Ecofemminismo

ECOFEMMINISMO La base del termine ecofemminismo è l’unione dei termini ecologia e femminismo . Questa parola dalla valenza positiva è nata da due situazioni negative: la distruzione del mondo naturale e l’oppressione delle donne. Ecofemminismo è un termine recente, coniato dalle donne come risposta alla distruzione della vita condotta dai sistemi patriarcali. E’ una […]

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Buon compleanno Dorothee Soelle

Noi vediamo sempre solo due vie scappare o la vendetta farsi umiliare o rendersi grande essere presi a calci o prendere a calci. Gesù, hai percorso una via diversa hai combattuto, ma senza armi hai sofferto, ma senza confermare l’ingiustizia sei stato contro la violenza non usando violenza per combatterla. Noi vediamo sempre solo due […]

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Davide contro Golia — Coordinamento Democrazia Costituzionale

Articolo di Antonio Pileggi Alle nove della sera di domani 30 settembre 2016, la “TV la 7” ospita un confronto televisivo, moderato dal giornalista Mentana, tra il Presidente del Consiglio, dott. Matteo Renzi, e il Professore emerito della Corte Costituzionale prof. Gustavo Zagreblesky, che è anche Presidente onorario del Comitato per il NO nel referendum […]

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ERMENEUTICA FEMMINISTA

ERMENEUTICA FEMMINISTA

 

L’ermeneutica femminista (dal Greco hermeneuo, “interpretare”) andrebbe più propriamente definite come teoria, arte e prassi dell’interpretazione nell’interesse di donne e uomini.

Anche se le donne e gli uomini di fede hanno sempre interpretato le Scritture, l’ermeneutica femminista è una novità nel panorama della teologia: Solo nel contesto dei movimenti del XIX e del XX secolo le femministe hanno cominciato a eplorare le implicazioni e la possibilità di un’ermeneutica critica che tenga conto del silenzio istituzionalizzato delle donne (e degli uomini non patriarcalizzati) nelle religioni bibliche. Di conseguenza, l’emeneutica biblica femminista mira a conferire autonomia e responsabilità a donne (e uomini non patriarcalizzati) affinché divengano soggetti dell’interpretazione religiosa, impegnandosi nella costruzione critica di significati. Ponendo i soggetti wo/men (il concetto di wo/men, un soggetto politico femminile che non esclude gli uomini non identificati con il patriarcato, è proprio dell’autrice di questa voce; N.d.T) come soggetti religiosi e teologici di interpretazione, l’ermeneutica femminista tenta di riconcettualizzare l’atto dell’interpretazione come un momento nella lotta per la liberazione di donne e uomini.

L’ermeneutica biblica femminista sostiene due posizioni apparentemente contraddittorie. Da un lato la Bibbia è  scritta con un linguaggio kyriocentrico (incentrato sul signore/padrone), ha origine nelle culture patri-kyriarcali (dominio del signore/padrone/padre) dell’antichità e per tutta la sua storia ha contribuito a diffondere mentalità misogine e valori oppressivi. Dall’altro, la Bibbia è servita nel passato e serve ancora oggi a ispirare e autorizzare donne e uomini nelle loro nelle loro lotte contro oppressione disumanizzante. Quantoi è stato detto sulla ricerca ricerca scientifica di Marie Curie sembra applicarsi allo stesso modo all’interpretazione biblica da parte dei soggetti wo/men: serve contemporaneamente per l’empowerment religioso delle donne e per la loro continua vittimizzazione.

Di conseguenza, un’ermeneutica femminista critica non comincia ponendo la Bibbia al centro della propria attenzione, ma si concentra piuttosto sulle lotte dei soggetti wo/men che stanno al fondo della piramide kyriarcale di dominio e sfruttamento, perché le loro lotte rivelano il fulcro dell’oppressione e della disumanizzazione che le/li minacciano. Una simile analisi sistemica basata sull’esperienza fornisce una prospettiva ermeneutica che è conscia della propria collocazione sociale, politica e religiosa, un atteggiamento di sostegno che è condiviso da tutte le forme liberazioniste critiche di ermeneutica, siano esse womanist, mujeristas, asiatiche, africane, latinoamericane, europee o nordamericane.

