La compagnia degli Amici in rete

La Compagnia degli Amici

Ritratto di George Fox, fondatore
della società degli amici
I membri della Società degli Amici, chiamati volgarmente Quaccheri, costituiscono una forma di Cristianesimo minoritaria, ma estremamente “nobile” e nobilitante per i praticante, riconoscendo nell’uomo, in ogni uomo, una luce divina, un seme che può crescere ed illuminarlo nell’intimo.
I Quaccheri praticano il silenzio (il Santo Silenzio) come forma di culto, e cercano innanzitutto di essere persone di pace sull’esempio di Gesù. I loro valori sono la sincerità e la schiettezza, cercando la verità in tutte le cose.
La pratica del silenzio è importante perché aiuta a riconoscere questa verità e a portarla alla coscienza.
Li ho conosciuti ascoltando un capitolo dell’audiolibro “La saggezza di Abdul Bahà” dov’egli parla della Compagnia degli amici.
Riporto le tre puntate della trasmissione radiofonica “Uomini e Profeti” dove Pier Cesare Bori (personaggio molto illuminato) parla dei quaccheri.
Buon Ascolto!
PS1: Oltre all’avvincente spiritualità, è molto interessante la riflessione di Pier Cesare sull’istituzione di uno stato Quacchero negli Stati Uniti d’America, e sulla differenza tra il rapporto tra religione e stato in Europa ed America. Quella riflessione mi ha portato a definire un ragionamento riguardo agli stati nazionali e alle teocrazie, ovvero che lo stato moderno laico è nato anche perché le religioni come si presentavano nel 20° secolo erano incapaci di incarnare dei valori universali. Ma al pari degli organismi religiosi, il valore di una struttura statale si misura nella sua capacità di implementare quei valori importanti per il benessere dei popoli.
E’ necessario che uno stato esprima valori spirituali per essere legittimanto nel suo agire, perciò uno stato deve esprimere valori spirituali, altrimenti ad esso è logicamente preferibile una teocrazia che li implementi.
Questo pensiero dovrebbe far inorridire gli illuministi, ma l’esperienza quacchera sembra mostrare che la distinzione “stato laico” e “teocrazia” potrebbe venir superata dal concetto di stato basato sulla verità e sulla giustizia (magari anche fraternità e libertà). Alcuni pensano che una verità non esista o non possa essere identificata, ma altri sanno che la verità esiste ed è trovata da chi la cerca liberamente e senza preconcetti. Si potrebbe anche dire che la democrazia, osservata da una prospettiva spirituale, esprime esattamente la ricerca di questi valori da parte del popolo. Oppure che la democrazia è lo strumento necessario al popolo per poter ricercare ed esprimere questi “sacri” valori.
PS2: I podcast non sono più reperibili sul sito della trasmissione, ma per fortuna sono riuscito a scaricarli da un altro sito http://podcasthall.forumcommunity.net/  W La FreEconomy!!
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Il perchè gli oltre 30 vangeli non ci sono pervenuti

Ci sono nei Vangeli non trasmessi dalla chiesa molte verità nascoste: la più importante che scardina a ben vedere l’antisemitismo alla radice è quella nel Vangelo di Giuda in cui l’aposto preferito da Gesù e degno di fiducia dagli altri tanto da nominarlo tesoriere, avrebbe obbedito alla indicazione del Maestro, vero Dio che ha svelato a lui il Regno.
La ragione principale della scomparsa di queste tante decine di opere è che gli scribi smisero di copiarli nell’antichità e nel Medioevo. Gli scrivani di professione riproducevano i libri a mano ma solo quando un cliente lo richiedeva ed era disposto a pagarlo. Se un libro cristiano fosse stato dichiarato inutile per la teologia o fosse addirittura pericoloso, poche persone avrebbero ordinato libri del genere, e magari qualche scrivano si sarebbe perfino rifiutato di copiarli. Inoltre gran parte dei manoscritti di opere cristiane in nostro possesso non furono realizzati da scrivani indipendenti bensì in monasteri che di certo non autorizzavano la copiatura di testi “eretici”. Soprattutto nell’antichità i materiali per realizzare libri di qualità e l’attività stessa degli scrivani non erano a buon mercato, pertanto se per un libro non c’era richiesta, non era difficile che scomparisse dalla circolazione.
Questo discorso è valido anche per il socialismo religioso o biblico: se non riprendo in mano la trascrizione digitale di certo cattolici e protestanti italiani sono i caproni che affossano i tesori del Regno nelle loro insulse dottrine ecclesiastiche.

