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Aderisci come noi alla Lega contro la caccia

http://www.abolizionecaccia.it/ vai sul sito e fai l’iscrizione 2019 con 20 Euro. Con Bonifico, bollettino postale come ho fatto io o carta di credito.

Un segno tangibile di nonviolenza anche contro gli animali. Come animatore nazionale sono entusiasta della cosa e purtroppo non avendo un’auto non posso dare un aiuto concreto per gli spostamenti degli animali.

La prima decisione con acquisto a parte del loro calendario è avvenuta due anni fa. La Lega è membro dell’ EFAH dice testualmente la tessera LAC.

Maurizio
PS: Puoi donare anche con Pay pal come puoi farlo a noi quaccheri usando indirizzo maurizio_benazzi@libero.it per conferma domini dei 6 siti e due pec. Non abbiamo fondi 8 per mille come gli altri o contributi pubblici come i cattolici.

Meeting Minutes

Meeting Minutes del 23 marzo 2019

THIRST
In my life
Is a great thirst
For that of God
Which I place first
David Herr

Perchè mai una bambina o un bambino dovrebbe scegliere di sua spontanea volontà una vita più rispettosa, più giusta, più dolce, se tutto intorno non è che competizione, legge del più forte e del più volgare?

Giuliana Martirani

* 1917 nasce a Torino Armando Testa, grafico pubblicitario, disegnatore e pittore

* Per arricchire questo momento della tua vita Giorni Nonviolenti ti consiglia di leggere : Biella Daniele, Nawal, l’angelo dei profughi, Paoline, Milano 2015, pp. 156 euro 13

Noi quaccheri  – non pacifisti dopo la guerra mondiale come Capitini e il Movimento nonviolento italiano – suggeriamo la nostra posizione contro la guerra fin dal XVII secolo, di fronte al re di Inghilterra…leggi per cortesia questo documento
https://quaccheri.wordpress.com/temi-universalismo/

Il reddito di base è un diritto universale, non è carità

22.03.2019 – Reto Thumiger

Il reddito di base è un diritto universale, non è carità

Sabato scorso Podemos di Berlino ha organizzato nella capitale tedesca un dibattito pubblico sul reddito di base incondizionato. Tra gli ospiti Daniel Raventós, presidente di Rete per il Reddito di Base e professore alla Facoltà di Economia e Commercio della città di Barcellona, e Mayte Quintanilla, presidentessa di Umanisti per il Reddito Universale di Base. La discussione è stata moderata da Concha Álvarez.

Da un lato, l’evento si è incentrato su aspetti pratici quali la sostenibilità finanziaria, i necessari cambiamenti nel sistema fiscale, le conseguenze per gli attuali sistemi pensionistici e di sicurezza sociale e le argomentazioni politiche e sindacali.

Dall’altro lato è stato trattato quale aspetto fondamentale il cambiamento di paradigma nella separazione del reddito dal lavoro e le sue conseguenze sulle relazioni interpersonali, come anche sul posizionamento psicologico dell’essere umano nel mondo.

Poiché il reddito di base verrebbe percepito da tutte le persone senza eccezioni e senza condizioni o scambio di prestazioni, esso va ben oltre una misura di lotta alla povertà. Mayte Quintanilla ha chiaramente sottolineato che non si tratta affatto di beneficenza o di sostegno sociale.

“Stiamo parlando di un concetto diverso. La ricchezza è proprietà di tutta l’umanità e ogni persona in questo mondo è l’erede legittimo di tale ricchezza. E’ un tuo diritto! In realtà, una parte molto piccola della società si è illegittimamente appropriata di questa ricchezza. Dobbiamo dirlo chiaramente, è una questione di diritti e non di carità”.

[traduzione dallo spagnolo: Silvia Nocera]

2 Maggio: le scuole chiedono Pace e Solidarietà

21.03.2019 – Italia – Redazione Italia

2 Maggio: le scuole chiedono Pace e Solidarietà
(Foto di https://scuoleinpiazzaperlapace7.webnode.it/)

Il 2 Maggio 2019 ore 11,00 in tutta Italia ci sarà in contemporanea una manifestazione nazionale delle scuole per chiedere Pace e Solidarietà

“Noi non siamo indifferenti”: portiamo nelle piazze italiane i valori della Scuola: Convivenza Civile, Integrazione, Solidarietà.

La nostra storia
Dall’esigenza di essere coerenti con i messaggi educativi di pace e accoglienza verso tutti, noi, promototrici e promotori della pacifica armonia, ci siamo consultati e incontrati per dare vita a un progetto importante: Scuole in piazza per la Pace.

La scuola, luogo votato per sua natura all’educazione alla convivenza civile, alla diffusione dei messaggi di pace, alla solidarietà, non può restare indifferente al grido di aiuto che si leva dalle popolazioni martoriate da ogni tipo di guerra.

É a scuola che abbiamo imparato come 70 anni fa si compì un orrore simile nell’indifferenza generale, ed è a scuola che ci siamo chiesti come sia potuto accadere l’Olocausto senza che la gente manifestasse il suo dissenso.

