preghiera per Cosimo senzatetto

Preghiamo per Cosimo un senzatetto di Verbania affinché si apra una possibilità di sistemazione, a breve, dato il periodo duro che si trova a vivere senza prospettive positive. Dice che Gesù mi ascolta ma è bene che preghiamo insieme per Lui. Tutti gli Amici di Gesù sono uguali davanti a lui. Confidiamo e insieme osiamo dire per l’esaudimento della richiesta che affidiamo allo Spirito, il Dio vivente.

Sii propizio, o signore Dio, alle nostre suppliche e concedi, ti preghiamo, a noi che viviamo nei triboli il soccorso della tua pietà, sicché , consolati dalla presenza del tuo figlio noi non ci lasciamo contaminare da alcun contagio del passato.

La preghiera ebraica e il testo di analisi sulla straniera Rut

Lo abbiamo presentato nel Festival quacchero e lo proponiamo oggi come pagina sul sito del quaccheri.it, lo studio sulla preghiera nelle Scritture ebriache: non ci sono solo gli amati Salmi, dunque. Curato dal prof. Paolo De Benedetti.
In questi Sabati che precedono il meeting abbiamo un aiuto per pregare oltre al Silenzio. Leggetelo. Non si trova in rete
https://quaccheri.wordpress.com/preghiera-ebraica-la/inoltre il file pdf della tesi di laurea avventista sul libro di Rut: basta cliccare per esportarlo

Preparazione del sabato

La meditazione del Sabato, giorno festivo di Gesù, la cominciamo da settimane al calare della sera come nella teologia giudaica dei suoi tempi e di quelli attuali: è buona cosa accostarsi con un esame di coscienza, una accusa a se stessi per i peccati , il male causato anche con la sola indifferenza e il proponimento a Gesù di migliorare. Se si è caduti nel male, siamo suoi Amici e possiamo rialzarci. Non davanti a un prete ma nell’intimo del nostro cuore. Che lui legge non a parole. La remissione potete constatarla dalle opere frutto dello Spirito Santo in noi che porrete in essere e non preghiere studiate a dottrina ripetute come pappagalli.
Riconosciamo che solo il SIgnore è Dio come dice il Salmo 100 e Gesù il nostro avvocato.
Amen.

Una lettera mensile di preghiera: lascia la tua e.mail

Ho pensato di creare una lettera mensile di preghiera: non soltanto i profughi in Italia e in Europa ma anche tante persone nei paesi sottosvilluppati che necessitano di preghiere per fame, carestie, guerre, malattie, disastri naturali. Un modo per meglio testimoniare la nostra speranza del Regno di Gesù, avendo un orizzonte che esce dal quotidiano e chiede che siano asciugate le lacrime e posto rimedio alle sofferenze. Lascia la tua inbox e ti sarà inviata un documento word o pdf anche se preferisci whatsapp. E’ un esempio che ci è offerto dagli AMICI. Sarà una caratteristica della missione quacchera. Cambiamo la copertina da lunedì come segno.

Scrivi a maurizio_benazzi@libero.it

La preghiera dei colportori medioevali

Alla scoperta delle ricchezze del nostro sito

https://ecumenici.wordpress.com/spiritualita/

 

 

Questa preghiera veniva predicata dai colportori valdesi fin dal Medio-evo. I colportori erano i venditori ambulanti di Bibbie ed opuscoli biblici. Sono parecchi i racconti che ci sono pervenuti su questi umili predicatori, tra cui quello – più recente nel tempo – del colportore entrato il 20 settembre 1870 a Porta Pia, dietro ai bersaglieri, conducendo un cane che trainava il suo carrettino biblico Esiste tra l’altro un “commento” significativo dall’Osservatore Romano del maggio 1890, così come citato da “L’Italia Evangelica” nel numero del 24 maggio 1890: Ora abbiamo anche la Carrozza Biblica, un ritrovato di cui ha il brevetto d’invenzione la società protestante […]; lo spacciatore è un tipo fra il ministro evangelico e il cavadenti, il quale dall’alto della vettura cerca di accreditare la merce con discorsi ciarlataneschi nei quali fa entrare un poco di tutto… e le risa di scherno e le apostrofi burlesche che gli vengono dirette devono avergli fatto già inghiottire vari bocconi amari.

