omosessuali, e della severa repressione che li colpi.

[ 4/10/1904] Anna Rüling (Theo Anna Sprüngli, 1880-1953), Che interesse ha il

m ovimento delle donne a risolvere il problema omosessuale?. 8 0

Testo di conferenza per il WHK di Hirschfeld, pubblicata sullo “Jahrbuch fur

sexuelle Zwischenstufen”, VII 1905, pp. 131-151.

[ 1905] Paul Adolphe Näcke (1851-1913), Le monde homo-sexuel de Paris, da: «

Archives d’nthropologie criminelle », tome XX, n. 135, 1905, pp. 182-185.

P . A. Naecke, Il mondo omosessuale di Parigi

L’autore e uno psichiatra tedesco di origine russa, stretto collaboratore di

Hirschfeld, militante dei diritti omosessuali.

[ 1905] Marc-André Raffalovich (1864-1934), A propos du syndacat des

uranistes, in: « Archives d’nthropologie criminelle », tomo XX nn. 136/137, pp.

283-286.

Marc-Andre Raffalovich (1864-1934), A proposito del sindacato degli uranisti.

Risposta al precedente articolo di Naecke

[ 1905] Paul Adolphe Näcke (1851-1913), Quelques details sur les homo-sexuels

de Paris, in: « Archives d’nthropologie criminelle », tomo XX nn. 136/137, pp.

411-414.

Dr. P. Naecke (1851-1913), Qualche dettaglio sugli omosessuali di Parigi.

Opera di uno stretto collaboratore di Hirschfeld, militante dei diritti omosessuali,

che risponde alle obiezioni mosse da Raffalovich al suo scritto precedente.

Pubblica la lettera di un noto “scrittore francese”, omosessuale, che descrive i

luoghi d’incontro omosessuali a Parigi, costituiti soprattutto da bar e da saune,

mentre sono assenti i ristoranti per omosessuali che fiorivano a Berlino. Presente

anche la prostituzione di militari, ma in misura minore che a Berlino, e di

giovani. Naecke conclude che pur in presenza di una scena omosessuale

altrettanto vivace che a Berlino, grazie all’assenza di una legge antiomosessuale

in Francia non si notavano le conseguenze sociali funeste presenti in Germania,

auspicando quindi la soppressione del “paragrafo 175”.

[ 1906] Edward Carpenter (1844-1929), The intermediate sex – A study of some

t ransitional types of men and women .

Studio d’un militante omosessuale inglese che cercava di dare giustificazione

scientifica alla realta omosessuale. Ovviamente datato, anche perche gran parte

———————————

80 Il testo e citato sul sito http://www.giovannidallorto.com e si trova in traduzione italiana con

note esplicative e d’inquadramento sull’autrice su http://www.fuorispazio.net; L’autrice viene

definita “la prima militante lesbica conosciuta”.

.

di quanto e discusso qui oggi sarebbe piuttosto classificata come

“transessualita”.

[1906] Edward Carpenter (1844-1929), Love’ coming of age.

Opera [scritta e riscritta dal 1896 al 1911] di Edward Carpenter, socialista,

militante della liberazione sessuale e omosessuale. Fu anche tradotta in italiano

nel 1909 da Bocca, Torino, col titolo “L’amore diventa maggiorenne”. Un capitolo

e dedicato al “sesso intermedio” (nato come opuscolo separato

sull’omosessualita, -The intermediate sex)

[ 1908] Edmond Locard, Recensione a: Magnus Hirschfeld, Le troisième sexe –

Les homosexuels de Berlin, da: « Archives d’nthropologie criminelle », tome

XXIII 1908, pp. 519-524.

Recensione, fra il divertito e l’incuriosito, di un saggio di Hirschfeld sulla vita

omosessuale a Berlino a fine Ottocento.

[ 1910] Marc-André Raffalovich (1864-1934), L’mour homosexuel. S eguito da:

The origine [sic] and development of the moral ideas, par E. Westermarck

( chap. X LIII), in: “rchives d’nthropologie criminelle” tomo XXV 1910, pp.

291-295 e 295-305.

Raffalovich recensisce un’opera d’antropologia del 1908, di Edvard Westermarck

(1862-1939), e ne traduce il capitolo 43, relativo alla presenza dell’omosessualita

nella storia europea e nelle societa extraeuropee coeve.

[ 1911] Edward Carpenter (1844-1929), Estratto da: Tipi intermedi tra i primitivi.

Il saggio “The intermediate types among the primitive folk apparsa nel 1911,

raccoglie testimonianze e analizza la presenza dei “tipi sessuali intermedi

(soprattutti travestiti) nelle religioni dei popoli extraeuropei.

Carpenter fu uno dei primi militanti omosessuali inglesi.

[ 1914] Edward Carpenter (1844-1929), The intermediate types among the

primitive folk.

Saggio di antropologia culturale (fatto con l’ottica d’inizio Novecento,

ovviamente) che esamina la funzione, nell’antichita e presso i popoli non

occidentali, dei “tipi sessuali intermedi” (omosessuali, pseudoermafroditi,

eunuchi) in due aree sociali: la religione (gia presa in esame da Carpenter nel

1911) e le funzioni guerriere.

Scopo di Carpenter era dimostrare che l’ostracismo verso gli omosessuali non e

una necessita imprenscindibile della societa, ma solo una preferenza culturale

dell’Occidente del XX secolo.

[ 1927] Havelock Ellis (1859-1939) [e John Addington Symonds (1840-

1893)],Sexual inversion.

Terza edizione (la prima e del 1896) di uno dei primi testi che tentano di capire e

non criminalizzare l’omosessualita, nato dalla collaborazione fra uno studioso e

un militante omosessuale (Symonds, il cui nome gli eredi, scandalizzati,

pretesero fosse soppresso). Gli omosessuali sono qui visti come persone

differenti, piuttosto che come degenerati e delinquenti. Il testo e stato tradotto in

italiano come: L’nversione sessuale (Psicologia del sesso, vol. 2), Newton Compton,

Roma 1970.

[ 24/12/1934] Klaus Mann, Homosexualité et fascisme.

Importante e celebre saggio del figlio di Thomas Mann, Klaus, omosessuale ed

antifascista in una traduzione francese.

[ 1948] Edmund Bergler (1899-1962), The myth of a new national disease:

Homosexuality and the Kinsey Report.

Attacco psicoanalitico (da: “Psychiatric Quarterly”) contro il Rapporto Kinsey,

“troppo favorevole” agli omosessuali, a dire di Bergler, che fu uno dei piu

ossessivi sostenitori dell’ideologia dell’omosessualita come perversione da curare

a qualsiasi costo.

Non fu solo Berlino ad essere caratterizzata dal movimentismo

omosessuale. A Parigi, ad esempio nacque un primo tentativo di rivista

omosessuale che venne bloccato subito ma rimase quale testimonianza di

un’epoca di grande slancio della militanza omosessuale nelle grandi citta

europee.

[ 1924] “nversions”n. 1, 15 novembre 1924.

Coraggioso (fin dal titolo) tentativo di rivista militante omosessuale, subito

stroncato dalle autorita. Facsimile in formato .pdf. (Link a – Le seminaire gai). Si

veda al 1926 la condanna del tribunale contro questa rivista, che fu costretta alla

chiusura.

[ 20-3-1926] Procès devant la 12e chambre correctionnelle [de Paris].

Sentenza di condanna della prima rivista omosessuale francese, “Inversions”

Sentenza della 12° Pretura Penale del Tribunale di prima istanza del

Dipartimento della Senna.

In Italia, non esisteva alcuna norma di legge esplicitamente repressiva

dell’omosessualita; Gianni Rossi Barilli81 sostiene che fu proprio l’assenza

della repressione normativa la causa prima del ritardo con cui i movimenti

omosessuali nacquero in Italia. Il panorama italiano non propose

nell’ottocento e nei primi del novecento alcun movimento organizzato82

analogo a quanto succedeva in Germania; cio nonostante vi furono singoli

protagonisti che si impegnarono per i diritti degli omosessuali. Uno di

questi fu Aldo Mieli83, ebreo di Livorno, anche lui fondatore in Italia di

una rivista di studi sulla sessualita al pari di Magnus Hirschfield a Berlino:

“Rassegna di studi sessuali”, da lui fondata e diretta dal 1921 al 1928.

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81 Gianni Rossi Barilli: “Il movimento gay in Italia” – Feltrinelli, Milano, 1999

82 Un Collettivo omosessuale venne fondato a Firenze come “Gruppo Giovani per le

liberta sessuali”, che militava nell’area socialista. Cfr. G. Rossi Barilli – cit. p.17

83 Aldo Mieli (Livorno 1879 – Florida, Argentina 1950)

Aldo Mieli e stato un personaggio importante per la sua attivita in due campi separati: il

primo e la storia della scienza, il secondo il movimento di liberazione omosessuale, del

quale fu un pioniere. Fonte: http://www.wikipedia.it.

Per un approfondimento si veda :

http://www.giovannidallorto.com/biografie/aldomieli/aldomieli.html

.

La rivista pubblico diversi articoli sull’omosessualita ma non fu mai

dichiaratamente una rivista finalizzata a promuovere i diritti degli

omosessuali; lo stesso Mieli fu principalmente uno storico della scienza

prima che un attivista omosessuale: rappresento l’Italia al primo

“Congresso internazionale per la riforma sessuale” organizzato nel 1921 da

Magnus Hirschfeld84.

I militanti per i diritti degli omosessuali, oltre ad avere di fronte tutto

il peso dell’influenza dello stereotipo normativo sulla societa borghese, si

trovarono di fronte anche gli omosessuali che vedevano nella mascolinita

un obiettivo da perseguire e tutt’altro che un ideale da combattere.

Analogamente agli ebrei, anche gli omosessuali ambivano ad esser

accettati nella societa ed a sua volta introitavano quell’omofobia che

contraddistinse tutto il periodo storico trattato in questo testo e che ancor

oggi e tutt’altro che un fenomeno ridimensionato.

Un esempio nei primi del novecento ne fu la rivista “Der Eigene”

fondata nel 1896; fortemente polemica nei confronti dell’Istituto per gli

studi della sessualita di Berlino, fu l’organo d’un gruppo di omosessuali di

destra, e non risparmiava frecciate a Hirschfeld ne per le sue idee

socialiste, ne per le sue origini ebraiche. La rivista non sopravvisse

all’avvento del nazismo.

Riportiamo un breve passo tratto da un articolo pubblicato dalla

rivista nel 192985 che, nel descrivere la realizzazione di una nuova fortezza

militare mette in luce molto chiaramente l’importanza del cameratismo a

scapito dell’amore anche omosessuale.

Questo cameratismo è sinonimo del più elevato amore per l’micizia, poiché è

di gran lunga più nobile provare amore per tutti che soltanto per uno in

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84 Cfr. Giovanni Dall’Orto, Un pioniere gay. Aldo Mieli, “Babilonia” n. 57, giugno 1988,

pp. 52-54 in http://www.giovannidallorto.com.

85 Da „er Eigene –ein Blatt fur mannliche Kultur“, 1929, Heft 1, pp.6-10 Traduzione di

Alessandro Corsi –www.omofonie.it -agosto 2006.

.

particolare chiamato amico. Certo c’ qualcosa di grande nell’ssere legato a

qualcuno, ma vivere per tutti costituisce un nobile e lodevole obiettivo della vita.

E’lo stesso pensiero che già una volta Georg Herwegh ha espresso nelle parole:

“he il cuore sia fermo nel tuo petto, quando deve battere il petto dell’manità”

Si capisce da sé che questo amore degli amici, l’more per tutti, non è sinonimo di

sessualità. L’more che ha radici nell’ttrazione sessuale, può ben rendere felici

due uomini, ma non contribuisce mai, in aggiunta a questo, a pretendere la

consapevolezza del cameratismo nei riguardi della comunità. Il cameratismo è

qualcosa di più bello dell’more. E’facile perdere un amico a cui si è voluto bene,

ma un ideale non può mai andare perduto se noi stessi gli rimaniamo fedeli.

Citando Mosse a proposito degli omosessuali86: “a maggioranza di un

gruppo tradizionalmente considerato il paragone negativo della mascolinità

accorreva in realtà a schierarsi sotto le bandiere della pura virilità. Gli ebrei

avevano motivi ancor più forti per assorbire quell’deale”si ripropone quel

parallelo tra omosessuali ed ebrei che caratterizza, seppur con alcune

variazioni, diversi periodi storici.

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86 G. Mosse: “ L’immagine dell’uomo” –cit. –p.199.

.

Dopo la Seconda Guerra mondiale

La societa europea dei primi anni del dopoguerra aveva ben altre

preoccupazioni che non mettere nuovamente in discussione quello

stereotipo virile gia messo a dura prova dai fascismi.

Infatti, secondo Mosse87, la perdita di fascino di quell’uomo nuovo che

aveva caratterizzato il mondo occidentale dopo il secondo conflitto

mondiale non coincise con la sua completa scomparsa; esso sopravvisse ai

margini di una societa impegnata principalmente nella ricostruzione fisica

politica e sociale della societa europea. Anche l’altro lato dell’atlantico non

fu da meno: la produzione hollywoodiana propose in tutto il mondo

occidentale una forte virilita maschile88.

Antisemitismo e antisionismo

Con la tragedia dell’olocausto la questione ebraica vide mutare

significativamente la sua posizione nell’ambito delle nuove societa

democratiche post belliche.

I processi di Norimberga del 1945 e la diffusione delle immagini e dei

racconti dei campi di sterminio, proposero la questione ebraica in una luce

nuova per le popolazioni europee: la responsabilita dell’olocausto, pur

catalizzandosi principalmente sul nazismo ed i fascismi, non poteva non

esser estesa alle nazioni nel loro insieme. Le difficolta emerse

nell’attribuire le responsabilita dei soggetti attivi nello sterminio,

separandole dal loro ruolo di meri esecutori di ordini superiori, misero in

luce una responsabilita piu ampia: un antisemitismo diffuso in gran parte

della popolazione europea. Questo senso di responsabilita collettiva ed il

livello estremo della atrocita commesse nei confronti degli ebrei

contribuirono fortemente alla nascita del nuovo Stato di Israele nel 1948.

——————————————

87 G.Mosse:”L’immagine dell’uomo” –cit. p. 239 e seguenti.

88 Si pensi ai film di Humphrey Bogart e John Wayne.

.

La maggioranza degli stessi ebrei videro nelle creazione di uno stato

ebraico l’unica possibilita di mantenere la propria identita.

Sempre in merito all’antisemitismo occidentale va ricordato che la

divisione del mondo in blocchi contrapposti monopolizzo il confronto tra

l’uomo ideale capitalista e quello socialista, tra la liberta individuale e la

solidarieta sociale, marginalizzando, in parte, il confronto con il controtipo

ebraico.

Quindi, se l’enormita dell’olocausto, fece emergere un senso di

responsabilita collettivo, le ampie migrazioni degli ebrei sopravvissuti

verso Israele e l’ormai esiguo numero di ebrei rimasti in Europa,

contribuirono ulteriormente alla graduale trasformazione

dell’antisemitismo.

L’antisemitismo quindi non scomparve ma, parallelamente alla

strutturazione del nuovo stato ebraico, propose nuove motivazioni a

giustificazione della diffidenza nei confronti degli ebrei; le condizioni

degli arabi, a varie riprese espulsi dalla Palestina, alimentarono un

sentimento antisemita di tipo nuovo, almeno per gli ebrei, molto legato

alla politica di Israele nei confronti dei vicini arabi: l’antisionismo tese a

rappresentare la forma in cui si espresse l’antisemitismo. L’attentato del

1972 a Monaco di Baviera da parte di “Settembre nero” puo esserne un

esempio89.

La responsabilita del dramma dell’olocausto, diffusa su tutte le

democrazie occidentali, nuove e vecchie, mise a tacere significativi slanci

antisemiti e permise, anche se non da subito, l’inizio della riflessione

storica sulle persecuzioni. Il percorso non fu privo di difficolta: il

riaffiorare di gruppi dichiaratamente antisemiti nell’Europa orientale post

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89 L’”Organizzazione Settembre Nero” era un’unita dei Fedayyin palestinesi fondata nel

1970. L’attentato piu noto fu il rapimento e l’uccisione di 11 atleti israeliani, e l’omicidio di

un poliziotto tedesco, durante l’attacco del settembre 1972 al villaggio olimpico di

Monaco di Baviera.

.

sovietica ha messo in luce come la millenarieta dell’antisemitismo sia

ancora presente. A livello di esempio su come il percorso di

ridimensionamento dell’antisemitismo non fosse automatico dopo

l’olocausto, citiamo l’atteggiamento della chiesa cattolica, attore

storicamente importante nella diffusione del sentimento antisemita, che

appena nel 1986, con Giovanni Paolo II, ne riconobbe alcune responsabilita

ed apri una riflessione pubblica sul rapporto cattolici –ebrei.

La stessa Repubblica Italiana, appena nel 2000, ha proclamato il

“iorno della Memoria”in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo

ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti90.

L’voluzione della mascolinità nel secondo dopoguerra

I primissimi anni del dopoguerra furono caratterizzati, in Europa,

dalla ricostruzione post bellica e dall’impegno politico volto ad equilibrare

il continente diviso tra due concezioni del mondo. Dalla meta degli anni

’50, con la rimessa in moto del sistema economico inizio, in particolare nei

paesi usciti sconfitti dall’ultimo conflitto, quel periodo definito come

“miracolo economico” che determino forti cambiamenti a tutti i livelli.

Gli attori che contribuirono alla forte evoluzione della mascolinita nel

dopoguerra furono principalmente i giovani e le donne91.

I giovani gia alla fine dell’ottocento ebbero un ruolo importante nel

proporre schemi alternativi alla rispettabilita borghese92 oltre ad

impersonificare fisicamente l’ideale al quale la societa tendeva. Ma la

protesta del Movimento dei giovani contro la società si limitò ad una

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90 Legge 20 luglio 2000, n. 211, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica

Italiana n. 177 del 31 luglio 2000.

91 In questa sede non verra approfondira l’analisi dei movimenti giovanili e delle donne

che caratterizzo il secondo dopoguerra: ne verranno citati solo alcuni aspetti al fine di

inquadrare l’evoluzione della mascolinita.

92 Cfr. il “Movimento dei giovani tedeschi” in G.Mosse:”L’immagine dell’uomo” –cit.

p.124 e seguenti.

.

rivendicazione di indipendenza dalla tutela degli adulti93

Nel secondo dopoguerra invece, emerse un nuovo fattore che forni ai giovani ed ai loro

movimenti una spinta al cambiamento della societa e della mascolinita che

fino ad allora la caratterizzava: il mercato.

I giovani emersero quale componente importante dello sviluppo del

mercato di massa nei paesi capitalistici. La diffusione della musica pop,

accompagnata dallo sviluppo delle nuove tecnologie di riproduzione del

suono, la diffusione sempre piu ampia del cinema e della televisione,

permisero ai giovani di proporre una revisione radicale della rispettabilita

borghese che ebbe il suo apice durante il periodo contraddistinto dal 1968

con le rivolte degli studenti contro il modello di vita dei loro genitori.

Il’68 fu catalizzatore di stimoli al cambiamento su vasta scala; le

donne ed i movimenti femministi ne furono tra i principali protagonisti.

Anche le donne, similmente ai giovani di fine ottocento, furono

protagoniste di battaglie per i diritti gia nel secolo precedente. Le

“suffragette” di inizio novecento ne furono esempio ben noto94. Il

movimento femminista che si sviluppo parallelamente al ’68 studentesco

rimise in discussione la logica gerarchica dei ruoli maschile e femminile. Il

testo di Betty Friedan, “Mistica della femminilita95, ad esempio, denuncio

il ruolo coatto di “sposa” e di “madre” della donna americana, e rivendica

l’uguaglianza della donna all’uomo nel campo professionale, culturale e politico.