Erano almeno 30 i Vangeli prima del 180 d. C.


Interessante che i primi cristiani per molti anni non avessero i 4 vangeli canonici ma molte versioni dei racconti delle origini… Tutto era lasciato alla libera ispirazione dei singoli. Che è la cosa migliore. Tommaso, Maria Maddalena , Giuda erano alcuni Vangeli che circolavano fra gli gnostici coloro che affermano che lo Spirito si sprigiona anche da essi. La selezione nasce da un bagno di sangue nel 180 dopo Cristo. Cose che non dicono le chiese.

Non siamo chiesa ma Società degli Amici

Domani chiariamo che non siamo Chiesa e nemmeno evangelici: i quaccheri a Londra sono anche dei buddisti e atei… qui no ma non facciamo testo ancora

Voi siete la gente che Dio si è scelta, un popolo regale di sacerdoti, una nazione santa, un popolo che Dio ha acquisito per sé, per annunziare a tutti le sue opere meravigliose. Egli vi ha chiamati fuori dalle tenebre, per condurvi nella sua luce meravigliosa.
Questo testo di 1 pietro 2,9 è usato (impropriamente) anche da cattolici e protestanti che hanno preti e pastori, papi e sinodi: noi quaccheri nessuno di questi ma siamo un popolo di Dio, in quanto pratichiamo il sacerdozio universale dei credenti e tutti noi siamo uguali davanti a Dio. Senza meriti. Perchè l’opera di bene che facciamo è frutto dello Spirito Santo, che agisce anche nei noncredenti. Siamo mendicanti della sua Grazia operosa in noi.

La luce interiore alla base del Meeting quacchero

Indirizzare la vita attraverso la Luce interiore non si esaurisce come troppo spesso si pensa in speciali scelte di obiettivi particolari. Comincia prima di tutto con una grande revisione del nostro atteggiamento globale verso il mondo. Adorando nella luce noi diventiamo nuove creature, determinando risposte completamente nuove e straordinarie al nostro intero ambiente esteriore di vita. Queste risposte non sono il frutto del ragionamento. In larga misura esse sono reazioni spontanee di un’avvertita incompatibilità fra i giudizi di valore “del mondo” e il supremo Valore che noi adoriamo nel Centro profondo. Nella luce interiore si trovano sia un’istruzione globale sia insegnamenti specifici.

L’illuminazione dinamica che viene dal livello più profondo si propaga nelle valutazioni del livello superficiale, ed ecco “le cose di un tempo sono passate; ammira sono diventate nuove”

(…) L’impegno sociale degli Amici è fondato su un’esperienza: un esperienza dell’amore di Dio e dell’impulso a portare la salvezza legata ai freschi stimoli di quella Vita. L’impegno sociale è la dinamica Vita di Dio all’opera nel mondo, resa speciale ed empatica ed unica, particolarizzata in ogni individuo o gruppo sensibile e tenero sotto la guida dell’amore. Un impegno iniziato da Dio è spesso sorprendente, sempre santo, perché la vita di Dio penetra il mondo. E questo avviene nella pace, nella potenza e in una fede e gioia straordinaria, perché l’Eterno opera nel mezzo del tempo con una serenità senza fretta, portando trionfalmente tutte le cose a sé.

 

(prof. Thomas R. Kelly, del Haverford College)

 

 

Meeting quacchero

Con Bayard Rustin oggi contro la guerra e i diritti civili

Domani il nostro manifesto nei secoli contro la guerra

Oggi diciamo: No alla guerra e a tutte le uccisioni. Sempre.

No al razzismo e a tutte le persecuzioni. Sempre.