Per questo abbiamo pensato di invitare tutte le scuole italiane a partecipare a una giornata di manifestazione per chiedere la pace immediata per tutto il mondo.

Abbiamo individuato il 2 Maggio 2019 ore 11,00 la giornata per la Manifestazione nazionale delle Scuole per chiedere Pace e Solidarietà.

Per aderire e per maggiori info:

https://www.facebook.com/groups/227103941192832/
mail: scuoleinpiazzaperlapace@gmail.com
https://scuoleinpiazzaperlapace7.webnode.it/

Meeting Minutes

Meeting Minutes del 22-3-2019

THE OCEAN
The ocean is silent
But will speak
By the quiet shore
The will of God I will seek
David Herr

L’intelligenza è la capacità di adattarsi al cambiamento.

Stephen Hawking

* Giornata internazionale dell’acqua

* Shushan Purin (ebraismo)

* 1950 muore a Chatenay Emmanuel Mounier, filosofo francese
Ieri era la Giornata mondiale della #pace interiore che ci esorta ad essere più spirituali e meno materiali. Noi con Bonhoeffer e altri alimentiamo questa pace.

“Nell’afflizione e nell’abbandono di Dio la fede riconosce la forza della sua vicinanza; nella santificazione  e nella pena la forza della sua remissione”

D.B.

Il corretto link di ieri sulla carità milanese è:
https://quaccheri.wordpress.com/carita/

Da tradurre in italiano dal inglese antico: https://ecumenics.wordpress.com/catechism/

Cerchiamo volontari

Meeting Minutes

Meeting Minutes del 21-3-2019

Dawn
Each new day
Each new dawn
Is God helping me
To move on.

L° uomo può uccidere un fiore, due fiori, tre fiori…Ma non può distruggere la primavera..

M. K. Gandhi

* Giornata contro la discriminazione razziale, in ricordo del massacro di Sharperville in Sudafrica nel 1960. Ci furono 69 vittime [ricordiamo che la chiesa riformata in Sud Africa si schierò fino a non molto tempo fa in favore dell^appartheid]

* Oggi, in occasione dell’inizio della primavera ricorre la Giornata internazionale delle foreste, istituita per sensibilizzare sulla tutela ambientale #foreste WWF Italia Greenpeace Italia .

Quella mondiale è stata fondata dai quaccheri con due altri volontari contro la caccia delle balene.

* Purin [ebraismo]

* Holi Puja [induisti]

* Magha Puja [buddisti]

* Hola Mohalla [sikh]

* Naw-Ruz , capodanno bahai e zoroastriano

* World Poetry Day, giornata mondiale della poesia [ma per noi è tutti i giorni con David Herr]

* XXIV Giornata della memoria e dell^impegno contro tutte le mafie

* 1917 nasce a Lucca Gino Cesaretti, romanziere, poeta, giornalista e dirigente editoriale

“La debolezza, agli occhi di Cristo, non è l^incompiutezza rispetto alla compiutezza, bensì la Forza dell^incompiuto e la debolezza del compiuto”

Dietrich Bonhoeffer

Si consigliaoggi la lettura della pagina https://wordpress.com/post/quaccheri.wordpress.com/6947 

Stampatela se siete di Milano o zona e aiutate con le info contenute un bisogno, un senzatetto, uno straniero ecc.

21 marzo: mano nella mano contro tutte le discriminazioni

20.03.2019 – Redazione Italia

21 marzo: mano nella mano contro tutte le discriminazioni

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”

Iniziare con l’articolo 3 della Costituzione è il modo migliore che abbiamo trovato per ribadire che noi della RETE 21 MARZO, come ogni anno, ci mobilitiamo per dire che siamo CONTRO TUTTE LE FORME DI DISCRIMINAZIONE E RAZZISMO, che siamo per IL RISPETTO DEI VALORI DETTATI DALLA COSTITUZIONE ITALIANA  E RIBADITI NELLA CARTA DEI DIRITTI FONDAMENTALI DELL’UNIONE EUROPEA, dichiara Ayoub Moussaid, portavoce della Rete 21marzo.

Viviamo un periodo difficile in cui la propaganda di odio arriva quotidianamente attraverso i mezzi di comunicazione dalla bocca di chi oggi dovrebbe assicurarci una convivenza “sicura” senza privilegi di alcuni su altri. La memoria ci insegna che l’odio genera odio e che ciò che seminiamo oggi un domani lo raccoglieremo. La tragedia di qualche giorno fa a Christchurch in Nuova Zelanda non è che il frutto del clima che sta vivendo anche la nostra Europa, un continente che alza muri e protegge i confini più delle persone.

Dal 2015 scendiamo in piazza pacificamente tutti i 21 marzo contro ogni forma di discriminazione e continueremo a farlo finché non arriverà il giorno in cui donne e uomini potranno vivere in questo Paese in libertà, con gli stessi doveri e gli stessi diritti.

