Meeting Minutes del 29/2/2020

Meeting Minutes del 29/2/2020

“Spesso, a Westerbork, quando andavo in giro con quei chiassosi, litigiosi, e fin troppo attivi membri del Consiglio Ebraico, mi veniva da pensare: su, lasciatemi essere un pezzetto della vostra anima. Lasciatemi essere la baracca in cui si raccoglie la parte migliore, che esiste sicuramente in ognuno di voi. Io non ho bisogno di fare così tanto, io voglio solo esserci. Lasciatemi essere l’anima in questo corpo. E prima o poi trovavo in ognuno di loro un gesto o uno sguardo più nobile, di cui credo fossero appena coscienti. E me ne sentivo il custode.”

Etty Hillesum
Per la prima volta da quando è scoppiata l’epidemia, il 28 febbraio ci sono stati più nuovi casi nel mondo che in Cina. Dopo due mesi, l’epidemia sembra aver superato la sua fase peggiore nel Paese asiatico, anche se sono ormai 49 gli Stati coinvolti: otto più di giovedì. L’Oms ha rivalutato il rischio di diffusione globale, portandolo a livello «molto alto». L’Italia – con 889 casi riportati dall’agenzia Reuters, la metà dei quali senza sintomi, e 21 morti — rimane il terzo Paese per casi di coronavirus, dopo la Cina (79.251 contagiati, 2.835 morti) e la Corea del Sud (3.150 contagiati, 17 morti:.

Siamo addolorati che vengano diffusi messaggi ai media che in Cina mangiano topi vivi (visti da tutti, sigh!), mentre i veneti sono puliti e si lavano.

Per lutto per i morti oggi rimaniamo in silenzio. Senza ulteriori frasi di meditazione.

Usa, Corte d’appello federale blocca il programma “Rimani in Messico”

28.02.2020 – Riccardo Noury

Usa, Corte d’appello federale blocca il programma “Rimani in Messico”

Una delle più odiose politiche adottate dall’amministrazione Trump, la cosiddetta “Rimani in Messico” ufficialmente nota con l’asettica denominazione “Protocolli per la protezione dei migranti”, è stata bloccata il 28 febbraio da una sentenza della Corte d’appello del IX circuito federale.

Sulla base di quella politica, dal gennaio 2019 decine di migliaia di persone sono state costrette, dopo essere state giudicate sommariamente da corti allestite in tende lungo i punti di frontiera, ad attendere a tempo indeterminato in Messico l’esito della richiesta d’asilo negli Usa, in condizioni di estremo rischio. Il paese centroamericano era stato “convinto” ad adeguarsi dalla minaccia dell’amministrazione Trump di imporre nuovi dazi doganali.

Meeting Minutes del 28/2/2020

Meeting Minutes del 28/02/2020

Preghiamo per il personale sanitario tutto: oggi il Corriere ci informa che nessuno vuole dare il cambio ai tre infermieri di Codogno.

 

Abbi pietà di noi.
Abbi pietà
dei nostri sforzi,
così che,
dinnanzi a te,
in amore e fede,
rettitudine e umiltà,
possiamo seguirti,
in autodisciplina e fede e coraggio,
e incontrarti
in quiete.

Dag Hammarskjöld

* 1986 Viene ucciso a Stoccolma il primo ministro svedese Olof Palme

” ‘Non preoccupatevi dunque del domani, perchè il domani si preoccuperà di se stesso; a ciascun giorno basta la sua pena’ . E’ l’unico atteggiamento con cui si possa affrontare la vita qui. ”
(cit. Matteo, 6,24)

Etty Hillesum

Non lasciamo solo Patrick! Sabato 7 marzo la prossima udienza

 

27.02.2020 – Riccardo Noury

Non lasciamo solo Patrick! Sabato 7 marzo la prossima udienza
(Foto di agenzia Dire)

Sabato 7 marzo sarà trascorso un mese dall’arresto, avvenuto all’aeroporto del Cairo, dello studente dell’Università di Bologna Patrick Zaky.

Come sappiamo, sabato 22 febbraio Patrick è entrato nel tunnel della detenzione preventiva rinnovabile di 15 giorni in 15 giorni per “supplemento d’indagine”. Subito dopo, è stato trasferito da una stazione di polizia al carcere di Mansoura, col divieto di incontrare avvocati e familiari fino al 5 marzo.