AI fini di questo lavoro puo essere sufficiente citare le rivendicazioni di un

testo come questo per far capire come l’equilibrio di potere uomo – donna

sul quale si basava la societa borghese ne venisse minato fin dalle

fondamenta. Ad ulteriore esempio, anche l’uso dei capelli lunghi da parte

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93 G.Mosse:”L’immagine dell’uomo” –cit. p.125.

94 Sin dai primi anni del novecento, dall’Inghilterra si affermo il movimento femminile

che ebbe i suoi maggiori successi quando Emmeline Pankhurst (1858-1928) fondo nel

1903 l’ “Unione sociale e politica delle donne” con l’obiettivo far ottenere alle donne il

diritto di voto politico, ovvero il “suffragio”.

95 Betty Friedan and Anna Quindlen: “The Feminine Mystique”, Norton Paperback, New

York, 2001 –Prima edizione: 1963.

.

dei giovani maschi fu un aspetto molto visibile della spinta alla revisione

della rigidita dei ruoli tra maschi e femmine.

La virilita mascolina, per come era strutturata fino all’ultimo conflitto

mondiale, inizio quindi una sua radicale trasformazione che coinvolse gli

uomini stessi. Citando Mosse, esso avvenne per erosione e non a seguito di un

confronto96: sulla base di una presenza femminile sempre piu emancipata

fu l’uomo stesso ad accettare una nuova immagine di se, tendente in

alcuni casi all’androginia.

La virilita fu comunque difesa con forza, seppur sulla difensiva, come

sostiene Bellassai: terminata la fase virilista ed autoritaria dei fascismi i

tradizionalisti, aggrappati a un’mpossibile salvaguardia integrale della tradizione

in un mondo stravolto da mutamenti epocali e costretto ad assistere all’scesa

delle donne a ruoli sociali, professionali e politici impensabili fino a pochi anni

prima. Come allora, tornarono in voga espressioni come “emminilizzazione della

società” “ascolinizzazione delle donne” “stinzione del maschio”97.

Queste espressioni trovano diretto riscontro nelle proposte legislative

del gruppo parlamentare del Movimento Sociale Italiano che citeremo nel

paragrafo successivo.

L’mosessualità

Introduciamo questo paragrafo con un inquadratura dell’omofobia di

Sandro Bellasai, che pur argomentando su un piano temporale che ci

riporta alla fine dell’ottocento, ci permette di identificare la permanenza

del clima omofobico post 1945.

Bellassai, nel ripercorrere le origini dell’omofobia contemporanea

individua nell’omosessualita il concentrato piu perfetto dal punto di vista

simbolico, di tutte le peggiori forme di degenerazione che angosciavano

l’opinione pubblica maschile tra Otto e Novecento.

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96 G.Mosse: “L’immagine dell’uomo” –cit. p.244.

97 Sandro Bellassai: “La Mascolinita contemporanea” Carocci, Roma, 2004 –p.100.

.

Se a partire dall’ultimo quarto del XIX secolo la figura

dell’omosessuale diviene “uno dei capri espiatori privilegiati della crisi che

attanagliava allora la mascolinità tradizionale”98, l’omofobia risulta essere lo

strumento ultimo di conservazione di una qualche mascolinita.

Sempre secondo Bellassai, l’omofobia, infatti, sostiene, rafforza e

riproduce l’associazione eterosessualita –virilita, spingendo ogni maschio

eterosessuale a fornire prove pubbliche delle propria essenza virile per

sottrarsi al sospetto di non essere tale. L’omofobia funge quindi da

principio normativo anche all’interno della popolazione maschile

eterosessuale. La medesima omofobia, sopravvisse indenne al tracollo dei

fascismi europei ed inizio ad essere intaccata soltanto con il graduale

affermarsi del movimento femminile del secondo dopoguerra.

L’impostazione di questo autore mette bene in luce anche la

percezione dell’omosessualita dopo il conflitto e le discriminazioni e

persecuzioni patite dagli omosessuali. Al contrario degli ebrei,

l’omosessualita rimase, dalla fine del conflitto in poi, un‘entita se non

sconosciuta senz’altro innominata: le discriminazioni e le deportazioni

degli omosessuali rimasero confinate nell’oblio, anche per la totale assenza

di quei gruppi e movimenti che caratterizzarono le grandi citta europee

fino all’avvento del nazismo e che da quest’ultimo furono spazzate via.

Fu di fatto cancellata dalle categorie dei perseguitati dalle dittature e,

non appena, attraverso il teatro ed il cinema, essa riapparse, riproponendo

un’immagine per certi aspetti analoga ai decadenti del secolo precedente,

ne venne riproposta la nocivita analogamente al passato99.

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98 S. Bellassai –cit. p. 44.

99 Per un approfondimento sulle modalita di rappresentazione dei personaggi

.

gay/lesbici/trans nel cinema hollywoodiano vi veda Vito Russo: “Lo schermo velato” –Baldini Castoldi Dalai Editore, Milano, 1999.

Appena con i moti del ’68 e, anche piu avanti, con la crescita dei

movimenti per i diritti delle donne, l’omosessualita si riaffaccio nella

cronaca con la rinascita della nuove “prime” associazioni.

L’accenno proposto all’inizio di questa parte sulla contrapposizione

tra la liberta dell’occidentale capitalista e la solidarieta del modo socialista,

trova riscontro in un testo statunitense, che, seppur alla fine del periodo

del maccartismo, ripropone lo schema della congiura internazionale

omosessuale associata al nemico comunista100

[1960] Rosie Goldschmidt Waldeck, L a cospirazione omosessuale

internazionale.

Estratti, in sola traduzione italiana, da un documento del maccartismo Usa, che

sostiene la pericolosita sociale degli omosessuali, vera Internazionale paracomunista

tesa a minare i fondamenti della societa liberale e capitalistica.

Ne riportiamo un estratto che a nostro avviso rende bene il clima che

si respirava nel paese nel cui ambito si assistera alla prima ribellione degli

omosessuali alle forze di polizia101:

“l 25 marzo 1952, il signor Carlisle H. Humelsine, Sottosegretario di Stato

delegato, dichiarò davanti alla Commissione per gli Stanziamenti della Camera

che il Dipartimento di Stato aveva cacciato 119 omosessuali nel corso dell’anno

precedente. …La principale ragione per cui… l’eliminazione degli omosessuali da

tutte le agenzie del Governo, e specialmente dallo State Department, assume

un’urgenza vitale, è che proprio per la natura del loro vizio costoro appartengono

ad una sinistra, misteriosa ed efficiente Internazionale.

…questa cospirazione si è diffusa per tutta la terra; ha penetrato tutte le

classi; agisce negli eserciti e nelle prigioni; ha infiltrati nella stampa, nel cinema e

nei governi e, soprattutto, domina il mondo delle arti, della letteratura, della

musica e della TV.

————————————————–

100 Gli estratti del documento provengono da un articolo, “Homosexual International”,

apparso il 29 settembre 1960 su Human events”, una newsletter settimanale pubblicata a

Washington, D.C. –in http://www.culturagay.it .

101 Ribellione della clientela omosessuale del locale “Stonewall” di New York contro le

forze di polizia il 28 giugno 1969.

.

E questo è il motivo per cui funzionari omosessuali sono un pericolo per noi,

nell’attuale lotta tra Est e Ovest: i membri di una cospirazione sono pronti a

raggiungere un’altra cospirazione. Questa è una delle ragioni per le quali così

tanti omosessuali cominciano con l’essere nemici della società in generale, e

finiscono per essere nemici del capitalismo in particolare. Senza essere

necessariamente marxisti, servono ai fini dell’Internazionale Comunista in nome

della loro ribellione contro i pregiudizi, gli standard, gli ideali del mondo

“borghese”.

Anche nell’ambito degli stessi omosessuali l’omofobia permase,

seppur in chiave paternalistica; ne troviamo conferma in un discorso

tenuto dal Dr. Albert Ellis, psicologo statunitense, presso lo “One’s

Midwinter Institute” di Los Angeles, il 26 gennaio del 1957102.

[26/1/1957] Albert Ellis (1913-viv.), L’anti-omosessualismo combattuto dagli

omosessuali.

Traduzione italiana, a cura di Massimo Consoli, del testo d’un discorso tenuto da

uno psicoanalista “amico” ad una associazione di “omofili”. Il suo consiglio? Non

protestare troppo, non dare scandalo, e infine ammettere che comunque, anche se

non e giusto discriminare gli omosessuali, l’omosessualita e una malattia.

In Italia, invece, sempre all’inizio degli anni sessanta, il gruppo

parlamentare del Movimento Sociale Italiano propose il varo di una legge

contro l’omosessualita. Fu riproposta identica altre due volte ma il

Parlamento non ne inizio mai la discussione in aula. Il forte legame

ideologico del M.S.I. con il Partito Fascista ci permette di ipotizzare un

cambio di strategia di un medesimo gruppo politico ideologico

dall’approccio che l’allora governo ebbe nella redazione del codice Rocco.

Una circolare del Ministero degli interni sempre dello stesso anno

intervenne comunque ribadendo la “non normalita” degli omosessuali.

[ 22/1/1960] onn. Clemente Manco, Giuseppe Gonella e altri, Proposta di legge

n. 1920/1960.

La legge che segna l’inizio dell’offensiva del Msi (il partito dei nostalgici del

fascismo) contro gli omosessuali, proponendo la criminalizzazione di qualsiasi

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102 Da Speaking for our lives, Historic speeches and rhetoric for gay and lesbian rights

(1892-2000), edited by Robert B. Ridinger, Harrington Park press, New York 2004, pp. 54

sgg., Sabazio, n. 101, Settembre 2004 in http://www.culturagay.it.

.

atto omosessuale.

Questo testo, mai discusso in Parlamento, fu riproposto identico il 14/11/1963.

[30/4/1960] Ministero degli Interni. Circolare m inisteriale del 30 aprile 1960.

Istruzioni alle forze di polizia affinche reprimano in qualsiasi modo le

manifestazioni “esteriori” di “pervertimento” omosessuale, ed espellano gli

omosessuali stranieri.

[29/4/1961] on. Bruno Romano, Proposta di legge n. 2990/1961.

Proposta di legge antiomosessuale che chiedeva pene pesantissime non solo per

gli atti, ma anche per qualunque tentativo (sulla stampa, al cinema o per mezzo

di associazioni o conferenze) di difendere l’omosessualita. Non fu mai discussa.

Il 28 giugno 1969, per la prima volta, i clienti del locale “Stonewall” di

New York, reagirono alle rituali retate e pestaggi della forze di polizia

costringendo queste ultime alla fuga. Questa data rappresento l’inizio di

un lento evolvere del costume e dell’atteggiamento della societa

normativa nei confronti delle persone omosessuali. Questa data viene

rievocata nelle manifestazioni di piazza che ancor oggi si svolgono nelle

principali citta del mondo occidentale.

[ 6/7/1969] Jerry Lisker, Homo nest raided, queen bees are stinging mad, “The

New York daily news”, 6 luglio 1969.

Quel che scrisse un giornale la settimana dopo i moti di Stonewall, che diedero

inizio al movimento gay.

Tra le fonti utilizzate in questo lavoro la cronaca di Lisker descrive la

tipologia dei clienti del locale: erano prevalentemente travestiti, molto

diversi da altri militanti omosessuali dell’epoca.

La visione del film documentario “Stonewall”103 mette in luce

l’approccio di un gruppo di militanti omosessuali che nelle azioni

dimostrative si impegnano principalmente nell’evitare qualsiasi scandalo,

curando con enfasi il decoro del loro abbigliamento: L’obiettivo prioritario

era infatti il rientrare in un quadro di rispettabilita.

Anche una rassegna delle storie d’amore presentate dalle

pubblicazioni omosessuali tedesche tra il 1929 ed il 1979 attesta

l’immutabilita dello stereotipo maschile: bei giovanotti biondi, alti e

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103 “Stonewall”, Gran Bretagna, 1996 – Regia di Nigel Figel

.

slanciati, dai lineamenti marcati, conforme in tutto all’ideale di

Winckelmann104.

Sempre nel 1969, la Repubblica Federale tedesca vario il testo del

paragrafo 175, abolendo la parte b, inserita nel 1935, ed alleggerendone la

portata discriminatoria. La Repubblica Democratica Tedesca lo aboli

invece un anno prima, nel 1968. Il paragrafo, nel suo complesso fu abolito

appena nel 1994, dopo un’ulteriore revisione nel 1973.

[25/6/1969] Emendamento al § 175 del codice p enale della Repubbica Federale

Tedesca.

Il testo nazista del codice penale della RFT viene alleggerito (un anno dopo a

quello della RDT), limitandone la portata ai rapporti con minori di 21 (!) anni. Un

ulteriore emendamento si ebbe nel 1973.

[23/11/1973] Emendamento al § 175 del codice penale della Repubblica

Federale Tedesca.

Il testo emendato nel 1969 viene qui ulteriormente alleggerito. L’abrogazione

arrivera pero solo nel 1994.

A partire dagli anni ’70 in poi, le fonti a disposizione, non solo in rete,

aumentano di numero; questo lavoro, mira ad evidenziare le

discriminazioni subite dagli omosessuali a fronte di una loro

differenziazione rispetto alla rispettabilita, ovvero alla virilita della societa

normativa del momento, proponendone, ove possibile, un confronto con

la situazione degli ebrei. Pertanto non verra tracciata la storia dei

movimenti omosessuali gay e lesbici degli ultimi trent’anni, argomento

che meriterebbe, eventualmente, uno studio a se. Proporremo alcuni casi

tipo che caratterizzarono il panorama italiano ai fine di confermare come,

nonostante l’evoluzione della mascolinita nel secondo dopoguerra,

l’omofobia non perse la sua influenza.

I “Balletti verdi”

Lo scandalo dei “balletti verdi”105 ad esempio caratterizzo la stampa

italiana ben prima che la mascolinita fosse scalfita dal ’68. I fatti avvennero

a Brescia, nel 1960. Ne affidiamo la descrizione a Stefano Bolognini,

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104 F. Benadusi: “L’immagine dell’uomo” – cit. p.197.

105 Stefano Bolognini : “Balletti verdi – Uno scandalo omosessuale” Liberedizioni, Brescia.

.

estrapolando liberamente alcuni passi di un articolo da lui scritto nel

2001106.

Allo scoppio dei “balletti”, nel 1960, si aprì su giornali e riviste italiane un

dibattito molto acceso e “l’amore che non osava dire il suo nome” ebbe la prima

pagina. La stampa, relegava tradizionalmente l’omosessualità alla cronaca nera

come ben evidenzia questo articolo tratto da “L’Espresso”:

”ella città-dentro-la-città, questa è certo la popolazione [Gli omosessuali]

più numerosa e meno visibile. La loro passione è segreta, solitaria e spesso

dolorosa. Non si trovano insieme in bar particolari, non organizzano feste e

spettacoli. […] il loro caso affiora soltanto in occasione d’un suicidio che i giornali

non sanno bene come spiegare, o d’un misterioso fatto di sangue o d’uno

scandalo”

Una di queste feste private, attirò l’attenzione di un magistrato bresciano che

inquisì i partecipanti e il proprietario dell’abitazione per “favoreggiamento della

prostituzione”. In particolare durante quella festa il proprietario di casa aveva

prestato la camera da letto a due giovani, uno dei quali si era fatto pagare per

intrattenere un rapporto sessuale.

Il caso si gonfiò a dismisura anche perché, queste feste erano frequentate da

minorenni: non dobbiamo dimenticare però che la maggior età all’epoca era 21

anni e che negli atti del processo solo 3 inquisiti hanno meno di quindici anni.

Lo scandalo prese il nome di “balletti verdi”; “balletti” era il nome che si

dava a tutti gli scandali che riguardavano i giovani e il sesso e “verde” era

considerato il colore degli omosessuali, era infatti verde il garofano che Wilde

portava all’occhiello. A breve gli inquisiti divennero 187 e i giudici

incominciarono lunghissime indagini itineranti che non portarono a nulla.

Durante queste indagini non si risparmiarono le illazioni di chi voleva che

———————————————–

106 Stefano Bolognini: “Il piu grande scandalo gay” pubblicato su http://www.gay.it il 12 Marzo

2001. Un testo piu approfondito e disponibile sul sito curato dalla stesso autore:

http://www.stefanobolognini.it.

.

esistesse a Brescia una grossa organizzazione per lo sfruttamento della

prostituzione di minori.

I gruppi politici cercarono, da subito, di politicizzare il fatto. I comunisti, che

consideravano l’omosessualità un “vizio borghese”, attaccarono i cattolici

dicendo, a ragione, che anche gli ecclesiastici, avevano a che fare con lo scandalo.

La destra, con “il Borghese”, attaccò la sinistra affermando che proprio tra le file

dei comunisti c’erano dei “pederasti” riferendosi, nemmeno troppo velatamente, a

Pasolini. I cattolici si limitarono a difendersi e a riproporre tesi

moralisticheggianti e insieme crudeli contro gli “invertiti”.

Il caso Braibanti

Aldo Braibanti, antifascista, milito nel Partito d’azione oltre che nel

Partito Comunista, fu studioso di mirmecologia e letterato: pubblico

poesie e racconti oltre che opere teatrali. Nel 1964 fu accusato di aver

plagiato due giovani allo scopo di intrattenere con loro, a detta dell’accusa,

‘turpi’ rapporti omosessuali. Fino ad allora, nella storia italiana, quel reato

non aveva portato mai ad una condanna. Per Braibanti non fu cosi e

l’uomo, “sbattuto in prima pagina”, fu condannato nel 1968 a nove anni di

reclusione.

“l processo fece emergere tutti i pregiudizi e gli stereotipi dell’epoca: la

gelosia folle che inevitabilmente pervade due uomini in coppia e che fatalmente

porta al dramma, l’effeminatezza, l’ossessione sessuale, il tabù dell’analità, la

misoginia, l’omosessualità come surrogato in mancanza di una presenza

femminile, l’omosessualità come regressione ad uno stadio infantile…”107

Anche in questo caso riportiamo liberamente alcuni passi tratti da

Wikipedia che , tra l’altro ricollegano il caso a quello di Brescia descritto

nel paragrafo precedente:

“a condanna suscitò ampia eco in tutta Italia, e a favore di Braibanti si

mobilitarono numerosi intellettuali, fra i quali Alberto Moravia e Umberto Eco. Il

———————————————–

107 Cfr intervista a Gabriele Ferluga, autore di una Tesi di laurea in Scienza della comunicazione –Relatore Prof. Fabio Levi.

.

processo rivelò infatti rapidamente la sua natura politica, proponendosi come

l’estremo tentativo del vecchio ordine sociale (lo stesso che aveva già usato il tema

dell’omosessualità nel caso dei balletti verdi), per imporre i propri valori contro la

marea montante del Sessantotto. In effetti, a differenza di quanto è avvenuto in

altre nazioni, nella storia italiana l’omosessualità è stata usata giudiziariamente

per fini politici esclusivamente in questi due casi.

Braibanti fu scelto come “capro espiatorio” in quanto al tempo stesso

comunista ed ex partigiano, ma anche omosessuale, in un periodo in cui

l’omosessualità era giudicata “indifendibile” (in quando “degenerazione piccolo

borghese”) anche e soprattutto tra le file della sinistra. La sua era quindi, dal

punto di vista propagandistico, una figura “indifendibile”, utile per dimostrare

che i comunisti stavano corrompendo la gioventù italiana e i valori famigliari

tradizionali.”Aldo Braibanti, dopo la condanna scomparve dalla vita pubblica

italiana. Il 23 novembre 2006 il Governo italiano concesse ad Aldo

Braibanti un vitalizio in base alla legge Bacchelli.