Invitiamo tutti e tutte a partecipare:

Appuntamento il 21 marzo dalle ore 17 in piazza Carlo Felice a Torino. Mano nella mano per dire stop ad ogni forma di discriminazione”.

Rete21marzo mano nella mano contro il razzismo

Not in our name

20.03.2019 – Paolo D’Aprile

Not in our name

Eu sou favorável à tortura. Io sono a favore della tortura. (Jair Bolsonaro)

 

“Una educazione basata in sani principi significa che si fonda sulla parola di dio. Un’educazione in cui la geografia, la storia, la matematica sono viste sotto l’ottica di dio. Una cosmovisione cristiana. Gli alunni impareranno che l’autore della storia è dio, il realizzatore della geografia è dio, dio ha fatto le pianure, le montagne, il clima; la matematica, ad esempio: il più grande matematico è dio; la parola comincia nella genesi, il primo giorno, il secondo giorno, al terzo giorno… Gli alunni più piccoli, il primo contatto che avranno con la matematica sarà il libro della genesi, tutte le discipline del curricolo scolastico saranno organizzate sotto l’ottica delle scritture; le scritture non sono un ostacolo alla conoscenza ma a partire da esse il maestro e il professore invaderanno le varie aree del sapere, e le presenteranno agli alunni in modo formale. Una cosa è sentire che non puoi lavarti i denti con il rubinetto aperto, una cosa ben diversa è sentirti dire che non puoi farlo perché nella bibbia c’è un insegnamento che ti impone di aver cura di tutto il creato: dio te lo ha dato ma non puoi sprecarlo”.

Se fossero parole di un dirigente di qualche repubblica fondamentalista islamica, potrebbero anche andarmi bene. Invece è un discorso della segretaria esecutiva del ministero della pubblica istruzione. Il ministro della famiglia e dei diritti umani invece ha già rivelato che ha visto Gesù arrampicarsi sull’albero del giardino di casa e che con lui ha intavolato un lungo e proficuo colloquio. Esattamente come fa in questo momento Bolsonaro con Trump, alla Casa Bianca, un proficuo colloquio. Gli ha pure promesso che lo aiuterà in un eventuale intervento militare in Venezuela. Alla domanda di una giornalista americana risponde: Non avevo nessun motivo per ucciderla. Si riferiva a Marielle Franco e alle decine di coincidenze che coinvolgono lui e la sua famiglia in una storia che ormai ha mosso l’interesse del mondo. Non avevo nessun motivo per ucciderla… cioè, chiedo io, nel senso che se ne avesse avuto uno, lo avrebbe fatto?

São Luis è una stupenda città fondata nel 1612 dai francesi quando ancora sognavano la formazione di una “Francia Antartica”, un sogno coloniale mai realizzato. Anche a Rio ci provarono ma vennero respinti da una coalizione tra gli indios e i portoghesi. São Luis venne in seguito conquistata dagli Olandesi che dominarono buona parte del nord-est brasiliano per un lungo tempo. Adesso è la capitale dello stato del Maranhão. In linea d’aria più vicina a Caracas che a Rio. A pochi chilometri da lí, è situata la base missilistica di Alcântara, da dove il Brasile manda i suoi satelliti nello spazio. A partire da oggi verrà usata da Trump. Si dice che Bolsonaro gliela abbia ceduta in affitto in cambio di una pacca sulla spalla e un cappellino con la scritta USA Great Again. Sul sito di notizie internazionali leggo che Bolsonaro accetta di aiutare Trump in una eventuale azione militare in Venezuela. Tutto chiaro dunque. Ieri la visita, fuori dall’agenda ufficiale, del nostro presidente alla CIA e l’incontro con Gina Haspel; oggi il colloquio nel salone ovale con Trump. L’uso della base missilistica di Alcântara, l’annuncio della collaborazione col padrone per intervenire in Venezuela e “liberare definitivamente il nostro emisfero dal socialismo”. Intanto il ministro dell’economia invitava i pescecani di Wall Street a venire in Brasile: stiamo vendendo tutto, le infrastrutture, gli aeroporti e perfino il nostro petrolio, è una occasione da non perdere. Ricapitoliamo: un presidente della repubblica afferma di non avere alcun motivo per uccidere o per ordinare la morte di Marielle Franco. Trump in una eventuale azione militare contro il Venezuela userà la base brasiliana, Bolsonaro gli promette uomini e mezzi. Il ministro dell’economia offre al ribasso le ricchezze nazionali. I bambini studieranno la matematica religiosa, la geografia religiosa, la storia e le buone maniere basandosi sulla genesi. Gesù si arrampica su un albero nel giardino del ministro con cui intavola un lungo e proficuo colloquio.

Not In Our Name, è un bellissimo disco di Charlie Haden e la sua Liberation Music Orchestra. Venne registrato ai tempi della guerra in Iraq, quella che pose fine a Saddam Hussein. Not in Our Name, diremo a Bolsonaro tra qualche giorno nelle prima grande manifestazione nazionale contro il governo. Il tema della protesta sarà la riforma pensionistica, ma nel comizio e nel corteo urleremo di tutto. Anche NOT IN OUR NAME.