Un brutto segnale. Se non ci saranno pressioni forti sul piano diplomatico, Patrick rischia di rimanere in questa situazione sospesa per mesi. Per, nel migliore dei casi, ottenere un tardivo riconoscimento d’innocenza o, nel peggiore, subire una lunga condanna al termine di un processo basato su prove fabbricate.

Da qui l’invito a proseguire la mobilitazione, nelle forme che l’attuale emergenza sanitaria in Italia renderà possibili: ad esempio firmando l’appello sul sito di Amnesty International (www.amnesty.it), facendo rumore sui social e manifestando in piazza, alla vigilia dell’udienza del 7 marzo, nei luoghi in cui sarà consentito.

I quaccheri si impegneranno a dare ampia informazione sulla inattività di Governo riguardo il caso Regeni, e più recentemente di Patrick. Abbiamo abbracciato la proposta radicale di slittamento del referendum di marzo per emergenza sanitaria (non ci presenteremo alle urne in ogni caso, se la follia governativa lo consentirebbe) e puntiamo direttamente ai diritti umani. No agli interessi italiani militari e economici, come priorita’ con l’Egitto.

Meeting Minutes del 27/2/2020

* 1933 Incendio del Reichstag, il Parlamento Tedesco

*1986 In Afghanistan , il regime dei Talebani ordina la distruzione delle antiche statue di Budda scavate nella roccia a Bamiyan.

“Solo la luce che uno accende a se stesso risplende in seguito anche per gli altri.”

Arthur Schopenhauer

5 miniti fa un conduttore Sky definiva “poco rassicurante” che il mio (pur non essendo mai stato leghista e mai lo sarò) Presidente di Regione mette la mascherina: sottolineo che nella mia provincia varesina non vi è nessun caso di contagio. Apprezzo  il senso di responsabilità e di esempio di Fontana, pur avendo avuto come risultato del  tampone negativo… . Nessun contagio nel Varesotto. Un dato che fa invidia agli svizzeri, che non vedevano l’ora di un pretesto per bloccare i frontalieri. Una marea di gente del Varesotto. Ci sono casi di infettati in Svizzera di cui nessuno parla

A Rescaldina (MI) il caso dei due residente contagiati ricoverati a Legnano, il Sindaco di centrosinistra, si è trasformato in virologo e rassicura la stampa della inesistenza di problemi. Mente sapendo di mentire.

Io boicotto Sky.

Meeting Minutes del 26/2/2020

Meeting Minutes del 26/2/2020

” In fondo l’importante è che ogni momento della vita sia pieno, che non si diventi egocentrici, che non si viva soltanto per sè ”

Etty Hillesum

Consigliamo la lettura di Dietrich Bonhoeffer “La vita comunitaria dei cristiani”, Città Nuova, Roma 2015, pp. 132, euro 7,50.

(Non tutti sono come me senza Biblioteca civica aperta e relativo prestito interprovinciale chiuso.)

Quando ho piantato il mio dolore nel campo della pazienza, mi ha dato il frutto della felicità.

Kahlil Gibran

 

Perdono la persona che mi ha offeso pesantemente su Facebook, ma renderò testimonianza, se mi interpella la Polizia Postale o quella normale, se mi interpellano dopo la segnalazione su Matteo Menechini che ieri per molte ore vendeva su gruppo “compro vendo e scambio Milano” su Facebook disinfettante mani a 300 euro e gli amministratori del gruppo non lo censurano. Hanno bloccato me di scrivere. Altro che “post del male” si è giustificato superficialmente poi…

Egitto, Zaky e la ‘meglio gioventù’: alla Dire voci di libertà

25.02.2020 – Alessandra Fabbretti – Agenzia DIRE

Egitto, Zaky e la ‘meglio gioventù’: alla Dire voci di libertà
(Foto di agenzia Dire)

‘Patrick Zaky, cittadino del mondo libero’, un appuntamento per riflettere sullo stato dei diritti umani in Egitto con esponenti della società civile ed esperti.

Ciò che sta subendo Patrick Zaky non è molto diverso da ciò che in Egitto tocca a migliaia di persone: attivisti, giornalisti, avvocati, insegnanti e semplici cittadini dietro le sbarre senza prove. Persino chi si candida alle elezioni viene ammanettato. È democrazia, questa?”. Così alla Dire Kareem Armutidis, intervistato a margine dell’incontro organizzato presso la sede romana dell’agenzia ‘Patrick Zaky, cittadino del mondo libero’.

