Brasile, con Bolsonaro il paese si prepara alla totale subalternità degli USA

31.10.2018 Marco Piccinelli

Brasile, con Bolsonaro il paese si prepara alla totale subalternità degli USA

La linea intrapresa dal governo golpista di Michel Temer (esponente dell’Mdb) sarà ancora più accentuata sotto la presidenza di Jair Bolsonaro. Secondo «Brazil de Fato» la nuova presidenza a guida Psl non indietreggerà rispetto al predecessore Temer  ma anzi lavorerà affinché ci sia un maggiore allineamento del Brasile ai paesi imperialisti e capitalisti, spostando e gradualmente ritirando «l’attenzione del paese su accordi e blocchi regionali con i paesi in via di sviluppo del subcontinente» e non. Il Mercosur è la pietra dello scandalo delle ultime dichiarazioni dell’accreditato neo ministro delle finanze Paulo Guedes.

La presenza del Brasile nel Mercosur – secondo Guedes – non sarà più una priorità: «è un’organizzazione molto restrittiva [il Mercosur ndt], il Brasile è rimasto prigioniero di alleanze ideologiche all’interno di esso, sono fattori che fanno male all’economia».

Una presunta bolivarizzazione del Mercosur  millantata da Guedes che non è aderente alla realtà in quanto: «la Bolivia non ne fa parte, il Venezuela è sospeso dall’organizzazione», quanto ha detto Guedes «rappresenta quel che effettivamente egli conosce del Mercosur», ha dichiarato Karen Honorio, docente di Relazioni Internazionali presso l’Unila.
Pian piano, dunque, la svolta ultra liberista del governo brasiliano prenderà corpo: le prime avvisaglie sono già manifeste e sotto gli occhi di osservatori nazionali e internazionali.

«I ripetuti messaggi di Bolsonaro a favore degli Stati Uniti, tra cui un video in cui saluta la bandiera con gesto militare» sono segnali inequivocabili, afferma Rafael Tatemoto di «Brazil de Fato».

Il nuovo regalo degli Usa conferma questa tendenza di allineamento passivo: circa 52 carri armati statunitensi, tipo M3, perfettamente utilizzabili per il trasporto di truppa e altre macchine da guerra, stanno per essere incorporati all’esercito brasiliano: «la dimostrazione pratica di quel che si preannuncia essere un imminente “intervento straniero” degli Usa in Venezuela».

Laurea honoris causa in utopia per Domenico Lucano

29.10.2018 Redazione Italia

Laurea honoris causa in utopia per Domenico Lucano
Il Monastero del Bene Comune a Sezano (Verona) (Foto di http://monasterodelbenecomune.blogspot.com)

L’Università del Bene Comune, il Monastero del Bene Comune e la Comunità Stimmatini di Sezano hanno conferito a Domenico Lucano la laurea honoris causa in utopia 2018. Qui di seguito riportiamo la sua risposta.

Fuori di Riace, 25 ottobre 2018

All’Università del Bene Comune di Sezano,

Caro prof. Petrella,

scrivo a te per ringraziare l’Università del Bene Comune (UBC) di cui sei stato fondatore con tante altre personalità e sei tuttora uno dei maggiori esponenti, per aver pensato di attribuire a me, per l’esperienza di Riace, la laurea honoris causa in Utopia.

Un riconoscimento che mi onora, per la particolarità della laurea e dell’istituzione, in maniera sinceramente diversa dei tanti riconoscimenti che in questi anni mi sono stati sorprendentemente attribuiti.

Dico sorprendentemente, perché penso di non aver fatto niente di eccezionale. Come ho sempre detto, ho solo risposto, con altri miei amici e concittadini, in maniera del tutto naturale a una richiesta di aiuto di tante persone disperate, in fuga da persecuzioni, guerre, fame, miseria. Persone bisognose di tutto. In primo luogo di calore umano e rispetto.

Doti che si ritrovano nella storia di una terra, la mia, difficile, ferita e sfregiata da fenomeni di violenza criminale, dall’emigrazione costante delle sue forze più giovani e vitali, dalla disoccupazione, dall’abbandono e dal dissesto, ma che affonda le sue radici nella Magna Grecia, nel suo senso e nella sua cultura dell’accoglienza e dell’ospitalità e che sa produrre grandi utopie.