Le interpretazioni bibliche popolari e accademiche compiute dalle donne, la lettura della Bibbia da donna e la sua interpretazione in termini di genere non coincidono necessariamente con un’ermeneutica biblica femminista critica, in quanto non problematizzano le proprie lenti ermeneutiche culturali kyriocentriche. In contrasto con gli studi accademici femminili e di genere, un’ermeneutica femminista critica si concentra sull’analisi sistematica da parte dei soggetti wo/men, le /i quali che lottano per cambiare le strutture di oppressione patri-Kyriarcarli.

Questa cruciale differenza metodologica dall’ermeneutica femminile e dell’ermeneutica degli studi di genere che usano come lenti solo la donna e il genere viene tralasciata quando si dice che le teologhe femministe  devono rispettare le interpretazioni bibliche conservatrici delle donne perché esse danno significato alle loro vite. Un’ermeneutica femminista critica insiste invece nel dire che le interpretazioni conservatrici non sono femministe semplicemente perché sono letture di donne. Nella misura in cui simili letture bibliche conservatrici non impiegano un’analisi femminista della subordinazione ecclesiastico-religiosa e socio-politica dei soggetti wo/men e del trattamento da cittadini di seconda categoria che ricevono , esse tendono a interpretare il rispetto e la dignità per le donne nei termini dei contesti ideologici interiorizzati della femminilità culturale e del “vero carattere della donna”. Di conseguenza, queste letture conservatrici non possono che sostenere le strutture ideologiche dell’oppressione dei soggetti wo/men. Sottolineando che queste letture non sono femministe o liberazionistiche, non si nega tuttavia la capacità di decisione e di azione e il rispetto delle singole donne. Analogamente un’ermeneutica femminista che lo veda il gioco di significati senza soggetti, il nichilismo politico o il relativismo agnostico che è sostenuto da alcune forme di studi di genere post –strutturalisti. Un’interpretazione femminista critica per la liberazione opera non solo all’interno di un quadro teorico post- strutturaliste, ma impiega anche una diversa lettura dei testi, in quanto si concentra sulle dimensioni e sugli elementi retorici che sono generati dalla materialità dei testi, in quanto si concentra sulle dimensioni e sugli elementi retorici che sono generati dalla materialità dei testi, dalla storicità dei lettori e dalla politica di comunicazione nei contesti emeneutici socio-storici passati e presenti. Ne consegue che l’ermeneutica femminista è una pratica di ricerca retorica socio-politica che mira alla formazione di una coscienza religiosa e storica critica. Mentre la teoria ermeneutica cerca di comprendere e apprezzare il significato dei testi, la ricerca retorica rivolge la propria attenzione ai diversi effetti che i discorsi biblici producono, al modo in cui li producono , al genere di pubblico per cui sono prodotti. Si spinge oltre la “mera ermeneutica “ verso un modello complesso critico di interpretazione e valutazione femministe. Cerca di superare il dualismo dell’ermeneutica tra senso e significato, spiegazione e comprensione, critica e consenso e distacco ed empatia, leggendo “davanti” e “dietro” i testi, il presente e il passato. L’interpretazione e l’applicazione, il realismo e l’immaginazione.

Un processo ermeneutico femminista critico di questo tipo implica quattro strategie retoriche di analisi: sospetto, ricostruzione, valutazione e immaginazione. Queste strategie non sono semplicemente fasi di ricerca indipendenti successive né regole metodologiche , sono pratiche che interagiscono l’una con l’altra in un’interpretazione femminista di un testo biblico o di un qualunque altro testo culturale. Queste strategie, tuttavia , hanno un doppio punto di riferimento : i sistemi linguistici, i contesti ideologici e le posizioni socio-politiche e socio-religiose degli interpreti contemporanei da un lato, e i sistemi linguistici e le posizioni socio –storiche dei testi biblici, dei contesti sociali e delle loro effettive storie di interpretazione dall’altro.

Un’ermeneutica femminista critica di liberazione che intenda l’interpretazione biblica come una pratica religiosa e culturale di resistenza e trasformazione utilizza non solo metodi valutativi storici, letterari e ideologici critici che si concentrtano sulla retorica del testo biblico nei suoi diversi contesti storici, ma anche metodi di narrazione, biblio –dramma, poesia, pittura danza, musica e rituali per creare un’immaginazione religiosa “differente”. I suoi processi retorici –ermeneutici critici non sono limitati ai testi bliblici canonici. Si possono anche essere usati, e in passato lo sono stati con successo , per lavorare con donne analfabete, teologhe specializzate e gruppi femministi di studio della Bibbia sparsi in tutto il mondo.