 

Tu, pertanto, o Signore, Dio dei giusti

Non stabilisti di far grazia ai giusti,

come Abramo, Isacco e Giacobbe,

coloro che non peccarono contro di te;

ma stabilisti di far grazia a me, che sono un peccatore.

E ora guarda, sto piegando le ginocchia del mio cuore dinanzi a te;

e sto implorando la tua benevolenza.

Ho peccato , o Signore, ho peccato;

e conosco bene i miei peccati.

Ti imploro;

perdonami, o Signore, perdonami!

Non distruggermi con le mie trasgressioni;

non essere adirato con me per sempre;

non ricordare i miei peccati,

e non condannarmi e non mi esiliare negli abissi della terra!

Perché tu sei il Dio di quanti si pentono

 

(Preghiera di Manasse, vv.8 e 11-13)

 

 

Prendi nota: Meeting annuale quacchero il 28 maggio

Prendi nota che sabato 28 maggio meeting annuale quacchero, a Olgiate Olona Va , nel pomeriggio; possibilità di ospitare dei sacchi a pelo per chi desidera partecipare la domenica al Palio delle Contrade di Legnano, che dista 5 km, con sfilata di abiti medioevali e gara ippica. Prenotarsi per tempo, posti limitatissimi. Fino al Natale Amish del 6 gennaio solo meeting on line. Tel 0331 641844 per info. Seguono video parco.

 

 

Una preghiera per MSF

Una preghiera per le vittime di Medici senza Frontiere: Basta con la guerra! L’Italia ritiri le truppe dalle missioni all’estero!
 
Paolo di Tarso, Prima lettera a Timoteo 1,17
Al re dei secoli
Al re dei secoli,
incorruttibile invisibile
unico Dio,
onore e gloria
nei secoli dei secoli.
Così sia.
 
 

Preghiamo per le nuove adesioni al gruppo di meditazione giornaliera quacchera

La parola ebraica Shabbat proviene dal verbo ebraico lishbot (לשבות), che letteralmente significa smettere, inteso come smettere di compiere alcune azioni. Sebbene “Shabbat” e la sua versione anglicizzata “Sabbath” siano universalmente tradotti come “riposo” o “tempo del riposo”, una traduzione più letterale sarebbe “lo smettere” con l’induzione a “smettere di lavorare”.

Sheva, in ebraico, può anche significare il numero “7”.

Questa considerazione contribuisce anche a chiarire la questione teologica sul perché, nel settimo giorno della creazione, così come riportato nel libro della Genesi, Dio abbia avuto bisogno di riposare: una volta compreso che Dio ha smesso di lavorare piuttosto che riposato, si rientra in un’ottica biblicamente più aderente alla figura di un Dio onnipotente che non ha necessità del riposo; per questo si deduce l’interpretazione della parola “riposò” come aggiunta a quanto da Lui era già stato compiuto, appunto lo Shabbat.

Lo Shabbat (detto anche Shabbath, Shabbos secondo la pronuncia Ashkenazita o Shabat; plur. Shabbetot o Shabbatot, in ebraico שבתות), in ebraico: שבת, è la festa del riposo, che è osservata ogni sabato dal tramonto del venerdì.

In questo giorno di celebrazione, ci si saluta con un sentito “Shabbat Shalom” ; secondo un’opinione esegetica ebraica, oltre al “Shabbat”, come saluto l’espressione “Shalom” significa anche “siamo in tre…”: le due persone presenti, che si accolgono reciprocamente, e Dio, anch’Egli presente eternamente (la parola ebraica che significa “tre” è infatti Shalosh, la lettera Mem dell’alfabeto ebraico rappresenta poi un significato correlato anche a quest’uso).

Shabbat Shalom a tutti…! Di vero cuore…

 

 

bonh

 

Preghiamo per le nuove adesioni al gruppo di meditazione giornaliera quacchera che passa questa settimana da 17 adesioni a 44 di cui 6 via e.mail e 2  whatsapp al 348 7997824. Rimanere nell’amore di Dio è il testo di Dietrich Bonhoeffer. Possa essere così per noi

Lo facciamo col Salmo 21 che leggete qui

http://www.laparola.net/testo.php?riferimento=Salmi21&versioni%5B%5D=C.E.I.

 

Il Salmista supplica come Gesù sulla Croce e sappiamo ormai tutti del Dio nascosto.