Forse non è un caso che Riace, il cui senso di ospitalità è bene espresso nel motto “Trasite, Favorite”, diventato il titolo del primo libro su questa esperienza, di Chiara Sasso e Giovani Maiolo, due dei suoi più impegnati protagonisti, si trovi a poco più di 15 chilometri da Stilo, luogo di nascita di Tommaso, al secolo Domenico, Campanella. Ho risposto a quella situazione imprevista come potevo fare io e un gruppetto di amici di un piccolo paese della Jonica reggina, a pochi chilometri da Roccella, dove tu, mi è stato detto, hai vissuto tanta parte della tua adolescenza e prima giovinezza.

Questa normale risposta a un’emergenza è diventata il detonatore di un sogno e di un sentimento.

Ha dato slancio e forza alla volontà di ridare una possibilità di vita nuova a chi fuggiva da condizioni inumane e a chi resisteva alla morte lenta di una comunità.

Da lì è partito il percorso che ha dato vita alla Riace di oggi e che ne ha fatto un riferimento per quanti hanno come orientamento del proprio vivere l’umanità, l’incontro, la solidarietà, il rispetto della natura e di tutti gli esseri viventi.

Questa faticosa ma bella costruzione oggi è pesantemente sotto attacco, ma questo attacco, intriso anche di odio, che oggi la tiene sotto scacco, la renderà più forte e più viva col contributo di tutti quelli, singoli, associazioni, istituzioni, che ne hanno sostenuto il cammino e di tanti altri che si stanno aggiungendo in questo momento di difficoltà.

Anche l’UBC, un’università anomala, alla cui nascita e percorso hanno contribuito anche due amici di Riace, Tonino Perna e Mimmo Rizzuti, con questo riconoscimento ci aiuta a tenere duro e ad andare avanti.

A te e a questa particolare università con le sue facoltà dell’acqua, dei beni comuni, della mondialità, chiediamo di aiutarci organizzando a Riace, appena la situazione lo consentirà, un corso sulla nuova avventura che vi accingete a percorrere, in nome dell’umanità.

Un corso sul tema dell’Agorà degli abitanti della Terra del prossimo 13/16 dicembre a Sezano: “L’audacia nel nome dell’umanità”. “L’umanità deve organizzarsi ed esistere come soggetto principale di autoregolazione del vivere insieme su scala globale, responsabile della vita sulla e della Terra. Nella concreta convinzione utopica che sia possibile pensare e dare alla luce un futuro più felice e giusto per l’umanità e per ogni uomo, donna e vivente

Se volete, con molta modestia, senza alcuna elaborazione teorica, è quello che abbiamo provato a fare a Riace.

Un ringraziamento sincero ed un caloroso saluto

Domenico Lucano

Il Movimento No TAV difende e sostiene le ragioni della lotta No TAP, lotta sorella

28.10.2018 PresidioEuropa No TAV

Il Movimento No TAV difende e sostiene le ragioni della lotta No TAP, lotta sorella
(Foto di Comune Info)

La lotta di uno è la lotta di tutti

L’autunno del Governo si presenta sulla scena politica con una decisione irrazionale da tutti i punti di vista che appare come una sorprendente continuità del Governo giallo/verde rispetto ai precedenti: fare la TAP.

Questa decisione contraddice gli impegni dell’Italia sottoscritti con la ratifica dell’Accordo di Parigi sul clima del 2015 che impongono, tra l’altro, la progressiva limitazione dell’uso dei combustibili fossili (carbone, petrolio e gas).

Il Movimento No TAV si schiera a fianco della resistenza No TAP perché da sempre è solidale con tutte le lotte contro le Grandi Opere Inutili e Imposte -GOII che da anni si battono per difendere i territori e rilanciare il Bel Paese.

Le GOII sono spreco di enormi quantità di denaro pubblico, devastazioni della natura e la negazione delle attese e dei diritti delle cittadine e dei cittadini: posti di lavoro veri, tutela dei territori, della salute e dell’ambiente, futuro del Pianeta.

Le opposizioni contro le Grandi Opere Inutili e Imposte e per la difesa dei territori rivendicano il loro ruolo positivo e propositivo attraverso le alternative proposte per contrastare il cambiamento climatico (l’uso dell’esistente, le c.d. opzioni zero, il blocco del consumo di suolo, ecc.).

