pensiero del 7 del sesto mese

7 del sesto mese

Se non ti aspetti nulla e non vuoi ottenere nula dagli altri , gli altri non possono esserti temibili, come una spalla non teme l’altra, come un cavallo non teme l’altro. Ma se la tua felicità si trova in balia di altri , allora sicuramente temerai gli altri.

Occorre cominciare così: occorre rinunciare a tutto quello  he non ci appartiene , rinunciarvi quando è necessario perché non sia nostro padrone, rinunciare al legame con il nostro corpo  e con tutto quel che egli è necessario, rinunciare all’amor per la ricchezza, alla gloria, alle cariche, agli onori; in questo senso rinunciare ai figli, alla moglie, ai fratelli. Occorre dirsi che tutto questo non ci appartiene.

Allora non avremo bisogno di eliminare la violenza degli altri con la violenza . Ecco un carcere: che danno arreca a me , alla mia anima il fatto che esso ci sia? Perché distruggerlo , perché aggredire coloro che praticano la violenza, e ucciderli? Le loro carceri , le loro catene , le loro armi non possono asservire il mio spirito. Possono prendermi il corpo, ma il mio spirito è libero e nulla può disturbarlo in alaucna cosa, e per questo vivo come voglio.

Ma come sono giunto a questo? Ho sottomesso la mia volontà alla volontà di Dio. Vuole che io abbia la febbre? Anch’io lo volgio. Vuole che mi accada qualcosa? Anch’io lo volgio. Non lo vuole; anch’io non lo voglio. Vuole che io muoi a, vuole che io sia sottoposto a tortura? Anchì’io voglio morire, voglio sottomettermi a tortura.

Epiteto

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