Pier Paolo Pasolini

Pasolini fu ucciso il 2 novembre 1975. Piu che l’atto finale, fu la vita

stessa e la produzione letteraria e cinematografica di Pasolini a fornire

stimoli a scandali e discriminazioni. Senza alcuna ambizione di

completezza riportiamo alcuni dei processi giudiziari che colpirono

l’intellettuale108. Non tutti possono essere automaticamente collegati

all’omosessualita dell’autore ma dalla lettura del loro insieme emerge

chiaramente quanto la presenza di Pasolini sia stata considerata al di fuori

di quelle rispettabilita normativa piu volte trattata in questo lavoro.

F atti di Casarsa.

Pasolini viene denunciato dai carabinieri della stazione di Cordovado, in

provincia di Pordenone, per corruzione di minorenne. Anche se i genitori del

ragazzo non hanno preso alcuna iniziativa, i carabinieri interrogano Pasolini in

riferimento alle voci che si sono sparse in paese. I fatti si sarebbero consumati a

Ramuscello, una frazione nei pressi di S. Vito al Tagliamento. Condannato in

———————————————

108 Cfr. http://www.pasolini.net.

.

primo grado, Pasolini verra assolto in appello; il ricorso in cassazione della

pubblica accusa verra giudicato inammissibile. Nel 1952 Pasolini verra assolto

“perche il fatto non costituisce reato e per mancanza di querela”.

R agazzi di vita.

La Presidenza del Consiglio dei ministri promuove un’azione giudiziaria contro

il romanzo Ragazzi di Vita, Pasolini viene citato in giudizio, insieme all’editore

Livio Garzanti, dal procuratore della Repubblica di Milano, per contenuto osceno

del romanzo, segnatamente alle pagine 47, 48, 101, 130, 174, 227, 231, 242. Il

processo viene rinviato perche i giudici non hanno letto il libro. Il P.M. chiede

l’assoluzione degli imputati “perche il fatto non costituisce reato”. I giudici

accolgono la richiesta e dissequestrano il libro.

Q uerela del comune di Cutro.

Il 17 novembre 1957 il ragioniere Vincenzo Mancuso, sindaco del comune di

Cutro in provincia di Catanzaro, incaricato dal consiglio comunale, querela

Pasolini per “diffamazione a mezzo stampa”. La denuncia si riferisce ad un

articolo dal titolo “La lunga strada di sabbia”, facente parte di un reportage sulle

spiagge italiane, pubblicato nel settembre del 1957 sul mensile “Successo”.

L’esposto del sindaco di Cutro si riferisce ad alcune espressioni contenute

nell’articolo relative a impressioni tratte da P. sul Sud del paese. In particolare,

Pasolini riferendosi a Cutro dice: “A un distendersi di dune gialle, in una specie

d’altopiano, e il luogo che piu mi impressiona di tutto il viaggio. E’ veramente il

paese dei banditi, come si vede in certi western. Ecco le donne dei banditi, ecco i

figli dei banditi. Si sente che siamo fuori dalla legge, o, se non dalla legge, dalla

cultura del nostro mondo, a un altro livello. Nel sorriso dei giovani che tornano

al loro atroce lavoro, c’e un guizzo di troppa liberta, quasi di pazzia…” La

polemica coivolge aspetti politici e di secolare contrapposizione tra Nord e Sud,

con echi di fascismo e velleita patriottico-regionaliste. La denuncia di querela si

chiude con un nulla di fatto: il tribunale di Milano pronuncia sentenza di non

doversi procedere.

F atti di Anzio.

I signori Nello Colaneri e Carlo Sannini querelano Pasolini al commissario capo

del commissariato di Anzio, per dei fatti occorsi tra il poeta e i propri figli, Franco

di 14 anni e Saverio di 15 anni. Tutto e originato da una segnalazione dei

giornalisti Passarelli del quotidiano “Il Tempo” e Costantini de “Il Messaggero”.

Questi hanno dichiarato di aver visto parlare Pasolini con due ragazzi al porto di

Anzio, per poi andare al ristorante. Usciti dal ristorante i giornalisti chiedono ai

ragazzi che cosa avesse detto loro Pasolini; questi indicando altri ragazzi a bordo

di una barca nel porto confessano che il poeta ha chiesto loro “Quanti anni

hanno?” Alla risposta “Dodici anni”, aveva commentato: “Pero avranno dei bei

cazzetti”. I giornalisti hanno cosi informato la polizia. Il procuratore di Velletri,

competente per territorio, invia la pratica al procuratore della Repubblica di

Roma, il quale gliela rimanda non ravvisando il reato di corruzione di

minorenne, ma al piu, il reato di torpiloquio. Il procuratore generale di Velletri

invia, allora, il procedimento alla pretura di Anzio. Interrogati, i minori

dichiarano di aver ricevuto cento lire dai due giornalisti per parlare del fatto. La

querela viene archiviata perche non si ravvisano ipotesi di reato.

F atti di via Panico.

La notte tra il 29 e il 30 giugno 1960, in via Panico scoppia una furibonda rissa tra

due gruppetti di ragazzi. Tra la confusione generale, a una ragazza viene rubato

un anello con granati del valore di ventiquattromila lire, mentre un altro ragazzo

viene derubato di una catenina e di un orologio d’oro. La refurtiva verra ritrovata

in casa di uno dei partecipanti alla rissa, Luciano Benevello. Interviene Pasolini

che, con la sua Giulietta, accompagna Benevello a casa. Pasolini viene accusato di

aver voluto deliberatamente agevolare la fuga di Benevello e di aver partecipato,

egli stesso, alla rissa. La stampa si accanisce sul caso e criminalizza lo scrittore. Il

16 novembre 1961 il Tribunale di Roma assolve Pasolini per insufficienza di

prove.

F atti del Circeo.

Bernardino De Santis, impiegato in un bar-distributore presso S. Felice Circeo,

ove si trovava da solo verso le 15.30 del 18 novembre 1961, viene aggredito da

uno sconosciuto con cappello nero. Molto romanzesca la versione di De Santis: lo

sconosciuto dopo aver sorseggiato una Coca-Cola e dopo molte domande,

avrebbe incalzato un paio di guanti neri, inserito nella pistola un proiettile d’oro e

cercato di rapinare l’incasso della giornata. De Santis cerca di reagire e colpisce

con un coltello la mano del rapinatore, che fugge non prima di aver minacciato il

ragazzo. Il giorno successivo De Santis vede passare sulla strada prospiciente il

distributore una Giulietta, in cui riconosce il suo rapinatore, annota la targa che

denuncia ai carabinieri. In quella Giulietta c’e Pier Paolo Pasolini. Il nucleo dei

carabinieri di Roma perquisisce l’abitazione e la macchina di Pasolini in cerca

della pistola. Interrogato dai CC, Pasolini ammette di essere entrato nel bar, di

aver bevuto una Coca-Cola, di aver fatto alcune domande, ma di essersi poi

diretto a S. Felice Circeo, dove stava lavorando alla sceneggiatura di Mamma

Roma. La sua versione non convince e viene rinviato a giudizio.

I giornali della sinistra e quelli moderati difendono Pasolini contro l’assurda

accusa, mentre i giornali di destra attaccano, come al solito, senza mezze misure

lo scrittore.

Il processo si apre a Latina. L’avvocato difensore di Pasolini, il democristiano

Carnelutti, viene sospettato dai giornali di essere l’amante dello scrittore. Pasolini

viene condannato a quindici giorni di reclusione, piu cinque per porto abusivo di

armi da fuoco e diecimilamila lire per mancata denuncia della pistola, con la

condizionale. I difensori presentano immediatamente appello. Il 13 luglio 1963 la

corte d’appello di Roma dichiara di non doversi procedere contro Pasolini per

estinzione del reato intervenuta per amnistia. L’avvocato di Pasolini, Berlingieri,

ricorre in cassazione per ottenere l’assoluzione con formula piena, ma ottiene solo

un’assoluzione per mancanza di prove.

D enuncia Antonio Vece.

Antonio Vece, un maestro elementare di Avellino sporge denuncia presso la

polizia giudiziaria di Roma contro Pasolini. Dichiara di essere stato avvicinato da

Pasolini, di essere salito sulla sua Giulietta, di essere stato portato in aperta

campagna, minacciato, malmenato e derubato di un capitolo di un suo romanzo.

Due giorni dopo, al commissariato di polizia di Centocelle, confessa di aver

inventato ogni cosa. Viene denunciato per simulazione di reato, che sara

archiviata in data 2 dicembre 1965.

C ausa civile Pagliuca.

L’ex deputato democristiano, avvocato Salvatore Pagliuca, cita in giudizio

Pasolini e la societa Arco film. La denuncia si riferisce al film Accattone, e al fatto

che un personaggio di malavita del film, ha lo stesso nome dell’avvocato. Chiede

la soppressione del suo nome dal film e il risarcimento per danni morali e

materiali. Pagliuca usa questa vicenda a scopi elettorali per la propria elezione al

parlamento. Non viene rieletto e il giudizio si chiude con una sentenza che

respinge il risarcimento dei danni morali e con l’obbligo di eliminare il nome del

Pagliuca dal film. Obbliga Pasolini e la Arco Film al risarcimento dei soli danni

materiali.

M amma Roma.

Il tenente colonnello Giulio Fabi denuncia alla procura della Repubblica di

Venezia il film Mamma Roma, proiettato alla XXIII Mostra del cinema di

Venezia, per offesa al comune senso della morale e per il contenuto osceno. Soliti

attacchi dei giornali della destra italiana, che questa volta si traducono in atti di

boicottaggio e di violenza da parte dei gruppi di estrema destra. Il 5 settembre

1962, il magistrato giudica infondata la denuncia e dichiara di non doversi

procedere l’azione penale.

A ggressione Di Luia.

Serafino Di Luia insieme ad altri giovani neofascisti appartenenti ad associazioni

di estrema destra, aggredisce Pasolini durante la proiezione di Mamma Roma,

nel cinema Quattro Fontane di Roma. Ne nasce una rissa, cui partecipano, in

difesa di Pasolini, Citti e altri amici del regista. A questa seguono una serie di

aggressione fasciste a cui Pasolini non fara mai seguire una denuncia. Laura Betti,

amica di Pasolini, viene aggredita e picchiata da un giovane che risultera

aderente a “Nuova Italia” e che partecipo alla rissa del cinema Quattro Fontane.

P rocesso per il film La ricotta.

Q uerela Bernardino De Santis.

“Un giorno, un pazzo m’ha accusato di averlo rapinato (con guanti e cappello

neri, le pallottole d’oro nella pistola): tale accusa e passata per buona e

attendibile, perche a un livello culturale sottosviluppato si tende a far coincidere

un autore coi suoi personaggi: chi descrive rapinatore e rapinato” [Pier Paolo

Pasolini, articolo apparso su “L’Espresso”]. Per queste parole, Bernardino De

Santis, il benzinaio rapinato al Circeo, querela Pasolini per diffamazione. Il 31

gennaio 1967, il Tribunale di Roma “dichiara di non doversi procedere” contro

Pasolini, “per essere il reato estinto per intervenuta amnistia”.

P rocesso per il film Teorema.

Il sostituto procuratore della Repubblica di Venezia denuncia Pasolini, quale

autore del film Teorema, per offesa al comune senso del pudore. Il 13 settembre

1968, la procura della Repubblica di Roma ordina il sequestro del film per

oscenita. Il Tribunale di Venezia assolve Pasolini “perche il fatto non costituisce

reato”. La corte d’appello conferma la sentenza di primo grado.

I ncauto affidamento.

Nel 1969 Pasolini viene denunciato dalla polizia stradale al pretore di Bologna,

per aver affidato la guida della sua automobile, Giulietta TI, a Carmelo Tedesco,

sprovvisto di patente di guida. Pasolini in giudizio dichiara di aver dato la

macchina a Ninetto Davoli che a sua volta l’ha prestata a un giovane con la

patente, che insieme al Tedesco si e fermato a un distributore. Invitato a spostare

l’auto mentre il giovane patentato non e presente, Carmelo Tedesco viene

fermato dalla polizia stradale. Il pretore di Bologna assolve Pasolini “perche il

fatto non sussiste”.

I nvasione di edificio.

Pasolini, insieme a Zavattini, Massobrio, Ferreri, Angeli, Maselli e De Luigi, viene

processato per aver turbato l’altrui possesso di cose immobili, trattenendosi oltre

l’ora stabilita nei locali del Palazzo del cimema di Venezia. I fatti si riferiscono

alla dura contrapposizione per l’autogestione da parte degli autori

cinematografici della Mostra del cinema di Venezia. Pasolini e gli altri imputati

vengono assolti “perche i fatti ascritti non costituiscono reato”

L a morte di cinquanta pecore (Porcile).

Giovanni Longo di Nicolosi (Catania), allevatore di ovini, denuncia Pasolini e il

produttore Gianvittorio Baldi, in quanto responsabili della morte di cinquanta

pecore. Longo asserisce che la notte tra il 24 e 25 novembre 1968, in contrada

Serra La Nave di Nicolosi, un branco di cani affamati e infreddoliti, dopo essere

stati liberati il giorno precedente al termine delle riprese di Porcile, si sono

introdotti nell’ovile ammazzando cinquanta pecore. Il procedimento dura cinque

anni. Il 20 novembre 1971, il Tribunale civile di Catania respinge la richiesta di

risarcimento danni.

” Lotta Continua”.

Dal primo marzo 1971 Pasolini risulta ufficialmente direttore responsabile del

periodico “Lotta Continua”, organo di un gruppo extraparlamentare dell’estrema

sinistra. Cio e dovuto alle leggi italiene che impongono che ogni pubbicazione

debba avere un direttore iscritto al ruolo dei giornalisti professionisti. Cosi gli

esponenti di Lotta Continua chiedono agli intellettuali italiani iscritti all’albo dei

giornalisti, di assumere a rotazione la carica di direttore del loro periodico.

Pasolini accetta, pur non condividendo la linea politica di Sofri e compagni, e

quindi direttore di “Lotta Continua” dal 1 marzo al 30 aprile 1971.

Il 18 ottobre 1971, la corte d’assise di Torino processa Pasolini insieme agli altri

esponenti di Lotta Continua per aver svolto propaganda antinazionale e per il

sovvertimento degli ordinamenti economici e sociali costituiti dello Stato; e di

avere, quindi, pubblicato e istigato a commettere delitti. Il 18 ottobre 1971, la

Corte d’assise di Torino sospende il processo e rinvia a nuovo ruolo.

P rocesso per il film Decameron.

Il film, ispirato alle novelle del Boccaccio, subisce una persecuzione continua.

Fioccano le denuncie da tutte le parti del paese. Il film viene sequestrato. E’ il

segno piu evidente di una serie di paranoici di cui Pasolini e ormai bersaglio

privilegiato.

P rocesso per il film I racconti di Canterbury.

Il procuratore della Repubblica di Benevento (dove fu proiettato per la prima

volta il film) accusa Pasolini di oscenita. Dopo tre giorni, e su richiesta del P.M., il

giudice istruttore archivia la denuncia. Il film viene giudicato quattro volte e

quattro volte prosciolto dall’accusa di oscenita. Altre otto denunce arrivano alle

procure di: Mantova, Viterbo, Frosinone, Venezia, Latina. Le disavventure

giudiziarie seguite al film I racconti di Canterbury danno un quadro chiaro del

clima persecutorio in cui si muoveva Pasolini.

P rocesso per il film Il fiore delle Mille e una notte.

Il film, prima ancora di essere immesso nel circuito cinematografico, viene

denuniciato da una donna che l’ha visto in anteprima.

Il giudice istruttore del tribunale di Milano decreta di non doversi promuovere

azione penale contro il film.

D alla Vedova.

Il gesuita Arturo Dalla Vedova, alle 6.50 del 6 novembre 1975, viene sorpreso a

imbrattare i manifesti funebri di Pasolini, alterandone il testo con parole quali:

“frocio, blasfemo, coprolato, pig, pervertito, porco”. Nel dicembre dello stesso

anno il tribunale di Roma processa il gesuita per offesa a un vice questore e per

deterioramento di manifesti. Il Tribunale di Roma condanna Arturo Dalla

Vedova a quattro mesi di reclusione e a 30mila lire di ammenda.

P rocesso [postumo] per il film Salo o le centoventi giornate di Sodoma.

Il film viene censurato e se ne vieta la distribuzione. Il divieto viene annullato nel

dicembre del ’75, segue una denuncia dell’Associazione nazionale per il

buoncostume all’autorita amministrativa. Il produttore del film, Alberto

Grimaldi, viene processato dal tribunale di Milano, e imputato presso la procura

Quest’ultima supposizione si rivelera inammissibile. Il tribunale di Milano condanna

Grimaldi a due mesi di reclusione, duecentomila lire di multa, e dispone il sequestro del

film. Il ricorso in appello porta all’assoluzione di Grimaldi, e al dissequestro del film solo a

condizione di alcuni tagli. Il film viene tagliato per un totale di cinque minuti.

Nel giugno del 1977 il pretore di Grottaglie in provincia di Taranto, Evangelista

Boccumi, dispone un nuovo sequestro del film. Dodici giorni dopo il sostituto

procuratore della Repubblica di Milano stabilisce che il sequestro di Salo e

palesemente illegittimo, e ne dispone l’immediato dissequestro.

” La Gazzetta del Sud”.

Il quotidiano, diffuso in Calabria, di proprieta del senatore missino Umberto

Bonino, pubblica, il giorno successivo alla morte di Pasolini, un editoriale del

direttore Nino Calarco, in cui si commenta in modo volgare la morte del poeta.

L’articolo suscita l’indignazione dell’avvocato Oliva e del professor Maj, che

sottopongono denuncia all’autorita giudiziaria. La denuncia viene archiviata e il

giornalista prosciolto

A conclusione della parte sull’omosessualita riportiamo ancora un

fatto legato alla cultura omofoba italiana: il 9 dicembre 1980 a Giarre, in

provincia di Catania, accadde il suicidio omicidio di due giovani siciliani.

Due righe dalla cronaca del tempo: “Giacevano in un agrumeto abbandonato,

a Giarre, una cittadina siciliana di trentamila abitanti, «mano nella mano», «due

fori di proiettile alla tempia», «i corpi disfatti dalla putrefazione» e un bigliettino

nel quale confessavano di essersi uccisi perché la cittadina non tollerava il loro

amore109.

A seguito di questo fatto nacque a Palermo il primo Circolo Arcigay.

Come anticipato nei capitoli precedenti in merito alle tesi di Gianni Rossi

Barilli che associa il ritardo dell’associazionismo militante omosessuale

italiano alla mancanza di una forte repressione, la stessa logica qui

proposta per il 1980 opero sempre in Italia con la nascita della prima

rivista omosessuale del dopoguerra, il FUORI, che venne fondata a Torino

nel 1972110.

—————————————

109 Stefano Bolognini: “Ricchioni da sparare”Articolo pubblicato su http://www.gay.it il 20

maggio 2005.

110 Cfr. versioni integrali dei primi numeri della rivista su http://www.omofonie.it.

.

IV. Il Gay Pride di Gerusalemme: incontro – scontro di due “controtipi”

Alla fine della panoramica sulle discriminazioni proposte nella parte

precedente si e pensato di analizzare il rapporto tra ebraismo ed

omosessualita attraverso la cronaca giornalistica dei fatti che hanno

preceduto l’organizzazione del World Gay Pride a Gerusalemme svoltosi

il 10 novembre 2006. Il confronto tra un aspetto particolarmente visibile

dell’omosessualita, la parata del Gay Pride111, appunto ed una realta a

forte carattere simbolico come la citta di Gerusalemme ci ha permesso di

far emergere alcuni stereotipi omofobi gia rilevati nel passato ma anche di

constatare alcune graduali aperture dello stato israeliano nei confronti dei

diritti delle persone omosessuali.