LE RESISTENZE NEI TERRITORI RILANCIANO IL BEL PAESE E DIFENDONO IL PIANETA

L’amore di Platone come rimedio ai conflitti

28.10.2018 Maria Giovanna Farina

L’amore di Platone come rimedio ai conflitti
(Foto di opera di Paola Giordano, “WO – MAN”-100×150-tecnica mista)

La prima riflessione sull’amore nella filosofia occidentale ci giunge dalla Grecia antica. Platone fu il primo, ispirato da Parmenide, a comprendere il vero significato dell’amore in tutte le sue espressioni

Nel Simposio, Platone ci riferisce una frase di Parmenide circa la nascita di Eros, il semidio generato da Poros e Penia, Espediente e Povertà, che a causa della sua origine, è sempre mancante e in ri-cerca, ma allo stesso tempo capace di risolvere i conflitti. Platone ce lo raffigura come un essere instabile che impossessandosi di noi ci trasmette le sue caratteristiche peculiari e ci aiuta a vivere al meglio la nostra vita.

La citazione di Parmenide è la seguente: “primo assoluto degli dei tutti, la dea, pensò Eros”. Una considerazione che contiene in sé la simbologia capace di racchiudere il senso più profondo del nostro essere-nel-mondo in relazione all’amore. Parmenide con la famosa considerazione “L’essere è, e non è possibile che non sia… non è, ed è necessario che non sia” introduce nella riflessione filosofica non soltanto la consapevolezza che niente si crea dal niente, e nulla può essere distrutto nel nulla, ma collegando tale idea ad Eros, conferisce al pensiero il suo valore generativo: Parmenide dà così ad Eros un compito fondamentale, quello di muovere l’universo. Ci parla dell’essere, del pensiero e dell’amore e allora vediamo come collegare i tre punti. Il pensiero è un parto della mente e la dea nel momento in cui lo ha pensato ha creato l’amore che esiste nelle sue diverse forme: ha partorito l’amore con l’atto del pensare.

L’amore quindi porta in sé una scintilla di divino che è perfezione, ma l’amore non è perfetto: chi è sempre mancante non può essere che imperfetto. L’amore, nato dal pensiero della dea, anch’esso non si crea dal nulla e non può essere distrutto nel nulla. Ciò che Parmenide ha affermato circa la natura del pensiero è quindi riferibile congiuntamente alla natura di Eros: nato da un’esigenza umana come è quella di amare. E si torna nella imperfezione, chi è perfetto non ha bisogno di nulla, mentre sia l’amore che il pensiero sono in perenne ri-cerca. Come spiegare questa antitesi? Ricordando che non è una piccola imperfezione ad inficiare ed annullare la perfezione originaria, la piccola imperfezione lo rende solo umano e quindi praticabile nelle relazioni umane. Ritornando alla “teoria” di Platone ispiratagli dal maestro Socrate: Eros come rappresentante dell’amore tra gli uomini vive secondo la sua doppia natura: anela verso il tutto avendo in sé la mancanza, come sua madre, ma sa sempre trovare la soluzione alla propria mancanza, ossia trova espedienti secondo la natura del padre. E così, non essendo né divino né mortale, quindi un semidio, sa essere rappresentante dell’amore umano in qualunque situazione esso si voglia esprimere. Non solo l’amore di coppia, ma anche quello per le arti, la politica, la scrittura… il pensiero. E così l’antitesi è solo apparente.

Il pensiero per Platone è forza vitale animata da un’incessante sete di conoscenza che il filosofo greco identifica con l’amore. Ne deriva che il pensiero è essenzialmente Eros, desiderio e frenesia implacabile di tornare là dove esso ha avuto origine, cioè nel mondo delle idee. Ma poiché, a causa di una colpa originaria, gli uomini hanno dimenticato la meta che spinge il loro pensiero a muoversi e ad agitarsi incessantemente, essi sono condannati all’insoddisfazione. Il compito della filosofia è risvegliare la reminiscenza sopita. Ri-trovare “ErosAmore” è il compito del filosofo, una missione che non si compie solo con la ragione.

ErosAmore, che è il dio e la sua emanazione, è una forza capace di colpirci, di possederci, di renderci folli: le sue frecce partono senza preavviso anche quando non siamo pronti ad accogliere la sua potenza vitale. Sì, perché l’amore è la forza della vita che cerca incessantemente di surclassare la morte. Se è vero che generalmente non siamo pronti a morire, allo stesso modo non siamo pronti ad amare: non siamo pronti a causa delle due grandi pulsioni, amore e morte, tra le quali viviamo in balia. Anche quando per disperazione vorremmo morire, amore ci prende tra le sue braccia e ci rimette in vita, allo stesso modo quando vorremmo amare, morte a volte interviene per frenarci. Ci sono casi in cui ciò accade e questo deve farci riflettere, possiamo così spiegarci le delusioni che impediscono di amare quando siamo inquinati dalla forza malefica della distruzione mortale. Nei momenti in cui ErosAmore interviene vittorioso, accade uno straordinario stravolgimento dell’equilibro: l’amore, impossessandosi di noi, ci costringe ad essere altro e per questa ragione pur di seguirlo siamo portati a trasformarci, a trovare nuovi orizzonti, a rinascere innamorati anche se non siamo pronti.

