Meeting Minutes del 27/11/2020 in memoria di Harvey Milk

Meeting Minutres del 27/11/2020

In questa data nel 1978 (27 novembre), Harvey Milk fu assassinato a San Francisco, California. Harvey era un imprenditore (negozio di telecamere) e attivista per i diritti gay. Noto come il ′′ sindaco di Castro Street.” Nel 1977 vinse un seggio nel Consiglio dei Supervisori di San Francisco. È stato colpito a morte da Dan White, anche membro del Consiglio dei Supervisori. Nato il 22 maggio 1930 a Woodmere, New York. Morto a San Francisco. Cremato, le sue ceneri si diffondono nell’oceano pacifico. ~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes

usa

Una preghiera per Patrick Zaki ma anche le persone LGBT nei paesi ove esiste la persecuzione, come in Egitto

Signore,fà tacere in noi ogni altra voce

che non sia la tua

affinchè non troviamo condanna

nella tua parolaletta ma non accolta

meditata ma non amata pregata

ma non custodita

contemplata ma non realizzata

manda il tuo Spirito Santo

ad aprire le nostre menti

e a guarire i nostri cuori.

Solo così il nostro incontro con la tua parola

sarà rinnovamento dell’alleanza

e comunione con Tee il Figlio e lo Spirito Santo

Dio benedetto nei secoli dei secoli.

Amen.

(Dietrick Bonhoeffer)

“Quando certe persone ti dicono di non voler sapere più nulla di un determinato periodo della loro vita, di non voler più ricordare il passato, questo significa che in loro c’è qualcosa che non va. Infatti, come le fondamenta di un edificio, il passato è, insieme con tutto ciò che esso racchiude, il presupposto dello sviluppo armonico, della costruzione solida, inespugnabile della personalità… Se qualcosa del passato subisce una negazione o l’oblio, si crea una lacuna nella vita psichica della personalità, che rende instabile e insicuro l’intero edificio della nostra anima “

Etty Hillesum

In questa data nel 1527 (27 novembre), Hans Denck morì di peste a Basilea, Svizzera. Il leader dell’anabattista della Germania meridionale. Il pacifista. Universalista. Mistico. Studente greco ed ebraico. Avvocato del cristianesimo indegno. Hans ha apprezzato l’illuminazione che deriva dalla ′′ luce interiore ′′ più alta della parola delle Scritture. (Ha anticipato i Quaccheri di più di un secolo). Ha compilato un elenco di 40 paradossi nella Bibbia, concludendo che solo la ′′ parola interiore di Dio ′′ è autorevole. Secondo i suoi critici, Hans ha insegnato che ′′ anche i diavoli e i dannati sarebbero stati finalmente salvati.” Unitari e Universalisti moderni sostengono Denck come antenato spirituale. Werner O. Packull, nel suo libro ′′ Il misticismo e il Movimento Anabattista dell’inizio sud-austriaco ′′ (1977), afferma Hans Denck ′′ sosteneva che l’essenza di Dio era l’amore e che i suoi insegnamenti non potevano contraddire la Sua essenza. Cristo, se stesso una manifestazione di amore divino, ci aveva insegnato ad amare i nostri nemici. Se Dio ha fatto il contrario, ha contraddetto la Sua rivelazione in Cristo. Punire chiunque eternamente non poteva essere interpretato come un esercizio innamorato.” Nato ad Habach, in Germania, intorno al 1500. Aveva vent’anni solo quando morì. Hans Denck è il primo leader anabattista preferito della MMS. Siamo Denckiti. (Immagine: Marktplatz, Basilea, Svizzera. )) ~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes

Buon 87° compleanno, William G. Dever. (Nato il 27 novembre 1933.) Archeologo. Studente biblico. Professore di archeologia e antropologia del Vicino Oriente presso l’Università dell’Arizona di Tucson (1975-2002). Autore di ′′ Chi erano i primi Israeliti e da dove venivano?” (2003), ′′ Dio aveva una moglie?” (2005), e ′′ Oltre i testi: un ritratto archeologico dell’antico Israele e Giuda ′′ (2020), tra le altre opere. Nato a Louisville, Kentucky.~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes

Svizzera, due referendum sulla responsabilità delle multinazionali e il divieto di investire nell’industria bellica

26.11.2020 – Andrea De Lotto

Svizzera, due referendum sulla responsabilità delle multinazionali e il divieto di investire nell’industria bellica
(Foto di Pixabay)

Quello che cerchiamo di descrivere con una certa “oggettività” è ciò su cui si va a decidere domenica 29 novembre in Svizzera. Facciamo solo qualche breve premessa:

  1. La parte più progressista della Svizzera si rivela ancora una volta all’avanguardia rispetto a proposte che andrebbero discusse in tutto il mondo.
  2. In Svizzera ci sono validi comitati promotori che riescono a portare queste questioni davanti alla decisione democratica di tutti i cittadini e le cittadine.
  3. In passato, per esempio, si svolsero in Svizzera interessantissimi referendum che tendevano a porre un tetto ai redditi massimi e un limite nella forbice di separazione tra redditi minimi e massimi. Nessuno dei due purtroppo passò.
  4. Speriamo che questa volta i promotori dei referendum vincano, anche se c’è il forte rischio che “salvare la bottega” venga prima di un passo avanti verso un mondo migliore. Forse saranno passi intermedi, ma crediamo che la strada sia quella giusta.