Le fonti utilizzate provengono dalla rete ed in particolare dal sito

http://www.gaynews.it che raccoglie e conserva articoli inerenti l’omosessualita

in Italia e all’estero. Quando possibile siamo risaliti alla fonte originale che

comunque, quando nota, e stata sempre citata. Alla fine del capitolo sono

elencate in ordine cronologico tutte le fonti utilizzate.

Questo capitolo, ha utilizzato come fonti gli articoli riportati dalla

stampa; riguardando un periodo molto recente e stato scritto in uno stile

————————————–

111 Il Gay Pride, ovvero la giornata dell’orgoglio omosessuale, a ricordo del 28 giugno

1969 si celebra annualmente nella maggior parte della grandi citta del mondo

occidentale. Il calendario degli eventi e diverso da paese e paese e riflette la situazione dei

diritti esistenti e l’entita dell’omofobia culturale delle singole aree; si propone comunque

sempre il compito di affermare o riaffermare i diritti di piena cittadinanza delle persone

LGBT agendo sia su un pubblico piu scelto con dibattiti e forum mirati che favorendo la

visibilita pubblica: solitamente gli eventi si concludono con una grande parata di tutti

coloro che sostengono i diritti della persone LGBT per le vie del centro citta.

LGBT e un acronimo che sta per Lesbian Gay, Bisex and Transgender e viene usato

correntemente dai movimenti omosessuali e a volte anche dalla stampa. La scelta di

anteporre la L e recente e deriva dalla volonta di dare piu visibilita alle donne

omosessuali, le lesbiche che, in certi casi vengono percepite e si percepiscono una

minoranza nella minoranza. A tal proposito si rimanda a quanto sostenuto in merito al

lesbismo in introduzione e nelle conclusioni. Diverse fonti utilizzano ancora l’acronimo

GLBT.

.

piu giornalistico, coniugandolo al presente, al fine di metterne in rilievo

l’attualita.

La società israeliana e l’mosessualità nella cronaca dal 1999 al 2006

Una settimana dopo la Gay Parade a Gerusalemme la comunità

omosessuale in Israele ha registrato oggi un altro successo quando la Corte

Suprema ha accolto (con sei pareri a favore e uno contrario) la richiesta che siano

registrati dal ministero degli interni israeliano i matrimoni di omosessuali e

lesbiche celebrati all’estero.112

Questo l’inizio del piu recente articolo raccolto in questo lavoro e

relativo alle vicissitudini degli ultimi Gay Pride organizzati in Israele. Ne

riportiamo la frase iniziale perche, nonostante le opposizioni ai Pride

israeliani, ed il loro ridimensionato svolgimento, questa recente notizia

inquadra bene il percorso di apertura che, nel suo complesso, la societa

israeliana, ha compiuto. Vedremo nella descrizione degli eventi degli

ultimi 6 anni che, nonostante il numero delle notizie relative alle azioni

degli oppositori, sia elevato e mettano in luce una societa tutt’altro che

aperta alle differenze, vi si individui un percorso, per certi aspetti

parallelo alle discussioni sui Pride, che porta Israele ad alcuni

riconoscimenti concreti per lesbiche e gay.

Cronologicamente il primo articolo individuato in rete risale al

febbraio 1999: Franco Grillini113 riporta un testo di Jaroslav Mogutin che

descrive la situazione dell’omosessualita in Russia a seguito

dell’abolizione, nel 1993, della norma che, per 60 anni puniva

l’omosessualita. Il testo non parla di Gerusalemme e degli ebrei, pur

emergendo dalla ricerca per parole chiave ma, la sua lettura puo esser

molto utile al fine della comprensione del livello di omofobia presente

nella societa ex sovietica e di quanto essa possa pesare nella gestione

112 “Israele. La corte suprema riconosce i matrimoni gay celebrati all’estero” Pubblicato

giovedi 11 febbraio 2006 su GayNews.it –Fonte Ansa.

113 Cfr. nota biografica alla fine delle conclusioni.

politica quotidiana israeliana in considerazione del grande numero di

ebrei ex sovietici stabilitisi in Israele a seguito delle emigrazioni dopo il

1989. Nell’articolo, vi si ritrovano tutte le categorie di stereotipi analizzati

anche da Mosse: l’associazione degli omosessuali con la criminalita,

l’ipotesi di covi segreti omosessuali al fine di attivita controrivoluzionarie

che propone la tesi del complotto, l’infamia. La conferma del legame con

Israele ci viene data dalla lettura di due testi citati, entrambi pubblicati a

Gerusalemme:

V.Markman, “Al limite della geografia” (Gerusalemme, 1979)

Eduard Kuznecov “La maratona di Mordovia” (Gerusalemme, 1979)

Gia nel 1999 lo Stato di Israele si e trovato a dover affrontare

ufficialmente l’omosessualita a fronte di una richiesta di riconoscimento di

un figlio di una coppia lesbica con doppia cittadinanza, statunitense ed

israeliana. Lo Stato della California aveva gia riconosciuto la maternita di

entrambe le donne. Il Ministro degli Interni israeliano non ha riconosciuto

la genitrice non biologica del bambino, nonostante la decisione diversa

delle autorita californiane ma questo fatto, oltre alla notevole diffusione

che ne e stata data sulla stampa e sulle radio e televisione in Israele, ha

messo in evidenza la permeabilita di Israele alle dinamiche etico politiche

che caratterizzano gli altri paesi. Essa trae origine anche dalla particolarita

della cittadinanza israeliana le cui origini sono legate alle forti migrazioni

degli ultimi due secoli e al fatto che diversi cittadini dello Stato ebraico

hanno una doppia cittadinanza. Quindi, il peso politico e religioso del

mondo aschenazita, meno aperto nei confronti di lesbiche e gay, e

controbilanciato da una visione piu “occidentale” influenzata dalle societa

piu avanzate in tema di diritti dei diversi come la California, dove l’unione

della coppia era stata celebrata da un rabbino ebreo conservatore.

Sempre nel 1999, in ottobre, un articolo scritto da Franco Grillini,

descrive la presenza a Gerusalemme della “Open House”, un associazione

omosessuale fondata nel 1997 quale supporto a lesbiche, gay e

transessuali. La Open House organizza anche corsi di ebraico per non

ebrei, arabi palestinesi compresi e gia in quell’anno veniva considerata

quale possibile base organizzativa essenziale per i Gay Pride in Israele.

L’articolo sottolinea la localizzazione del centro: Gerusalemme, oltre ad

essere un forte centro di tensioni tra arabi ed ebrei, rappresenta per tutti i

gruppi religiosi, una citta sacra. Questa sacralita permettera l’incontro dei

rappresentanti delle tre grandi religioni monoteiste in occasione del World

Gay Pride del 2006, che si troveranno uniti nello sforzo di impedire il

“sacrilegio”.

Nel 2000 un primo riconoscimento ufficiale dell’omosessualita: Israele

il 14 febbraio concede la residenza a due partner di coppie gay; la notizia

segue la dichiarazione di apertura verso i matrimoni civili nel paese da

parte del Ministro degli interni. Sebbene la prima richiesta delle due

coppie fosse stata ignorata, il risultato ha rappresentato un ulteriore passo

verso il riconoscimento della diverso orientamento sessuale.

Gia nel corso del dibattito in Italia sul World Gay Pride114 del 2000 a

Roma viene proposto un ipotetico evento a Gerusalemme o a La Mecca

per metterne il luce l’assurdita dell’iniziativa e la scarsa sensibilita degli

organizzatori verso i credenti; la proposta rappresenta quasi un

suggerimento a quanto comunque verra organizzato proprio a

Gerusalemme.

A conferma di una certa apertura, la giornata dell’orgoglio

omosessuale viene celebrata il 13 giugno 2000 dal Parlamento Israeliano,

con una riunione della Commissione Donne. Nella Knesset la destra

insorge e fa togliere i manifesti inneggianti all’omosessualita. E’ l’inizio di

uno scontro che e tutt’ora in corso.

114 Il World Gay Pride e un evento analogo al Gay Pride ma a partecipazione e risalto

internazionale, come fu quello di Roma del 2000.

La parata finale del Gay Pride israeliano viene celebrata il 23 giugno

2000 a Tel Aviv con ventimila partecipanti: il Corriere della sera, in un suo

articolo del 26 giugno, nella descrizione dell’evento sottotitola: “Uno show

impossibile a Gerusalemme la santa”. L’argomento della sacralita sara lo

strumento piu usato per la giustificazione dell’omofobia.

Alla fine del 2000 un’ulteriore apertura normativa: le relazioni

omosessuali, sono permesse in Israele per chi ha compiuto 16 anni,

secondo un emendamento del codice penale reso pubblico il 1° novembre

dal quotidiano ‘Haaretz’. Si individuano inoltre ulteriori segni di apertura,

nell’attenzione che la stampa israeliana riserva ai fatti omofobi in Egitto

(gogna e processo per 52 gay, arrestati in un bar sul Nilo ed accusati di

sfruttare la religione per pratiche immorali).

Il 20 marzo 2001, inoltre, una decisione della Alta Corte di giustizia

israeliana invalida una sentenza di un Tribunale rabbinico di Haifa che

impediva ai figli di una donna di stare assieme alla sua compagna.

Un articolo del 16 novembre 2001 riporta la nascita di una “nuova

tradizione”: pur senza alcun valore legale un rabbino conservativo celebra

il primo matrimonio omosessuale in Israele, secondo il rito ebraico.

Con l’inizio del 2002, iniziano ad emergere le posizioni piu ortodosse

e comunque contrarie all’ufficializzazione dell’omosessualita: i primi

articoli riportano le posizioni estremamente radicali di uno dei maggiori

rabbini di Gerusalemme che ribadisce che secondo la legge religiosa

ebraica gli omosessuali dovrebbero essere uccisi: ”Gli omosessuali e le

lesbiche sono dei malati, la loro condizione e’ un abominio che dovrebbe essere

estirpato da tutte le città del paese. Mi sto riferendo in particolare a Tel Aviv”.

L’articolo pubblicato sul quotidiano “Maariv” il 25 gennaio propone

l’opinione del Rabbino David Batzri e mette in luce la contrapposizione tra

Tel Aviv e Gerusalemme, quali citta simbolo di due approcci: quello laico

e quello religioso. Tutto il dibattito che emerge in questa cronaca puo

essere considerato su questa piu ampia linea interpretativa.

In febbraio, un appello della “Open House” tocca un ulteriore aspetto

che risente della situazione conflittuale in cui il paese e coinvolto: un

ragazzo israeliano rischia di essere arrestato con l’accusa di nascondere

illegalmente uno straniero. E il caso di una coppia, uno israeliano ed uno

palestinese, che in quanto legalmente non riconosciuta, lascia campo libero

al pregiudizio negativo nei confronti degli arabi palestinesi.

Il conflitto israelo palestinese fa costantemente da sfondo al dibattito

sull’omosessualita.

Nel 2002 si ufficializza Gerusalemme quale possibile sede del Gay

Pride per il 7 giugno. Tocchera a Sharon essere il primo capo del governo

israeliano ad incontrare la rappresentanza LGBT, condannando le

dichiarazioni omofobe di un rabbino.

La prima parata a Gerusalemme si svolge attraversando il centro della

citta con circa 400 partecipanti, non solo israeliani, ma anche palestinesi e

di altri paesi. Vi partecipa anche una delegazione italiana alla quale viene

strappato il tricolore; nonostante i freni alla manifestazione da parte del

Sindaco della citta e della polizia, anche per il rischio attentati, la

manifestazione si svolge senza intoppi. Qualche strascico lo dara

l’atteggiamento di una parte delle forze dell’ordine: in settembre i gay di

Gerusalemme sfilano per protesta davanti alla polizia a seguito di un

fermo di due giovani ragazzi accusati di essersi scambiati effusioni in

pubblico.

La fine del 2002 e caratterizzata da due fatti a valenza opposta: la

presenza del primo deputato omosessuale alla Knesset, il professor Uzi

Even, e la negazione della cittadinanza al figlio di una coppia gay

giustificata in quanto lo stato israeliano non riconosce le coppie dello

stesso sesso come una famiglia.

Oltre alla politica ed agli attivisti si muove anche il cinema: l’uscita del

film “Yossi & Jagger” nel maggio 2003 che racconta l’amore di due militari

gay in servizio sulle alture del Golan e un successo di pubblico nelle sale

di Tel Aviv, e non tanto per la qualita del film. Nonostante tocchi un

classico tabu della virilita, la mascolinita delle forze armate, esso viene

recensito anche da un periodico dell’esercito.

In Italia, nel 2003, le iniziative a sostegno dei diritti per gli

omosessuali in Israele si intrecciano con le richieste per la pace in

Palestina. Come ovvio, il conflitto nei territori e gli attacchi terroristici

rappresentano uno sfondo presente in qualsiasi dibattito che tocchi il

paese. Il rinvio nel 2003 del Gay Pride di Gerusalemme al 21 di giugno

(anziche il 7) e dovuto ad una attentato a Jaffa street che ha causato 17

vittime. Durante il 2003, Gerusalemme entra nelle cronache dei Pride

mondiali al pari della altre grandi citta occidentali, in un clima, pur nel

contesto di una situazione internazionale di crisi, sostanzialmente

tranquillo. La stima dei 200 mila partecipanti, seppur non certa, al

confronto, ad esempio, delle poche centinaia di partecipanti alla

medesima manifestazione a Zagabria, non puo non emergere come un

segnale di apertura della societa israeliana nel suo insieme. La proposta

del Comune di Tel Aviv per l’applicazione di tariffe ribassate per le coppie

omosessuali, al pari delle coppie regolarmente sposate, entrata in vigore il

15 agosto 2003, conferma la persistenza dei valori di accettazione delle

diversita paragonabili quanto meno alle altre democrazie occidentali.

La differenza tra Israele e le aree arabe circostanti emerge con forza

anche dal caso di Fuad, omosessuale palestinese, che rischia la morte se

viene rimandato nei territori palestinesi quale clandestino. La storia viene

pubblicata su Il resto del Carlino del 27 dicembre 2003. la medesima

notizia viene rilanciata durante la giornata dedicata all’omofobia religiosa

in Italia il 13 gennaio 2004.

I rabbini ortodossi rompono il tabu e prendono in esame

l’omosessualita durante il loro congresso mondiale, se non per accettarne i

diritti se non altro per tentare di inquadrare la fede si un argomento sino

ad allora non considerato. Durante un convegno organizzato a gennaio

dall’Istituto Amiel per l’addestramento rabbinico e stata inserita una

sessione specifica sull’argomento.

Il 2004, ed il terzo Gay Pride in programma a Gerusalemme per il

mese di giugno, vede aumentare il livello dello scontro tra gli attivisti e gli

ortodossi che si oppongono alla visibilita omosessuale. La violenza

dell’opposizione non si limita alle invettive contro gli organizzatori ma

coinvolge anche il sindaco di Gerusalemme, che, nonostante il suo

orientamento ortodosso, non e riuscito a vietare la parata gay. Se le parole

di un rabbino cabalista che avverte gli omosessuali della possibilita

concreta di reincarnarsi in conigli e lepri (associati alla frenesia ed alla

promiscuita sessuale) possono essere singolarmente viste solo come un

opinione fuori dal tempo, altre reazioni delle componenti piu conservatrici

della citta ne confermano il valore. Zeloti ultraortodossi hanno espresso

minacce di morte nei confronti di un membro del consiglio comunale

dichiaratosi omosessuale. Emerge anche l’ “Associazione delle madri in

stato di apprensione” le cui aderenti esternano preoccupazione nei

confronti delle persone cattive che sodomizzano i bambini piccini nei giardini

pubblici. Il lancio di uova e rifiuti contro gay e lesbiche da parte dei

militanti di destra e religiosi ortodossi ha costretto diverse volte

all’intervento le forze dell’ordine.

Il 3 luglio il Gay Pride comunque si svolge: il sindaco, nonostante la

sua avversita non riesce a proibire la manifestazione nel suo insieme: vieta

l’esposizione delle bandiere arcobaleno ma, nonostante questo, si attirera

la critica degli ortodossi a lui vicini. Le dichiarazione espresse dal sindaco

ad un’emittente radiofonica: “Questa parata non solo è un’ offesa, ma una

provocazione. Che facciano quello che vogliono in privato è già tanto, ma che

vengano a spiattelarcelo in uno dei luoghi sacri per l’umanità… Gerusalemme

non è Parigi o Londra. E’ terra sacra. Se ne avessi avuto l’utorità li avrei cacciati

tutti. ” Lo stesso Sindaco viene denunciato alla corte dei conti per non aver

pagato le spese di competenza comunale per il Gay Pride.

Dall’altra parte dell’Atlantico, sempre nel mondo ebraico, un altro

significativo sintomo di accettazione. La rabbina Lisa, donna,

omosessuale, si sposa con la sua compagna, approfittando della nuova

legge varata nel Massachusetts. Non e un caso che il loro incontro sia

avvenuto proprio a Gerusalemme, a conferma della gia citata originalita

della “nazione ebraica” che vede nella centralita della Terra Santa anche

una influenza delle comunita diasporiche sulla societa israeliana. E’

interessante notare la scelta di aggiungere il termine “Keshet” (arcobaleno)

al loro cognome: oltre ad essere uno dei simboli piu rappresentativi delle

comunita gay e anche il modo in cui Dio segnala a Mose la fine del

diluvio. Rappresenta una possibilita concreta di sintonizzare l’esegesi

biblica alla contemporaneita.

Alla fine del 2004 esce un altro film dell’israeliano Eytan Fox, dal

titolo “Camminando sull’Acqua”, nuovamente a tema omosessuale che

tocca le attivita del Mossad alla ricerca di un ex ufficiale nazista. Al di la

della qualita della pellicola e rilevante la presenza dell’omosessualita in

una chiave non perversa, nell’ambito di una attivita che aveva

caratterizzato la politica israeliana del dopoguerra. A dicembre dello

stesso anno anche la giustizia israeliana e protagonista di un’ulteriore

apertura: relativamente alle sole tasse ed al diritto ereditario i matrimoni

omosessuali sono di fatto riconosciuti.

Con il 2005 e la prospettiva della trasformazione del Gay Pride di

Gerusalemme in un World Gay Pride, le opposizioni ortodosse ed

omofobe si coalizzano facendo aumentare il livello dello scontro. Alle

aperture in senso storico del “Israel Holocaust Memorial” che dedica nella

primavera di quell’anno una mostra speciale alle vittime omosessuali del

nazismo, e caratterizzante l’insolita alleanza dei vertici delle tre religioni

monoteiste presenti in Palestina e solitamente coinvolte su fronti avversi

sul problema israelo palestinese. Alcuni rabbini capo, i vertici delle

comunita cattolica, greco ortodossa ed armena ed alcuni leader della

comunita musulmana trovano accordo sull’opposizione al World Gay

Pride in programma a Gerusalemme.

Gli argomenti proposti sono sostanzialmente i medesimi, quelli legati

allo stereotipo dell’omosessuale paragonabile ad un animale, e quindi un

“non uomo” e la sacralita del luogo. Lo Sheikh sufi Abdel Aziz Bukhari,

ad esempio, chiarisce che “Non possiamo permettere a nessuno di arrivare a

sporcare la Città Santa”.

Gli articoli riportati sono molti e diversi ed evidenziano una sempre

piu ampia internazionalizzazione del tema. Con il crescere del livello del

dibattito cresce anche la violenza dello scontro in Israele: in aprile viene

incendiato un bar frequentato da omosessuali a Gerusalemme Ovest.

Il World Gay Pride a Gerusalemme, anche a seguito delle tensioni del

conflitto israelo palestinese verra rinviato ad agosto, per poi, come World

Gay Pride essere rimandato all’anno successivo. A Tel Aviv, invece la

Love Parade115 si svolge regolarmente il 10 giugno.