Ci possiamo innamorare di un’idea, di una missione o di una persona, ma il meccanismo che sta alla base del nostro mutamento è sempre lo stesso. Come diceva Dante, è l’amor che move il sol e l’altre stelle, e noi siamo in movimento come tutto l’intero l’universo grazie all’amore che è forza di aggregazione. Non dobbiamo però scambiare questa situazione per mancanza di libertà: l’amore per gli esseri umani è un’opportunità che ErosAmore ci dona, siamo esseri pensanti e sta a noi lasciarlo entrare o respingerlo, altrimenti sarebbe una contraddizione insostenibile: l’amore è libertà e mai potrebbe diventare costrizione, in quel caso non sarebbe più amore.

L’amore che gli uomini vivono va oltre la spinta naturale alla vita e alla conservazione di sé, esso è legato anche alla cultura in cui tutti sono inseriti: nasce così la possibilità di aggregazione sociale, di unioni di coppia e di tutte le relazioni realizzabili. L’amore è in ultima analisi, “qualcosa di noi che si sta facendo dono”, è donarsi all’altro, che nell’amore di coppia diventa dono reciproco nel desiderare solo il bene dell’altro. Il nostro desiderio è vederlo felice e godere insieme della felicità reciproca. Quando entra in gioco la sessualità cosa accade? Il Simposio ci avverte che ce n’è una che si accompagna all’amore, da preferire, ed un’altra che è solo brama di possesso di un corpo. Possiamo dire che ErosAmore quando produce desiderio sessuale legato al sentimento per l’altro permette di vivere una parte di quell’amore universale che crea legami dove il piacere non è solo mentale, ma nel nostro discorso rivolto al tutto, esso rimane solo un aspetto. Un aspetto importante che sa elevarci dal puro esercizio della sessualità.

In conclusione, ErosAmore, per la sua natura libera, non può essere rinchiuso rigidamente in una teoria; si possono individuare le sue varie forme espressive, stabilire i diversi casi, le differenti opzioni, le numerose variabili, trarre conclusioni, ma non possiamo imbrigliare il putto alato perché egli reclama in ogni momento il suo volo nel tentativo di riportarci nell’Iperuranio, nel luogo dell’eterno pensare da cui è sorto per noi e dove possiamo ri-trovare il vero amore. Quando pensiamo stiamo venerando Amore anche se non tutti i nostri pensieri sono degni di lui, ma la sua forza inalienabile sa farci riprendere la strada per ritrovare un attimo di perfezione.

E ricordiamo che con origine divina intendo riferirmi alla sacralità dell’amore, al suo dover essere venerato e rispettato come il dono più grande della vita. Amore è eterno e mortale, generativo e trasformativo, noi tutti siamo partoriti dalla sua potenza: Parmenide e Platone lo hanno compreso duemilacinquecento anni prima di Cristo.

La campagna per l’asilo chiede l’abbandono dell’accordo tra Unione Europea e Turchia

26.10.2018 Pressenza Athens

Quest’articolo è disponibile anche in: Spagnolo, Francese, Greco

La campagna per l’asilo chiede l’abbandono dell’accordo tra Unione Europea e Turchia
Moria, isola di Lesbo (Foto di Aggelos Barai)

Visto l’intensificarsi dei problemi nelle isole dell’Egeo orientale, per quanto riguarda le condizioni inumane di vita dei rifugiati e l’allarmante aumento degli incidenti di razzismo e intolleranza dovuti all’applicazione dell’accordo tra Unione Europea e Turchia, ribadiamo la nostra posizione:

Il modo di trattare i problemi che i rifugiati devono affrontare, trasformandoli in vittime e ostaggi della politica preventiva applicata dagli Stati dell’Unione Europea e la continua tendenza a eliminare la loro presenza ai margini e fuori dalle frontiere europee non si possono risolvere se non con:

  • L’abbandono dell’accordo tra UE e Turchia e soprattutto la fine delle detenzioni interminabili dei rifugiati, causa di tutti i problemi osservati negli ultimi anni.
  • Il ritorno della vita e della dignità delle persone al centro della pianificazione politica, in contrapposizione all’attuale politica preventiva e alla degradazione del valore umano.
  • La pianificazione strategica per l’integrazione senza problemi dei rifugiati in tutto il territorio greco, promuovendo la coesistenza con le comunità locali invece di renderla più difficile, come fa l’attuale politica di prevenzione e di creazione di ghetti in campi distanti sulla terraferma.