Si propongono due quesiti:

PRIMO QUESITO: Divieto di finanziare i produttori di materiale bellico

La legge svizzera proibisce già la fabbricazione di armi atomiche, nucleari, biologiche, chimiche, mine antiuomo e munizioni a grappolo, tuttavia la Banca Nazionale, la Cassa Pensioni e diverse altre fondazioni finanziarie investono nella realizzazione e nel commercio internazionale di armi. Inoltre in alcuni settori della metalmeccanica e dell’aereonautica, oltre che aerei per il trasporto civile, si fabbricano pezzi per aerei da combattimento e per carri armati che sono richiesti dall’estero. I promotori del Referendum chiedono pertanto di estendere il divieto alle attività correlate con la guerra, che da sempre è la causa di molte sofferenze umane e di flussi migratori di intere popolazioni. Sottolineano anche la forte contraddizione presente in queste pratiche con lo spirito della legge svizzera che si vanta di rifiutare la violenza e di voler promuovere, attraverso azioni pacifiche e diplomatiche, la risoluzione delle controversie internazionali. Molte città svizzere, infatti, sono la sede di organizzazioni ONU.

Tuttavia il Consiglio Federale e il Parlamento raccomandano di respingere l’iniziativa, adducendo essenzialmente due ragioni:

1) la cessazione completa di attività e investimenti da parte della Svizzera nel materiale bellico non bloccherebbe le attività internazionali in questo settore e quindi non risolverebbe di fatto il problema della pratica della guerra nel mondo.

2) le conseguenze negative sarebbero solo a carico dell’economia svizzera, sia sulla piazza finanziaria che sulle retribuzioni pensionistiche agli anziani.

SECONDO QUESITO: Responsabilità delle imprese

L’iniziativa popolare chiede che le imprese svizzere all’estero siano più responsabili per quanto riguarda la garanzia del rispetto dei diritti umani e delle norme internazionali sull’ambiente. Devono essere chiamate a rispondere dei danni causati agli esseri umani, come l’impiego improprio del lavoro minorile, e al territorio, come l’inquinamento di corsi d’acqua, del suolo e dell’aria. Le grandi imprese all’estero si devono rendere responsabili anche dei comportamenti dell’intera catena di servizi correlati e dei partner commerciali. L’iniziativa referendaria mira a promuovere una gestione trasparente da parte delle grandi imprese all’estero, ma anche di quelle medie e piccole. Tale gestione dovrebbe sottoporsi regolarmente ad “un esame di dovuta diligenza” attraverso congrui rapporti e in caso di danni provocati e violazione commesse, dovrebbe sottoporsi a un tribunale svizzero che curi il rispetto delle leggi sui diritti umani e l’ambiente secondo la normativa internazionale.

Anche in questo caso il consiglio Federale e il Parlamento raccomandano di respingere l’iniziativa, anche se diversi imprenditori sono d’accordo con essa, per due ragioni:

1) Molte imprese per non dover incappare nella normativa svizzera e internazionale in fatto di gestione, sarebbero tentate di spostarsi all’estero interamente e non solo con le loro filiali, recando danno all’economia  svizzera…

2) al contrario altre imprese, per evitare complicazioni con le leggi svizzere, non investirebbero più in paesi in via di sviluppo, danneggiando soprattutto questi ultimi.

Se l’iniziativa popolare verrà accolta allora La Costituzione sarà modificata per introdurre le nuove normative in materia di gestione e di controllo nell’ operato delle imprese svizzere all’estero. Se verrà respinta, il Consiglio Federale e il Parlamento hanno già messo a punto un “Controprogetto indiretto” che prevede sempre l’obbligo di fornire dei rapporti dettagliati e regolari delle attività e modalità di lavoro da parte delle imprese (solo quelle grandi). In caso di danni e violazioni delle normative sui diritti umani e sull’ambiente sono previste solo delle ammende sino a 100.000 franchi, lasciando il compito di giudicare i singoli casi ai tribunali degli Stati interessati per non intasare di cause quelli svizzeri.

Questo Controprogetto, tuttavia, potrebbe essere oggetto di un nuovo Referendum di iniziativa popolare. Gli attuali promotori contestano la controproposta in quanto non eserciterebbe un controllo serio sul comportamento delle imprese, dato che queste non dovrebbero rendere conto davanti ad un tribunale svizzero e internazionale delle eventuali violazioni e danni arrecati. Le imprese, in questo caso, avrebbero ben poco da temere riguardo a comportamenti poco o per niente etici.

Esiste il giornalismo serio, eccome!

Il mio corso di giornalismo sportivo sta giungendo al termine e lo ho trovato arricchente, sebbene sono un appassionato più di cinema e aspetti sociali che di sport. Ma si deve seguire le tendenze di mercato più che le proprie,  per  tentare di ricollocarsi nell’ambito lavorativo.

Purtroppo a volte si generalizza, normalmente per fini politici o di interesse, il giudizio sugli operatori del settore.

Esistono tanti professionisti (non solo gli umili volontari come me) che fanno con coscienza il proprio lavoro, anche se a volte possono rischiare il posto, allontandandosi magari dalla “linea editoriale”, sottoscritta in fase di arruolamento nel media.

Sono stanco di leggere articoli che parlano male del giornalismo e lo ho fatto presente in una precedente e.mail.  Trovo interessante – per farvi un’idea – nel segnalarvi il sito gratuito

https://www.giornalone.it/

in cui potete notare ogni mattina  le prime differenti pagine della carta stampata,  sia in Italia che all’estero, locali o sportive o ancora economiche, ecc.

Ma oggi la lezione è terminata colla visione di una trasmissione televisiva come Report che affronta non solo il caso della proprietà rischiosa cd  “cinese” ma di molti fatti di attualità… Vi invito a visionare e a correggere coloro che fanno gancio su luoghi comuni e pregiudizi.