 

P.S.

Si diceva che il nostro presidente, in un incontro non previsto dall’agenda ufficiale, violando la legge sulla trasparenza degli atti del governo, ha scambiato quattro chiacchiere con Gina Haspel. Questa signora è il lato oscuro della CIA, fa carriera nel servizio di operazioni speciali. Dopo l’undici settembre aderisce con entusiasmo al programma di “tecniche intensificate di interrogatorio”. Un orrore non solamente sostenuto ma anche applicato personalmente in svariate occasioni. Nel 2013 venne proibita dalla commissione del senato di assumere la direzione delle operazioni speciali clandestine. Richiamata a tutta forza da Trump, Gina Haspen è, dal 21 maggio 2018, direttore generale della CIA. Il presidente brasiliano ha tutto da imparare.

P.P.S.

Ho scritto “dio”  in minuscolo per protesta contro il loro dio e la religione che ci vogliono imporre. Con il massimo rispetto per chi crede che Dio è amore.

Meeting Minutes

Meeting Minutes  del 20/3/2019

UNDERSTAND
Please God
Help me understand
You are there
To take my hand
David Herr

“Una rasa non ha bisogno di predicare. Si limita a diffondere il proprio profumo.

M. K. Gandhi

* 1930 Gandhi dà inizio alla “marcia del sale”, una delle più grandi azioni nonviolente  della storia

* Ore 3,35. Ha inizio  la guerra “preventiva” contro l’Iraq.

* Termine periodo di digiuno (bahai)

* equinozio di Primavera

* Ta’anit  Ester (ebraismo)

* 1765 muore a Todi  Paolo  Rolli, poeta, librettista e letterato

“La croce è il segno in cui è giudicata  ogni falsa sicurezza nella nostra vita, e la fede in Dio viene davvero consolata.”

Dietrich Bonhoeffer

Si consiglia la lettura odierna della pagina delle motivazioni ufficiali per il Premio Nobel ai quaccheri nel 1947. Singoli esponenti religiosi hanno ottenuto il medesimo riconoscimento ma mai nessun gruppo fino ad oggi è riuscito ad ottenerlo salvo noi (componente inglese e americana per la precisione)
https://ecumenici.wordpress.com/premio-nobel-pace-1947/

Buona lettura, a domani, perchè oggi è anche la giornata della felicità. Evviva.

Meeting Minutes

Meeting Minutes del 19/3/2019
GOD’S LOVE
To show God’s love
Does not take much
A loving word
A gentle touch
David Herr

Mio padre non mi ha detto come vivere. Ha vissuto e mi ha fatto osservare come lo faceva.

Clarence Kelland (da Giorni nonviolenti)

* 1994 A Casal di principe (CE), mentre si stava preparando per la celebrazione della messa, viene assassinato don Peppino >Diano, parroco che aveva protestato contro la criminalità camorristica.

* San Giuseppe, per i cattolici, sposo di Maria. – Festa del papà (da Agenda della pace 2019 a cura di Confronti)

* 1503 nasce a Firenze , Benedetto Varchi, umanista , storico e scrittore (da Agenda letteraria)

“Nessuno  può dire sì in nome di Dio se ha detto no alle sue promesse e precetti”

(Dietrich Bonhoeffer, tratto da ” Rimanere nell’amore di Dio”

Suggeriamo a Lorenzo di leggere il contenuto dei Meeting on line degli anni passati:
https://quaccheri.wordpress.com/meeting-mensile/ e
https://quaccheri.wordpress.com/meeting-2016-sulle-donne-nella-bibbia/ .

I quaccheri solitamente non hanno una guida nello svolgimento del culto del silenzio interrotto solo da preghiere, frasi, invocazioni o versetti biblici. Puo’ durare anche un’ora il Meeting non programmato. Noi utilizzando il mezzo web optiamo per il Meeting programmato con guida nello svolgimento dello stesso, con pause di silenzio-meditazione. Ma siamo minoranza come scelta di culto rispetto agli altri in Europa o negli States. L’Africa, che vanta il maggior numero % di quaccheri viventi oggi,  usano nel culto altri strumenti di lode come canti e balli e sono tutti cristiani. Non liberal come a Londra. Hanno una loro raggruppamento mondiale che si chiama FUM, diverso dai quaccheri liberal e da noi conservative delle radici cristiane.

Altri raggruppamenti quaccheri a livello mondiale sono gli evangelici (minoranza assoluta come gli universalisti).

Giovani in piazza. Sarebbe meglio una generazione muta e rassegnata?

Abbiamo oggi ospite uno studente che con i compagni  lombardi hanno scelto di fare una ricerca sul quaccherismo cristiano in Italia: Benvenuto e buon lavoro. Quando hai terminato la tua analisi , pre disiscriverti basta che scrivi una e.mail a quaccheri@quaccheri.it o seguire le istruzioni a fine pagina come per tutti. Siamo aperti in entrata e in uscita. Nessun obbligo. La meditazione cristiana è libera e personale. E si può fare anche senza una proposta data. Le notizie le trovi anche nelle Agenzie nonviolente su internet.