La risoluzione dei problemi che affliggono i rifugiati e hanno un impatto negativo sulle comunità locali non consiste in mezze misure per ridurre il loro numero o migliorare temporaneamente le loro condizioni di vita e nemmeno nella criminalizzazione della solidarietà verso di essi. La situazione va affrontata abbandonando l’accordo tra UE e Turchia, che rappresenta la causa principale del blocco dei rifugiati nelle isole e dei problemi a esso collegati.

Organizzazioni firmatarie:

AITIMA http://www.aitima.gr

ARSIS – Associazione di Appoggio Sociale alla Gioventù http://www.arsis.gr

Rete di Appoggio Sociale a Rifugiati e Migranti http://migrant.diktio.org

Consiglio Greco per i Rifugiati http://www.gcr.gr

Forum Greco dei Rifugiati http://refugees.gr

Greek Helsinki Monitor https://greekhelsinki.wordpress.com

Iniziativa per i diritti dei detenuti http://www.tokeli.gr

“LATHRA?” Comitato di Solidarietà con i rifugiati di Chios http://www.lathra.gr

Avvocati per i diritti di rifugiati e migranti http://www.omadadikigorwn.blogspot.com

PRAKSIS http://www.praksis.gr

Refugees Support Aegean http://rsaegean.org

Mondo senza Guerre e senza Violenza, Grecia http://www.kosmosxorispolemous.gr

Lettera alla Rai sulla mancata messa in onda del reportage sui migranti in Grecia e Bosnia

26.10.2018 Amnesty International

Lettera alla Rai sulla mancata messa in onda del reportage sui migranti in Grecia e Bosnia
(Foto di Amnesty International)

Il testo della lettera inviata dalle associazioni aderenti a “Carta di Roma” all’attenzione dell’Amministratore delegato della Rai Fabrizio Salini e alla Direttrice del Tg2 Ida Colucci sulla mancata messa in onda del reportage sui migranti in Grecia e Bosnia.

Alla c.a. dell’Amministratore delegato della Rai dott. Fabrizio Salini

Alla c.a. della Direttrice del Tg2 dott.ssa Ida Colucci.

In qualità di aderenti all’associazione “Carta di Roma” e di rappresentanti della società civile esprimiamo sconcerto per la mancata messa in onda, prevista sabato 20 ottobre su Rai2, del reportage di Valerio Cataldi sulla situazione dei migranti e dei richiedenti asilo, migliaia dei quali minorenni, sull’isola greca Lesbo e nella città bosniaca di Bihac. 

Le motivazioni addotte dalla direzione del Tg2, riguardo a una presunta inadempienza dell’autore rispetto alle regole deontologiche della Carta di Treviso che sarebbe consistita nel non aver reso irriconoscibili mediante schermatura i minorenni ripresi nel documentario, appare pretestuosa e anche surreale essendo l’autore, tra l’altro, presidente dell’associazione “Carta di Roma”, essa stessa una carta deontologica. Inoltre uno degli estensori della Carta di Treviso, Franco Elisei, dopo aver visionato il reportage, ha affermato che lo scopo della Carta di Treviso è di tutelare i minori, contestualizzando i principi della stessa Carta. In questo caso i minori sono tutelati proprio dalla decisione di pubblicare le loro storie e i loro volti, piuttosto che di nasconderle.

Si è trattato di una decisione senza precedenti, considerata la lunga e meritoria serie di servizi sui minorenni a rischio o in zone di conflitti mandati in onda negli ultimi anni dal Tg2, alcuni dei quali a firma dello stesso Cataldi.

Lesbo e Bihac sono i due luoghi dove oggi le condizioni di vita dei migranti e richiedenti asilo sono più drammatiche e i mass media non forniscono un’informazione sufficiente per comprendere il dramma che vivono migliaia di persone e migliaia di bambini. È per questo che il reportage “Prigionieri dell’isola” rappresenta un’importante testimonianza di cui il Servizio Pubblico deve consentire la visione.

Per queste ragioni chiediamo alla direzione del Tg2 la messa in onda tempestiva e integrale del reportage in questione.