Godiamoci – finchè lo lasciano in onda – trasmissioni televisive come Report ma direi le tantissime in Rai Storia,  ecc.  ecc.

Buona visione.

https://www.youtube.com/watch?v=u39zfQ4lArA
La stessa tramissione di Report su RAI 3 su altro media

https://www.raiplay.it/video/2020/11/Report—23-11-2020-b62492e6-8543-4a47-b55a-9401f2773ab1.html

Meeting Minutes del 26/11/2020

26 NOVEMBRE 2020 · 7:50 AM

Meeting Minutes del 26/11/2020

Preghiera per Patrick Zaki in carcere in Egitto e i pescatori siciliani  in Libia Creatore della luce, sole della mia vita, ti ringrazio per questo nuovo giorno. Aiutami a riconoscere e a compiere il tuo volere. Dammi forza per i compiti che mi sono presentati. Dammi coraggio per i passi che debbo compierer. Dammi amore per gente che incontro. Lasciami sentire che tu sei vicino in tutto ciò che oggi accade. Amen

Buon compleanno, Sarah Moore Grimke (novembre. 26 dicembre 1792 23, 1873). Quacchera. La pacifista. Femminista. Suffragista. Abolizionista. Autrice di ′′ Lettere sull’uguaglianza dei sessi e la condizione delle donne,” prima corsa serialmente sui giornali poi pubblicata in forma di libro nel 1838. Sarah ha lavorato a stretto contatto con sua sorella Angelina su una serie di questioni di giustizia sociale. Nata a Charleston, South Carolina. Morta ad Hyde Park, Massachusetts. Seppellita nel cimitero di Mount Hope, Mattapan, Massachusetts.~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes

Poesie di David Herr

May others know
That I care
By my deeds
And my prayer


Che gli altri sappiano

Che mi importi

Con le mie azioni

E la mia preghiera

I have much
To be thankful for
May I be thankful
forever more

Ne ho tante

Per cui essere grati

Posso essere grato

sempre di più



Buon compleanno, Bill Wilson (novembre. 26, 1895-gennaio. 24, 1971). Cofondatore (con il Dr. Bob Smith) di Alcolisti Anonimi. Autore di ′′ The Big Book.” Aldous Huxley ha descritto Bill come il ′′ più grande architetto sociale del XIX secolo.” Anche se milioni di membri degli A.A. in tutto il mondo devono la loro vita al programma che ha creato, Bill Wilson non era un santo. Sia prima che dopo essere diventato sobrio, spesso era infedele alla sua devota moglie, Lois. (Se c’è un santo nell’universo degli Alcolisti Anonimi, sarebbe Lois Wilson, che in seguito fondò Al-Anon per i familiari degli alcolisti. )) Bill è nato nel Dorset orientale, Vermont. Morto a Miami, Florida. Seppellito nel cimitero del Dorset orientale, Vermont. Lois, che ha vissuto fino al 1988, è sepolto al suo fianco. ~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes

Buon compleanno, Mary Edwards Walker (novembre. 26, 1832-Febbraio. 21, 1919). Femminista. Suffragista. Abolizionista. Medico. Scrittrice. Docente. Attivista della temperatura. Avvocatessa della riforma dei vestiti. Maria si opponeva agli stili restrittivi delle mode femminili. Preferisce indossare abiti da uomo, spesso incluso un cappello top. Arrestata più volte per ′′ impersonare un uomo.” Nata ed è morta ad Oswego, New York. Seppellita nel cimitero rurale, Oswego.~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes

La “guerra dei gamberi”, un fallimento del diritto

La “guerra dei gamberi”, un fallimento del diritto

di Marco Magnano

 25 novembre 2020

Da quasi tre mesi 18 pescatori di Mazara del Vallo (Sicilia) sono detenuti in Cirenaica, ma anche l’influenza italiana in Libia, oltre al diritto internazionale, è ormai sbiadita

Sono trascorsi 85 giorni da quando 18 pescatori di Mazara del Vallo, in Sicilia, si trovano bloccati a Bengasi, la più importante città costiera della Cirenaica, nell’est della Libia.

Gli equipaggi dei pescherecci “Medinea” e “Antartide” erano infatti stati fermati dalle autorità libiche lo scorso primo settembre, a una quarantina di miglia dalle coste. Si tratta di otto italiani, sei tunisini, due filippini e due senegalesi che vivono in Sicilia da anni.

In questi tre mesi le autorità della Cirenaica, che rispondono al maresciallo Khalifa Haftar, che si oppone da anni al governo di Tripoli, hanno fornito poche e frammentarie informazioni, ma nel frattempo la situazione si fa sempre più preoccupante.

Proprio per questo, lo scorso fine settimana un centinaio di persone si sono riunite ancora una volta in Sicilia per chiedere la liberazione di chi è accusato, genericamente, di aver oltrepassato le acque territoriali e di aver pescato in acque libiche.

La questione parte da lontano, almeno dal 2005, l’anno dell’inizio della cosiddetta “guerra dei gamberi” tra Italia e Libia. Da tempo, infatti, i libici accusano i pescatori italiani di entrare nelle acque territoriali libiche per catturare gamberi rossi.

Quindici anni fa, a capo della Libia si trovava saldamente il dittatore Muammar Gheddafi, che di punto in bianco decise di estendere unilateralmente le acque territoriali del Paese da 12 a 74 miglia dalle coste, promettendo che la marina libica avrebbe attaccato ogni nave straniera che si fosse avventurata in quell’area, considerando la loro semplice presenza come un atto ostile, un’invasione e un furto di risorse naturali. Quella decisione di Gheddafi, in aperto contrasto con il diritto internazionale, portò al moltiplicarsi degli incidenti, almeno 30, che in questo decennio e mezzo hanno contribuito a erodere l’industria ittica di Mazara del Vallo.