No al maschilismo e a tutte le oppressioni. Sempre.

*

Difendere sempre i diritti di tutti gli esseri umani.

Difendere sempre l’unico mondo vivente che abbiamo e di cui siamo parte.

Solo la nonviolenza puo’ salvare l’umanita’

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Accogliamo gli sbattezzati cattolici e protestanti

I quaccheri non praticano nessun sacramento ecclesiastico: noi consideriamo lo sbattezzato al pari di un battezzato cattolico o protestante.
Qui sono graditi anche gli atei in ricerca, come mi è parso di capire da un messaggio, sia gli sbattezzati che gli anticlericali. Noi siamo tutti laici.
Non diamo nessuna importanza alle chiese e ai loro riti. Maurizio è in collegamento col raggruppamento mondiale quaccheri dell’Ohio (e non con Londra) che non partecipa al Consiglio Ecumenico delle Chiese. Non ci interessa semplicemente e non siamo come loro. Qui non sono graditi preti e pastori se non che abbiano lasciato il talare o le loro vesti e cariche. Bori era un ex prete e Melodia un ex predicatore protestante (battista).
Spero di essere considerato un pari fra gli altri nonostante l’animazione che svolgo come servizio. Non sono un pastore.

Le 15 preposizioni quacchere di Barclays

Traduzione delle 15 preposizioni quacchere di Barclays dell’Amico Prof. Carlo Nicola Colacino – Inedito in italiano del marzo 2016

1

La prima proposizione ha a che fare col fondamento della conoscenza.    Vedendo che l’altezza di tutta la felicita’ e’ posta nella vera conoscenza di Dio (“questa e’ la vita eterna, conoscere te, l’unico vero Dio, e Gesu’ Cristo, che tu hai mandato”), la comprensione autentica e giusta di questa fondamento e’ cio’ che e’ piu’ necessario conoscere ed in cui e’ piu’ necessario credere in prima istanza.

 

2

La seconda proposizione ha a che fare con la rivelazione immediata.

2.1

Dato che “nessuno conosce il Padre se non il Figlio, e quelli cui il Figlio lo rivela” e dato che la rivelazione del Figlio e’ con e attraverso lo Spirito; pertanto solo e soltanto attraverso la testimonianza dello Spirito la vera conoscenza di Dio e’ stata, e’, e puo’ solo essere rivelata; colui il quale, mosso dal suo stesso Spirito, ha convertito il caos del mondo in questo meraviglioso ordine in cui era il principio, e creo’ l’uomo come essere vivente, per dominarlo e governarlo, cosi’ attraverso la rivelazione dello stesso Spirito ha manifestato se stesso ai figli dell’uomo, patriarchi, profeti e apostoli; queste rivelazioni di Dio attraverso lo Spirito, siano date da voci esteriori e apparizioni, sogni o manifestazioni oggettive interiori nel cuore, erano dello stesso oggetto formale della fede e tali rimangono; perche’ l’oggetto della fede dei santi e’ lo stesso in tutte le epoche, anche se sotto diverse manifestazioni.

2.2  Inoltre, queste rivelazioni interiori divine, che noi riteniamo assolutamente necessarie per la costruzione della vera fede, non contraddicono in alcun modo la testimonianza esteriore delle scritture, ne’ la solida e giusta ragione
2.3

Tuttavia da questo non deve seguire che queste rivelazioni divine devono essere soggette all’esame, ne’ della testimonianza esteriore della scrittura, ne’ della ragione naturale dell’uomo, ne’ di una qualche regola ancora piu’ nobile o certa ne’ di qualche principio primo: perche’ questa illuminazione divina e interiore, e’ cio’ che e’ evidente e chiaro di per se’ e forza, per la sua stessa evidenza e chiarezza, la comprensione ben disposta verso l’assenso, cosi’ come i principi comuni delle verita’ naturali muovono e spingono la mente ad un assenso naturale, cioe’ che il tutto e’ maggiore delle sue parti; che due affermazioni mutuamente contradditorie non possono essere entrambe vere, ne’ entrambe false; cio’ che e’ anche manifesto, secondo i principi dei nostri avversari che -supposta la possibilita’ delle rivelazioni divine interiori- ciononostante confesseranno a noi che ne’ la scrittura ne’ la ragione pura le contraddiranno. E pero’ non deve seguire nemmeno- secondo i nostri avversari- che sia necessario sottoporre la scrittura e la ragione alle rivelazioni divine del cuore.