Distinti saluti

  • Acli
  • Amnesty International Italia
  • Amref Health Africa
  • Arci
  • Articolo 21
  • Asgi
  • Associazione Il Pettirosso
  • Associazione 21 Luglio
  • Centro Astalli
  • Cospe onlus
  • Cestim
  • Cir
  • Cser
  • Lunaria
  • MSF Italia
  • OIM
  • Ufficio Comunicazione Scalabriniani
  • UNHCR

Libertà di scambiare e vendere energie rinnovabili

24.10.2018 Redazione Italia

Libertà di scambiare e vendere energie rinnovabili
(Foto di peda.net)

Domani a Roma al Senato alle ore 18:00 la consegna delle oltre 33mila firme della petizione che chiede la vera liberalizzazione dal basso dell’energia

Si svolgerà domani, alle 18:00 a Roma al Senato la consegna nelle mani del Senatore Gianni Girotto, Presidente della Commissione Industria del Senato e sostenitore della prima ora dell’idea di rendere libera la vendita e lo scambio di energie rinnovabili all’interno dei sistemi di distribuzione chiusi (condomini, villaggi, aree commerciali, artigianali ed industriali o reti comunali).

Della delegazione faranno parte Jacopo Fo, Valerio Rossi Albertini, Gianni Silvestrini, Sergio Ferraris e la Responsabile di Change.org Italia Stephanie Brancaforte e inoltre Massimo Venturelli, Giuliano Gabbani, Annalisa Corrado, Francesco Girardi, Sauro Secci, Sauro Valentini, Mauro Gori. «Ci auguriamo davvero che domani il Senatore Girotto ci dia la buona notizia che finalmente farà ripartire in maniera straordinaria il mondo delle rinnovabili. Milioni di prosumer sono pronti ad investire le loro risorse per diventare autoproduttori energetici rinnovabili, riducendo in tal modo, non solo i consumi di fonti fossili ma anche le perdite della rete», ha detto Fabio Roggiolani, cofondatore assieme a Jacopo Fo e Michele Dotti di Ecofuturo, commentando la consegna.

Nel corso di pochi mesi, lo scorso anno, sono state raccolte quasi 30.000 firme a sostegno di questa petizione, ma il comitato organizzatore non è riuscito a consegnarle al Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ne ad alcun rappresentante istituzionale della maggioranza governativa. Per questo motivo si è deciso di reindirizzare la petizione al Senatore Girotto stesso e al nuovo Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, affinché la libertà di scambiare e vendere energie rinnovabili nei luoghi di distribuzione chiusa e negli ambiti limitrofi alla produzione, divenga immediatamente possibile, dato che non occorrono modifiche legislative e non necessitano fondi di bilancio.

Ecco il link della petizione:https://www.change.org/p/sergiocosta-min-e-giannigirotto-scambiare-o-vendere-energie-rinnovabili-sia-libero-per-tutti

La consegna delle firme sarà trasmessa in diretta streaming dalla pagina Facebook di Jacopo Fo: https://www.facebook.com/jacopofoalcatraz/

Info & Contatti mail: info@sergioferraris.it

L’ingresso del Senato è quello di Via degli Staderari 2 e per gli uomini sono necessarie giacca e cravatta.

Ufficio stampa Ecofuturo

 

Prepariamoci ad organizzare il nostro #buynothingday !

24.10.2018 Natale Salvo

Prepariamoci ad organizzare il nostro #buynothingday !

Il prossimo 23 novembre è il #BuyNothingDay. O, se si preferisce, il “black friday”, il giorno della corsa sfrenata dall’acquisto.

Le grandi catene commerciali, infatti, sono solite offrire in questa occasione notevoli ed eccezionali promozioni al fine di incrementare le proprie vendite. Si tratta di un giorno particolarmente importante sotto l’aspetto commerciale poiché costituisce un valido indicatore sia sulla predisposizione agli acquisti sia, indirettamente, sulla capacità di spesa dei consumatori.

Al contrario, alcune associazioni, sensibili ai principi del consumo responsabile e critico, propongono in questa giornata degli spunti di riflessione.

Ecco che, quindi, da oltre 20 anni, è nata la “giornata del non acquisto”, in inglese #BuyNothingDay.

#BuyNothingDay: sai resistere 24 ore all’impulso di acquistare?

L’idea è quella di passare un giorno intero senza acquistare nulla, dimostrando così di non essere del tutto schiavi del consumismo. È una giornata per riflettere sulle abitudini di consumo e sulla possibilità di fare acquisti in maniera più ragionata sviluppando una maggiore coscienza critica.

#BuyNothingDay è, quindi, il giorno in cui sfidi te stesso, la tua famiglia e i tuoi amici a staccare la spina dalla spesa.