Eppure, il sequestro del 1 settembre è senza precedenti per dimensione e durata: di norma, questi eventi duravano pochi giorni e si risolvevano con una multa e un avvertimento, e questa prassi è sopravvissuta anche alla rivoluzione del 2011 e all’insediamento di nuovi governi in successione, tanto a Tripoli quanto a Bengasi e Tobruk.

Questa volta, invece, Bengasi sta trattenendo i pescatori oltre ogni aspettativa, mostrando l’ennesimo aspetto critico nell’assenza di uno Stato di diritto in ogni parte della Libia di oggi.

Mentre a Tunisi si negozia per la creazione di un nuovo governo di unità nazionale, che metta fine alla guerra civile, il percorso di creazione del nuovo Stato libico è evidentemente fermo al palo: dalla sistematica violazione dei diritti umani all’uso di mine antipersona, dal traffico di armi alla costante presenza di potenze straniere, la distanza dalle regole internazionali è enorme.

In condizioni come queste, per la diplomazia le strade da percorrere sono limitate, ma per l’Italia il discorso è ancora più complicato: con la cacciata di Gheddafi, con cui si intrattenevano rapporti spesso di tipo personale prima ancora che politico, Roma ha perso gran parte della sua rilevanza in Libia, e il suo sostegno al Governo di Accordo Nazionale di Fayez al-Sarraj, supportato dalle Nazioni Unite, rende inutili i tradizionali canali del diritto internazionale quando si tratta di dialogare con Haftar.

Proprio per questo, le richieste di Bengasi sono molto diverse dalla semplice multa: nel caso dei 18 pescatori catturati a settembre, Haftar ha chiesto a Roma di liberare quattro calciatori libici, detenuti in Sicilia da quando la procura di Catania li ha condannati a 30 anni di carcere per tratta di esseri umani.

Inoltre, le politiche migratorie italiane ed europee rendono la questione libica particolarmente delicata: dal febbraio 2017, l’Italia prima e l’Unione europea poi hanno individuato in Tripoli il partner fondamentale nel contenimento dei percorsi migratori, firmando accordi con la guardia costiera libica, che fa parte della marina di Tripoli, ricevendo in cambio di denaro, mezzi e formazione la promessa di fermare le persone che cercavano di arrivare sulla sponda nord del Mediterraneo.

Questa visione europea della Libia come puro strumento di contenimento delle migrazioni ha messo sullo sfondo le necessarie politiche di stabilizzazione regionale e di costruzione del nuovo Stato, lasciando inoltre che le potenze straniere, regionali e non (Russia, Turchia, Egitto, Emirati Arabi Uniti su tutte), aumentassero la loro influenza, al punto che l’Italia, per convincere Haftar a liberare i pescatori, si è rivolta a Mosca, al Cairo e ad Abu Dhabi.

Esiste anche un discorso di responsabilità di cui i pescatori di Mazara del Vallo pagano il prezzo: più è ampia la zona delle acque territoriali libiche, minori saranno le responsabilità europee nel campo della ricerca e soccorso.

Al netto della strumentalizzazione politica della vicenda, da alcuni presentata come una questione di orgoglio nazionale, è grande la frustrazione dei parenti dei pescatori sequestrati e delle organizzazioni che si occupano di pesca. Le associazioni di categoria chiedono di essere coinvolte nelle discussioni sulla regolamentazione delle zone economiche esclusive per la pesca nel Mediterraneo al fine di garantire un ambiente di lavoro più sicuro per i pescatori, mentre i familiari dei pescatori continuano a chiedere al governo di prendersi cura della loro sorte. Eppure, finora, dalla politica la risposta più significativa è stato il silenzio.

Etiopia, regione del Tigray: si prepara un nuovo genocidio?

25.11.2020 – Andrea De Lotto

Etiopia, regione del Tigray: si prepara un nuovo genocidio?
Manifestazione del gruppo etnico oromo contro il governo (Foto di Nigrizia)

Vengo a sapere che la comunità Etiope qui a Milano sta cercando di organizzare un presidio per denunciare quello che sta succedendo nel loro Paese. Non ne sapevo nulla, mi sento molto ignorante. Ho sempre fatto fatica a capire cosa succede nel corno d’Africa, comincio quindi a chiedere. Mi mandano degli articoli in inglese. Provo a descrivere il nodo: il presidente dell’Etiopia ha dato un ultimatum alla regione settentrionale del Tigray (uno degli stati federali dell’Etiopia), o “cambiano registro” o sarà un massacro. Il punto sta tutto lì: cosa vorrà dire che devono cambiare registro? Devono sottomettersi al governo centrale? Devono smettere di provocare anche militarmente? Devono rinunciare una volta per tutte a quel potere che seppur minoranza hanno comunque avuto in Etiopia per 30 anni? Devono smettere di fare quello che vogliono, come per esempio convocare comunque le elezioni quando il governo centrale le ha vietate causa Covid?

Ma il presidente etiope non era premio Nobel per la pace? Ha detto davvero domenica scorsa che se non si consegnano in 72 ore massacrerà la capitale del Tigray, Mekelè, con i suoi 500mila abitanti? Ma quando era salito al potere non aveva parlato di “riconciliazione, perdono e amore”??