 

3

La terza proposizione: le Scritture

3.1

Da queste rivelazioni dello Spirito di Dio ai Santi sono scaturite le Scritture della verita’ che contengono 1) un racconto storico fedele degli atti del popolo di Dio nelle diverse epoche, e di come, in modo singolare e incredibile, la provvidenza abbia spesso assistito tale popolo. 2) Un racconto profetico di molte cose, di cui alcune sono passate e altre ancora da venire. 3 Un racconto completo e ampio di tutti i principi fondamentali della dottrina di Cristo, mantenuti e sviluppati in diverse preziose dichiarazioni, esortazioni, sentenze che, per opera dello Spirito di Dio, in diverse occasioni e numerose circostanze. furono pronunciate e scritte nelle chiese dai pastori. Tuttavia, poiche’ esse sono solo una dichiarazione della sorgente, e non la sorgente stessa, non devono essere ritenute il campo principale di tutta la verita’ e la conoscenza, ne’ la regola immutabile della fede e delle opere. Ciononostante, come cose che danno una testimonianza vera e fedele del fondamento primario della fede, esse sono e devono essere apprezzate come seconda regola, subordinata allo Spirito, dal quale ricevono tutta la loro eccellenza e la certezza; perche’ solo dalla testimonianza interiore dello Spirito noi sappiamo che esse sono vere, pertanto loro testimoniano che lo Spirito e’ quella guida dalla quale i santi sono condotti verso la verita’: ribadiamo pertanto che lo Spirito e’ la guida prima e principale.

3.2

E dunque noi riceviamo e crediamo nelle scritture, perche’ esse procedono dallo Spirito. Pertanto lo Spirito e’ la regola in modo piu’ originale e principale, anche secondo quella massima che noi studiamo a scuola “Propter quod unumquodque est tale, illud ipsum est magis tale” che possiamo tradurre come: “quello per cui una cosa e’ tale, quello stesso e’ ancora piu’ tale”.

 

 

4

La quarta proposizione, che ha a che fare con l’uomo nel peccato.

4.1

Tutta la posterita’ di Adamo, o umanita’, sia Ebrei che Gentili, cosi’ come il primo Adamo o uomo terreno, e’ peccatrice, degenerata e morta, prima della sensazione o del sentimento di questa luce interiore o seme di Dio, ed e’ pertanto soggetta al potere, natura e seme del serpente, che egli semina nei cuori degli uomini, mentre loro vivono in questo stato naturale e corrotto; da cui segue che non solo le loro parole e le loro azioni ma che anche i loro pensieri sono perpetuamente malvagi di fronte a Dio, perche’ nascono da questo seme depravato e cattivo.

4.2

L’uomo pertanto, mentre si trova in questo stato, non puo’ conoscere niente in modo giusto; si’, i suoi pensieri e le sue idee riguardo Dio e le cose spirituali, fino al momento di essere disgiunto dal seme del male e unito alla luce divina, sono infruttuose sia per se’ stesso che per gli altri; da cui rigettiamo gli errori Sociniani e Pelagiani, che esaltano una luce naturale; cosi’ come gli errori dei Papisti e dei Protestanti che affermano, che l’uomo, privo della vera grazia divina, possa essere un vero ministro della novella.

4.3

Cionostante questo seme non e’ imputato anche ai piccoli, fino a quando loro per trasgressione non si uniscono ai peccatori; perche’ essi sono per natura i figli della rabbia divina, che camminano secondo il protere del principe dell’aria.