Il peso delle tensioni con la controparte palestinese che porta al ritiro

unilaterale di alcune colonie ebree dalla striscia di Gaza, e effettivamente

determinante nello slittamento della manifestazione, ma e anche una

comoda scusa, anche per la sinistra politica, per non doversi scontrare

radicalmente con l’ala piu intransigente della societa israeliana. In

——————-

115 Si tratta di un termine anche usato come sinonimo del Gay Pride; nello specifico

individua il corteo finale delle celebrazioni del “Pride” che ne rappresenta l’evento piu

appariscente. I “Gay Pride” solitamente includono dibattiti, forum, convegni,

rappresentazioni teatrali o cinematografiche ed altri eventi finalizzati a coinvolgere

omosessuali e non sul tema delle discriminazioni e dei diritti.

.

parallelo alla crescita della visibilita di lesbiche e gay in Israele e nelle

comunita ebraiche diasporiche si consolidano le reazioni della

componente ortodossa.

Mentre il Sindaco di Gerusalemme, Uri Lupolianski, viene multato

dalla Corte distrettuale di Gerusalemme per aver cercato di impedire lo

svolgimento del Gay Pride, il rabbino Yosef Shalom Elyashiv offre la

disponibilita a farsene carico. Il tribunale ordina altresi l’esposizione delle

bandiere arcobaleno per le vie della citta oltre che sul municipio in

occasione della sfilata. La parata finale del Pride 2005, seppur

ridimensionata, sara caratterizzata dal ferimento a coltellate di due

manifestanti da parte di uno zelota, che precisa di “agire in nome di Dio”.

Il 2005 sara caratterizzato da altri episodi di violenza omofoba, come il

ferimento di una donna transgender il 14 agosto.

Parallelamente al dibattito sul Pride a Gerusalemme, in Italia ci si

interroga sul ruolo di civilta svolto da Israele in un contesto geografico

fortemente omofobo. La politica israeliana praticata nei confronti della

popolazione araba e avversata da una parte dei movimenti gay: in

particolare viene messa in dubbio la possibilita che Israele sia

effettivamente un rifugio per omosessuali in fuga dai territori arabi, come

sostengono i gruppi omosessuali filo israeliani. Nei fatti, a parte qualche

singolo caso, risalta maggiormente la sfiducia verso gli arabi conseguente

al conflitto che non la solidarieta di civilta finalizzata a combattere le

discriminazioni basate sul diverso orientamento sessuale. Questo pero fa

emergere anche tra i militanti italiani, in questo caso, un antisemitismo, o

meglio un antisionismo di fondo che incide sull’opinione generale alla

pari dell’antiarabismo della parte politica opposta. Il dibattito pro o contro

i diritti dei gay in Israele, anche al di fuori del paese, continua ad essere

immerso nel piu grande ambito delle tensioni israelo palestinesi.

Questo tipo di dibattito ha avuto il merito di stimolare un

approfondimento sulla situazione delle persone omosessuali in Medio

Oriente, argomento spesso oscurato dalle tensioni internazionali che

caratterizzano l’area.

Nonostante la parziale vittoria del fronte ortodosso sullo svolgimento

del Pride 2005, la componente laica della societa israeliana continua il suo

percorso. Il direttore generale del Ministero del Turismo vede negli

omosessuali (in particolare quelli che risiedono in Europa, e che possono

acquistare voli charter con 200 euro) un filone che Israele può e deve sfruttare.

L’opinione espressa il 15 novembre 2005 dal presidente della

associazione degli alberghieri di Tel Aviv, sig. Ely Ziv conferma quanto

sopra:”Gli omosessuali e le lesbiche, ha precisato, sono un pubblico di

consumatori eccezionali, a cui Tel Aviv ha molto da offrire. Abbiamo il

mare, il sole e numerosi locali”.

Su questo tono diversi articoli, mettono in luce il possibile peso

economico di una grande manifestazione come il World Gay Pride in

grado di richiamare turisti da tutto il mondo, anche se, piu che sintomo di

accettazione, ne emerge un interesse di natura economica, seppur alla base

di un processo di secolarizzazione che caratterizza anche la societa

israeliana.

Nel 2006, si struttura l’organizzazione del futuro World Gay Pride per

il quale le associazioni omosessuali annullano la tradizionale parata di Tel

Aviv al fine di concentrare tutti gli sforzi su Gerusalemme.

A gennaio 2006, l’ebreo ortodosso che aveva pugnalato tre

partecipanti al Pride viene condannato a 12 anni di carcere e la Corte

suprema compie un ulteriore passo verso l’equiparazione dei diritti dei

gay: Due lesbiche israeliane che convivono assieme ai tre bambini concepiti da

entrambe attraverso l’inseminazione artificiale si sono viste riconoscere lo status

di ‘genitore legittimo’ anche dei figli della compagna.

L’internazionalizzazione religiosa che porta con se la comunione di

intenti di cattolici, cristiani ortodossi, musulmani e la risposta

all’internazionalizzazione della manifestazione dell’orgoglio omosessuale

che con il termine “World” ambisce a ripetere il successo dell’iniziativa del

2000 a Roma. Le differenze non sono poche; pur nell’analoga “sacralita”

dei due luoghi, il potere del Vaticano espresso a Roma nel 2000 appariva

piu forte della capacita di influenza dei religiosi ebrei sulla politica

israeliana, pur con l’appoggio delle altre religioni monoteiste. Nelle

tensioni che segnano l’arrivo dell’evento le espressioni verbali a

Gerusalemme sono molto violente; una per tutte l’espressione dello

sceicco arabo israeliano Sarsur: ‘Se i gay oseranno avvicinarsi al Monte del

Tempio durante il corteo, lo faranno solo passando sui nostri cadaveri’ Anche la

contro manifestazione organizzata dal rabbino Amnon Yitzhak sembra

superare per reattivita le opinioni espresse dal Papa cattolico nel 2000. Se

in Italia sembra emergere piu un dibattito tra poteri: il Papato e la politica

ad esso sensibile o anticlericale, in Israele la struttura dello stato sembra

muoversi in una chiave piu laica, piu distaccata. Sono i movimenti

ortodossi ad emergere quali maggiori oppositori dell’evento, anche se da

un sondaggio emerge la contrarieta della maggioranza dei cittadini di

Gerusalemme alla parata, come citato in un articolo del 4 luglio 2006.

L’alto livello della tensione emerge a luglio con la promessa di una taglia:

Una taglia di 20 mila sheqel (oltre tremila euro) viene proposta oggi nelle strade

del rione ortodosso ebraico di Mea Shearim (Gerusalemme) a chiunque “provochi

la morte di una di queste persone giunte da Sodoma e Gomorra”.

La grande coalizione religiosa non riesce comunque ad evitare la

manifestazione; le viene in auto l’aumento della tensione internazionale a

seguito dell’inizio della guerra contro il Libano. La “scusa” piu che

realistica, induce gli stessi organizzatori ad accettare il ridimensionamento

dell’evento ad al confinamento della Parata finale all’interno dello stadio

dell’Universita di Givat Ram.

Prima dell’epilogo che vede sconfitte anche le associazioni

omosessuali con lo slittamento ed il ridimensionamento della

manifestazione, le fonti di informazione omosessuale non riportano molti

articoli sull’evolversi del dibattito. Come gia piu volte considerato, il

dibattito sul Pride e immerso e caratterizzato dall’acutizzarsi del conflitto

Israelo Libanese, che oltre a marginalizzare l’evento tende a dividere gli

stessi organizzatori e partecipanti. L’importanza dell’identita nazionale

israeliana di alcuni e l’appartenenza politica al pacifismo internazionale di

altri, tendono a spaccare il fronte omosessuale. Arcigay, in Italia, ad

esempio, decidera di non parteciparvi, anche per l’evidente esistenza di un

rischio fisico, oltre che per non esser parte del primo “War Pride”116 della

storia. Purtroppo per i movimenti LGBT, la “scusa” per il

ridimensionamento della parata e tragicamente reale. Nella decisione

dell’ulteriore slittamento della manifestazione ha sicuramente giocato

anche l’omofobia latente nelle forze di polizia ma in una situazione di

guerra come quella dell’estate 2006, il ruolo giocato dalla situazione

internazionale e stato senz’altro determinante. A confermarlo, ad esempio,

il tono della frase pronunciata dal Capo di Stato Maggiore delle forze

armate israeliane (IDF), Dan Halutz – “Esistono due generi – gli uomini e le

donne – e poi ci sono quelli di cui non si può sparlare

In tutta la fase preparatoria dell’evento il peso assunto dalle proteste

ortodosse non fu tale da indurre tutte le forze politiche a schierarsi pro o

contro. Con l’avvicinarsi della data del 10 novembre, lo scenario cambia,

con l’aumento della visibilita dei contrari al Pride

La violenza espressa dei gruppi contrari con le minacce palesi di

disordini nel caso della sua attuazione e la continua associazione di

Gerusalemme con Sodoma ha spinto anche i referenti politici non estremi

a schierarsi contro il Pride. In collegamento alla grave situazione di

———————————————————

116 Espressione di Renato Sabbadini, responsabile esteri di Arcigay, in un suo articolo sul

mensile “Pride” di Settembre 2006.

.

tensione internazionale in cui lo stato Israele e coinvolto viene proposta

l’interpretazione della Parata quale segno anticipatore della futura

distruzione della citta117. Un gruppo ultraortodosso minaccia anche di

lanciare contro gli organizzatori della manifestazione ma, anche contro le

forze di polizia che, seppur ai fini della tutela dell’ordine pubblico, si sono

schierate contro gli attivisti ortodossi, la “pulsa Denura”, la maledizione

che dovrebbe causare la morte del destinatario entro un anno. La

preoccupazione per una degenerazione del conflitto interno si concilia con

l’attivismo degli oppositori che reagiscono lanciando pietre contro le forze

dell’ordine, incendiando cassonetti di immondizia; c’e anche la rottura dei

vetri di una sinagoga a Gerusalemme.

Il corteo Gay raccoglie infine circa 4 mila manifestanti nell’ambito del

recinto di uno Stadio: una manifestazione monca, ma comunque avversata

fino all’ultimo dai gruppi ortodossi, con qualche tentativo di infiltrazione

nell’area dello stadio, bloccata dai 3 mila agenti dislocati nell’area; una

specie di gabbia, come ha dichiarato la figlia omosessuale del Premier

Ehud Olmeret.

L’ultima notizia in nostro possesso e del 21 novembre ed e di taglio

diametralmente opposto a quanto letto fino ad ora durante il 2006: la Corte

Suprema ha accolto (con sei pareri a favore e uno contrario) la richiesta che siano

registrati dal ministero degli interni israeliano i matrimoni di omosessuali e

lesbiche celebrati all’estero.

Il dato che emerge da questa breve cronaca di fatti relativi

all’omosessualita in Israele e la relativa continuita dell’evoluzione

normativa nei confronti dei diritti di lesbiche e gay, in particolare nel

riconoscimento sempre piu diretto della coppia gay e lesbica e della loro

possibilita di avere figli legittimi; apertura che non si ferma neanche dopo

il periodo in cui maggiori sono state le opposizioni omofobe. L’aspetto che

————————————————-

117 Cfr. l’articolo scritto da Paola Caridi il 31 ottobre 2006 –Fonte http://www.lettera22.it.

.

sembra determinare maggiormente la contrapposizione dei gruppi

conservatori all’omosessualita e la visibilita esibita, identificata con il Gay

Pride. Anche in Italia il Pride viene identificato e come tale proposto dalla

stampa: l’immagine piu ricorrente e una parata uomini poco virili coperti

di lustrini. L’enfasi dell’aspetto coreografico copre i dibattiti e gli altri

eventi che seppur meno appariscenti, potrebbero rappresentare, anche per

la comune opinione pubblica, un approccio rispettabile seppur ad un tema

caratterizzato da forti tabu.

Elenco delle fonti stampa

Tutte le fonti utilizzate in questa analisi e riportate nell’elenco

successivo sono state individuate nella rete.

La fonte piu utilizzata e stata il sito http://www.gaynews.it, un portale

dedicato all’informazione sull’omosessualita che dedica una parte delle

sue attenzioni anche alla cronaca estera; riporta frequentemente articoli

pubblicato da quotidiani italiani ed esteri, spesso traducendo i testi in

lingua italiana. Analogamente a questo sito anche l’uso di un altro portale

informativo italiano http://www.gay.it.

Sono state anche individuati due organi di stampa israeliani dedicate

all’omosessualita on line:

MAGAIM (www.magaim.co.il)

ISRAEL UPDATE ( non trovato )

Il primo sito e pubblicato il lingua ebraica ed ai fini di questo lavoro

non e stato possibile utilizzarlo. Il secondo, purtroppo, non siamo riusciti a

rintracciarlo come portale autonomo anche se la ricerca del termine “Israel

update” ha messo in risalto alcuni organi di stampa israeliani ma nessuno

di questi ufficialmente omosessuali.

Nel lungo elenco di articoli esaminati, tra le fonti israeliane, seppur

riportate indirettamente dalle agenzie, la maggior parte provengono dal

Jerusalem Post; poche dal quotidiano Haaretz. Il tentativo di

approfondimento su quest’ultimo quotidiano e stato reso vano dalla

scarsa disponibilita, on line, delle fonti d’archivio. Comunque diversi

articoli in lingua inglese non riportano la fonte originale e, pertanto, in

questo elenco e stata inserita solo la fonte italiana secondaria, di norma

GayNews: probabilmente la fonte primaria e da riscontrarsi nella stampa

israeliana.

Gli articoli sono ordinati cronologicamente a partire dal piu recente.

Israele. La corte suprema riconosce i matrimoni gay celebrati all’estero L’appello

era stato presentato da cinque coppie di omosessuali sposatesi anni fa in Canada

GayNews.it Pubblicato giovedi 11 febbraio 2006 –Fonte Ansa

Jerusalem’s Pride Divide

Israel Hasbara Committee: pubblicato il 24 novembre 2006

La chiesa ortodossa e la Chiesa cattolica alleate contro il laicismo Il metropolita

russo Kirill: “Quando fu fatta la dichiarazione dei diritti umani, nessuno, nel

peggiore degli incubi, avrebbe potuto immaginare una Gay Parade a

Gerusalemme”

GayNews.it Pubblicato lunedi 20 novembre 2006 –Fonte Ansa

Milano. Proiezione di “Fuori Fuoco”, l0omosessualita in medio-oriente A seguire

il dibattito: Anche in Israele e in Palestina, tra guerra e pace, oltre l’omofobia

GayNews.it Pubblicato martedi 14 novembre 2006 –Fonte Ansa

La figlia lesbica di Olmert alla radio israeliana ≪Il mio amaro Gay Pride,

sembrava di stare in gabbia≫ In una rara intervista una figlia del premier Ehud

Olmert ha descritto le proprie sensazioni quando venerdi ha preso parte assieme

alla propria compagna alla manifestazione del Gay Pride a Gerusalemme

GayNews.it Pubblicato lunedi 13 novembre 2006 –Fonte L’Unita

Il ≪pride≫ in Israele non e un lusso Gianni Rossi Barilli risponde a Michele Serra

che sostiene che “la democrazia non si esporti con le paillettes”

GayNews.it Pubblicato sabato 11 novembre 2006 –Fonte Il Manifesto

Gay Pride, a Gerusalemme vince la tolleranza La manifestazione allo stadio si e

svolta senza incidenti. Fermato un gruppo di ultraortodossi

GayNews.it Pubblicato sabato 11 novembre 2006 –Fonte L’Unita

ISRAELE: GAY PRIDE,NON C’E’ STATA BATTAGLIA GERUSALEMME

MANIFESTAZIONE SENZA INCIDENTI SERI, CONTESTATA DA RELIGIOSI

GayNews.it Pubblicato venerdi 10 novembre 2006 –Fonte Ansa

Serra. Gerusalemme: “La democrazia non si esporta con le paillettes” L’idea di

fare la sfilata del gay-pride a Gerusalemme, a quanto pare rientrata dopo

opportuna riflessione, era generosa nelle intenzioni ma un tantino indelicata nella

pratica

GayNews.it Pubblicato venerdi 10 novembre 2006 –Fonte la Repubblica

Israele. Al via il gay Pride al chiuso 3000 agenti per garantire la sicurezza

GayNews.it Pubblicato venerdi 10 novembre 2006

Torino. Questa sera documentario sulla realta glbt in Israele In tre episodi viene

raccontato il difficile confronto tra diverse identita politica, ideologica, religiosa e

sessuale

GayNews.it Pubblicato venerdi 10 novembre 2006

Una iettatura mistica ferma il gay pride a Gerusalemme Israele. Fanatici

invocano la kabbalah contro l’orgoglio omosex

GayNews.it Pubblicato venerdi 10 novembre 2006 –Fonte Il Riformista

PRIDE/ FONTI VATICANE RIBADISCONO: RISPETTARE GERUSALEMME

Ieri proteste, oggi decisione di spostare parata in stadio

GayNews.it Pubblicato giovedi 09 novembre 2006 –Fonte APCOM

Israele. Annullato il gay pride Gli organizzatori terranno in alternativa una

manifestazione al chiuso, uno stadio o un campus universitario

GayNews.it Pubblicato giovedi 09 novembre 2006 –Fonte ADN Kronos

Cappato: “Al gay pride di Gerusalemme per la laicita” “Contro quell’Unione dei

fondamentalismi che – tanto da Gerusalemme, quanto da Roma, dalla Mecca e

dagli altri centri di potere clericale – e oggi la piu grande minaccia per la pace e la

liberta”

GayNews.it Pubblicato giovedi 09 novembre 2006

Grillini: “Brutale ingerenza del Vaticano” Arcigay: scandaloso che, come avvenne

a Roma nel 2000, anche in occasione del secondo World Pride, che si terra tra

pochi giorni a Gerusalemme, il Vaticano prema le istituzioni statali per un divieto

GayNews.it Pubblicato giovedi 09 novembre 2006 – Fonte ANSA

Gerusalemme. La polizia chiede il rinvio del gay pride “Possiamo aspettare un

settimana se oggi la situazione della sicurezza non lo permette”

GayNews.it Pubblicato giovedi 09 novembre 2006 –Fonte La Repubblica

Gerusalemme, Vaticano contro il gay pride “Grave affronto per milioni di ebrei”.

L’Arcigay: “Scandalose pressioni da Roma”

GayNews.it Pubblicato giovedi 09 novembre 2006 –Fonte La Repubblica

Israele. La strada per i nostri diritti in Israele e ancora lunga Reluca Gana,

portavoce di Open House, l’associazione che organizza il corteo: siamo ottimisti

perche esiste ancora uno stato di diritto. Agli ortodossi dico: una societa

pluralista si costruisce sull ….