Si sa poco, anche perché il governo di Addis Abeba ha da qualche giorno spento le luci. Ha chiuso i collegamenti telefonici, internet, voli. Una brutta situazione. Ma c’è bisogno di capire di più. Chiedo aiuto al vecchio Alex Zanotelli che mi passa il contatto di padre “Filo”, attuale direttore di Nigrizia, Filippo Ivardi Ganapini. Gli scrivo, in meno di due ore, dopo cena, stanchi tutti e due, siamo in videochiamata, una disponibilità e una semplicità che lo fanno degno erede di padre Alex. Lo ringrazio.

Si avverte subito la sua preoccupazione. Era al telefono poco prima con Addis Abeba, nella zona del Tigray qualcuno riesce ancora a comunicare con telefoni satellitari, la confusione è tanta, ma di più l’angoscia. Ci sono già profughi e profughi, a carrettate, come se in Africa non ce ne fossero abbastanza. E poi gli equilibri delicati che mi descrive, l’effetto domino è dietro l’angolo. Come in un castello di carte ne togli una e viene giù tutto. L’Eritrea che sta oltre la zona del Tigray e non vede probabilmente l’ora di partecipare alla spartizione della preda, che può approfittare degli scontri per chiudere qualche conto in sospeso con il vicino scomodo. Lì le armi le hanno usate tanto, forse non hanno mai smesso di oliarle.

Profughi che scappano, dove? In Sudan, si parla di 40mila. Possiamo solo immaginare la disperazione che si somma, che si stratifica. Gironi infernali. Mi racconta che i soldati Tigrini scappano nelle campagne per organizzare probabilmente la guerriglia. Il terreno lo conoscono bene, se il presidente dell’Etiopia crede di risolvere la cosa in quattro e quattr’otto, si sbaglia. Vengono i sudori freddi. C’è chi parla di “balcanizzazione” dell’Etiopia.

E poi, sempre questo famigerato presidente etiope che ritira i suoi soldati dalla Somalia, dove aiutano il fragile governo somalo a resistere al terrorismo del gruppo Al Shabaab. Altro focolaio che può partire. E poi la diga sul Nilo, la più grande, Grand Ethiopian Renaissance Dam (GERD), in territorio etiope, ma che coinvolge sia il Sudan che l’Egitto. E poi le locuste…

Ce ne sarebbe abbastanza perché la comunità internazionale urli compatta “Fermi tutti!”. Invece troppo poco: Usa e Francia dicono qualcosa, l’Unione Africana chiede il cessate il fuoco, così come i vescovi di Etiopia ed Eritrea. Ancora troppo poco. Le voci devono essere autorevoli ed alzarsi. Se poi riuscissero a farlo le popolazioni sarebbe meglio ancora.

Forse ci sarà questo presidio a Milano, vi andrò eccome, per cercare di capire, nella speranza che non sia una replica in miniatura delle tensioni fortissime tra quelle etnie, ma perché un occhio esterno, uno sguardo dei civili faccia dire: “Alto al fuego!” Lo pagheranno le popolazioni. Lo pagheranno in primis donne, vecchi e bambini che raccoglieranno il loro fagotto e vivranno di paura e di terrore.

Non so quanto spazio ci sarà per questa sciagura sui media mondiali. So solo che per delle sacrosante manifestazioni ad Honk Kong sapevamo se gli studenti rischiavano una carica della polizia e se il politecnico era circondato. Qui si rischia un massacro, con aerei, elicotteri, carri armati, cannoni e chi ne ha più ne metta. A proposito: “Ma chi le mette le armi? Chi le vende?” Silenzio, hanno staccato la comunicazione, così si lavora meglio…

…………………………………………………

Nota della redazione: rispettiamo il pensiero dell’estensore dell’articolo ma la situazione dell’Etiopia non è paragonabile per alcun motivo ai fatti Honk Kong. Quante volte ci capita di assistere al silenzio delle varie agenzie di stampa? Preesenza ha – da sempre – ignorato ad esempio i quaccheri a livello mondiale. Sono scelte  anche queste…. Riforma e NEV ad esempio – talvolta – ci da spazio per le scelte etiche sia interne che esterne .

Ci pensiamo comunque noi…. La condanna di tutti i totalitarismi per noi quaccheri è senza se e senza ma. Non accostiamo impropriamente i fatti.

Meeting Minutes del 25-11-2020 contro la violenza sulle donne

Meeting Minutes del 25-11-2020 contro la violenza sulle donne

Abbiamo ricevuto una email  da un blog che voleva delle risposte per loro fini,  incasellandoci fra i “protestanti radicali”. Noi siamo nati al di fuori  dalla Riforma ed estranei alla centralità della Bibbia (e non quella dello Spirito Santo… ) : ne riparliamo se condividono quanto replicato. Non sapevano che abbiamo avuto ben due Presidenti USA, ottenuto un Premio Nobel della Pace come i soli nell’ambito dei gruppi (e non singoli) religiosi ecc ecc

“Dentro di me c’è una sorgente molto profonda. E in quella sorgente c’è Dio. A volte riesco a raggiungerla, più sovente essa è coperta da pietre e sabbia: allora Dio è sepolto. Allora bisogna dissotterrarlo di nuovo.”

Etty Hillesum

Preghiera per Patrick Zaki e tutte le donne vittime della violenza degli uomini

Accade sempre ancora che altri vengano dominati a causa del loro sesso, del colore della loro pelle, o della loro origine.
Continua a regnare l’angoscia di fronte ad altri esseri umani, ad altre culture e capacità.
Si va avanti a scrivere la storia dell’odio e della violenza, i cui protagonisti sono i dominatori e i dominati.

