Seconda parte delle letture estive sui quaccheri

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+Diggers) di Gerard Winstanley, che consideravano gente pericolosa.9 Esisteva però una differenza fondamentale tra Quakers e Levellers: le prediche di Fox non costituivano un passo preparatorio per l’azione rivoluzionaria; al contrario, il suo scopo era quello di mutare il cuore degli uomini, in modo che riuscissero a vedere il mondo in una Luce nuova. Fox avvertiva continuamente i suoi seguaci che il potere raggiunto con mezzi rivoluzionari corrompeva coloro che lo afferravano. E difatti, anche il combattivo capo dei Livellatori, John Lilburne, quando nel 1655 si convertì al quaccherismo dichiarò: «Ho veramente ed effettivamente trovato quello che la mia anima ha cercato per tanti anni […] e per questo io sono ora fermamente convinto che da ora in poi non userò mai più una spada temporale, né mi unirò a coloro che agiscono in questo modo».10

Cromwell aveva sgominato i Livellatori, ma la popolazione laboriosa e industriosa che aveva aderito a questo movimento politico (composta principalmente da tessitori, sarti, calzolai, falegnami, muratori, lavoratori della terra) si riversò nel movimento religioso dei quaccheri, che nel corso degli anni ’50 si propagò capillarmente in tutta l’Inghilterra. Secondo alcune stime, nel 1660 i quaccheri erano già 60 mila. In questo modo le idee politiche dei Livellatori – suffragio generale, elezioni annuali, chiesa separata dallo stato, fine delle decime, abolizione dell’obbligo del servizio militare, abolizione della pena di morte, salvo che per omicidio o tradimento, abolizione di ogni privilegio legale – continuarono a diffondersi grazie all’azione degli Amici. Molti di questi punti passarono nei codici dei colonizzatori quaccheri dell’America e quindi, almeno nello spirito, nella Costituzione degli Stati Uniti.

I quaccheri nell’America coloniale

Nella sua monumentale storia dell’America coloniale in quattro volumi, Conceived in Liberty, Murray N. Rothbard assegna un posto di rilievo ai quaccheri, elogiando a più riprese le comunità “quasi anarchiche”, senza tasse, senza stato, pacifiche e tolleranti, che avevano fondato nel paese. I primi quaccheri provenienti dall’Inghilterra sbarcarono


9 Cfr. A.M. DELL’ORO, Giorgio Fox e i quaccheri, Fossano (CN), Editrice Esperienze, 1973, p. 109. 10 SYKES, Storia dei quaccheri, cit., p. 86.

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in America nel 1657, e furono ben accolti nel Rhode Island, la colonia libertaria fondata da Roger Williams.11 Al contrario, le colonie teocratiche della Nuova Inghilterra chiesero al Rhode Island di bloccare gli arrivi di questa setta «sediziosa e anarchica», le cui dottrine «distolgono i cuori della gente dalla soggezione al governo». Il Rhode Island riaffermò i propri principi di libertà religiosa, e i puritani del Massachusetts minacciarono l’embargo su tutte le merci in entrata e in uscita dal Rhode Island.12

I quaccheri trovarono in questa colonia non solo un rifugio, ma anche un terreno fertile per le conversioni. In un decennio «questa nuova setta individualista», ricorda Rothbard, convertì la maggioranza degli abitanti del Rhode Island.13 Il carattere dei

quaccheri contrastava del tutto con quello dei puritani: tanto libertari, informali, mistici, tolleranti e non violenti i primi, quanto esclusivi, dogmatici, rigidi, autoritari e pronti a perseguitare il dissenso i secondi. Dal Rhode Island i quaccheri partivano per le loro attività missionarie nel Massachusetts, dove incontravano la stessa feroce persecuzione che avevano subito in Inghilterra. I quaccheri furono arrestati, frustati e mutilati, ma misero in pratica la loro sperimentata tecnica della resistenza non violenta, rifiutando di cooperare con l’ingiustizia. Poiché queste pene non fermavano gli intrepidi missionari quaccheri, il Massachusetts decretò la pena di morte nei loro confronti.14 I primi condannati a morte per motivi religiosi sul suolo americano furono due quaccheri giustiziati il 27 ottobre 1659, mentre il 1° giugno 1660 venne impiccata la prima donna, la quacchera Mary Dyer.