Grazie per le parole dell’accoglienza.

Maurizio

Giovani in piazza. Sarebbe meglio una generazione muta e rassegnata?

18.03.2019 – Italia che Cambia

Giovani in piazza. Sarebbe meglio una generazione muta e rassegnata?
(Foto di Italia che Cambia)

Umiliati, mortificati, ridicolizzati e accusati di essere ignoranti, incompetenti o manipolati. I giovani scesi in piazza in difesa del loro futuro, a partire da Greta Thunberg che ha dato vita al movimento Fridays For Future, sono diventati bersaglio di una critica accanita e di una campagna mediatica distruttiva: un pessimo esempio di esercizio del potere adulto. Lo scrivono in una lettera aperta le coordinatrici nazionali della Rete Docenti Giornalisti Nell’Erba e delegate Formazione & Educazione

Giuditta Iantaffi e Ilaria Romano, coordinatrici nazionali della Rete Docenti Giornalisti Nell’Erba e delegate Formazione & Educazione, scrivono una lettera aperta ai media italiani a proposito di video e articoli apparsi a seguito del ClimateStrike del 15 marzo. Ecco il testo.

“In qualità di insegnanti ringraziamo sentitamente il Messaggero e gli altri media che hanno ripreso il suo video, per aver messo in evidenza i nostri giovani, i nostri alunni, nel modo peggiore.

Ieri ragazzi di ogni età hanno protestato in massa in tutto il mondo per richiamare l’attenzione sul problema dei cambiamenti climatici e per chiedere semplicemente di poter avere un futuro. Sono riusciti finalmente, dopo anni di indottrinamento e di annebbiamento da media, a dissentire, a protestare, a porsi domande, a mettere in discussione le autorità, i luoghi comuni, i dogmi. Sono stati, come disse Bertrand Russel, il peso che inclina il piano. E forse questo piano lo hanno inclinato veramente, Greta e questi ragazzi: hanno fatto esplodere una verità, che tutti conosciamo, ma che nessuno vuole riconoscere.

Sono stati accusati di essere comunisti, ‘sempre i soliti’. Perché? Questi ragazzi non chiedono l’abolizione della proprietà privata, chiedono solo un’economia sostenibile dove ogni azienda metta in moto un circolo virtuoso per un minore impatto ambientale, dove la finanza investa nel futuro e non nel fossile.

Sono stati accusati di essere ignoranti. Perché? Perché i nati dal 1999 in poi non sanno la definizione scientifica del buco dell’ozono, uno dei pochi problemi affrontati e praticamente risolti con il Protocollo di Montreal firmato nel 1987 ed entrato in vigore nel 1989?

E poi siamo sicuri che quei pochi ragazzi scelti dal Messaggero siano la reale fotografia dei giovani che erano ieri nelle piazze? Siamo sicuri che siano gli sciocchi ‘radical chic buonisti’ descritti da Il Tempo? Poco importa che Il Messaggero abbia in un primo tempo rimosso il video (era un tale scempio della parola stessa ‘giornalismo’ che forse in redazione qualcuno ci aveva ripensato? No, ecco che è ricomparso). Quello stesso video è stato ripreso da tantissime testate, c’è chi l’ha riassunto per iscritto, l’hanno cavalcato, l’hanno utilizzato per umiliare i giovani e mortificarli, per attaccarli, per farli tacere e farli ‘tornare al loro smartphone’ da ‘figli di papà’. Sicuramente se oggi i ragazzi hanno conoscenze su cambiamento climatico e sviluppo sostenibile non lo devono ai media.

Noi docenti della Rete gNe (giornalisti Nell’erba) insegniamo da anni e abbiamo sempre fatto lezioni ai nostri alunni sull’attualità provando ad utilizzare anche le maggiori testate giornalistiche. Beh, ci dispiace dirlo, cari signori, ma su questi temi scottanti e fondamentali abbiamo trovato ben poco. Le notizie vere le abbiamo sempre trovate su testate specialistiche che magari hanno poca tiratura, ma grandi competenze.

Una domanda la rivolgiamo proprio a voi: quanti erano a seguire le ultime Conferenze mondiali sul clima?Quanti a COP21, COP22, COP23 e a dicembre scorso a COP24? A noi risulta che ad esempio a COP24 solo una testata italiana sia stata presente fino all’ultimo, solo una ha fatto un’analisi precisa – documenti alla mano – dei risultati, del cosiddetto rulebook, ed è giornalistinellerba.it. Ci piacerebbe sbagliarci. Ci farebbe davvero piacere se poteste smentirci.

Neppure a scuola se ne parla. Eh sì, perché l’argomento sostenibilità e scienza sul clima sono ancora oggi, nonostante le Nuove Indicazioni del MIUR del 2017 e l’Agenda 2030, argomenti di nicchia, tanto che nelle stesse scuole non è fondamentale o obbligatorio. Per molti docenti viene prima il programma, le verifiche, la storia antica che dovrebbe insegnare a capire l’attualità, se di attualità a scuola si riuscisse a parlare.