Ti preghiamo, Cristo, abbi pietà.

Amen

Vera Sabine Winkler

91 donne uccise nel 2020 per pura violenza maschile con un incremento nel periodo di chiusure nazionali e/o regionali: non lo possiamo accettare! E’ quasi sempre il proprio ambiente domestico la scena del crimine


′′ Poiché il capo di una famiglia Mosuo è sempre una donna, responsabile di tutte le decisioni finanziarie e della scomparsa del nome e della proprietà, i Mosuo sono spesso caratterizzati come società matriarcale. La realtà è un po ‘ più complessa. Ad esempio, le donne non hanno alcun potere politico ufficiale. Eppure secondo Chuan-Kang Shih, esperto del Mosuo e professore di antropologia presso l’Università della Florida, il sistema sociale Mosuo è sostenuto da una convinzione fondamentale che le donne siano più capaci degli uomini, mentalmente e persino fisicamente.”

https://www.yesmagazine.org/health-happiness/2020/11/09/china-himalayas-grandmothers-mosuo/?fbclid=IwAR1hYDXZRApJJOoPpOw2wBk0BN2uST_-SPj0ZD4ramdasxRmhrnCsQRxRtM ′′

Il servizio dell’esercito è obbligatorio per la maggior parte dei cittadini israeliani e, mentre molti cercano deroghe per vari motivi, il caso di Rabin è insolito, in quanto si è apertamente dichiarata pacifista. E ‘ una posizione che si traduce automaticamente in carcere, almeno mentre sono in esame i meriti di un caso… ′′ Per vincere un’eccezione alcuni giovani sostengono di studiare a tempo pieno in un seminario teologico ebraico, mentre altri sostengono problemi di salute mentale. Rabin ha detto che ha scelto di non nascondere le sue convinzioni pacifiste e di affrontare le conseguenze, rifiutando ‘ la via d’uscita più semplice ‘. ‘ ′′ Posso dire che sono pazzo e mente ha detto AFP l’adolescente dalla coda di cavallo. ′′ Non sono pazzo. La situazione qui… è folle. ′′

https://www.timesofisrael.com/israeli-conscientious-objector-released-from-military-prison/?fbclid=IwAR37dCKDTN42pjLSWW_HeKig5fAGS-N4MCG8vXeKogGpDKYgzPgNMen86qE


In questa data nel 1916 (25 novembre) morì Inez Milholland. (Nata il 6 agosto 1886.) Socialista. La pacifista. Femminista. Suffragista. Attivista antiguerra. Avvocato del lavoro. Avvocato per la riforma della prigione. Membro del NAACP. Nata a Brooklyn, New York. Morta inaspettatamente durante un giro di parola a Los Angeles, California. Seppellita nel cimitero di Lewis, Lewis (Contea di Essex), New York. (Foto: Alice Paul e altri suffragi nella tomba di Inez. )) ~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes Cimitero

In questa data nel 1884 (25 novembre) morì Mathilde Anneke. (Nata il 3 aprile 1817.) Socialista. Femminista. Abolizionista. Proprietaria del giornale, editor, giornalista. Nel 1848 fondò un giornale tedesco chiamato ′′ Frauen-Zeitung ′′ (′′ giornale femminile ′′). Nel 1849 Mathilde e suo marito emigrarono negli U. S., sistemarsi nel Wisconsin. Nel 1852 ha fondato la prima rivista femminista pubblicata da una donna in America, la ′′ Deutsche Frauen-Zeitung.” Seppellita nel cimitero di Forest Home, Milwaukee, Wisconsin.~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes Cimitero In questa data nel 1968 (25 novembre) morì Upton Sinclair. (Nato il 20 settembre 1878.) Socialista. Un romanziere. Giornalista investigativo. Autore di ′′ La giungla ′′ (1906) e ′′ I profitti della religione: un saggio in interpretazione economica ′′ (1917), tra molte altre opere. Nato a Baltimora, Maryland. Morto a Bound Brook, New Jersey. Seppellito nel cimitero Rock Creek, Washington, D.C. ~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes Cimitero

Buon compleanno, Gertrud Baer (novembre. 25 dicembre 1890 15, 1981). Pacifista. Femminista. Maestra. Avvocato del disarmo nucleare. Attivista di lunga data con la Lega Internazionale femminile per la Pace e la Libertà (Wilpf). Nel 1921 divenne segretaria esecutiva della filiale tedesca della Wilpf. Dal 1929 al 1947 è stata copresidente della International Wilpf. Gertrud parlava spesso degli importanti legami tra femminismo e pacifismo. Nata a Halberstadt, Germania. Morta a Ginevra, Svizzera. Seppellita nel cimitero ebraico di Veyrier, Ginevra.~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes

In memoria della giornata di ieri:
Lo specchio dei martiri segnala che, quando la loro frase è stata letta, Hendrick disse con gioia: ′′ Beati quelli che piangono ora, perché rideranno e saranno premiati con abiti brillanti. … Questo è il sabbath del Signore, che da tempo ho desiderato.” Ovviamente, Hendrick era uno di quegli anabattisti che pensavano che l’opportunità di morire per la sua fede fosse una buona cosa (invece di altri che non hanno visto il virtù di sottomettersi alla pena di morte se si potesse evitare. ))Lo specchio dei martiri include una lettera di Adriaen ai suoi amici, così come la sua ′′ confessione davanti al magistrato e ai sacerdoti.” Questa confessione equivale ad una trascrizione del suo interrogatorio carcerario, scritta dal suo punto di vista. (Cfr. pp. 526-535.)(Foto: Gravensteen, Leiden, antico sito di esecuzione. ))~ La Marginal Mennonite Society Anabaptist Executions Serie

