Lessico cristiano: Aion ossia vita o eternità di Dio

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Aion ossia vita o eternità di Dio

  • USO DEL TERMINE NELLA GRECITA’ PROFANA
  • Forza vitale, vita b) durata della vita c) età, generazione d) intervallo di tempo, tempo e) eternità

La parola aion fu associata da Eraclito e da Empedocle alla speculazione filosofica relativa al problema del tempo. Il vertice di questa è rappresentato dal Timeo di Platone, dove aion e kronos in contrasto col loro significato normale (che è per cronos quello di tempo in generale e per aion di tempo relativo, durata di un particolare essere) vengono concepiti il primo come l’eternità atemporale e ideale, nella quale vi sono giorni, mesi ed anni, il secondo invece come il tempo che è stato creato col mondo ed è una “copia” in movimento dell’eternità. Questa concezione, affatto singolare nel mondo greco, ma che ricorda la distinzione persiana – attestata però soltanto in epoca recenziore – fra…

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Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International: sospendere tutte le forniture militari all’Egitto — Quaccheri cristiani ecumenici per fare il bene

Oggi il Senato ha approvato con 159 voti favorevoli, 55 contrari e 17 astenuti un emendamento, chiamato ”Regeni”, al Decreto Legge Missioni, che blocca la fornitura di pezzi di ricambio degli aerei di combattimento F-16 all’Egitto Questo il commento di Riccardo Noury, portavoce italiano di Amnesty International. “Come dice il senatore Gian Carlo Sangalli, relatore […]

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Non sono modifiche, è un’altra Costituzione — Coordinamento Democrazia Costituzionale

Articolo di Luigi Ferrajoli su Left La legge di revisione costituzionale Renzi-Boschi investe l’intera seconda parte della Costituzione: ben 47 articoli su un totale di 139. Non è quindi, propriamente, una “revisione”, ma un’altra costituzione, diversa da quella del 1948. Di qui il suo primo, radicale aspetto di illegittimità: l’indebita trasformazione del potere di revisione […]

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Nozizwe Madlala-Routledge, quaker, communist — Ecumenics and Quakers

Originally posted on Quaccheri cristiani ecumenici per fare il bene: Happy 64th birthday, Nozizwe Madlala-Routledge (born June 29, 1952)! ‪#‎Quaker‬. ‪#‎Communist‬. Anti-apartheid activist. AIDS activist. South African Minister of Health from 2004 to 2007. Born in KwaZulu-Natal, South Africa. ~The Marginal Mennonite Society Heroes Series.

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In silenzio per lutto sui fatti turchi pensando a Danilo Dolci, nonviolento