GayNews.it Pubblicato mercoledi 08 novembre 2006 –Fonte Il Manifesto

Israele. Sassi contro il sindaco di Gerusalemme Non ha fatto abbastanza per

impedire il gay pride

GayNews.it Pubblicato mercoledi 08 novembre 2006 –Fonte Ansa

Israele. Gay Parade accende “intifada” degli zeloti Da una settimana ormai tutte

le notti il celebre quartiere degli zeloti a Mea Sharim, nel cuore di Gerusalemme,

vive ore di rivolta

GayNews.it Pubblicato martedi 07 novembre 2006 –Fonte Ansa

Israele. Gli ultraortodossi bloccano l’autostrada per protesta Dieci arresti della

polizia

GayNews.it Pubblicato martedi 07 novembre 2006

Israele. Gli ultraortodossi minacciano la maledizione “pulsa denura” Fu proferita

contro Rabin prima del suo assassinio

GayNews.it Pubblicato martedi 07 novembre 2006 –Fonte ADN Kronos

Israele. La polizia propone percorsi alternativi per il gay pride Otto ministri su

tredici si oppongono alla sua realizzazione nella Citta Santa

GayNews.it Pubblicato lunedi 06 novembre 2006

Israele. La procura non vieta il corteo Nonostante la minaccia di disordini da

parte degli ultra-ortodossi

GayNews.it Pubblicato lunedi 06 novembre 2006 –Fonte “APC”

ISRAELE: GAY PRIDE, CASSONETTI A FUOCO MENTRE SI MOLTIPLICANO

PROTESTE Si aggravano le proteste degli ebrei ultra-ortodossi contro il ‘World

Gay Pride’

GayNews.it Pubblicato venerdi 03 novembre 2006

La Gerusalemme liberata Fa discutere il gay pride in agenda il 10 novembre

prossimo. Ma contro la sfilata dell’orgoglio omosessuale le tre comunita religiose

si sono unite

GayNews.it Pubblicato il 3 novembre 2006 –Fonte http://www.lettera22.it

Gay pride, tensione a Tel Aviv Imbrattata una sinagoga

GayNews.it pubblicato il giovedi 02 novembre 2006

ISRAELE: INCIDENTI PER PROTESTA ORTODOSSI CONTRO PARATA GAY

Al grido di ”Gerusalemme non sara’ Sodoma e Gomorra”

GayNews.it pubblicato il mercoledi 01 novembre 2006 –Fonte “ansa”

Israele. Religiosi in piazza con mucche e asini contro il pride “Una parata di

bestie, perche le azioni di queste persone sono bestiali”

GayNews.it pubblicato il martedi 31 ottobre 2006

ISRAELE: DENUNCIA DEGLI ORGANIZZATORI GAY PRIDE PER

INCITAMENTO ALL’OMICIDIO Denunciati il portavoce del Sinedrio e il leader

dell’estrema destra

GayNews: pubblicato venerdi 27 ottobre 2006

ISRAELE: GAY PRIDE, ULTRA-ORTODOSSI MINACCIANO CORTEI DI

PROTESTA Il partito ultra-ortodosso ‘United Torah Judaism’ sta organizzando

un contro-corteo lungo lo stesso tragitto della manifestazione dell’orgoglio

omosessuale

GayNews: pubblicato giovedi 26 ottobre 2006

Gerusalemme. Proteste dei rabbini per il gay pride La manifestazione si terra il 10

novembre prossimo

GayNews: pubblicato martedi 17 ottobre 2006

Israele. Dopo una battuta omofoba il generale Halutz incontra i gay I militanti

presenteranno ad Halutz un rapporto sulle decine di casi di omofobia che

avvengono annualmente fra le fila delle forze armate

GayNews: pubblicato martedi 03 ottobre 2006

La battaglia dei gay israeliani Gli omosessuali vincono il primo round contro il

sindaco di Gerusalemme: la Corte Suprema dice si al pride, che si fara il prossimo

10 novembre

GayNews: pubblicato martedi 19 settembre 2006 –Fonte “il Manifesto”

Gerusalemme. Il gay pride si terra il 10 novembre Lo ha deciso la Corte suprema

GayNews: pubblicato il lunedi 18 settembre 2006

Israele. Gay pride, allarme violenze Gli ebrei ortodossi mobilitati durante la

manifestazione

GayNews: pubblicato il lunedi 18 settembre 2006 –Fonte “ansa”

ISRAELE: MOVIMENTO OMOSESSUALE SI APPELLA A CORTE SUPREMA

PER DATA GAY PRIDE La decisione di tenere il raduno mondiale omosessuale

nella Citta Santa ha provocato nei mesi scorsi grandi polemiche

GayNews: pubblicato il venerdi 15 settembre 2006

Quest’anno, non a Gerusalemme Diverse associazioni, tra cui Arcigay, hanno

rinunciato a partecipare a quello che e stato forse il primo “war pride” della storia

GayNews: pubblicato il giovedi 14 settembre 2006 –Fonte “Pride”

Gerusalemme. Contraddizioni della citta tra guerra e pace. Il World gay pride

ridimensionato ma non cancellato. E mentre il 24 enne volontario italiano veniva

accoltellato , il suo coetaneo studente torinese Daniele Salaris stava

videoriprendendo il presidio gaylesbico. Ecco la sua corrispondenza

GayNews: pubblicato il venerdi 11 agosto 2006

Israele. Rimandato a data da destinarsi il World Pride di Gerusalemme La causa

e la grave situazione di guerra in corso

GayNews: pubblicato il venerdi 21 luglio 2006

Israele. Ultraordtodossi in marcia contro il gay pride La coalizione di religione

monoteiste non e riuscita a far annullare la manifestazione

GayNews: pubblicato il venerdi 21 luglio 2006

World pride. L’estate prossima a Gerusalemme? Se la situazione non dovesse

migliorare e l’attuale conflitto non dovesse cessare nelle prossime due o tre

settimane, sara inevitabile annullare la manifestazione.

GayNews: pubblicato il martedi 18 luglio 2006

Gerusalemme. 3000 euro a chi uccide un gay Di matrice ultraortodossa il poster

che promette la taglia

GayNews: pubblicato il martedi 11 luglio 2006 –Fonte “ansa”

WORLD GAY PRIDE: ARABI ED EBREI CONTRO PARATA A

GERUSALEMME banale desiderio esibizionista

GayNews: pubblicato il martedi 04 luglio 2006 –Fonte “ASCA”

Leader religiosi contro il World Pride di Gerusalemme Ancora una volta cristiani

evangelici, rabbini ortodossi e religiosi islamici hanno unito le forze per fare

pressioni sul governo

GayNews: pubblicato il giovedi 29 giugno 2006 –Fonte “il Corriere della Sera”

Israele: Ebrei e Musulmani alleati contro Gay Parade Gerusalemme Un anno

dopo la prevista manifestazione mondiale dell’orgoglio gay a Gerusalemme,

annullata all’ultimo momento perche coincideva con il ritiro dalla Striscia di Gaza

GayNews.it pubblicato venerdi 23 giugno 2006

ISRAELE. RABBINI CONTRO GAY, UNA MARCIA CONTRO IL WOLDPRIDE

Osservanti sfileranno a Gerusalemme per condannare omosessuali

GayNews.it pubblicato venerdi 28 aprile 2006 –Fonte “APC”

ISRAELE: ANNULLATO GAY PRIDE A TEL AVIV All’origine della decisione la

volonta di evitare che il Gay Pride coincidesse con il ritiro israeliano dalle colonie

di Gaza e parte della Cisgiordania

GayNews.it pubblicato venerdi 28 aprile 2006

Israele. Tel Aviv aspira a diventare capitale dei gay Per attirare turisti

GayNews.it pubblicato giovedi 20 aprile 2006–Fonte “ansa”

STORICA COPPIA AVVOLTOI GAY SI LASCIA PER DUE FEMMINE GROSSI

TITOLI IN ISRAELE PER VITA SENTIMENTALE YEHUDA E DASHIK

GayNews.it pubblicato mercoledi 15 febbraio 2006–Fonte “ansa”

ISRAELE: A COPPIA LESBICHE RICONOSCIUTO STATUS DI GENITORE La

decisione rappresenta un passo significativo verso una legge sulle unioni gay

GayNews.it pubblicato lunedi 13 febbraio 2006 –Fonte “ansa”

Pugnalo tre partecipanti al gay pride di Gerusalemme 12 anni di carcere ad ebreo

ortodosso

GayNews.it pubblicato il mercoledi 08 febbraio 2006 –Fonte “ansa”

ISRAELE: AGGREDI’ TRE GAY DURANTE PARATA, CONDANNATO

ULTRA-ORTODOSSO Shlisel aveva dichiarato di aver agito “per conto di Dio per

impedire un simile abominio”

GayNews.it pubblicato il martedi 31 gennaio 2006

Gesu era gay? La riflessione di un lettore

GayNews.it pubblicato il mercoledi 28 dicembre 2005 –Fonte “365.com”

Il Papa all’attacco dei Pacs: “Sono un falso matrimonio” Pubblichiamo la rassegna

delle maggiori testate nazionali che riportano l’attacco ai Pacs di Benedetto XVI

davanti ai Vescovi

Gay News: Rassegna Stampa

Corriere – Il Papa contro pillola del giorno dopo e aborto: e male intrinseco

Giornale

Liberazione – Ratzinger Nuova reprimenda su aborto e famiglia. Ai polacchi:

finita l’epoca Solidarnosc

Libero – PAPA CONTRO L’ABORTO

Mattino – Coppie di fatto e aborto, il Papa all’attacco

Messaggero – Aborto e matrimoni, il monito del Papa Benedetto XVI: ≪No

all’eliminazione dell’embrione e alle nuove forme di unione≫

Secolo XIX – VATICANO Nel messaggio ai vescovi dell’America Latina i temi al

centro del dibattito politico italiano

Repubblica – Discorso di Ratzinger ai vescovi dell’America Latina. L’interruzione

di gravidanza definita “crimine” contro l’esistenza ‘

La stampa – DISCORSO Al VESCOVI BENEDETTO XVI SE LA PRENDE CON

LA SECOLARIZZAZIONE E I SUOI PERICOLI

Il Tempo – Benedetto XVI landa un nuovo affondo su matrimonio, ≪patrimonio

dell’umanita≫, e aborto, ≪male intrinseco≫ della societa

Unita – Il Papa contro la Ru-486: ≪La scienza e una minaccia

Israele: Vita di un ambasciatore gay Si racconta il capo della missione

diplomatica danese nello stato ebraico

GayNews: pubblicato il giovedi 01 dicembre 2005 –Fonte “ansa”

ISRAELE: ‘TEL AVIV LA ROSA’ VUOLE TURISTI OMOSESSUALI

ATTENDONO I GAYS TANTI LOCALI, TOLLERANZA E CLIMA MITE

GayNews: pubblicato il martedi 15 novembre 2005 –Fonte “ansa”

Intervista ad un palestinese “Pride” nel 2003 pubblicava una testimonianza sulla

vita clandestina dei gay palestinesi in Israele

GayNews: pubblicato il venerdi 11 novembre 2005 –Fonte “Pride”

Padova. Ecco gli omosessuali ebrei A Padova esiste anche un gruppo di gay

ebrei. Si chiama ≪Etz Cahol≫ che, tradotto dall’ebraico, vuol dire ≪albero

azzurro≫.

GayNews: pubblicato il domenica 06 novembre 2005 –Fonte “Il Mattino di

Padova”

Benvenuti in Israele? Da tre anni circola una notizia, che riappare almeno un paio

di volte all’anno (l’ultima, ad agosto): i gay fuggono dalla Palestina, dove sono

condannati a morte, e trovano rifugio in Israele…

GayNews: pubblicato il venerdi 04 novembre 2005 –Fonte “Pride”

ATTACCO TRANSFOBICO IN ISRAELE Una donna transgender e stata

seriamente ferita nella notte del 14 agosto a Tel Aviv

GayNews: pubblicato il giovedi 25 agosto 2005

ISRAELE: AGGRESSIONE GAY PRIDE, INCRIMINATO ZELOTA Lo zelota

confessa: “Volevo uccidere in nome di Dio”

GayNews: Pubblicato il martedi 05 luglio 2005 –Fonte “ansa”

Gerusalemme. Violenza al corteo degli omosessuali Due manifestanti feriti a

coltellate durante il Gay Pride nel centro della citta. Arrestato un militante di

estrema destra

GayNews: Pubblicato il venerdi 01 luglio 2005 –Fonte “Il Manifesto”

Scontri al Gay Pride di Gerusalemme: 2 feriti Assolto di ebrei ultra ortodossi. Un

uomo con un coltello contro il corteo: arrestato.

GayNews: pubblicato il giovedi 30 giugno 2005

Israele: Un rabbino si e offerto di pagare la multa al sindaco antigay Il sindaco ha

declinato l’offerta

GayNews: pubblicato il lunedi 27 giugno 2005

Sindaco di Gerusalemme multato perche voleva impedire la sfilata del gay pride

Il sindaco ultraortodosso di Gerusalemme, Uri Lupolianski, dovra pagare una

multa di 5.300 euro di tasca propria per aver cercato di impedire lo svolgimento

del Gay Pride

GayNews: pubblicato il lunedi 27 giugno 2005 –Fonte “il Corriere della Sera”

Da Berlino a Parigi Gay contro il Pontefice “Smetta di dare ordini” Mobilitazione

ancora una volta straordinaria a Parigi per la “Marche des fiertes homosexuelles”:

erano 300.000 secondo la prefettura

GayNews: pubblicato il domenica 26 giugno 2005 –Fonte “L’Arena di Verona”

ISRAELE: GAY, SCONTRO SU PARATA A GERUSALEMME PREVISTA PER 30

GIUGNO, SINDACO CITTA’ SANTA VUOLE VIETARLA, ma il ministro degli

interni laburista appoggia la manifestazione

GayNews: pubblicato il sabato 25 giugno 2005 –Fonte “ansa”

Israele. Polemiche sul Gay pride Il sindaco non autorizza la marcia. Gli

organizzatori: “Sfileremo il 30 giugno”

GayNews: pubblicato il giovedi 23 giugno 2005 –Fonte “ansa”

ISRAELE: TEL AVIV PARALIZZATA DA LOVE PARADE Due settimane fa la

comunita’ omo-lesbica di Gerusalemme aveva annunciato a malincuore di aver

annullato una sfilata internazionale che doveva avere luogo in quella citta’

GayNews: pubblicato il venerdi 10 giugno 2005 –Fonte “ansa”

GERUSALEMME, ANNULLATA GAY-PARADE INTERNAZIONALE Proprio

negli stessi giorni le forze armate israeliane saranno impegnate nello sgombero

forzato di migliaia di coloni dalla striscia di Gaza

GayNews: pubblicato il domenica 15 maggio 2005 –Fonte “ansa”

ISRAELE: ANCHE PERES CONTRARIO AL JERUSALEM GAY PRIDE 2005 Lo

ha definito incomprensibile

GayNews: pubblicato il giovedi 05 maggio 2005

ISRAELE: GAY PRIDE, INCENDIATO BAR OMOSESSUALI A GERUSALEMME

Gli incendiari hanno tentato di bruciare il bar ‘Shushan’ ma hanno provocato

solamente piccoli danni

GayNews: pubblicato il lunedi 25 aprile 2005 –Fonte “ansa”

Religiosi uniti contro il Gay Pride E’ un’offesa per Gerusalemme Ebrei,

musulmani e cristiani insieme per fermare il raduno

GayNews: pubblicato il venerdi 01 aprile 2005 –Fonte “il Corriere della Sera”

GERUSALEMME, RELIGIONI UNITE CONTRO IL GAY PRIDE L’iniziativa

annunciata nella Citta Santa per il prossimo agosto

GeyNews: pubblicato il giovedi 31 marzo 2005–Fonte APC

ISRAELE: ALLEANZA ISLAM-EBREI-CRISTIANI CONTRO GAY PARADE

Lanciata una campagna mondiale interreligiosa contro la ‘Gay Parade’.

GayNews: pubblicato il giovedi 24 marzo 2005

Gerusalemme: Al Nuovo Museo dell’Olocauso una esibizione speciale dedicata

alle vittime gay del nazismo – Notizia in inglese The inclusion of gays was not

part of the original plan.

GayNews: pubblicato il mercoledi 16 marzo 2005 –Fonte 365Gay.com

ISRAELE: RICONOSCIUTI DI FATTO MATRIMONI OMOSESSUALI PER

QUANTO RIGUARDA TASSE ED EREDITA’

GayNews: Pubblicato il mercoledi 08 dicembre 2004 – Fonte “ansa”

≪CAMMINANDO SULL’ACQUA≫ Cinema Novita: Omosex e spie nel rebus

mediorientale

GayNews: pubblicato il domenica 21 novembre 2004 – Fonte “il Mattino”

Concluso il primo Gay Mediterranean Expo a Catania L’On.le Grillini, nel suo

intervento, ha sottolineato l’importanza culturale della manifestazione ed il

movimento di persone promosso dal Pegaso in questa occasione

GayNews: pubblicato il lunedi 16 agosto 2004

EX AMANTE GOVERNATORE NEW JERSEY: NON SONO GAY, MI

MOLESTO’ Golan Cipel nega di averlo ricattato per rimanere in silenzio e accusa

il Governatore Mc Greevey di molestie sessuali

GayNews: pubblicato il lunedi 16 agosto 2004 – Fonte “APC”

Israele, guerra degli integralisti al Sindaco per il gay pride I religiosi ortodossi gli

rinfacciano la 3^ edizione della manifestazione svoltasi il 3 luglio scorso

GayNews: Pubblicato il domenica 18 luglio 2004–Fonte “ADN KRONOS”

“Io, rabbina e gay, finalmente sposa” Il rabbino Lisa per anni ha unito in

matrimonio decine di coppie: e qualche settimana fa, finalmente, e toccato a lei

sposarsi, dopo nove anni di convivenza.

GayNews: Pubblicato il sabato 10 luglio 2004 –Fonte “il Corriere della Sera”

Il sindaco di Gerusalemme alla radio: gay pride e un insulto il sindaco, ebreo

ortodosso , denunciato alla corte dei conti perche non paga le spese di

competenza del comune per il gay pride

GayNews: pubblicato il martedi 08 giugno 2004

≪Gerusalemme come Sodoma≫. Integralisti religiosi contro il gay pride in Israele

Questo l’incendiario grido di allarme lanciato ieri dagli ambienti rabbinici piu

esasperati in occasione della 3a edizione della “Gay Parade” degli omosessuali

della citta.

GayNews: pubblicato il sabato 05 giugno 2004 –Fonte “La Sicilia”

ISRAELE: GAY PARADE GERUSALEMME, POLIZIA IN ALLERTA

FERMENTO FRA I RABBINI, ‘OMOSSESUALI RINASCERANNO COME

CONIGLI’

GayNews: pubblicato il giovedi 03 giugno 2004 – Fonte “ansa”

ISRAELE: GAY PARADE GERUSALEMME, SINDACO MINACCIATO DI

MORTE LO AFFERMA IL QUOTIDIANO YEDIOT AHRONOT

GayNews: pubblicato il giovedi 03 giugno 2004 – Fonte “ansa”

Israele si prepara al gay pride tra minacce di attentati dei fanatici ebrei e

musulmani Quest’anno il pride si terra a Gerusalemme in previsione del World

Pride del prossimo anno

GayNews: pubblicato il martedi 01 giugno 2004

Intrafada, la guerra civile in Palestina che colpisce anche i gay Da L’opinione. Un

articolo sulla mancanza di diritti civili nell’aera palestinese

GayNews: pubblicato il martedi 18 maggio 2004

George Mosse, lo storico taumaturgo Al centro della sua vita, la cultura ebraicotedesca,

il nazismo, la fuga, l’omosessualita. ≪Di fronte alla storia≫,

un’autobiografia per Laterza

GayNews: Pubblicato il sabato 21 febbraio 2004 –Fonte “Il Manifesto”

A Roma, in Vaticano, la manifestazione commemorativa e di protesta in ricordo

di Alfredo Ormando Dopo sei anni fiori davanti al Vaticano e dura condanna

dell’omofobia vaticana

GayNews: Pubblicato il mercoledi 14 gennaio 2004 –Fonte “ansa”

“L´omosessualita esiste” la svolta dei rabbini ortodossi Gerusalemme, per la

prima volta i religiosi discutono i problemi di fedeli gay e lesbiche

GayNews: pubblicato il domenica 04 gennaio 2004 –Fonte “la Repubblica”

Cronologia 2003, cos’e successo nel mondo gay vittorie e sconfitte del movimento

gay nel mondo.