Buon compleanno, Lola Maverick Lloyd (novembre. 24, 1875 luglio 1944). Pacifista. Femminista. Suffragista. Socialista. Nel 1915, Maria aiutò a organizzare il Partito della Pace Donna (WPP), un gruppo pacifista contrario alla prima guerra mondiale. Ha anche lavorato con il gruppo successore WPP, la Lega Internazionale femminile per la Pace & Libertà (WILPF) (ancora esistente). Nel 1937 ha cofondato la Campagna per il governo mondiale. Era un membro del Partito Nazionale delle Donne. Anche membro del Partito Socialista dell’Illinois. Nata a Castroville, Texas. Morta a Winnetka, Illinois. Seppellita a Mission Burial Park South, San Antonio, Texas.~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes

Buon 59° compleanno, Arundhati Roy (nato novembre. 24, 1961). Femminista. Attivista per i diritti umani. Attivista ambientale. Attivista anti-globalizzazione. Critico alla politica estera e militare americana. Autore di ′′ Il Dio delle piccole cose ′′ (1997), ′′ Guida di una persona ordinaria all’impero ′′ (2004), ′′ Capitalismo: Una storia fantasma ′′ (2014), e ′′ Il Ministero della felicità più alta ′′ (2017). ), tra molte altre opere. Nato a Shillong, India.~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes

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Poesia di David Herr
Pray,
Your will be done
Then solve your problems
One by one

Pregate,

Sia fatta la tua volontà

Allora risolvi i tuoi problemi

Uno per uno

25 e 28 novembre – Non Una di Meno Torino: se ci fermiamo noi, si ferma il mondo!

24.11.2020 – Redazione Torino

25 e 28 novembre – Non Una di Meno Torino: se ci fermiamo noi, si ferma il mondo!

In piazza e online per la giornata mondiale contro la violenza maschile sulle donne e la violenza di genere

In occasione della giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne e contro la violenza di genere, il 25 e il 28 novembre, il movimento femminista e transfemminista Non Una di Meno – Torino, organizzerà iniziative online e offline: presidi, performance di piazza e campagne social. 

Mercoledì 25 novembre, attraverso mail/social bombing porteremo l’attenzione sulla narrazione violenta dei media.  Stuf* di veder additare le donne come “maestre che fanno video hot” o “vittime di una follia d’amore” rimanderemo al mittente le parole che ci colpevolizzano e che giustificano assassini e stupratori, chiedendo a gran voce delle contro-narrazioni rispettose delle vittime che seguano le linee guida dettate dal Manifesto di Venezia del 2017.

Sabato 28 novembre, in Piazza Castello dalle ore 15,00 ci sarà una performance collettiva per denunciare la violenza strutturale che colpisce la vita delle donne e tutte le soggettività dissidenti.

Una violenza che parte tra le mura domestiche, passa per le disuguaglianze e le discriminazioni sul luogo di lavoro arrivando fino all’emergenza sanitaria in corso, sono più di tutti le donne a pagare il prezzo più alto!

Lavoratrici e madri sono obbligate a un’impossibile conciliazione tra lavoro e famiglia, tra salario e salute, sono soprattutto le donne e le persone lgbtqia+, migranti, precarizzate e non garantite a pagare la crisi e a perdere per prime il lavoro. Il ricorso sistematico al lavoro gratuito, precario o malpagato non è corrisposto da nessuna valida misura di sostegno al reddito e al salario, dall’inclusione nel welfare, dal supporto per la cura di bambini, malati e anziani.

Il 25 e il 28 novembre, contro la violenza maschile sulle donne e la violenza di genere, faremo risuonare, di nuovo, un grido altissimo e feroce.

Di seguito i rimandi alle convocazioni complete delle due giornate di mobilitazione e all’appello nazionale della rete Non Una di Meno.

– Evento del 25 novembre – bombing contro la narrazione violenta dei media

– Evento 28 Novembre a Torino – in piazza contro la violenza maschile sulle donne e le violenze di genere

– Appello nazionale della rete NON UNA DI MENO per il 25 e 28 novembre 2020

Mettere fuori legge tutto ciò che ha a che fare con le armi nucleari

23.11.2020 – Northampton, Stati Uniti – Timmon Wallis

Quest’articolo è disponibile anche in: IngleseSpagnoloFranceseTedescoPortogheseCatalanoGreco

Mettere fuori legge tutto ciò che ha a che fare con le armi nucleari

Il Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari (TPAN) vieta l’uso delle armi nucleari. Ma non è questo che rende il trattato così importante. Infatti, molti sostengono che qualsiasi possibile uso delle armi nucleari violerebbe inevitabilmente i principi fondamentali del diritto umanitario internazionale e che quindi l’uso delle armi nucleari era già illegale molto prima dell’entrata in vigore del TPAN. Ciò che è illegale ora, tuttavia, non è solo l’uso di armi nucleari, ma tutto ciò che ha a che fare con le armi nucleari.

Il TPAN vieta tutto ciò che ha a che fare con le armi nucleari, e quindi ha il potenziale per colpire seriamente le aziende che producono armi nucleari e, attraverso di esse, i politici di cui finanziano le campagne.

Il TPAN vieta lo sviluppo, il collaudo, la produzione, il possesso, lo stoccaggio, il trasferimento, lo stazionamento e il dispiegamento di armi nucleari. Inoltre, vieta di assistere, incoraggiare o indurre qualcuno ad impegnarsi in una qualsiasi di queste attività. Perché è così importante?