5 e 6

La quinta e la sesta proposizione riguardano la Redenzione Universale di Cristo, e anche la salvezza e la Luce Spirituale, attraverso la quale ogni uomo e’ illuminato

5

Dio, che e’ amore infinito, che non gode della morte del peccatore ma che gode che tutti gli uomini possano vivere ed essere salvati, ha tanto amato il mondo da dare al Suo unico Figlio la luce, che chiunque credesse in Lui fosse salvato; che illuminasse ogni uomo che viene al mondo e rendesse manifeste tutte le cose che sono riprovevoli e che insegnasse tutta la temperanza, la giustizia, e la santita’: e che in questa luce illuminasse i cuori di tutti in un giorno (Pro tempore: per un tempo) per raggiungere la salvezza, se non resistita: nemmeno e’ tale salvezza meno universale che il seme del peccato, che e’ l’acquisto della sua morte, che provo’ la morte per ogni uomo: “perche’, cosi’ come in Adamo tutti muoiono, cosi’ in Cristo tutti sono resi vivi”.
6.1

Secondo dunque questo principio o ipotesi, tutte le obiezioni contro l’universalità della morte di Gesù Cristo sono facilmente superate; non è nemmeno necessario ricorrere al ministero degli angeli, o ad altri messaggeri miracolosi, di cui si dice Dio faccia uso, per manifestare la dottrina e la storia della passione di Cristo a quelli che, vivendo in quelle parti del mondo così remote da non essere state raggiunte dalla predicazione del vangelo, hanno comunque usufruito della grazia primaria e comune; da cui segue logicamente che, come alcuni degli antichi filosofi potrebbero essere stati salvati, così potrebbero esserlo ora coloro che, messi dalla provvidenza in parti del mondo remote dove la conoscenza della storia è lacunosa, vengono fatti partecipi del mistero divino, se ricevono aprendosi senza resistenze a quella grazia “la cui manifestazione è data ad ogni uomo affinché ne approfitti”.

6.2

Questa dottrina certa dunque, avendola ricevuta, e’ da testimoniare: che c’e’ una luce ed una grazia evangelica e salvifica in tutti, l’universalita’ dell’amore e della misericordia di Dio verso l’umanita’ – sia nella morte del suo amato figlio, il Signore Gesu’ Cristo, e nella manifestazione della luce nel cuore- e’ stabilita e confermata anche contro le obiezioni di quelli che la negano.

6.3

Pertanto “Cristo ha assaporato la morte per ogni uomo”: non solo per tutti i tipi di uomini, come alcuni dicono invano, ma per ognuno, di ogni specie; il beneficio di questo regalo non e’ esteso solo a coloro che hanno una conoscenza specifica della sua sofferenza e della sua morte, cosi’ come sono descritte nelle scritture, ma anche a coloro i quali sono necessariamente esclusi da tale conoscenza a causa di qualche accidente inevitabile; conoscenza che noi volutamente dichiariamo essere molto utile e di grande conforto, ma non assolutamente necessaria a colui, al quale Dio stesso l’ha celata; tuttavia anche loro possono essere compagni nel mistero della sua morte, nonostante non ne conoscano la storia- se lasciano il suo seme e la sua luce entrare ed illuminare i loro cuori; nella cui luce viene vissuta la comunione col Padre e col Figlio, cosi’ che gli uomini malvagi diventino santi, e amanti di quella potenza, dai cui tocchi interiori e segreti loro si sentono allontanati dal male e avvicinati al bene, e imparano a fare agli altri quello che loro vorrebbero fosse fatto a loro; in cui Cristo stesso afferma tutti siano inclusi.

6.4

Pertanto coloro i quali hanno negato che Cristo fosse morto per tutti gli uomini, hanno insegnato il falso; e nemmeno sono stati sufficientemente fedeli alla verita’ coloro i quali pur affermando che egli fosse morto per tutti, hanno aggiunto l’assoluta necessita’ della conoscenza esteriore del fatto, per poter ottenerne l’effetto salvifico; tra questi i Remostanti olandesi sono stati i piu’ approssimativi, e tanti altri assertori della redenzione universale, per il fatto che non hanno posto la grandezza di questa salvezza nel principio divino ed evangelico della luce e della vita, secondo il quale Cristo illumina ogni uomo che viene al mondo, principio che pure viene ribadito in modo eccellente ed evidente in queste scritture, Gen. VI 3, Deut. XXX 14, John I 7,8,9 Rom X 8, Tito II 11