All’appuntamento hanno partecipato ieri esponenti della società civile ed esperti per riflettere sullo stato dei diritti umani in Egitto. Il punto di partenza è stata la vicenda giudiziaria che sta affrontando Patrick Zaky, studente egiziano e attivista per i diritti di genere di 27 anni, arrestato l’8 febbraio al Cairo, una volta rientrato dall’Italia dove da settembre frequentava un master dell’Università di Bologna.

Armutidis è rifugiato in Europa dal 2015, dopo essere stato incarcerato tre volte e condannato all’ergastolo in Egitto per quelle che oggi definisce “accuse infondate”. La legge sull’anti-terrorismo approvata nel 2015 “dà una definizione così ampia di ‘attività’ terrorista’ da rendere tutti gli attivisti e i difensori dei diritti umani alla stregua di terroristi“, dice ancora Armutidis, che oggi collabora con l’Egyptian Human Rights Forum, rete che raduna rifugiati ed esuli egiziani sparsi tra Europa e Stati Uniti per tenere alta l’attenzione sullo stato dei diritti nel paese arabo.

Del carcere Armutidis ricorda di aver subito “percosse, torture con l’elettroshock, minacce, umiliazioni. Ci tenevano in una grande sala in 170 con un solo bagno. Con noi anche minori, anziani e malati. Per dormire facevamo i turni”. Poi, l’isolamento, e infine “una tortura sofisticata: stare rinchiuso con gli estremisti islamici dell’Isis per patire una sorta di lavaggio del cervello“.

Continua Armutidis: “Pur avendo partecipato alle rivolte anti-governative del 2011, a volte penso che in Egitto si viveva meglio quando c’era Mubarak. Si poteva dibattere di politica, i media facevano il loro lavoro, si manifestava. Certo, non era tutto rose e fiori: gli attivisti venivano arrestati, ma nell’ordine di una decina a corteo. A settembre, dopo nuovi cortei, in due settimane il governo del presidente Al-Sisi ne ha arrestati circa 4mila. Per non parlare della giustizia, che oggi non esiste più: l’Egitto si è trasformato in una gigantesca prigione a cielo aperto”.

Durante l’incontro, interviene Riccardo Noury, portavoce in Italia di Amnesty International: “Il sistema della detenzione preventiva in Egitto è pensato per far sì che ci si dimentichi delle persone che vi sono sottoposte“. Secondo il portavoce, Zaky – incarcerato per alcuni post sui social critici nei confronti del governo – è un “esponente della meglio gioventù egiziana, impegnata contro le discriminazioni e per la difesa delle minoranze, che in Europa voleva perfezionare i suoi studi e i suoi interessi. Queste persone andrebbero cullate come eccellenze, non perseguitate“.

Per Erasmo Palazzotto, a capo della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di Giulio Regeni, “l’Europa sta vivendo una crisi di civiltà“. Nel Mediterraneo “si vivono situazioni drammatiche, sia per le questioni migratorie che per il deterioramento delle libertà civili e dei diritti umani in tutti i paesi dell’area”. Ma sul caso Zaky, come per tutte le altre violazioni, “l’Europa deve intervenire”.

A testimoniare l’affetto per il giovane ricercatore, Chiara Elefante, prorettrice dell’Universita’ di Bologna: “Patrick è nostro studente, nostro compagno, nostro amico, e non lo lasceremo solo. In quanto iscritto a un master riconosciuto e supportato dall’Unione Europea, Patrick è testimone di un’Europa aperta, di quella libera circolazione di persone e pensieri che tanto hanno dato e continuano a dare per la costruzione di una società più equa e umanamente ricca”.

Prestianni (Arci): clima dittatoriale fermare i rimpatri

“Nonostante sia chiaro che l’Egitto stia lentamente scivolando in una deriva dittatoriale, l’Italia continua a espellere cittadini egiziani verso quel paese, in base a un accordo sui rimpatri siglato addirittura nel 2007″: lo ha detto Sara Prestianni, del programma Externalisation policies watch di Arci, durante l’incontro ‘Patrick Zaky cittadino del mondo libero’ ospitato dall’agenzia Dire.

Secondo Prestianni, “è allarmante inoltre che prosegua la cooperazione sul piano della formazione, da parte della nostra polizia, dei militari egiziani nell’Accademia militare del Cairo”. La responsabile di Arci ha sottolineato che l’incontro alla Dire è stato “un momento importante per parlare del caso Patrick, dell’Egitto e delle relazioni bilaterali tra Il Cairo e l’Italia”.