Mentre i divieti del trattato sono legalmente vincolanti solo nei paesi firmatari (50 finora) che diventano “Stati parte” del trattato, tali divieti non si applicano solo alle attività dei governi. L’articolo 1(e) del trattato proibisce agli Stati parte di assistere “chiunque” sia impegnato in una di queste attività proibite. Ciò si riferisce chiaramente a società e individui privati che possono essere coinvolti nel settore delle armi nucleari.

Don’t Bank on the Bomb (un’organizzazione che pubblica rapporti sul coinvolgimento delle banche nelle armi nucleari  N.d.t.) identifica 26 società private attualmente coinvolte nel settore delle armi nucleari a livello globale. Queste includono 15 società con sede negli Stati Uniti, oltre ad alcune con sede in India, Cina ed Europa. Ci sono uffici di almeno una di queste società in più di venti paesi che stanno per diventare Stati Parte. Honeywell, per esempio, ha uffici in 13 di questi Paesi. Molte altre aziende hanno progetti, inclusi contratti governativi, in questi paesi.

Sempre più paesi entreranno a far parte del TPAN nei prossimi mesi e anni, e la pressione sulle aziende private coinvolte nelle armi nucleari continuerà a crescere. Queste aziende stanno già affrontando pressioni pubbliche e finanziarie non solo da parte di futuri Stati firmatari, ma anche all’interno dei loro stessi Paesi. Due dei cinque maggiori fondi pensione del mondo sono usciti dagli investimenti legati alle armi nucleari, e altre istituzioni finanziarie stanno seguendo il loro esempio.

Le armi nucleari esistono ancora, in gran parte perché le aziende coinvolte nel business esercitano un potere enorme sulle politiche governative e sui processi decisionali, soprattutto negli Stati Uniti. Sono tra i maggiori finanziatori delle campagne di rielezione al Congresso. Pagano milioni di dollari ai lobbisti a Washington. E forniscono una “porta girevole” per i politici disoccupati che potrebbero essere alla ricerca di un contratto di consulenza redditizio o di una posizione nel consiglio di amministrazione di qualche azienda.

È improbabile che si verifichi un cambiamento significativo nella politica degli Stati Uniti verso le armi nucleari fino a quando queste aziende non cominceranno a sentire una reale pressione proveniente da questo trattato. Fino a quando non si renderanno conto che il loro futuro dipende dalla diversificazione delle attività lontano dalle testate nucleari, queste aziende continueranno ad essere la forza trainante per il mantenimento di queste armi.

Negli anni ’80 la pressione pubblica sui produttori di armi nucleari ha portato molte di loro a voltare le spalle a questo tipo di armi. I politici li hanno seguiti rapidamente, e abbiamo avuto le prime importanti riduzioni delle scorte nucleari dall’inizio della guerra fredda.

Questa volta abbiamo un’esigenza ancora più critica. Abbiamo bisogno del denaro e del potenziale intellettuale che viene riversato nella “modernizzazione” delle armi nucleari per creare le tecnologie necessarie per un futuro verde e sostenibile. Ora ci troviamo di fronte non a una, ma a due minacce esistenziali per il nostro pianeta. Usando il TPAN per fare pressione sulle compagnie di armi nucleari, abbiamo almeno una possibilità di sopravvivere ad entrambe.

Traduzione dall’inglese di Thomas Schmid. Revisione di Lorenzo Paveggio

Meeting Minutes

Meeting Minutes del 24/7/2021

” Un barlume di eternità filtra sempre più nelle mie più piccole azioni e percezioni quotidiane. Io non sono sola nella mia stanchezza malattia tristezza o paura, ma sono insieme con milioni di persone, di tanti secoli: anche questo fa parte della vita che è pur bella e ricca di significato nella sua assurdità, se vi si fa posto per tutto e se la si sente come un’unità indivisibile “

Etty Hillesum

Preghiera Per Patrick Zaki ed oggi anche per le 700.000 persone in maggioranza anziani che non hanno avuto il diritto alla saluta, essendo negato per indisponibilità il vaccino antiinfluenzale (fonte: Domani)


Signore, la tua bontà mi ha creato, la tua misericordia ha cancellato i miei peccati, la tua pazienza fino a oggi mi ha sopportato.

Amen

Anselmo di Aosta

Buon 59° compleanno, Arundhati Roy (nato novembre. 24, 1961). Femminista. Attivista per i diritti umani. Attivista ambientale. Attivista anti-globalizzazione. Critico alla politica estera e militare americana. Autore di ′′ Il Dio delle piccole cose ′′ (1997), ′′ Guida di una persona ordinaria all’impero ′′ (2004), ′′ Capitalismo: Una storia fantasma ′′ (2014), e ′′ Il Ministero della felicità più alta ′′ (2017). ), tra molte altre opere. Nato a Shillong, India.~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes

Buon compleanno, Lola Maverick Lloyd (novembre. 24, 1875 luglio 1944). Pacifista. Femminista. Suffragista. Socialista. Nel 1915, Maria aiutò a organizzare il Partito della Pace Donna (WPP), un gruppo pacifista contrario alla prima guerra mondiale. Ha anche lavorato con il gruppo successore WPP, la Lega Internazionale femminile per la Pace & Libertà (WILPF) (ancora esistente). Nel 1937 ha cofondato la Campagna per il governo mondiale. Era un membro del Partito Nazionale delle Donne. Anche membro del Partito Socialista dell’Illinois. Nata a Castroville, Texas. Morta a Winnetka, Illinois. Seppellita a Mission Burial Park South, San Antonio, Texas.~ La serie Marginal Mennonite Society Heroes