 

7

La settima proposizione. A proposito della giustificazione

7.1

Come molti non resistono questa luce, ma la ricevono, in loro viene prodotta una nascita santa, pura e spirituale, che sviluppa santita’, giustizia, purezza e tutti questi altri frutti benedetti che sono graditi a Dio; dalla cui nascita santa, per testimoniare Gesu’ Cristo, formato dentro di noi e compiendo le sue opere in noi, dato che noi siamo santificati e pertanto giustificati agli occhi di Dio, secondo le parole dell’apostolo: “ma voi siete purificati, ma voi siete santificati, ma voi siete giustificati, nel nome del Signore Gesu’ e dallo Spirito di nostro Signore.

7.2

Pertanto non e’ per le nostre opere imbellite dalla nostra volonta’, ne’ per le nostre buone opere considerate in se’, ma per Cristo, che e’ sia il regalo che il donatore, e la causa che produce gli effetti in noi; il quale, cosi’ come ci ha riconciliati quando eravamo nemici, nella sua sapienza ci salva e ci giustifica in questo modo, come dice lo stesso apostolo in un altro passaggio: “secondo la sua misericordia ci ha salvatp, rigenerandoci e rinnovandoci tramite lo Spirito Santo”.

 

8

L’ottava proposizione. A proposito della perfezione.

8.1

In colui il quale questa nascita santa e pura e’ completamente realizzata, il corpo della morte e del peccato arriva ad essere crocifisso e rimosso e i loro cuori sono uniti e soggetti alla verita’, in modo da non obbedire ad alcuna suggestione del Maligno, ma per essere liberi dal peccare e dal trasgredire la legge di Dio e in tal rispetto pertanto perfetti.

8.2

Tuttavia perfino questa perfezione ammette una crescita, e rimane la possibilita’ di peccare, se la mente non si attiene diligentemente e attentamente ai comandamenti del Signore.

 

 

9

A proposito della perseveranza, e della possibilita’ di cadere dalla Grazia.

9.1

Nonostante questo dono, grazia interiore di Dio, sia sufficiente a condurre alla salvezza, tuttavia in quelli in cui non si realizza puo’ diventare e spesso diventa la loro condanna.

9.2

Inoltre, in coloro in cui e’ stata posta, per purificarli e santificarli, per condurli ad un’ulteriore perfezione, a causa della disobbedienza coloro possono uscire dalla grazia, e trasformarla in lascivia e lussuria, facendo naufragare la fede; e dopo “aver assaggiato il dono divino, ed essere stati fatti messaggeri dello Spirito Santo, essi peccano di nuovo”.

9.3

Tuttavia si puo’ raggiungere in questa vita una tale crescita e stabilita’ nella fede, che un’apostasia totale non e’ piu’ possibile.

 

10

La decima proposizione. Il ministero

10.1

Per questo dono, o luce di Dio, tutta la conoscenza vera nelle cose spirituali e’ ricevuta e rivelata; cosi’ per lo stesso motivo, come e’ manifestata e ricevuta nel cuore, dalla forza e per il potere della stessa, ogni vero ministro del Vangelo e’ ordinato, preparato e istruito nel lavoro del ministero; e attraverso la guida e l’attrazione di questa luce sia ogni evangelista e pastore Cristiano guidato e ordinato nel suo lavoro del vangelo, sia nel posto dove intende predicare, sia su coloro i quali devono essere istruiti sia sui tempi in cui deve svolgere il suo ministero.

10.2

Inoltre, coloro i quali hanno questa autorità e devono predicare il vangelo, devono farlo senza pretendere commissioni o riconoscimenti; perché d’altro canto, coloro i quali vogliono appropriarsi delll’autorità di questo dono divino, comunque colti o autorizzati dalle commissioni di uomini e chiese, sono da ritenersi degli impostori, e non degli autentici ministri della parola.