La scuola stessa ormai, presa da ansia da prestazione, da prove Invalsi, PTOF, RAV e tanta altra burocrazia, non riesce più ad occuparsi dell’alunno come individuo, non riesce più a prendersi cura, come diceva Don Milani, delle giovani menti, non riesce più a fornire una cultura che renda critici e quindi liberi i futuri cittadini. Leonardo, 23 anni, intervistato a Buongiorno Regione Lazio a Rai3, l’ha detto: ‘Si tratta per lo più di autoformazione’.

Siamo sicuri che tutto questo sia solo un caso? Crediamo fermamente nei giovani, sappiamo che possono e potranno fare molto e siamo sicuri che, buco dell’ozono o no, vadano rispettati per quello che hanno fatto e, statene certi, per quello che continueranno a fare.

Oltre a quelli intervistati da voi, ci sono tantissimi giovani che da tempo studiano, leggono anche oltre la scuola. Giovani colti e critici che si sono messi in gioco e tra un compito in classe e un’interrogazione sono riusciti ad organizzarsi, scrivere, creare cartelloni, cori e quant’altro per manifestare il 15 marzo. Alcuni hanno dovuto prendere anche delle note scolastiche, ma non hanno vacillato, sono stati fermi, determinati nella loro decisione di partecipare ad una protesta, una battaglia che non possono perdere!

Il potere – soprattutto quello dell’informazione – va esercitato con responsabilità. A nostro parere l’intervista del Messaggero ai manifestanti del 15 marzo, oltre che tendenziosa, è anche un cattivo esempio di esercizio del potere adulto. Aver mitizzato l’esperienza del ’68 e sbeffeggiare oggi dei giovani che hanno individuato una ragione per cui lottare è un comportamento poco responsabile. Sarebbe forse preferibile una generazione muta e rassegnata di bamboccioni?

Sono stati tanto criticati, ma adesso sembra che questa nuova veste di ‘giovani in rivolta’ abbia scatenato una critica ancora più accanita. Obliterare le lotte altrui non offre un contributo al progresso della comunità nel suo insieme. Specialmente quando, come nel caso del video del Messaggero, chi lotta è ridicolizzatoattraverso messa in evidenza di quella porzione di manifestanti (presente in ogni manifestazione) che non è pienamente al corrente delle ragioni della protesta, o magari non le sa articolare.

Senza volersi soffermare sul fatto che il ‘buco dell’ozono’ (forse meglio dire ‘nell’ozono’, ma non stiamo a sottilizzare) è l’esempio di un problema in parte risolto, proprio perché anni fa sensibilizzare al problema su scala mondiale ha spinto gli Stati ad adottare misure che ne hanno ridotto le cause, riteniamo che sarebbe stato più utile interrogarsi sul perché alcuni giovani siano poco preparati sui problemi ambientali mentre gli altri ne sono al corrente grazie a un’attività di autoformazione.

Forse, per contestualizzare, si sarebbe potuto parlare anche di come alcuni addetti ai lavori non trasmettono informazioni e conoscenze aggiornate, magari perché a un certo punto della vita viene naturale contare sul sapere già acquisito e fa fatica tenere il ritmo dell’apprendimento continuo.

Si sarebbe anche potuto parlare dei tanti adulti (e ce ne sono tra i nostri colleghi, sia insegnanti che giornalisti che genitori) che hanno intelligentemente colto l’occasione del 15 marzo per aggiornarsi in materia di cambiamenti climatici, spesso proprio attraverso gli interventi dei giovani che hanno fatto opera di sensibilizzazione e informazione nelle scuole e in famiglia oltre che nelle piazze. Non di sola protesta si tratta, infatti: lo sciopero per il clima ha anche avuto la funzione di fare informazione e di spingere alla conoscenza e all’approfondimento. È stato, quindi, doppiamente buono.

Si sarebbe dovuto parlare dei molti giovani consapevoli e informati e delle preoccupazioni che li spingono a protestare per una causa che non è ‘dei giovani’ ma riguarda tutti; solo che i giovani, che con le conseguenze dei cambiamenti climatici dovranno fare i conti in futuro, oggi non sono abilitati a prendere decisioni per prevenirle.

Tutti sprovveduti i giovani non sono. Pensiamo proprio che le risposte per il video siano state selezionati ad hoc per una campagna mediatica distruttiva del movimento dei ragazzi. Greta fa paura, ha confessato a suo modo Rita Pavone. Ecco, appunto: fanno paura, probabilmente. Ecco tre voci. Diverse. Ne abbiamo moltissime altre, e la competenza non manca, tutte sentite e registrate ieri. Se le volete, sono tutte disponibili.

