Preghiere e lessico cristiano del Sabato

Apriamo questo Sabato il Meeting col Salmo, pregando per le centinaia di vittime del disastro aereo passeggeri sul Monte Sinai in Egitto diretto a San Pietroburgo: voglia Iddio consolare gli afflitti e donare la Pace eterna

Salmi 9

Dio giudica le nazioni

Sl 7; 18:46-50; 35; Gb 19:28-29

Al direttore del coro. Su «Muori per il figlio». Salmo di Davide.

Io celebrerò il SIGNORE con tutto il mio cuore,

narrerò tutte le tue meraviglie.

Mi rallegrerò ed esulterò in te,

salmeggerò al tuo nome, o Altissimo,

poiché i miei nemici voltan le spalle,

cadono e periscono davanti a te.

Tu infatti hai sostenuto il mio diritto e la mia causa;

ti sei assiso sul trono come giusto giudice.

Tu hai rimproverato le nazioni,

hai fatto perire l’empio,

hai cancellato il loro nome per sempre.

È finita per il nemico!

Sono rovine perenni!

Delle città che hai distrutte si è perso perfino il ricordo.

Il SIGNORE siede come re in eterno;

egli ha preparato il suo trono per il giudizio.

Giudicherà il mondo con giustizia,

giudicherà i popoli con rettitudine.

Il SIGNORE sarà un rifugio sicuro per l’oppresso,

un rifugio sicuro in tempo d’angoscia;

quelli che conoscono il tuo nome confideranno in te,

perché, o SIGNORE, tu non abbandoni quelli che ti cercano.

Salmeggiate al SIGNORE che abita in Sion,

raccontate tra i popoli le sue opere.

Perché colui che domanda ragione del sangue si ricorda dei miseri

e non ne dimentica il grido.

Abbi pietà di me, o SIGNORE!

Vedi come mi affliggono quelli che mi odiano,

o tu che mi fai risalire dalle porte della morte,

affinché io racconti le tue lodi.

Alle porte della figlia di Sion

festeggerò per la tua salvezza.

Le nazioni sono sprofondate nella fossa che avevano fatta;

il loro piede è stato preso nella rete che avevano tesa.

Il SIGNORE s’è fatto conoscere,

ha fatto giustizia;

l’empio è caduto nella trappola tesa con le proprie mani.

[Interludio. Pausa]

Gli empi se ne andranno al soggiorno dei morti,

sì, tutte le nazioni che dimenticano Dio.

Certamente il povero non sarà dimenticato per sempre,

né la speranza dei miseri resterà delusa in eterno.

Ergiti, o SIGNORE! Non lasciare che prevalga il mortale;

siano giudicate le nazioni in tua presenza.

O SIGNORE, infondi spavento in loro;

i popoli riconoscano che sono mortali. [Pausa]

L’amore di Dio non è esclusivo, è amore per tutti e tutte.

L’amore di Dio non discrimina, l’amore di Dio ascolta, consola, incoraggia

a proseguire nella ricerca della verità, talvolta difficile, talvolta di

una semplicità disarmante, che appare all’improvviso e ci lascia pieni di

stupore e gratitudine.

Ringraziamo Dio per il dono della abolizione in Austria del divieto delle adozioni per le coppie omosessuali.

Pur in assenza di una legge sui matrimoni egualitari ma solo delle unioni civili.

Amen

Lessico cristiano dal sito quacchero http://www.lessicocristianoblog.wordpress.com

Agar

Il nome Agar dell’ancella di Sara, madre di Ismaele, citato in Genesi 16, viene usato in Gal 4,24 s per un’allegoria relativa alla legislazione mosaica del Sinai e al giudaismo ad essa congiunto.  A lei contrapposta Sara, la libera moglie di Abramo, nella cui persona è simboleggiata la madre dei fedeli della nuova alleanza. Nell’allegoria paolina si riflette l’inaudita trasformazione di pensiero dell’ex fariseo, in quanto per il giudeo la maternità per sé è inversa: Sara madre di Isacco, sarebbe la progenitrice dell’antico giudaismo, e Agar, madre di Israele (l’empio ) antenata della discendenza cattiva di Abramo. Agar che diviene allegoria rappresenta il capovolgimento del concetto di giudaismo autentico.

Nel giudaismo anche Agar viene talvolta esaltata per la rivelazione di cui era stata favorita (Gen 16,13), si veda Rabbi Samuel b. Nachman: è simile alla matrona cui il re disse: Passami davanti.  Ed ella gli passò davanti, sorreggendosi all’ancella e col viso velato, cosicché solo l’ancella, ma non lei, vide il re. Invece il giudizio sulla discendenza di entrambe è concorde; così R. Ishaq spiega come i discendenti della libera Sara, furono le dodici “tribù”, mentre i discendenti di Ismaele, in quanto discendenti della serva Agar,  furono, secondo Gen 17,20, dodici  n si im, e cioè secondo Proverbi 25,14 equivale a 12 “nubi” , piene di vento ma senza pioggia. A ciò corrisponde esattamente la valutazione che Filone fa in chiave filosofica.

L’equiparazione allegorica Agar = Sinai si spiega, per quanto è possibile stabilire dal testo non sicuro (dopo Origine), o in quanto il Sinai appartiene geograficamente all’Arabia, la terra d’Ismaele e dei suoi successori, o facendo ricorso a una assonanza col termine arabo hagar = roccia scoglio, usata probabilmente come denominativo di alcun termini geografici della penisola del Sinai.

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