 

DEMERS 1992; FELDER, a cura di, 1991; KWOK 1995; RUSSELL, a cura di, 1985a; SCHUSSLER FIORENZA 1984/1995; SCHSSLER FIORENZA, a cura di, 1993, 1994.

 

ELISABETH SCHUSSLER FIORENZA

Pensiero del 29 settembre

29 settembre

Il lavoro è fatto bene solo quando è compiuto volentieri, ma nessuno può lavorare volentieri se non è consapevole che fa proprio quello che è necessario in un determinato momento. Agli occhi del creatore di quel che è piccolo e quel che è grande la cosa più insignificante ha un tale significato come la cosa più grande, e un giorno come mille anni e le cose più insignificanti, come le più grandi, sono ripiene dell’inesprimibile mistero del grande spirito.

John Ruskin

La cosa più utile di tutte sarebbe descriverela vita di quelle persone di cui il mondo non ha pensato e non ha sentito parlare , ma che ora assolvono la parte maggiore dei lavori di cui abbisognano e dai quali possiamo meglio imparare come assolverli.

John Ruskin

Oggi con ermeneutica femminista e domani con ecofemminismo si conclude il lavoro sulle donne 2016: siamo certi che ci saranno occasioni per tornare a segnalare la centralità della donna nelle nostre considerazioni quacchere.

La società civile deve tornare a mettere il disarmo sull’agenda internazionale

28.09.2016 Reto Thumiger

Quest’articolo è disponibile anche in: Inglese, Spagnolo, Tedesco

La società civile deve tornare a mettere il disarmo sull’agenda internazionale
Combattiamo per la libertà e per le medaglie. Forze armate tedesche – Istruttore ufficiale per i modelli di ruolo.

“Il mondo è super-armato e la pace è sotto-finanziata”, ha detto Ban Ki-moon, centrando il punto. Questa è la grande sfida che il Congresso sulla Pace di Berlino affronterà. La questione del disarmo dovrebbe essere rimessa sull’agenda internazionale e questo si potrà ottenere solo grazie all’azione congiunta della società civile e dei movimenti per la pace.

Si può trovare la stessa situazione in Germania. Il Ministro della Difesa von del Leyen venerdì ha messo in chiaro che gli ulteriori 2,3 miliardi di euro di spesa militare sono il primo passo verso il 2% del PIL. Questa è la richiesta per tutti i paesi membri della NATO e significano, nel caso della Germania, 60 miliardi di euro di spesa annuale per la difesa. Questo finanziamento si può ottenere soltanto attraverso drastici tagli della spesa in area sociale, educativa e ambientale.

 

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Assemblea Generale delle Nazioni Unite del movimento per la pace

Secondo Reiner Braun, di IPB, questi dati dimostrano la grande necessità di questo Congresso, che si svolgerà dal 30.09. al 3.10. presso l’Università Tecnica di Berlino. D’accordo alle informazioni di IPB sarà il più grande incontro del mondo sulla pace nel 2016, una sorta di Assemblea generale delle Nazioni Unite del movimento per la pace, con 920 partecipanti registrati fino a questo momento, provenienti da 75 paesi.

Le tematiche oggetto del Congresso riguardano tutte le principali sfide che il movimento per la pace si trova ad affrontare oggi e le cui risposte, anche parziali, devono ancora essere trovate. Il conflitto in Siria, per esempio, è coperto da tre grandi eventi. Disarmo nucleare, spese militari ed esportazione di armi sono altre tematiche che verranno trattate nel corso dell’intero Congresso.

La discussione non si fermerà ad una richiesta per il disarmo ma intende dibattere concretamente sulla trasformazione: come trasformare l’attuale situazione in una nuova, in cui il disarmo definisca la reale agenda e la politica.

Ancora più vicini alla luce di guerra e conflitti

Alla fine del Congresso, IPB presenterà un piano di azione ai partecipanti e alle organizzazioni presenti. Questo includerà varie proposte di azione comuni da parte del movimento per la pace. “Singole organizzazioni, iniziative e gruppi devono avvicinarsi per affrontare guerra e conflitti”, ha sottolineato Reiner Braun. Un primo passo in questa direzione potrebbe essere quello di organizzare l’anno prossimo una giornata globale di manifestazioni sul disarmo.