Le regole sono semplici: invece di fare acquisti, prendere parte a una moratoria di 24 ore sul consumo; sia come solo esperimento personale sia anche con una dichiarazione pubblica #BuyNothingDay: riesci a resistere all’impulso di acquistare? Oppure il “Black Friday” ti spinge a comprare cose che probabilmente non ti servono?

Il “giorno senza acquisto” è qualcosa come un giorno di sciopero dei consumatori, un’operazione di boicottaggio non contro un prodotto in sé o un’azienda in particolare, ma contro la società dei consumi in generale. Mira a lanciare una riflessione sulla popolazione che incoraggi a cambiare le abitudini di consumo. Questo sistema ha prodotto una perdita di senso comune e collettivo a favore dell’individualismo.

Ovviamente, #BuyNothingDay non significa cambiare il tuo stile di vita per un solo giorno: da questa esperienza, è possibile partire per abbracciare il consumo responsabile e critico anche per dopo!

«Il consumismo è una droga e come tale va trattata, tossica e nociva che annebbia la mente e indebolisce il corpo. Meno consumo, meno bisogno di soldi, meno bisogno di soldi e meno bisogno di lavoro, meno bisogno di lavoro e più tempo per le relazioni, più ricchezza umana e spirituale. In altre parole meno consumo e più vita», spiegava Paolo Ermani su Pressenza, quattro anni fa. Come dargli torto?

Proposte di attività per il #BuyNothingDay

Il #BuyNothingDay è uno spazio di resistenza e costruzione in cui possono essere sviluppate varie attività culturali che ci aiutano a riflettere:

  • sulle persone che lavorano ciò che consumiamo, spesso in paesi lontani, e in condizioni di sfruttamento;
  • sulle danni alla vita delle piccole imprese, che non possono competere con con la grande distribuzione, e chiudono sempre più spesso con danni al tessuto sociale e economico del territorio;
  • sugli effetti sul nostro pianeta, sul riscaldamento globale, della produzione, del trasporto, dello smaltimento di quel prodotto;
  • sugli allevamenti del bestiame in cui gli animali vengono trattati come pezzi inanimati in una catena di montaggio;
  • sugli effetti sulla nostra salute per l’uso intensivo, in agricoltura, di pesticidi e fertilizzanti chimici che avvelenano i campi e l’acqua e lasciano residui negli alimenti;
  • sugli additivi chimici contenuti negli alimenti industriali, e in quelli dei fast food, utili per l’industria, ma che possono essere pericolosi per la nostra salute.

Esiste una petizione “online” con la quale si chiede al Governo italiano di intervenire per ridurre drasticamente le aperture domenicali nel settore commerciale. Puoi firmarla su Change.org.

Contro la nuova legge sulla legittima difesa, mobilitazione di Antigone

22.10.2018 Associazione Antigone

Contro la nuova legge sulla legittima difesa, mobilitazione di Antigone

Contro la nuova legge sulla legittima difesa, mobilitati con noi!

Il 23 ottobre la legge per l’allargamento del regime della legittima difesa inizierà dal Senato il suo iter parlamentare. Questa proposta metterà a rischio la sicurezza, fondandosi sull’assenza totale di bisogni reali di prevenzione criminale.

Da qualche settimana abbiamo lanciato una petizione popolare con la quale chiediamo al Parlamento di non approvare la legge. Attualmente 27.000 persone la hanno già firmata. In vista dell’approdo al Senato vogliamo rilanciare alcune iniziative per far sentire forte la nostra voce.

Mobilitati con noi. Ecco come puoi farlo:

1. Puoi farlo su twitter. Il 23 ottobre a partire dalle ore 10.00, pubblica un tweet con questo testo “Contro la liberalizzazione dell’omicidio, contro il Far West in Italia, no alla legge sulla legittima difesa #NoFarWest”, oppure con un testo a tua scelta. Ricorda solo di utilizzare l’hashtag #NoFarWest.

2. Puoi farlo su tutti i socialCliccando su questo link trovi un foglio A4: stampalo, fatti una foto e condividila sui tuoi account twitter, facebook o instagram, ricordandoti di utilizzare l’hashtag #NoFarWest nel testo che deciderai di scrivere per accompagnare la foto.

3. Puoi farlo via mail. Sempre già da oggi puoi scrivere ai Senatori della Commissione Giustizia una lettera nella quale gli chiedi di non approvare questa legge. Qui trovi il testo della lettera che abbiamo predisposto noi (insieme agli indirizzi e-mail dei Senatori). Anche in questo caso puoi anche decidere di utilizzare la nostra lettera o scriverne un’altra.