GayNews: pubblicato il lunedi 29 dicembre 2003

Fuad, Il palestinese condannato a morte ≪Si, amo un ebreo≫ Il caso. I genitori

vogliono ammazzarlo. Chi vuole scrivere ai genitori puo farlo attraverso Il Resto

del Carlino .

GayNews: pubblicato il domenica 28 dicembre 2003 –Fonte “Il Resto del carlino”

Tel Aviv: asili, musei, piscine, scontati per famiglie omosessauli Bastera che un

notaio certifichi la convivenza delle due persone

GayNews: pubblicato il venerdi 01 agosto 2003 –Fonte “il Corriere della Sera”

Gay pride, milioni in piazza dall’Europa a Gerusalemme Oltre mezzo milione di

persone a Parigi e Berlino, dove i sindaci hanno marciato con i cittadini. Prima

marcia in Paraguay, grandi folle in Brasile per ricordare il 28 giugno del 1969

GayNews: pubblicato il domenica 29 giugno 2003 –Fonte “il Nuovo”

GAY PRIDE: FIUMI DI FOLLA PER I CORTEI IN EUROPA 700 mila a Parigi, 600

mila a Berlino, 850 mila in Brasile….

GayNews: pubblicato il sabato 28 giugno 2003

Domani si terra il Pride di Gerusalemme Sara dedicato all’ativista gay Alan Beer

morto nell’attentato kamikaze della settimana scorsa

GayNews: pubblicato il giovedi 19 giugno 2003

RINVIATO IL GAY/LESBIAN/TRANSGENDER PRIDE DI GERUSALEMME;

QUEER FOR PEACE INCONTRA MUSTAFA BARGOUTHI

GayNews: pubblicato il venerdi 13 giugno 2003

Baripride. Una iniziativa di pace dei Verdi per la Palestina Dopo i gravi fatti di

Gerusalemme e la morte di un organizzatore gay del pride pubblichiamo un

resoconto dell’iniziativa dei Verdi in occasione del Baripride

GayNews: pubblicato il giovedi 12 giugno 2003

≪Yossi & Jagger≫, da Israele il film “scandalo” Oggetto del film e la storia vera

dell’amore di due militari israeliani in una base militare ai confini col Libano

GayNews: pubblicato il lunedi 02 giugno 2003 – Fonte “La Gazzetta del Sud”

Gay, lesbiche e trans per la Palestina Iniziativa presentata presso la Camera dei

deputati

GayNews: pubblicato il giovedi 29 maggio 2003

Medio Oriente: Missione di pace in Palestina per gay e lesbiche Delegazione

italiana partira il 10 giugno

Gay News: pubblicato il mercoledi 28 maggio 2003

Da venerdi sugli schermi “Yossi & Jagger” Il film israeliano racconta l’amore gay

tra due militari sulle alture del Golan

GayNews: pubblicato il mercoledi 28 maggio 2003

Un amore gay, tra M-16 e hezbollah PERCHE UN PICCOLO FILM DI GUERRA

STA COMMOVENDO ISRAELE

Gay News: pubblicato il giovedi 01 maggio 2003 –Fonte ”Il Riformista”

Israele: Parlamentare gay israeliano cade alle primarie Ha poche possibilita di

essere riconfermato

Gay News: pubblicato il giovedi 12 dicembre 2002

Israele ha il suo primo parlamentare apertamente gay Violente reazioni da parte

dei partiti ultraortodossi

GayNews: pubblicato il giovedi 26 settembre 2002

Israele, primo deputato gay alla Knesset Uzi Even, omosessule dichiarato,

prendera il posto di un collega del partito della sinistra sionista. All’annuncio, e

scoppiata la rabbia degli ultraortodossi: “E’ una vergogna per Israele”.

Gay News: Pubblicato il giovedi 26 settembre 2002 – Fonte “il Nuovo”

Israele nega cittadinanza figlio coppia gay Lo stato non riconosce come famiglia

coppie dello stesso sesso

Gay News: pubblicato il martedi 24 settembre 2002

I gay di Gerusalemme sfilano contro la polizia La polizia avrebbe insultato e

trattenuto illegalmente due ragazzi scoperti in atteggiamenti affettuosi

Gay News: pubblicato il martedi 10 settembre 2002

Primo gay pride a Gerusalemme

Gay News: pubblicato il mercoledi 12 giugno 2002

MO: MARCIA GAY, STRAPPATO TRICOLORE DELEGAZIONE ITALIANA

INIZIATIVA SIMBOLICA DI FRONTE CHIESA SANTO SEPOLCRO

Gay News: pubblicato il sabato 08 giugno 2002

Polizia in allerta per gay pride a Gerusalemme Si temono attentati dei palestinesi

e aggressioni da parte degli ultraortossi israeliani

Gay News: pubblicato il venerdi 07 giugno 2002

Veltroni scrive a Arcigay per sostenere il Pride di Gerusalemme Pubblichiamo la

lettera del Sindaco di Roma al segretario nazionale Arcigay Mancuso a supporto

del Gay Pride di Gerusalemme definito “un evento di speranza per tutte le

comunita li residenti”

Gay News: pubblicato il giovedi 06 giugno 2002

19 deputati italiani sostengono il gay pride di Gerusalemme Grillini:”Le forze

politiche laiche israeliane hanno dovuto fronteggiare le reazioni violente dei

partiti religiosi”

GayNews: pubblicato il giovedi 06 giugno 2002

Arcigay al 1° Gay Pride di Gerusalemme una delegazione italiana di Arcigay

partecipera al 1° Gay Pride della storia di Gerusalemme, citta sacra alle tre

principali religioni monoteistiche

GayNews: pubblicato il mercoledi 05 giugno 2002

MO: ISRAELE, SCANDALO A GERUSALEMME PER LA PRIMA GAY PARADE

RABBINI INDIGNATI, MUNICIPIO PER ORA NON FINANZIA SFILATA

GayNews: pubblicato il lunedi 03 giugno 2002

ISRAELE DEFINISCE “INQUIETANTE” SUCCESSO DI LE PEN Nell’editoriale

del Jerusalem Post si legge che “Jean Marie Le Pen e anti arabo, anti gay, anti

Europa”

GayNews: pubblicato il lunedi 22 aprile 2002

Gerusalemme. Sharon incontra i gruppi gay Soddisfazione espressa dai leader

delle organizzazioni gay, “specialmente in un momento in cui i diritti umani sono

minacciati”.

Gaynews.it: mercoledi 17 aprile 2002 Fonte – Political Council for Gay Rights in

Israel

Il 7 giugno il Gay Pride sara celebrato anche a Gerusalemme L’evento si

aggiungera alla tradizionale manifestazione di Tel Aviv. Attese 50.000 persone.

Previsto anche un concorso letterario gay in arabo.

Gaynews.it: pubblicato il mercoledi 17 aprile 2002

Israele. Coppia gay mista rischia la deportazione, un appello Appello Urgente.

Una coppia gay, l’uno palestinese, l’altro israeliano, corre il pericolo di essere

arrestata e deportata.

Gaynews.it: pubblicato il venerdi 15 febbraio 2002

Israele. Per un rabbino ci vorrebbe la pena di morte per i gay David Batzri uno

dei maggiori rabbini di Gerusalemme, ha detto che secondo la legge religiosa

ebraica gli omosessuali dovrebbero essere uccisi.

GayNews: pubblicato il lunedi 28 gennaio 2002 Fonte “City”

Rabbino dichiara: “Gli omosessuali dovrebbero essere uccisi” Unanime condanna

da politici e religiosi israeliani

Gaynews.it: pubblicato il giovedi 24 gennaio 2002

Nozze gay benedette dal rabbino Una nuova tradizione, insolita e innovativa sta

avvenendo in campo di matrimoni ebraici: coppie omosessuali sposate dal

rabbino, secondo la tradizione e tutte le leggi previste dalla Torah

Gaynews.it: pubblicato il sabato 17 novembre 2001 – Fonte “il Nuovo”

Egitto, gogna e processo per 52 gay I giornali hanno pubblicato foto e dettagli.

Contro gli omosessuali un clima da caccia alle streghe

Gaynews.it: pubblicato il lunedi 03 settembre 2001 Fonte “Corriere della Sera”

Egitto, giro di vite contro le notti gay 52 giovani arrestati

GayNews: Pubblicato il mercoledi 11 luglio 2001 – Fonte “il Mattino”

Israele: lesbiche esultano per sentenza dell’alta corte di giustizia E’ stata respinta

una sentenza di un tribunale rabbinico che impediva ad una delle donne di

vedere i figli dell’altra

Redazione di Gay News .it: pubblicato il mercoledi 21 marzo 2001

Israele: oggi corteo gay e lesbico in sostegno di Barak Omosessuali e lesbiche

sfileranno venerdi in corteo a Tel Aviv nella “marcia dell’orgoglio gay” per

sostenere la candidatura di Ehud Barak a premier nelle elezioni del 6 febbraio.

Redazione di Gay News: pubblicato il venerdi 02 febbraio 2001

Israele: a 16 anni l’eta del consenso per i rapporti omosessuali L’associazione

israeliana di omosessuali e lesbiche ha deciso di rendere pubblico tale

emendamento, adottato in luglio, per informare chi ha compiuto 16 anni che non

e’ penalmente perseguibile

Gay.it: pubblicato il giovedi 02 novembre 2000

A GERUSALEMME Un ostello per omosessuali nella Citta Santa Venerdi scorso,

a Tel Aviv erano oltre 20 mila a manifestare per il ≪Gay Pride≫. Uno show

impossibile a Gerusalemme la santa.

Gay.it dal Corriere della Sera di lunedi 26 giugno 2000

Israele. Il parlamento celebra la giornata orgoglio gay a Gerusalemme, La

Knesset, il parlamento israeliano, ha celebrato la “giornata dell’orgoglio gay” con

una riunione della commissione Donne presieduta dalla deputata laburista Yael

Dayan, figlia dello scomparso generale Moshe’ Dayan.

Pubblicato il giovedi 15 giugno 2000 su Gay.it

WP. Risposta a Veneziani di Mapelli Giovanni Mapelli risponde a Marcello

Veneziani sul World pride

Pubblicato il mercoledi 31 maggio 2000 su Gay.it

WP. Se la chiesa dicesse una parola Commento di Gad Lerner su

La Repubblica di mercoledi 31 maggio 2000.

World pride. Fini di AN attacca il pride e ne chiede la soppressione “Ecco perche

quel raduno e un oltraggio alla chiesa”.

Dal Giornale di domenica 28 maggio 2000

La star Ofra Haza uccisa dall’Aids Polemiche in Israele sulla morte della cantante.

Su Gay.it da La Repubblica e Stampa di martedi 29 febbraio 2000

Israele: svolta sui diritti dei gay e i matrimoni civili, riconosciuta la residenza a

due partner di coppie gay Secondo il quotidiano Ha’aretz, in tal modo 250mila

immigrati in Israele, non riconosciuti come ebrei, cosi come numerosi stranieri

residenti, potranno sposare civilmente cittadini israeliani a condizione che il loro

consolato permetta questo tipo di nozze

Pubblicato il martedi 15 febbraio 2000 su Gay.it

DATE IL BENVENUTO AL TERZO MILLENIO A GERUSALEMME! La Casa

Aperta di Gerusalemme e un centro comunitario per la comunita LGBT che

promuove la causa della tolleranza sociale.

Pubblicato il martedi 26 ottobre 1999 su Gay.it

Israele si confronta sulla co-adozione gia in vigore in California. Il caso di due

mamme lesbiche. Traduzione di Roberta Cali La coppia ha portato il proprio caso

all’attenzione di stampa, radio e TV. Le loro preoccupazioni pratiche sono che

Nichole possa ottenere permessi per Matan se necessario, ed avere la sua

custodia in caso di morte di Ruthie

Pubblicato il venerdi 30 aprile 1999 su Gay.it –Fonte: NewsPlanet Lunedi 26

aprile

L’OMOSESSUALITA’ NELLE PRIGIONI E NEI LAGER SOVIETICI. Di Jaroslav

Mogutin Il 27 maggio 1993 in Russia e stata abrogata la prima parte dell’articolo

121, che puniva l’omosessualita volontaria. Questo articolo ignominioso e esistito

per quasi 60 anni.

Pubblicato il giovedi 11 febbraio 1999 su Gay.it –Fonte: “Novoe Vremja”, n.35-36

– 1993

.

V. Conclusioni

Le difficolta citate all’inizio in merito alle differenze tra identita

omosessuale ed identita ebraica non hanno impedito di individuare nel

corso di questo lavoro molte analogie tra le discriminazioni subite dagli

omosessuali e dagli ebrei nel corso della storia.

Fin dal periodo antico, infatti, nonostante l’identita ebraica non si

potesse confrontare con una analoga identita omosessuale, sono state

individuate diverse fonti che confermano la persistenza e l’analogia

discriminatoria di entrambi.

Con l’avvento della contemporaneita e l’utilizzo piu appropriato degli

strumenti concettuali mossiani, l’analogia discriminatoria di cui sopra si

consolida, pur con alcuni distinguo, come nel caso di Giuseppe II

d’Asburgo, ad esempio, che emana la patente di tolleranza a favore delle

minoranze religiose nel 1782 e nel contempo, le norme anti omosessualita

cinque anni dopo.

Le dittature europee del novecento hanno confermato ulteriormente la

similarita dell’approccio discriminatorio fino all’identificazione dei

“diversi” con segni distintivi colorati simili a forma di triangoli o di stelle.

Un’ipotesi di questo lavoro era che il ruolo dell’”ebreo”, quale

stereotipo negativo del diverso, nel corso della storia, non solo fosse

condiviso da sempre anche con l’omosessuale ma, dal XX secolo in poi, si

assistesse ad un avvicinamento di rango tra il controtipo ebraico ed

omosessuale, ovvero verso una situazione in cui la societa maggioritaria

percepisca l’omosessualita come la “diversita” per antonomasia, al pari

dell’ebraismo.

Nell’ultimo capitolo e stata messa in luce l’evoluzione

dell’antisemitismo nel secondo dopoguerra con la tendenza a trasformarsi

in antisionismo. Sempre nell’ultimo capitolo sono state raccolte molte fonti

che hanno messo in luce come, all’aumento della visibilita

dell’omosessualita, si e assistito ad una crescita dell’omofobia.

E’ stato sottolineato anche il ritardo nella formazione dei movimenti a

difesa dei diritti degli omosessuali in relazione all’evoluzione della civilta

ebraica, che, per certi aspetti, ha elaborato una sua via verso

l’emancipazione; basti pensare ad esempio all’Haskalah, l’illuminismo

ebraico, che non trova alcuna analogia con i percorsi della comunita

omosessuale. Lo stesso utilizzo del termine “comunita” per gli

omosessuali e recente e non sempre da tutti condiviso.

Dal quadro complessivo delle fonti analizzate, in particolare quelle

della seconda meta del XX secolo e la cronaca relativa ai Gay Pride di

Gerusalemme, riteniamo sostenibile la predetta ipotesi sul rango dei due

controtipi, sulla quale comunque ritorneremo ulteriormente a chiusura di

questo lavoro.

Nella redazione delle conclusioni, a parziale conferma della presenza

costante del controtipo omosessuale, abbiamo ritenuto opportuno

evidenziare alcune caratteristiche discriminatorie ricorrenti emerse nelle

fonti utilizzate, che risultano utilizzate anche nel presente118.

Il bestialismo

L’associazione di uomini ed animali in funzione denigratoria risale al

tempo antico e non era associata in particolare al discredito della sodomia.

Tra i testi riportati in questo lavoro abbiamo individuato quelli in cui

gli atti omosessuali risultavano riportati assieme o associati ai rapporti

sessuali con altri animali. Proviamo a tracciarne un breve quadro

cronologico.

Il testo di Teodoro di Tarso del VII secolo associa direttamente l’atto

omosessuale a quello con animali “Chi fornica frequentemente con un maschio

o con una bestia, stabilì che faccia penitenza per dieci anni”. Diverso approccio

——————————————————————-

118 Cfr. Capitolo IV sul Gay Pride a Gerusalemme.

.

ha invece Tommaso d’Aquino nel suo Summa theologica119 [1266-1273] in

cui, nella descrizione della lussuria, discute degli atti contro natura, tra i

quali la sodomia parlando anche degli atti sessuale con animali.

Agli inizi del periodo moderno ritroviamo inoltre lo Statuto della citta

di Pordenone del 1438 che prevede il rogo per i sodomiti e per chi pratichi

il bestialismo ed il Decreto del re del Portogallo Manuel I che, assieme alla

sodomia ed al travestitismo, associa nel medesimo testo i rapporti con

animali.

Con l’avvento dell’era dei lumi ritroviamo l’omosessualita ed i

rapporti con gli animali associati nel Codice di Giuseppe II d’Asburgo del

1787 che cita testualmente: “Chi degrada a segno l’umanità sino a peccare

carnalmente con una bestia, o col sesso suo simile, si fa reo di un delitto politico.”Una fonte non citata in questo lavoro, il “Commentario sulla leggi di

Inghilterra”120 di William Blackstone (1723-1780) riporta nel Libro 4°,

Capitolo 15° questo testo:

Dei reati contro le persone fisiche.

QUANTO è stato osservato, specialmente sui metodi di prova, cioè che

dovrebbero essere proporzionalmente ancora più cogenti quando il crimine è

particolarmente detestabile, può essere applicato a un altro delitto, di un reato

ancora maggiore, l’infame crimine contro natura, commesso sia con uomo che con

bestia. Un crimine, che dovrebbe essere provato rigorosamente e imparzialmente, e

poi punito in modo altrettanto rigoroso e imparziale”.

Arrivando all’ottocento lo stesso Giuseppe Zanardelli nella relazione

sul codice penale del 1887, che aboli il reato di “libidine contro natura” cita

tanto il codice germanico (§ 275) quanto l’ungherese (§ 241) che limitano il

———————————————————

119 Testo non riportato tra le fonti di questo lavoro. La traduzione dal latino tratta da

http://www.giovannidallorto.com.

120 William Blackstone (1723-1780): “Commentary on the laws of England” [1765-1769] in

http://www.giovannidallorto.ocm.

.

concetto degli atti di libidine contro natura a quelli commessi tra persone di sesso

maschile, o da uomini con animali.

Il paragrafo 175 del codice penale tedesco entrato in vigore nel 1871

ribadiva, inoltre: ”L’immoralità contronatura, commessa fra persone di sesso

maschile o fra uomini ed animali, è punita con l’imprigionamento; inoltre può

comportare la privazione dei diritti civili”.

Questo breve elenco di testi ci permette di evidenziare come una certa

visione stereotipata di antica origine sia stata utilizzata con costanza fino

ad un recente passato. Tralasciando la cronaca italiana degli ultimi mesi,

che non e stata considerata in questo lavoro ma nella quale ci sono stati

diversi casi in cui e stata riproposta l’associazione omosessuale –animale,

nella cronaca del Gay Pride di Gerusalemme riportata nel quarto capitolo

e significativa l’iniziativa di Ohad Bart, rappresentante dello Yesha

Council (organo supremo dei coloni) per le istituzioni religiose, che ha

chiesto alle autorita di Gerusalemme la possibilita organizzare un corteo

con mucche ed asini come manifestazione contro la sfilata del World Gay

Pride del 2006. L’articolo riporta nel titolo una sua frase: “Una parata di

bestie, perché le azioni di queste persone sono bestiali“.

Quindi l’utilizzo dell’associazione Omosessualita –Bestialita non

sembra aver avuto alcuna soluzione di continuita.