Una minima notizia su Danilo Dolci

Danilo Dolci e’ nato a Sesana (Trieste) il 28 giugno 1924, arrestato a Genova nel ’43 dai nazifascisti riesce a fuggire; nel ’50 partecipa all’esperienza di Nomadelfia a Fossoli; dal ’52 si trasferisce nella Sicilia occidentale (Trappeto, Partinico) in cui promuove indimenticabili lotte nonviolente contro la mafia e il sottosviluppo, per i diritti, il lavoro e la dignita’. Subisce persecuzioni e processi. Sociologo, educatore, e’ tra le figure di massimo rilievo della nonviolenza nel mondo. E’ scomparso il 30 dicembre 1997. Di seguito riportiamo una sintetica ma accurata notizia biografica scritta da Giuseppe Barone (comparsa col titolo “Costruire il cambiamento” ad apertura del libriccino di scritti di Danilo, Girando per case e botteghe, Libreria Dante & Descartes, Napoli 2002): “Danilo Dolci nasce il 28 giugno 1924 a Sesana, in provincia di Trieste. Nel 1952, dopo aver lavorato per due anni nella Nomadelfia di don Zeno Saltini, si trasferisce a Trappeto, a meta’ strada tra Palermo e Trapani, in una delle terre piu’ povere e dimenticate del paese. Il 14 ottobre dello stesso anno da’ inizio al primo dei suoi numerosi digiuni, sul letto di un bambino morto per la denutrizione. La protesta viene interrotta solo quando le autorita’ si impegnano pubblicamente a eseguire alcuni interventi urgenti, come la costruzione di una fogna. Nel 1955 esce per i tipi di Laterza Banditi a Partinico, che fa conoscere all’opinione pubblica italiana e mondiale le disperate condizioni di vita nella Sicilia occidentale. Sono anni di lavoro intenso, talvolta frenetico: le iniziative si susseguono incalzanti. Il 2 febbraio 1956 ha luogo lo “sciopero alla rovescia”, con centinaia di disoccupati – subito fermati dalla polizia – impegnati a riattivare una strada comunale abbandonata. Con i soldi del Premio Lenin per la Pace (1958) si costituisce il “Centro studi e iniziative per la piena occupazione”. Centinaia e centinaia di volontari giungono in Sicilia per consolidare questo straordinario fronte civile, “continuazione della Resistenza, senza sparare”. Si intensifica, intanto, l’attivita’ di studio e di denuncia del fenomeno mafioso e dei suoi rapporti col sistema politico, fino alle accuse – gravi e circostanziate – rivolte a esponenti di primo piano della vita politica siciliana e nazionale, incluso l’allora ministro Bernardo Mattarella (si veda la documentazione raccolta in Spreco, Einaudi, Torino 1960 e Chi gioca solo, Einaudi, Torino 1966). Ma mentre si moltiplicano gli attestati di stima e solidarieta’, in Italia e all’estero (da Norberto Bobbio a Aldo Capitini, da Italo Calvino a Carlo Levi, da Aldous Huxley a Jean Piaget, da Bertrand Russell a Erich Fromm), per tanti avversari Dolci e’ solo un pericoloso sovversivo, da ostacolare, denigrare, sottoporre a processo, incarcerare. Ma quello che e’ davvero rivoluzionario e’ il suo metodo di lavoro: Dolci non si atteggia a guru, non propina verita’ preconfezionate, non pretende di insegnare come e cosa pensare, fare. E’ convinto che nessun vero cambiamento possa prescindere dal coinvolgimento, dalla partecipazione diretta degli interessati. La sua idea di progresso non nega, al contrario valorizza, la cultura e le competenze locali. Diversi libri documentano le riunioni di quegli anni, in cui ciascuno si interroga, impara a confrontarsi con gli altri, ad ascoltare e ascoltarsi, a scegliere e pianificare. La maieutica cessa di essere una parola dal sapore antico sepolta in polverosi tomi di filosofia e torna, rinnovata, a concretarsi nell’estremo angolo occidentale della Sicilia. E’ proprio nel corso di alcune riunioni con contadini e pescatori che prende corpo l’idea di costruire la diga sul fiume Jato, indispensabile per dare un futuro economico alla zona e per sottrarre un’arma importante alla mafia, che faceva del controllo delle modeste risorse idriche disponibili uno strumento di dominio sui cittadini. Ancora una volta, pero’, la richiesta di acqua per tutti, di “acqua democratica”, incontrera’ ostacoli d’ogni tipo: saranno necessarie lunghe battaglie, incisive mobilitazioni popolari, nuovi digiuni, per veder realizzato il progetto. Oggi la diga esiste (e altre ne sono sorte successivamente in tutta la Sicilia), e ha modificato la storia di decine di migliaia di persone: una terra prima aridissima e’ ora coltivabile; l’irrigazione ha consentito la nascita e lo sviluppo di numerose aziende e cooperative, divenendo occasione di cambiamento economico, sociale, civile. Negli anni Settanta, naturale prosecuzione del lavoro precedente, cresce l’attenzione alla qualita’ dello sviluppo: il Centro promuove iniziative per valorizzare l’artigianato e l’espressione artistica locali. L’impegno educativo assume un ruolo centrale: viene approfondito lo studio, sempre connesso all’effettiva sperimentazione, della struttura maieutica, tentando di comprenderne appieno le potenzialita’. Col contributo di esperti internazionali si avvia l’esperienza del Centro Educativo di Mirto, frequentato da centinaia di bambini. Il lavoro di ricerca, condotto con numerosi collaboratori, si fa sempre piu’ intenso: muovendo dalla distinzione tra trasmettere e comunicare e tra potere e dominio, Dolci evidenzia i rischi di involuzione democratica delle nostre societa’ connessi al procedere della massificazione, all’emarginazione di ogni area di effettivo dissenso, al controllo sociale esercitato attraverso la diffusione capillare dei mass-media; attento al punto di vista della “scienza della complessita’” e alle nuove scoperte in campo biologico, propone “all’educatore che e’ in ognuno al mondo” una rifondazione dei rapporti, a tutti i livelli, basata sulla nonviolenza, sulla maieutica, sul “reciproco adattamento creativo” (tra i tanti titoli che raccolgono gli esiti piu’ recenti del pensiero di Dolci, mi limito qui a segnalare Nessi fra esperienza etica e politica, Lacaita, Manduria 1993; La struttura maieutica e l’evolverci, La Nuova Italia, Scandicci (Fi) 1996; e Comunicare, legge della vita, La Nuova Italia, Scandicci (Fi) 1997). Quando la mattina del 30 dicembre 1997, al termine di una lunga e dolorosa malattia, un infarto lo spegne, Danilo Dolci e’ ancora impegnato, con tutte le energie residue, nel portare avanti un lavoro al quale ha dedicato ogni giorno della sua vita”. Tra le molte opere di Danilo Dolci, per un percorso minimo di accostamento segnaliamo almeno le seguenti: una antologia degli scritti di intervento e di analisi e’ Esperienze e riflessioni, Laterza, Bari 1974; tra i libri di poesia: Creatura di creature, Feltrinelli, Milano 1979; tra i libri di riflessione piu’ recenti: Dal trasmettere al comunicare, Sonda, Torino 1988; La struttura maieutica e l’evolverci, La Nuova Italia, Firenze 1996. Recente e’ il volume che pubblica il rilevante carteggio Aldo Capitini, Danilo Dolci, Lettere 1952-1968, Carocci, Roma 2008. Tra le opere su Danilo Dolci: Giuseppe Fontanelli, Dolci, La Nuova Italia, Firenze 1984; Adriana Chemello, La parola maieutica, Vallecchi, Firenze 1988 (sull’opera poetica di Dolci); Antonino Mangano, Danilo Dolci educatore, Edizioni cultura della pace, S. Domenico di Fiesole (Fi) 1992; Giuseppe Barone, La forza della nonviolenza. Bibliografia e profilo critico di Danilo Dolci, Libreria Dante & Descartes, Napoli 2000, 2004 (un lavoro fondamentale); Lucio C. Giummo, Carlo Marchese (a cura di), Danilo Dolci e la via della nonviolenza, Lacaita, Manduria-Bari-Roma 2005; Raffaello Saffioti, Democrazia e comunicazione. Per una filosofia politica della rivoluzione nonviolenta, Palmi (Rc) 2007. Tra i materiali audiovisivi su Danilo Dolci cfr. i dvd di Alberto Castiglione: Danilo Dolci. Memoria e utopia, 2004, e Verso un mondo nuovo, 2006.