10.3

Così, coloro i quali hanno ricevuto questo dono santo e puro, “così come hanno ricevuto così sono liberi di donare” senza procurarsi alcun vantaggio, ancora meno come mezzo per procurarsi denaro; tuttavia se Dio ne avesse chiamato alcuni dalle loro occupazioni o mestieri, attraverso i quali essi si procurano il sostentamento, potrebbe essere legale per costoro, secondo la libertà che loro si sentono dati nel Signore, di ricevere anche queste cose temporali -quanto strettamente necessario per il cibo e i vestiti- se donati liberamente da coloro ai quali hanno comunicato le cose spirituali

 

11

Undicesima proposizione: l’adorazione

11.1

Tutta la vera e accettabile adorazione a Dio è offerta nel movimento e nell’attrazione interiore del suo Spirito, che non è limitato né a posti, né a tempi, né a persone; poiché nonostante noi dobbiamo adorarlo sempre, nel fatto che dobbiamo sempre temerlo, tuttavia per ciò che riguarda il significato esteriore di tale adorazione in preghiere, lodi, prediche, non dobbiamo adorarlo quando e dove vogliamo noi, ma quando e dove ci muove lui attraverso l’ispirazione segreta del Suo Spirito nei nostri cuori, che Dio ascolta e accetta, e non manca mai di muoverci lì dove serve, cosa della quale lui è il solo giudice.

11.2

Tutte le altre forme di adorazione dunque, sia lodi che preghiere che prediche, che l’essere umano mette in piede di sua spontanea volonta’ e a sua decisione, che lui puo’ iniziare e finire a proprio piacimento, che fanno e disfanno, come lui stesso vede, siano esse in forma prescritta e canonica, come una liturgia o preghiere concepite spontaneamente, non sono altro che superstizioni, adorazioni della volonta’ e idolatria abominevole agli occhi di Dio: che l’uomo deve rigettare, rinnegare e da cui si deve separare, nel giorno della sua rinascita spirituale; comunque gli sia piaciuto -lui che strizzava l’occhio nei tempi d’ignoranza, con rispetto alla semplicita’ ed all’integrita’ di alcune di queste pratiche, e del suo seme innocente, che giace come se fosse stato sepolto nei cuori degli uomini, sotto la massa della superstizione- soffiare sui morti e sulle ossa asciutte e sollevare alcuni respiri e rispondere loro, e questo fino al giorno in cui la luce albeggera’ e si propaghera’ chiaramente.

 

12

La dodicesima proposizione: il battesimo

12.1

Poiche’ c’e’ un solo Signore ed una sola fede, cosi’ c’e’ un solo battesimo: che non e’ la rimozione dei peccati della carne, ma la risposta della buona coscienza davanti a Dio per intercessione della resurrezione di Gesu’ Cristo.

12.2

E questo battesimo e’ una cosa pura e spirituale, da testimoniare, il battesimo dello spirito e del fuoco, attraverso il quale siamo sepolti con lui, e che avendo lavato ed essendo mondati dai nostri peccati, possiamo camminare nel rinnovamento della vita, del quale rinnovamento il battesimo di Giovanni era un simbolo, che era stato ordinato per un tempo determinato e non per continuare per sempre.

12.3

Per quanto riguarda il battesimo dei neonati, e’ solamente una tradizione umana, per la quale non c’e’ ne’ un precetto ne’ un riferimento alla pratica nella scrittura.

 

13

La tredicesima proposizione: a proposito della comunione o della partecipazione al corpo e sangue di Cristo.

La comunione del corpo e sangue di Cristo e’ interiore e spirituale, e’ la partecipazione della sua carne e del suo sangue, attraverso i quali l’uomo interiore viene nutrito giornalmente nei cuori ci coloro in cui abita Cristo; di cio’ lo spezzare il pane da parte di Cristo coi suoi discepoli fu un simbolo, che fu usato per un certo tempo dalla chiesa, che aveva ricevuto la sostanza per la causa dei deboli; anche se “astenersi dalle cose strangolate e dal sangue”; la lavanda reciproca dei piedi e l’unzione degli infermi con l’olio; tutte queste cose sono ordinate con non meno autorita’ e solennita’ che il vecchio testamento; tuttavia vedendo che questi riti non sono altro che ombre di cose migliori, cessano in coloro i quali hanno ottenuto la sostanza.