4. Puoi farlo sul webFirmando la nostra petizione e condividendola con i tuoi amici e conoscenti per far aumentare il numero dei firmatari.

Nei prossimi giorni inoltre organizzeremo altre iniziative. Ne daremo notizia sul nostro sito e sui nostri account facebook e twitter. Seguici per rimanere aggiornato su questa iniziativa.

Il tema della patria, è una questione di destra?

22.10.2018 Tobia Savoca

Il tema della patria, è una questione di destra?
(Foto di flickr)

Il richiamo al popolo è un elemento che accomuna le componenti politiche vogliono sostituirsi a chi ha governato in Europa fino all’avvento dell’avvento della corazzata pentaleghista.

A sinistra alcuni teorici rivedono i fondamenti filosofici della visione marxista criticandola con elementi diversi.

Il risultato di queste riflessioni passa attraverso una serie di operazioni di maquillage comunicativo che svelano ancora una volta quanto la forma in politica sia sostanza, o meglio quanto la politica giochi su simboli e codici.

Così in Francia Mélenchon sostituisce lotta di classe con popolo costruendo un’ esempio di populismo di sinistra. L’appellativo di “partito”, come per i Cinquestelle in Italia, viene abbandonato: “il movimento è al popolo quello che il partito era alla classe”. Il termine stesso di “sinistra” è tralasciato da Mélenchon, considerandolo deteriorato dall’esperienza del Partito Socialista al potere e reso inattraente per l’opinione pubblica.
Le bandiere rosse e l’Internationale, che avevano segnato la campagna presidenziale del 2012, risultata un fallimento, vengono sostituite dalle bandiere tricolore e da La Marseillaise nel 2017.

Nonostante la France Insoumise abbia costruito la sua strategia comunicativa sul principio di non lasciare all’estrema destra il monopolio delle bandiere, dell’inno, dei concetti di sovranità, di sicurezza e di laicità, e nonostante si voglia far passare l’equivalenza che dare potere al popolo significa democrazia, le dinamiche interne della gestione gerarchica e del coinvolgimento della base, secondo alcuni, sono piuttosto verticali.

In Italia questo dibattito si declina, intorno alla nascita di una nuova associazione, Patria e Costituzione, che tende ad operare questo tipo di meccanismo di riattivazione della nozione di Patria, a fini democratici e costituzionali, rielaborando pensieri di Gramsci e Togliatti, e cercando di scavare nel passato di un pensiero di sinistra scrostandolo della retorica cosmopolita (confusa con l’internazionalismo) che è servita al centro-sinistra liberale per giustificare l’apertura delle frontiere a merci e quindi alle persone.

Cercando di partire da una lotta sovranista e quindi su base nazionale vorrebbe ricostruire il tessuto connettivo di uno Stato che non sia quello rappresentato dalla sua versione fascista, per in seguito confrontarsi in piano di parità con gli altri paesi europei. Anche loro vorrebbero governare il fenomeno migratorio, e non lasciare all’autoregolazione del mercato l’integrazione delle persone, con la possibile conclusione che non si possa accettare tutti e che bisognerà escludere qualcuno per l’interesse nazionale, probabilmente aprendo le porte ai soli rifugiati.

Indicare la Costituzione come limite dell’uso politico della “Patria” appare troppo vago, come vaga e incompleta ne è la sua attuazione da tempi ben antecedenti l’integrazione europea.

Contraddittoria quindi appare l’idea di volere dire “prima gli sfruttati” e di “regolare i flussi in base alle esigenze nazionali” che equivale a dire “prima gli sfruttati italiani”.

La sinistra europea sta quindi ragionando sul recupero di alcune battaglie e di alcuni temi per meglio affrontare la destra o, contemporaneamente per fare piazza pulita dei resti dei vecchi partiti di sinistra, cercando di accompagnare questo vento di insicurezza derivante dalla mondializzazione e di sfruttarlo a fini elettorali, sopratutto alla luce delle europee.
Il sovranismo può permettere un recupero delle prerogative statali ma non garantisce, da solo, il superamento dei problemi di natura globale. Quella nazionale non deve essere una battaglia politica fine a se stessa, ma un quadro d’azione.
Concatenare battaglia locale quindi nazionale ed internazionale è quindi necessario e le due lotte non possono e non devono essere scisse, ma nessun tipo di lotta che si dica di sinistra dovrà mai mettere da parte anche uno solo degli oppressi e degli sfruttati.