Fortunatamente, gli avvenimenti politici dell’Inghilterra, con la fine del governo puritano e la restaurazione monarchica, indebolirono politicamente la teocrazia del Massachusetts, che fu costretta a liberare tutti i quaccheri arrestati. L’ultima condanna


11 Ma già nel 1655 o 1656 era sbarcata nei dintorni della baia di Chesapeake la missionaria quacchera Elizabeth Harris, il primo membro della Società degli Amici a toccare il suolo americano.

12 Cit. in M.N. ROTHBARD, Conceived in Liberty, Auburn, AL, Mises Institute, 1999 (1975), vol. I, p. 240.

13 Ibid., p. 241.

14 «Come i calvinisti a Ginevra o i presbiteriani in Scozia, là dove i puritani arrivarono a detenere il potere assoluto furono inesorabili nel colpire i dissenzienti. Così nel Massachusetts del ’600 troviamo l’obbligo di frequentare la chiesa puritana, pena la decadenza da ogni carica e poi, se dopo sei mesi non veniva il pentimento, multa, prigione, esilio o peggio; troviamo una severa censura sulla stampa; troviamo che è un dovere religioso mandare al rogo le streghe e le peccatrici incallite e impiccare ogni eretico che insidi “la santità della fede dei padri”». DELL’ORO, Giorgio Fox e i quaccheri, cit., p. 20.

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avvenne nel 1677, quando la quacchera Margareth Brewster fu costretta a girare per Boston legata a un carro e frustata. La persecuzione, tuttavia, aveva avuto come unico effetto quello di aumentare le conversioni e il numero dei quaccheri, proprio come era accaduto in Inghilterra.

Il sacro esperimento di William Penn

Nel frattempo il nobile inglese William Penn, convertitosi al quaccherismo, aveva ricevuto dal re Carlo II, in cambio dei servizi alla Corona prestati da suo padre, una vasta proprietà personale corrispondente all’attuale territorio della Pennsylvania. In questa terra decise di fondare, nel 1681, una colonia basata sulla completa libertà religiosa, il “sacro esperimento”, che avrebbe dovuto costituire un modello per tutte le nazioni. Essa doveva divenire un paese modello, un porto sicuro per tutti gli oppressi provenienti dall’Inghilterra e dagli altri paesi europei. Il suo esempio avrebbe dovuto aiutare la causa della tolleranza anche in patria.

Penn aveva letto attentamente John Locke e altri filosofi liberali, e come membro degli Amici aveva sofferto di persona numerose persecuzioni. Era quindi perfettamente preparato e ansioso di riversare i suoi studi e le sue esperienze nella costituzione che doveva redigere per la Pennsylvania. E difatti, il codice di leggi da lui preparato si dimostrò il più progredito dell’epoca, un vero e proprio depositario delle future libertà americane. I quaccheri inglesi, attratti dalla libertà religiosa e dalle terre abbondanti, affluirono in gran numero nella loro terra promessa, e vi fondarono Filadelfia, la città “dell’amore fraterno”. Ad essi si aggiunsero molti immigrati tedeschi, olandesi e scandinavi. La corsa precipitosa degli emigranti nonconformisti verso le colonie americane governate dai quaccheri, e i racconti che provenivano di laggiù pieni di accenti sulla libertà e sull’abbondanza che vi esistevano, ebbero una parte importante nel promuovere la tolleranza anche in Inghilterra.15

Otto anni dopo, 12.000 persone vivevano già nella colonia in una condizione politica quasi anarchica di governo minimo. Nel 1683 Penn aveva infatti condonato le tasse per


15 Cfr. SYKES, Storia dei quaccheri, cit., p. 172.

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un anno al fine di incoraggiare il popolamento della colonia. I coloni si abituarono così bene all’autogoverno e all’assenza di tassazione che negli anni successivi Penn non riuscì più a imporre le tasse all’Assemblea della Pennsylvania. Anche se ci furono vari tentativi per introdurre un governo vero e proprio, in questo periodo tutte le necessità comuni furono finanziate con i contributi volontari dei proprietari. «Per quattordici anni

gloriosi, dalla sua fondazione nel 1681 fino al 1696, salvo un anno la Pennsylvania rimase in uno stato quasi anarchico, senza tassazione», ricorda Rothbard.16 Grazie alla loro parsimonia, lealtà negli affari e al duro lavoro, gli Amici fecero della Pennsylvania la più prospera delle colonie. «Il Signore, con la sua mano provvidente, ha fatto di questo deserto un giardino pieno di frutti», affermò il quacchero Richard Townsend nel 1727.17