Amen

 

 

Atti apocrifi

 

Martirio del santo apostolo Pietro

9 (38) – 10 (39)

 

A Cristo, dio dell’universo

 

Quando lo sospesero nel modo che aveva chiesto, cominciò a dire (…)

10 (39) Poiché tu mi hai fatto conoscere e rivelato queste cose, Parola, che poco fa ho chiamato legno di vita, ti rendo grazie non queste labbra inchiodate, non con la bocca che profferisce verità e menzogna, non con questa parola che procede per artificio di una natura materiale. Ma rendo grazie a te , o re, con la voce

che viene concepita nel silenzio,

che non si percepisce manifestatamente,

che non procede per tramite di organi corporei,

che non arriva a orecchio carnale,

che non viene ascoltata da sostanza corruttibile,

che non è nel mondo e non risuona sulla terra,

che non è scritta nei libri,

che non è di uno senza essere di un altro,

ma con questa voce ti rendo grazie, Gesù Cristo, col silenzio della voce, con la quale lo spirito che è in me ti ama, ti parla, ti vede: solo lo spirito di comprende.

Tu mi sei padre, mi sei madre, mi sei fratello, amico, servo, intendente.

Tu sei il tutto, e il tutto è in te.

Tu sei l’essere, e non c’è altro che è, eccetto tu solo.

Perciò anche voi, fratelli, rifugiandovi in lui e apprendendo che solo in lui è il vostro essere, otterrete tutto ciò che egli vi promette, ciò che occhio non ha visto, orecchio non ha udito e non è salito al cuore dell’uomo (1 Cor 2,9).

Dunque ti preghiamo per ciò che ci hai promesso di dare, Gesù immacolato, ti lodiamo, ti rendiamo grazie, ti confessiamo, glorificandoti noi, deboli uomini, perché perché tu sei dio e non altri; a te sia gloria ora e per tutti i secoli dei secoli. Così sia.

 

 

 

 

 

Lo straniero (Xenos) nel Vangelo

Daniele Garrone

I parte: l’interpretazione classica (Sabato prossimo la parte più consistente sulla modernità dello sviluppo esegetico)

 

Il Nuovo Testamento offre meno materiale dell’Antico Testamento riguardo al rapporto con gli stranieri. La cosa è di per sé comprensibile. L’Antico Testamento rispecchia la condizione di un popolo che ha rapporti con persone che di quel popolo non fanno parte e che definisce anche in termini giuridici lo status; il Nuovo quella di gruppi emergenti con la loro visione religiosa i contesti in cui sono minoritari.

Le non numerose attestazioni neotestamentarie del termine straniero (Xenos) consentono tuttavia alcune considerazioni, in quanto esse si trovano in contesti significativi.

Il primo testo da prendere in esame è quello cui fa evidentemente allusione il titolo assegnatomi: l’accoglienza dello straniero rientra tra le cosiddette “opere di misericordia” di Matteo 25,31-46.

La scena si presenta come il giudizio finale ad opera del Figlio dell’uomo sul suo trono glorioso. Oggetto del giudizio sono “tutte le genti” (v. 32). Gli uomini saranno giudicati in base al comportamento che avranno avuto nei confronti di “uno solo di questi fratelli più piccoli” (Mt 25:40 CEI), con cui il Signore si identifica “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. (Mt 25,35-36 CEI).

Nel corso della storia, la descrizione del giudizio finale è stata variamente interpretata.

A partire dal XIX sec. Ha avuto larga diffusione un’interpretazione universalistica; “i fratelli e e le sorelle del figlio dell’uomo sono tutti i bisognosi della terra, cristiani e non cristiani. Questa lettura riflette e al tempo stesso alimenta un cristianesimo non dogmatico; Matteo 25 è comunque sempre stato un testo fondamentale per motivare la diaconia e, non a caso, viene ripreso dalla teologia della liberazione che arriva ad una concezione del “sacramento del prossimo”; infine Mt 25 può diventare uno dei testi chiave di una teologia delle religioni, enfatizzando il fatto che “i giusti” non sanno di aver avuto a che fare con Cristo nel loro amore per il prossimo bisognoso.

L’interpretazione classica vedeva nei “minimi fratelli” dei cristiani (eventualmente “cristiani perfetti”), talora riferendo anche ai cristiani “tutti i popoli”.

 

 

La politica internazionale per un sabato lascia spazio alla Scienza.

http://www.internazionale.it/scienza/2016/02/11/onde-gravitazionali

 

una guida

http://www.gay.it/news/HIV-piccolo-manuale-per-diretti-interessati-e-non