Questa conferenza non parlerà solo della pace, ma tutti i partecipanti sono invitati a partecipare a un atto che si svolgerà sabato 1 ottobre: in occasione della Giornata Internazionale della Nonviolenza (compleanno di Gandhi) si formerà un simbolo della pace umano con 1000 persone davanti all’edificio dell’università.

Disarmo nucleare e bando delle armi nucleari non sono sexy

Il disarmo nucleare e il bando delle armi nucleari sono questioni che difficilmente arrivano a toccare l’opinione pubblica o, come dice Xanthe Hall di IPPNW, “queste tematiche non sono sexy”. Dalla fine della guerra fredda l’erronea convinzione diffusa era che il pericolo di una guerra nucleare fosse scongiurato. In realtà, la possibilità di un disastro nucleare, accidentale o intenzionale, è più grande che mai. Fortunatamente, la campagna di ICAN riesce a sensibilizzare e mobilitare i giovani su questo tema.

Ma Hall ci ha anche fornito notizie estremamente piacevoli. Il ministro degli esteri austriaco, Sebastian Kurz, ha annunciato ieri a nome di una coalizione di 127 stati, che sarà presentata alle Nazioni Unite una risoluzione sul bando delle armi nucleari. Il voto a favore di maggioranza è sicuro, così i negoziati sull’abolizione delle armi nucleari partiranno l’anno prossimo. Questa risoluzione è il risultato dell’impegno umanitario che più di 100 paesi hanno già sottoscritto.

I fumatori non creeranno aree per non fumatori, è lavoro per i non fumatori

“Per 20 anni c’è stato un blocco totale del disarmo nucleare”, ha spiegato Xanthe Hall. Avendo in mano un trattato che vieta le armi nucleari, i paesi denuclearizzati avranno finalmente una leva per superare questo blocco e per esercitare una forte pressione sugli stati in possesso di armi nucleari e sui loro alleati. L’idea dietro a questo è che “i fumatori non creeranno aree per non fumatori, si tratta di un lavoro per non fumatori”.

“C’è davvero una grande urgenza per ciò che riguarda le armi nucleari, ma vediamo anche nuove opportunità e la conferenza sul disarmo capita a proposito”, ha aggiunto Braun.

Lucas Wirl di INES sta preparando, insieme a giovani di diversi paesi, il Raduno dei Giovani. “Non vogliamo davvero entrare in competizione con il Congresso, ma i giovani hanno l’opportunità di incontrarsi, interscambiare e fare rete. L’obiettivo è anche quello di rafforzare i giovani affinchè diventino politicamente attivi, e che lo facciano in un contesto internazionale”. Secondo Wirl siamo molto indietro.

Battaglia per le menti dei giovani

Liguria : un assalto alla libertà religiosa

Norme urbanistiche e limitazioni alla libertà religiosa di Alberto Corsani 28 settembre 2016 Il Consiglio regionale della Liguria approva una legge che ricalca quelle di Lombardia e Veneto Il Consiglio regionale della Liguria ha approvato ieri, 27 settembre, la sua «legge anti-moschee»: è lo stesso quotidiano genovese Il secolo XIX a definire così, a tutta […]

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Pensieri del 28 settembre

28 settembre

L’amore non è il principio fondamentale della vita. L’amore è una conseguenza, non una causa. La causa dell’amore è la coscienza, in se stessi , del divino, del principio spirituale. Questa consapevolezza richiede amore e produce amore.

L.T.

La vita è quello che si rivela attraverso la coscienza, ed essa c’è sempre e dovunque. Il nostro errore è di chiamarevita quel che ce la nasconde.

L.T.

Il sito quaccheri e hutteriti è stato modificato: c’è anche la chiave di ricerca per le migliaia di articoli inseriti e arricchito. Tutti i quaccheri della nostra storia recente sono stati inseriti nei loro lavori principali.

Eros

EROS

 

Nel cristianesimo occidentale, eros (in Greco, “amore”) ha indicato l’amore romantico o sessuale distinto dalla philia (fratellanza, amicizia) e dall’agape (l’amore di Dio per noi e il nostro per Dio). Nella teologia cristiana tradizionale, queste distinzioni sono state chiare, soprattutto quella fra l’eros e le altre “più elevate” forme d’amore . In alcune teologie moderne (per esempio la teologia del processo), queste differenze sono state relativizzate per riflettere una divinità più pienamente incarnazionale e una maggiore considerazione per la potenzialità umana di scegliere e agire, sia in generale , sia per quanto riguarda le scelte sessuali in particolare. Fino all’emergere delle teologie femministe (cristiana, ebraica e altre), l’eros non era inteso  tra i cristiani  come un potere intrinsecamente buono, cioè come l’amore di Dio.