Pace con gli indiani e anti-militarismo

I quaccheri, unici fra i coloni, applicarono con coerenza i propri principi libertari anche nel campo militare e nei rapporti con le popolazioni indigene. Fin dall’inizio Penn aveva stabilito rapporti di pace e giustizia con gli indiani, acquistando scrupolosamente tutti i terreni sui quali questi vantassero delle pretese, persino nei casi dubbi. Nel 1683 concluse il Grande Trattato di Shackmaxon: il solo trattato tra indiani e cristiani, dirà felicemente Voltaire, mai violato, che garantiva il rispetto delle persone e l’acquisto di terreni o merci solo dietro pagamento di un prezzo convenuto.18 Perseguendo una politica di pace incomprensibile alla maggioranza degli altri coloni, che generalmente non si facevano scrupoli nel massacrare gli indiani, i quaccheri della Pennsylvania – osserva Rothbard – non costruirono fortini e non crearono milizie. Così facendo scoprirono, mirabile a dirsi, di non aver nulla da temere. I quaccheri si guadagnarono per sempre il rispetto degli indiani, i quali contraccambiarono la loro lealtà. In tutte le


16 M.N. ROTHBARD, Individualist Anarchism in the United States: The Origins, in «Libertarian Analysis», Winter 1970, p. 27.

17 YOUNT, How the Quakers Invented America, cit., p. 80. 18 Cfr. DELL’ORO, Giorgio Fox e i quaccheri, cit., p. 76.

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colonie dove governarono o furono politicamente influenti, non ci furono mai conflitti con gli indiani.19

Anche negli anni successivi l’assemblea della Pennsylvania, dove i quaccheri erano in maggioranza, resistette con fermezza alle continue pressioni provenienti dagli inglesi, i quali chiedevano loro di costituire una milizia armata per combattere i francesi. Nel 1739 il governatore inglese Thomas chiese: «Per quale motivo i quaccheri non esitano a uccidere un rapinatore entrato in casa loro, ma non vogliono difendersi da un esercito invasore?». L’assemblea rispose seccamente che, mentre il rapinatore sta commettendo consciamente un delitto, i soldati di un esercito probabilmente non sono consapevoli della criminalità del loro agire. Aggiunsero che non c’era nessun pericolo di invasione di un esercito francese, perché dappertutto gli inglesi sopravanzavano di numero i francesi.

Il governatore chiuse la discussione affermando che i principi dei quaccheri erano incompatibili con ogni forma di governo, e chiese che fossero dichiarati ineleggibili nell’assemblea della Pennsylvania.20 I quaccheri resistettero fino al 1756, anno in cui il governatore e il suo consiglio dichiararono guerra alle tribù Delaware e Shawnee. La reazione dei quaccheri fu quella di ritirarsi dall’assemblea, mettendo fine al loro predominio politico. Così, per non scendere a compromessi con la propria coscienza, dopo circa 75 anni si concluse il “Sacro esperimento” libertario di William Penn.

Contro la schiavitù

I quaccheri ebbero un altro primato nella storia americana: furono i primi a condannare pubblicamente la schiavitù. Già nel 1688, al raduno annuale degli Amici di Filadelfia, Francis D. Pastorius affermò che la schiavitù rappresentava una grave violazione della Regola d’Oro cristiana (“Non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te”), e chiese ai suoi correligionari di liberare i propri schiavi. La sua esortazione però cadde nel vuoto perché molti quaccheri avevano vasti interessi legati al lavoro schiavistico.


19 Cfr. ROTHBARD, ConceivedinLiberty, vol. II, cit., p. 59-60. 20 Cit. in ROTHBARD, ConceivedinLiberty, vol. II, cit., p. 61

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