Giulia, 15 anni: “Oggi mi rivolgo a tutti per dire che noi giovani siamo stanchi. Stanchi di sentire i politici parlare di ambiente e di sostenibilità in modo inappropriato e solo per gettare fumo agli occhi. Stanchi di essere considerati ragazzini ignoranti; stanchi di coloro che pensano che lo sciopero di oggi sia una perdita di tempo; di sentirci dire che basta un progetto scolastico sulla differenziata per risolvere il problema; Stanchi di vedere energie e risorse sprecate per inefficienza; di assistere ad una crescita economica che ci sta distruggendo; Stanchi di COP costose ed inconcludenti, stanchi di veder morire bambini e ragazzi perche’ il governo ha chiuso gli occhi con la mafia, di vedere politici indifferenti alle potenzialita’ di un’economia circolare. Stanchi di assistere a tutto questo in silenzio. Noi sappiamo che adesso è urgente agire e lo stiamo facendo. Ora  tocca a voi. Il vostro futuro lo avete avuto. Avete il dovere morale di lasciarne uno anche a noi”.

Chiara ed Elisa,  12 anni: “Quest’anno, mentre a scuola facevamo educazione alla sostenibilità, siamo rimaste molto colpite da un articolo scritto da Ivan Manzo che citava: l’ inquinamento atmosferico non è solo un danno per la salute ma incide sulle capacità cognitive e influisce anche sulla felicità rendendoci tristi e scontrosi. Anche sulla felicità? Dai risultati della ricerca dell’università di Hong Kong, in Cina l’inquinamento non solo sta portando alla morte prematura piú di un milione di persone ogni anno, ma sta condizionando i livelli di felicità diffusi tra la popolazione. La qualità della vita è del tutto compromessa. Quello che sembra cosí lontano è piú vicino di quanto si creda. In Italia si muore a Taranto, nella terra dei fuochi e per l’amianto e chissà per quante altre cose ancora. Non si può continuare a pensare che basta limitare il consumo dell’acqua e fare la differenziata. I governi devono mettere in atto tutte le azioni possibili per ridurre da subito le emissioni.  Sono anni che la scienza studia e propone rimedi, i governi devono imparare ad ascoltare”.

Valeria e Linda, 13 anni: “Come molti ragazzi oggi siamo qui per parlare e farci sentire. I rapporti sui cambiamenti climatici ci dicono che nel 2050 avremo uragani devastanti, innalzamento del livello dei mari ed estati caldissime. Ma non solo, ci saranno emigrazioni di massa dalle aree del pianeta diventate invivibili alle quali, i paesi climaticamente più fortunati, non potranno più opporsi. Il futuro del pianeta è in mano ai politici di oggi, che con la loro indifferenza stanno portando al collasso il mondo di domani. A pagarne le conseguenze fra 50 anni non saranno loro ma noi che più volte siamo stati considerati bamboccioni, ignoranti e incapaci. Non ci sottovalutate”.

18.03.2019 – Italia che Cambia

Giovani in piazza. Sarebbe meglio una generazione muta e rassegnata?
(Foto di Italia che Cambia)

Umiliati, mortificati, ridicolizzati e accusati di essere ignoranti, incompetenti o manipolati. I giovani scesi in piazza in difesa del loro futuro, a partire da Greta Thunberg che ha dato vita al movimento Fridays For Future, sono diventati bersaglio di una critica accanita e di una campagna mediatica distruttiva: un pessimo esempio di esercizio del potere adulto. Lo scrivono in una lettera aperta le coordinatrici nazionali della Rete Docenti Giornalisti Nell’Erba e delegate Formazione & Educazione

Giuditta Iantaffi e Ilaria Romano, coordinatrici nazionali della Rete Docenti Giornalisti Nell’Erba e delegate Formazione & Educazione, scrivono una lettera aperta ai media italiani a proposito di video e articoli apparsi a seguito del ClimateStrike del 15 marzo. Ecco il testo.

“In qualità di insegnanti ringraziamo sentitamente il Messaggero e gli altri media che hanno ripreso il suo video, per aver messo in evidenza i nostri giovani, i nostri alunni, nel modo peggiore.

Ieri ragazzi di ogni età hanno protestato in massa in tutto il mondo per richiamare l’attenzione sul problema dei cambiamenti climatici e per chiedere semplicemente di poter avere un futuro. Sono riusciti finalmente, dopo anni di indottrinamento e di annebbiamento da media, a dissentire, a protestare, a porsi domande, a mettere in discussione le autorità, i luoghi comuni, i dogmi. Sono stati, come disse Bertrand Russel, il peso che inclina il piano. E forse questo piano lo hanno inclinato veramente, Greta e questi ragazzi: hanno fatto esplodere una verità, che tutti conosciamo, ma che nessuno vuole riconoscere.

Sono stati accusati di essere comunisti, ‘sempre i soliti’. Perché? Questi ragazzi non chiedono l’abolizione della proprietà privata, chiedono solo un’economia sostenibile dove ogni azienda metta in moto un circolo virtuoso per un minore impatto ambientale, dove la finanza investa nel futuro e non nel fossile.