Modifiche costituzionali e forma di governo — Coordinamento Democrazia Costituzionale — A.N.P.I. Medio Olona

Prof Gianni Ferrara, saggio in corso di pubblicazione sulla rivista Questione Giustizia n.2 2016. Qualche premessa. La prima. La revisione della Costituzione è prevista e regolata dalle norme contenute nella sezione II del titolo VI del suo testo. Le parole che denominano il titolo sono: “Garanzie costituzionali”. Il significato di tale collocazione è di […] via […]

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Brexit : finalmente, la chiarezza — Quaccheri cristiani ecumenici per fare il bene

La decisione della maggioranza dei cittadini del Regno Unito in favore del Brexit ( 52% con una partecipazione del 72% dei votanti) ha il grande vantaggio di portare chiarezza su un numero importante di aspetti fondamentali. Primo, sono gli Inglesi ed i Gallesi che hanno votato per il Brexit. Gli Scozzesi e i cittadini dell’Irlanda […]

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Attualità del pensiero di Albert Schweizer — Quaccheri cristiani ecumenici per fare il bene

La prima edizione integrale in italiano della «Kulturphilosophie» Nel 2015 sarà celebrato il 50° anniversario della morte di Albert Schweitzer (1875-1965), il grande filosofo-teologo protestante, medico-missionario in Africa e apostolo del «rispetto per la vita». Se in Italia non è del tutto dimenticato lo dobbiamo alla passione e al tenace lavoro di Alberto Guglielmi Manzoni, […]

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Lessico cristiano: Aicmalotos ossia prigioniero di guerra

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Aicmalotos ossia prigioniero di guerra

  1. Uso proprio

Per l’A. e il N.T: il prigioniero di guerra è in tutto degno di commiserazione, è uno che ha un motivo tutto particolare per attendere da Dio la propria salvezza (Ps 79,11 e passim), posto in balia di un nemico crudele (Lc 21,24; Apoc 13,10). La sciagura dell’esilio ha contribuito potentemente a dare il carattere di destino religioso (Ps  126,1) così che si spiega come tra i compiti del “messaggero” di Is 61,1 rientri anche quello e come Gesù stesso faccia proprio questa mansione, considerandola come messianica (Lc  4,18). Parimenti la visita a chi è prigioniero è secondo Mt 25, 36 uno dei doveri di carità dei discepoli (Heb 10,34; 13,3).

Nell’A. T. il pensiero della prigionia fa sgorgare spontanea dell’animo la preghiera per la liberazione. Lo stesso si vede nell’aneddoto rabbinico del peccatore al quale viene ascritto a merito l’aver prestato i…

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