 

14

La quattordicesima proposizione: concernente il potere del Magistrato Civile in questioni puramente religiose, e che hanno a che fare con la coscienza.

Dal momento che Dio ha assunto per se’ il potere ed il dominio sulla coscienza e quindi e’ il solo a poterla rettamente istruire e governare, pertanto non e’ legale per nessuno, per alcuna virtu’ di autorita’ o principalita’ che si hanno nei governi di questo mondo, forzare le coscienze degli altri; pertanto tutti gli omicidi, le espulsioni, le multe, gli imprigionamenti e queste altre cose, da cui gli uomini sono afflitti, per il solo esercizio della loro coscienza o per differenze nel culto o nelle opinioni, procedono dallo spirito di Caino, l’omicida, e sono contrarie alla verita’. Purche’ sia stabilito che nessun uomo, sotto la scusa della coscienza, faccia del male al suo vicino o attenti alla di lui vita o proprieta’; o faccia cose distruttive o inconsistenti con la convivenza umana; nel qual caso la legge si applica al trasgressore e la giustizia viene amministrata su tutti, senza riguardo per i singoli.

 

15

La quindicesima proposizione: saluti e riposo, etc.

Dato che lo scopo primario di tutta la religione e’ di redimere l’uomo dallo spirito del mondo e dalle vane conversazioni mondane, e di condurlo ad un’intima comunione con Dio, davanti al quale, se noi lo temiamo sempre, siamo felici; pertanto tutti i vani usi e costumi e tutte le vane abitudini, sia in parola che in opera, devono essere respinte e dimenticate da coloro che sentono questo timore; cose come il togliersi il cappello di fronte ad un altro uomo, gli inchini e le posture del corpo, e altri saluti di questo genere, con tutte le formalita’ folli e superstiziose che accompagnano tali gesti; tutto questo l’uomo lo ha inventato nel suo stato degenere, per nutrire il suo orgoglio nella vanita’ e nella vanagloria di questo mondo; e cosi’ anche i giochi inutili, i divertimenti frivoli, lo sport e i giochi, che sono stati inventati per passare il tempo prezioso e distogliere la mente dalla testimonianza di Dio nel cuore, e dal sentire in modo vivo e profondo il timore di Lui, e dallo Spirito evangelico con cui i Cristiani devono sempre essere rigenerati, spirito che conduce alla sobrieta’, alla serieta’ ed al timor di Dio; in cui, se noi ci sottomettiamo, la benedizione di Dio viene sentita accompagnarci in quelle azioni in cui dobbiamo impegnarci, per poterci prendere cura necessariamente dell’umo esteriore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Domani le preposizioni quacchere di Barclays in Italia

Per la prima volta in Italia la traduzione delle Preposizioni quacchere: si tratta dei punti essenziali delle nostre certezze di Fede. Mai tradotte dai precedenti referenti nazionali rimane a disposizione delle future generazioni. Benazzi passerà come tutte le cose di questa Terra ma il soffio dello Spirito dei quaccheri è posto anche nella terra dei Papi. Lo Spirito e’ la guida prima e principale che ci guida nella sequela di Gesù e non altro.
E’ tempo di superare il protestantesimo e dare un volto dinamico all’universalismo o cattolicesimo.
I quaccheri del futuro saranno riconoscenti alla memoria di Carlo Nicola Colacino che ha posto la pietra di base con la sua traduzione inpeccabile nella costruzione della Società degli Amici in Italia.
In passato Melodia con l’antimilitarismo e il Silenzio, Bori con l’universalismo hanno toccato dei tasti importanti ma ora abbiamo la condizione essenziale per capire la nostra Verità. Non si tratta di un punto di vista ma del centro del nostro essere Amici.
Voglia Iddio usarci come Egli meglio crede. Sia fatta la Sua volontà e non la nostra.