L’idea del complotto

Nel corso di questo lavoro abbiamo trovato un unico documento in

cui viene affermata l’idea del complotto omosessuale organizzato. La fonte

e del 1960 e parla di una cospirazione omosessuale internazionale: una

parte del testo e riportata nel terzo capitolo. Seppur nel quadro

dell’esasperazione maccartista dell’epoca, e significativa l’aggressivita che

ne emerge, al pari della certezza dell’esistenza del complotto. L’idea del

gruppo organizzato in grado di gestire a proprio favore l’intero pianeta

non e un accusa nuova per l’ebraismo che ne fu toccato in diversi contesti,

sia in funzione anticapitalista che antisocialista. Per gli omosessuali questo

approccio sembra invece evolversi piu di recente, anche se, lo scandalo

“Molte –Eulemburg” degli inizi del novecento, descritto nel terzo

capitolo, va letto anche in questa chiave. Molto piu recentemente, ad

esempio, nel 2004 a seguito della scelta del Parlamento europeo di non

conferire l’incarico a commissario all’On. Buttiglione, la reazione di

diverse parti politiche avverse fu condotta utilizzando il concetto di lobby

gay. Cercando in rete se ne trovano numerosi esempi che sembrano

confermare un tipo di approccio che caratterizzava, nel passato,

prevalentemente l’ebraismo. Riportiamo a mero titolo di esempio un breve

articolo pubblicato sul settimanale “Panorama” che riporta un caso, a dire

dell’autore, analogo a quello che coinvolse l’On Buttiglione ma successo in

Gran Bretagna. Al di la del valore dei fatti riportati e significativo come

l’idea della cospirazione sia fortemente consolidata quale strumento di

azione contro le persone omosessuali.

L’Opus Gay contro i cattolici

Un giorno sara previsto il reato di concorso esterno in associazione cattolica?

Leggendo quello che succede in Eurabia sembra di si. In Gran Bretagna si aggira

lo spettro della persecuzione dei cattolici. Ministro inglese silurato dalla lobby

gay perche ha la grave colpa di essere membro dell’Opus Dei.

Ora pure l’opus gay attacca l’Opus Dei

Ruth Kelly e Tony BlairRuth Kelly, grintoso ministro di 38 anni e ottima madre di

cinque figli, fino a poco tempo fa era l’astro nascente del governo di Tony Blair.

Oggi rischia l’eclissi politica. Motivo: la sua appartenenza all’Opus Dei. E a

metterla nel mirino e stata la potentissima lobby gay.

Una rapida ascesa ministeriale per Kelly. Dopo alcuni incarichi di prestigio, un

dicastero difficilissimo, quello dell’Educazione, dov’era stata obbligata a

traghettare una riforma scolastica voluta dal premier riformista, ma rifiutata con

sdegno dagli insegnanti.

Nel recente rimpasto di governo e stata pero retrocessa a un ministero

pasticciato, con deleghe sottratte al vicepremier John Prescott, criticato anche per

la sua vita sessuale, secondo un’inveterata abitudine britannica. E qui sono

cominciati i problemi. Al dicastero, che decide dovendo tenere conto di comunita

e governi locali, e affidata la competenza per l’≪equality≫, un concetto un po’

vago ma strategico per il pianeta neolaburista che si potrebbe tradurre con parita

civile.

Ad aspettare il ministro Kelly al varco, con i coltelli affilati, gli omosessuali.

Incuranti della sua bravura di amministratrice, della sua fine mente politica, del

suo impegno familiare, hanno puntato su una sola cosa: la sua dichiarata

appartenenza all’Opus Dei. E quindi la sua presunta riluttanza a prendere in

considerazione le molte (e rumorose) rivendicazioni dei gay organizzati

britannici. Nel curriculum del ministro ci sarebbero, a loro dire, parecchie

”macchie”.

Dal 1997 in poi, Kelly non si e presentata in aula in occasione di 12 votazioni

parlamentari su temi legati all’emancipazione dei gay. E nel 2002 ha votato un

emendamento sulla nuova legge sulle adozioni, al fine di vietare questa

possibilita alle coppie dello stesso sesso.

Apriti cielo! Alla vigilia dell’uscita del Codice da Vinci al cinema, sembrava

profilarsi l’inedito scenario delle prime dimissioni di un ministro causate da un

film. Denigrata nella pellicola hollywoodiana senza appello, l’affiliazione

all’Opus Dei diventa una specie di colpa.

áE chiaro che il premier non prende piu sul serio i diritti dei gay. Blair non

darebbe mai una poltrona sulla parita etnica a qualcuno con un curriculum

tiepido sull’antirazzismoâ e la sentenza di Peter Tatchell, il militante piu radicale

della causa omosessuale.

áE poco chiaro quello che pensa la Kelly sull’omosessualita, ma per l’Opus Dei si

tratta di grave peccato e fonte del maleâ ha aggiunto Benjamin Cohen, influente

direttore di Pinknews.co.uk, la piu diffusa pubblicazione gay in Europa. Il capo

d’accusa che si profila sembra quello di áconcorso esterno in associazione

cattolicaâ.

Un nuovo caso Buttiglione, quindi, che sfiora la discriminazione di chi prende sul

serio i dettami della propria fede nella sfera privata. Anche se il ministro Kelly

svolge il suo ruolo politico ásecondo il tradizionale principio politico della

responsabilita collettiva governativaâ, vale a dire disciplina fedele alla linea del

premier.

La lobby degli omosessuali inglesi puo cantare vittoria: sono ormai parte

integrante del sistema, la loro emancipazione e pressoche completa. La

trasmissione in prima serata del telefilm della Bbc The line of beauty, che narra le

gesta di un bellissimo ragazzo gay, inquilino di un potente ministro di Margaret

Thatcher, con primi piani áartisticiâ di rapporti sessuali, ne e la consacrazione.

Mentre la caccia alla ástregaâ Kelly e la prova che, di nuovo, essere cattolici nella

terra di Enrico VIII non porta nulla di buono. Dai tempi della Riforma, nel 1530, i

cattolici britannici sono stati spesso una minoranza perseguitata. Per alcuni secoli

era loro vietato celebrare la messa secondo il rito romano, pena la morte, mentre i

sacerdoti irriducibili erano costretti a vivere di nascosto. Solo nel 1829 fu

promulgato il Catholic emancipation act (e questo 20 anni dopo l’abolizione della

schiavitu nell’Impero britannico) che restituiva loro i diritti di culto.

Oggi quelli praticanti sono 1 milione scarso. Persistono divieti formali (il sovrano

non puo baciare l’anello pontificio) e veti non scritti: finora nessun ápapistaâ e

approdato a Downing Street, mentre il primo presidente della Camera dei

comuni e stato eletto solo da poco. E ora, nell’epoca del trionfalismo gay, le

difficolta per i cattolici, almeno dalla vita pubblica, sembrano riprese.

William Ward su Panorama 31 maggio 2006121

L’idea del complotto, quindi puo esser vista come un’estensione di un

approccio discriminatorio gia utilizzato contro gli ebrei, adottato seppur

piu recentemente anche nei confronti degli omosessuali.

A chiusura riproponiamo un commento di Mosse che conferma la

percezione di ebrei e di omosessuali nelle cospirazioni: “ Il complotto degli

—————————————————–

121 Fonte: http://www.segnideitempi.net e panorama.it

.

omosessuali per sovvertire la società si diffuse di pari passo con il Complotto

giudaico mondiale; sia gli ebrei che gli omosessuali erano considerati dai loro

nemici come un “tato nello Stato”122.

Le lesbiche

Come anticipato in introduzione, le fonti individuate in merito alle

discriminazioni nei confronti delle donne omosessuali sono poche. Questa

constatazione non e da associarsi ad una maggiore accettazione del

lesbismo ma, semmai ad una minor visibilita che le lesbiche hanno avuto

nel corso del tempo e che dura tutt’oggi123.

Scorrendo le fonti citate abbiamo riscontrato un espresso riferimento

alle lesbiche in alcuni statuti medioevali: Treviso, nel 1313, Adria nel 1420

e Feltre nel 1404; realta urbane non lontane tra loro che a titolo di pena

prevedono tutte il rogo purificatore. Nel 1539 vi ritorna Carlo V

d’Asburgo nel Codex carolina che oltre a citare i rapporti sessuali con

animali prevede il rogo anche per “le donne che abbiamo copulato con

altre donne”. Tra le fonti trattate in questo lavoro non abbiamo altre

citazioni espresse riguardanti le discriminazioni del lesbismo.

Sempre in rete troviamo un caso di uso politico del lesbismo nei

confronti la regina di Napoli, Maria Carolina d’Asburgo risalente al 1798124

la cui presenza se non altro dimostra che l’aumentata visibilita

dell’omosessualita maschile trova riscontro anche tra le lesbiche.

Infatti nel corso dell’ottocento anche le donne lesbiche proposero una

maggior visibilita, parallelamente agli omosessuali maschi, cosi come

durante la Repubblica di Weimar, ma furono sempre in minor numero.

Una chiave di lettura per un’ulteriore approfondimento puo essere

——————————————————–

122 Cfr. G.Mosse: “Sessualita e nazionalismo” –cit. p.159

123 Cfr. Daniela Danna: ”Amiche, compagne, amanti. Storia dell’amore tra donne” –UniService, Trento, 2003.

124 Accusa di Eleonora Pimentel de Fonseca (1752-1799) contro la regina di Napoli, Maria

Carolina d’Asburgo. Fonte: http://www.giovannidallorto.it.

.

individuata nel maschilismo degli stessi omosessuali, come risulta da

alcune fonti disponibili in rete ma non trattate in queste pagine.

Nell’ambito della devianza dal normotipo la mascolinita delle donne, oltre

che meno visibile, era considerata comunque meno pericolosa

dell’effeminatezza degli uomini Anche durante il nazismo la figura della

donna mascolina, anche se non sempre identificata come lesbica, non fu

repressa al pari dell’uomo effeminato. Non a caso vi fu un etichetta

specifica per identificare gli omosessuali maschi mentre le donne

mascoline e/o lesbiche furono inserite nell’ambito generale degli asociali.

L’pproccio ebraico all’mosessualità

Le affinita discriminatorie hanno determinato a nostro parere, almeno

da parte dell’ebraismo, un’attenzione particolare nei confronti

dell’omosessualita.

A questo proposito, prima di soffermarci sui fatti riportati nell’ultimo

capitolo, riteniamo opportuno mettere in luce che alcuni importanti

attivisti omosessuali del XIX secolo erano di origine ebrea. Citiamo a

questo proposito Marc Andre Raffalovich (1864-1934), Magnus Hirschfeld

(1868-1935) e Aldo Mieli (1879-1950) ebrei e militanti omosessuali. Arnold

Aletrino125 (1858-1916), invece, ebreo olandese, ma non omosessuale,

sostenne pubblicamente che l’omosessualita era una variante del

comportamento umano al pari dell’eterosessualità126.

————————————————————————-

125 Arnold Aletrino (Amsterdam 1858 – Montreux 1916)

Antropologo criminale e scrittore olandese d’origine ebraica. Istruitosi secondo le idee di

Cesare Lombroso, si porra ben presto in luce per le sue posizioni estremamente aperte nei

confronti dell’omosessualita. Aspra sara la sua polemica nel demolire le idee preconcette

e la pigrizia mentale della classe medica dell’epoca verso gli omosessuali, soprattutto nel

suo paese. Nel 1901, in occasione del quinto congresso d’antropologia criminale ad

Amsterdam fara scandalo con la sua relazione: “La situazione sociale dell’uranista”, tanto

da essere accusato di diffondere l’immoralita. Per tutta la sua vita continuo a battersi in

favore di un atteggiamento piu tollerante verso gli omosessuali. Nel 1911 partecipo alla

fondazione della sezione olandese del Comitato Scientifico Umanitario tedesco di

Magnus Hirchfeld.

Biografia tratta da http://www.omofonie.it.

.

L’ebraismo di queste persone non e di per se sufficiente a confermare

una maggior sensibilita dell’ebraismo stesso nei confronti del diverso

orientamento sessuale ma, l’idea che persone gia etichettate come

“diversi” dalla societa normativa in quanto ebrei, fossero impegnate a

difesa di un’altra diversita, puo rappresentare un motivo sufficiente per

un ulteriore approfondimento su tali figure. Raffalovich, ad esempio, si

converti al cristianesimo per rimanere vicino all’uomo amato, ma non

venne meno al suo impegno come omosessuale.

Nella cronaca relativa al World Gay Pride di Gerusalemme, in

parallelo alle reazioni dei gruppi ortodossi, si individua un percorso di

graduale accettazione dell’omosessualita da parte dello Stato Israeliano,

che trova riferimento anche nell’ebraismo diasporico.

Negli Stati Uniti, ad esempio, operano due sinagoghe, entrambe

nell’ambito dell’ebraismo conservativo, destinate espressamente ad ebrei

omosessuali:

“Congregation Or Chadash is the Chicago Land synagogue”127

Los Angeles Gay and lesbian Synagogue: “Beth Chayim Chadashim – House of

New Life128

Sempre nell’ambito dell’ebraismo conservativo la “United Synagogue

Conservative Judaism129” dopo un approfondito dibattito, disponibile in

rete, in merito alla piena eguaglianza delle persone omosessuali ne decide

la completa accettazione come in parte emerge nel seguente breve estratto:

the Committee on Jewish Law and Standards completed its deliberation on five

responsa that considered whether Jewish law may allow the ordination of gay men

and lesbians and same-sex commitment ceremonies.

————————————————–

126 Giovanni Dall’Orto:” Il concetto di degenerazione nel pensiero borghese

dell’ottocento” originariamente edito su “Sodoma” n. 2, anno II, estate-autunno 1985, pp.

59-74. Cfr. http://www.giovannidallorto.it.

127 Fonte: http://www.bcc-la.org.

128 Fonte: http://www.orchadash.org.

129 Fonte: http://www.uscj.org.

.

Tornando in Israele, nella valutazione del percorso di accettazione

dell’omosessualita che e stato sottolineato nel capitolo IV da parte della

societa civile israeliana, fa da sfondo costante la delicata situazione

internazionale in cui lo Stato di Israele e inserito e la conseguente vivacita

del nazionalismo ebraico. Questo aspetto, ad esempio, si coglie quando la

tutela dei diritti si imbatte nella norma che prevede l’arresto per chi

protegge un clandestino: e il caso di Esdra, cittadino israeliano che

nasconde il compagno Fuad, palestinese (articoli del 15 febbraio 2002 e 28

dicembre 2004).

Sempre nell’ebraismo diasporico e notizia recente l’apertura alle

persone omosessuali da parte di un gruppo di ebrei conservatori, il

Masorti. Riportiamo il breve articolo del 11 dicembre 2006 che descrive i

fatti:

“EW YORK – Uno dei gruppi più importanti del giudaismo conservatore il

Masorti (www.masorti.com), dopo tre anni di dibattito, ha accettato due

importantissime proposte: l’rdinamento a rabbino di persone apertamente

omosessuali e la benedizione di coppie dello stesso sesso. Secondo i più

tradizionalisti questo cambio di direzione dimostra come il movimento giudaico

stia abbandonando la sua promessa di obbedienza alla legge ebrea o Halajà.

Per la maggior parte di questo importante gruppo internazionale, questa

decisione storica è un importante passo verso il raggiungimento di una vera

uguaglianza. Sarah Freidson, copresidente del Keshet e appartenente al Seminario

di Teologia Ebraica, ha dichiarato al ‘ew York Times’che la decisione “è un

grande passo in avanti”.

I 25 rabbini riuniti hanno dato il potere alle singole sinagoghe di decidere

riguardo l’ccettare rabbini e unioni omosessuali. In questa maniera, anche una

buona parte dei gruppi religiosi conservatori ebrei, si sono riuniti a quelli più

liberali che già da tempo avevano deliberato a favore di queste due istanze.

Rimangono ancora fuori i cosiddetti ultraconservatori.

Valerio Bartolucci redazione@gay.tv”130

Questa recente notizia conferma le attenzioni e le aperture che, in

generale, l’ebraismo sembra dimostrare nei confronti dell’omosessualita e

proprio dalla cronaca riportata nel IV capitolo emerge altresi, come il

consolidarsi del fonte ortodosso anti omosessuale sia parallelo a tali

aperture.

Ebrei ed omosessuali: due “ontrotipi”ancora attuali

In merito al rango del “controtipo” omosessuale rispetto a quello

dell’”ebreo” l’ipotesi proposta all’inizio di questo lavoro trova ulteriore

conferma nella recente “Risoluzione del Parlamento europeo

sull’omofobia in Europa” approvata il 18 gennaio 2006 e nella altrettanto

recente “Risoluzione del Parlamento europeo sul ricordo dell’Olocausto,

l’antisemitismo e il razzismo” approvata il 26 gennaio 2005131.

La nuova crescita dell’omofobia, anche nelle societa occidentali, e la

riproposta di nuovi segni di antisemitismo nella stessa Europa

confermano la maggior affinita nelle discriminazioni di ebrei ed

omosessuali che, in parte puo spiegare quell’avvicinamento tra i due

controtipi, che abbiamo visto nella presenza di persone ebree nella lotta

per i diritti dei “diversi” fin dalla meta dell’ottocento e che, in parte,

trovano conferma nelle attenzioni riservate da una parte dei movimenti

omosessuali nei confronti dell’ebraismo. Tra gli eventi importanti riportati

————————————————————————-

130 Fonte: http://www.gay.tv.

131 Fonte: Parlamento Europeo – 

.

nella “cronologia gay –1980-1999”132 redatta da Franco Grillini133 nel 2004

si riporta:

16 ottobre 1988 A Roma si svolge un incontro tra omosessuali ed ebrei.

————————————————————–

132 Cfr.: http://www.culturagay.it.

133 Franco Grillini nasce nel 1955. Impegnato politicamente dall’tà di 15 anni, è protagonista del movimento studentesco bolognese degli anni ’0 fino ad assumere l’ncarico di responsabile nazionale studenti medi del PdUP, partito di cui è stato anche segretario organizzativo per la federazione di Bologna.Nel 1979 si laurea a Bologna in Pedagogia e diventa successivamente psicologo, psicoterapeuta e giornalista. Nel 1985 fonda, insieme ad altri, ARCIGAY Nazionale (di cui è l’deatore) diventando prima Segretario e poi Presidente (al congresso di Rimini, dicembre ’7). Nel 1987 fonda con altri la LILA (di cui è l’deatore), Lega Italiana per la Lotta control’AIDS. Attualmente è membro della Consulta Nazionale per la Lotta Contro l’IDS del Ministero della Sanità.

Nel maggio ’7 è ideatore e fondatore della LIFF, Lega Italiana Famiglie di Fatto.

Nella sua qualità di giornalista dà vita nel 1989 alla rivista CON/TATTO di cui è Direttore Responsabile e collabora a numerosi giornali e periodici. Il 29 maggio ’8 su Internet apre la rivista N.O.I., Notizie Omosessuali Italiane che, come primo impegno, dà il resoconto del 9° Congresso ARCIGAY in diretta. Nel marzo ’8 fonda l’ssociazione omosessuale d’nformazion “Italia Gay Network”, GAY.NET (di cui è Presidente Nazionale), che gestirà la rivista N.O.I.

.

VI. Bibliografia

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I politicamente scorretti nel medioevo –Roma, Edup, 2005

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Secondo natura “La bisessualita nel mondo antico” –Milano, Rizzoli, 1995

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Amiche, compagne, amanti. Storia dell’amore tra donne –UniService, Trento,

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La citta e l’isola “Omosessuali al confino nell’Italia fascista” –Roma, Donzelli,

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Occhiacci di legno Nove riflessioni sulla distanza –Milano, Feltrinelli, 1998

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Gli uomini con il triangolo rosa –Torino –Milano, Edizioni Sonda, 1991

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Il trionfo della borghesia 1848-1875 –Bari, Laterza, 2003

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Le identita gay “Conversazioni con noti uomini gay ed un saggio introduttivo sul

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Ulrichs –Bolsena (VT) Massari editore, 2005

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Dodici lezioni sugli ebrei in Europa “Dall’emancipazione alle soglie dello

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