Il saggio della poetessa afroamericana e teorica femminista lesbica Audre Lorde Uses of the erotic: The Erotica s Power (in LORDE 1984) costituisce un fondamento per i discorsi teologici femministi e womanist sull’eros. Secondo Lorde, l’eros è “un’affermazione della forza vitale delle donne, di quella potente energia creativa di cui stiamo reclamando la conoscenza e l’uso nella nostra lingua, nella nostra storia , nella nostra danza, nel nostro amore, nel nostro lavoro e nelle nostre vite” (LORDE 1984, p.56), e alla creatività : “Non c’è , per me , alcuna differenza tra scrivere una bella poesia e muovermi alla luce del sole verso il corpo della donna che amo” (LORDE 1984, p.58).

Attingendo dall’opera di Lorde nei loro tentativi di stabilire dei nuovi legami tra le eistenze delle donne e il potere sacro, numerose femministe cristiane, rifiutando le distinzioni tradizionali fra forme d’amore, hanno posto sullo stesso piano l’eros e l’amore di Dio (Brock, Heyward, Gilson). Nelle parole di Carter Heyward, “L’erotico è la nostra esperienza più pienamente corporea dell’amore di Dio (…), la fonte della nostra capacità di trascendenza (…) il desiderio ardente dello Spirito divino, attraverso il nostro corpo, di stabilire una relazione di reciproco enpowerment. (…) Questo amore è agape, philia ed eros. E’ l’amore di Dio e, nella misura in cui noi lo incarniamo e lo esprimiamo, è il nostro amore” (HEYWARD 1989°, p. 99). Secondo Gilson, “l’eros è un desiderio ardente di un rapporto di partecipazione corporeo l’uno con l’altro, un movimento verso la giustizia incarnata.” (GILSON 1995, P. 115). Brock definisce l’eroso come “il potere del nostro carattere interrelazionale primario” (BROCK 1988 P. 25), mentre per la teologia femminista ebrea Judith Plaskow, l’eros è “la nostra fondamentale energia vitale” (PLASLW 1993, P. 201).

La trattazione teologica femminista dell’eros e della potenza dell’eros (erotic powe) rientra nel più ampio impegno femminista di ricostruire la relazione divino-umana in modi non dualistici, più pienamente corporei e (tra cristiani) radicalmente incarnazionali. Tuttavia, non c’è consenso tra le femministe sull’importanza dell’eros come tema teologico sistematico. Un interessante tensione in quest’area di divergenza teologica è quella tra coloro che considerano l’eros un’energia creativa nella lotta per la liberazione delle donne dalle oppressioni legate alla razza, classe sociale, genere sesso e religione e in generale da tutte le oppressioni, e coloro che lo vedono come una distrazione dagli sforzi concreti di raggiungere la liberazione o, peggio, come il coinvolgimento di interessi patriarcali nella sessualità delle donne. In generale le femministe concordano sul fatto che il lavoro sull’eros, anche quello potenzialmente più liberatorio, corre il rischio di essere fatto proprio da forze politiche e teo-etiche dominanti che sfruttano le donne come oggetti erotici.

Nelle teologie cristiane ed ebraiche a livello delle comunità, l’opera più vivace sull’eros sta emergendo contemporaneamente nel lavoro delle womanist e di altre teologhe di colore.

Ne sono esempi la teologa coreana Chung Hyun Kyung e la teologa e pastora episcopale womanist afroamericana lesbica Renee Hill. Tra le comunità religiose gay, lesbiche e bisessuali, uno degli esempi più affascinanti della creatività dell’eros è la missione evangelica lesbica della pastora presbiteriana Jane A. Spahr, che viaggia da un capo all’altro degli Stati Uniti per predicare l’amore di Dio come spirito liberatorio ed erotico/amoroso.

 

BROCK 1988; GILSON 1995; HEYWARD 1989°; LORDE 1984; PLASKOW 1990.

 

CARTER HEYWARD