Sono stati accusati di essere ignoranti. Perché? Perché i nati dal 1999 in poi non sanno la definizione scientifica del buco dell’ozono, uno dei pochi problemi affrontati e praticamente risolti con il Protocollo di Montreal firmato nel 1987 ed entrato in vigore nel 1989?

E poi siamo sicuri che quei pochi ragazzi scelti dal Messaggero siano la reale fotografia dei giovani che erano ieri nelle piazze? Siamo sicuri che siano gli sciocchi ‘radical chic buonisti’ descritti da Il Tempo? Poco importa che Il Messaggero abbia in un primo tempo rimosso il video (era un tale scempio della parola stessa ‘giornalismo’ che forse in redazione qualcuno ci aveva ripensato? No, ecco che è ricomparso). Quello stesso video è stato ripreso da tantissime testate, c’è chi l’ha riassunto per iscritto, l’hanno cavalcato, l’hanno utilizzato per umiliare i giovani e mortificarli, per attaccarli, per farli tacere e farli ‘tornare al loro smartphone’ da ‘figli di papà’. Sicuramente se oggi i ragazzi hanno conoscenze su cambiamento climatico e sviluppo sostenibile non lo devono ai media.

Noi docenti della Rete gNe (giornalisti Nell’erba) insegniamo da anni e abbiamo sempre fatto lezioni ai nostri alunni sull’attualità provando ad utilizzare anche le maggiori testate giornalistiche. Beh, ci dispiace dirlo, cari signori, ma su questi temi scottanti e fondamentali abbiamo trovato ben poco. Le notizie vere le abbiamo sempre trovate su testate specialistiche che magari hanno poca tiratura, ma grandi competenze.

Una domanda la rivolgiamo proprio a voi: quanti erano a seguire le ultime Conferenze mondiali sul clima?Quanti a COP21, COP22, COP23 e a dicembre scorso a COP24? A noi risulta che ad esempio a COP24 solo una testata italiana sia stata presente fino all’ultimo, solo una ha fatto un’analisi precisa – documenti alla mano – dei risultati, del cosiddetto rulebook, ed è giornalistinellerba.it. Ci piacerebbe sbagliarci. Ci farebbe davvero piacere se poteste smentirci.

Neppure a scuola se ne parla. Eh sì, perché l’argomento sostenibilità e scienza sul clima sono ancora oggi, nonostante le Nuove Indicazioni del MIUR del 2017 e l’Agenda 2030, argomenti di nicchia, tanto che nelle stesse scuole non è fondamentale o obbligatorio. Per molti docenti viene prima il programma, le verifiche, la storia antica che dovrebbe insegnare a capire l’attualità, se di attualità a scuola si riuscisse a parlare.

La scuola stessa ormai, presa da ansia da prestazione, da prove Invalsi, PTOF, RAV e tanta altra burocrazia, non riesce più ad occuparsi dell’alunno come individuo, non riesce più a prendersi cura, come diceva Don Milani, delle giovani menti, non riesce più a fornire una cultura che renda critici e quindi liberi i futuri cittadini. Leonardo, 23 anni, intervistato a Buongiorno Regione Lazio a Rai3, l’ha detto: ‘Si tratta per lo più di autoformazione’.

Siamo sicuri che tutto questo sia solo un caso? Crediamo fermamente nei giovani, sappiamo che possono e potranno fare molto e siamo sicuri che, buco dell’ozono o no, vadano rispettati per quello che hanno fatto e, statene certi, per quello che continueranno a fare.

Oltre a quelli intervistati da voi, ci sono tantissimi giovani che da tempo studiano, leggono anche oltre la scuola. Giovani colti e critici che si sono messi in gioco e tra un compito in classe e un’interrogazione sono riusciti ad organizzarsi, scrivere, creare cartelloni, cori e quant’altro per manifestare il 15 marzo. Alcuni hanno dovuto prendere anche delle note scolastiche, ma non hanno vacillato, sono stati fermi, determinati nella loro decisione di partecipare ad una protesta, una battaglia che non possono perdere!

Il potere – soprattutto quello dell’informazione – va esercitato con responsabilità. A nostro parere l’intervista del Messaggero ai manifestanti del 15 marzo, oltre che tendenziosa, è anche un cattivo esempio di esercizio del potere adulto. Aver mitizzato l’esperienza del ’68 e sbeffeggiare oggi dei giovani che hanno individuato una ragione per cui lottare è un comportamento poco responsabile. Sarebbe forse preferibile una generazione muta e rassegnata di bamboccioni?

Sono stati tanto criticati, ma adesso sembra che questa nuova veste di ‘giovani in rivolta’ abbia scatenato una critica ancora più accanita. Obliterare le lotte altrui non offre un contributo al progresso della comunità nel suo insieme. Specialmente quando, come nel caso del video del Messaggero, chi lotta è ridicolizzatoattraverso messa in evidenza di quella porzione di manifestanti (presente in ogni manifestazione) che non è pienamente al corrente delle ragioni della protesta, o magari non le sa articolare.

Senza volersi soffermare sul fatto che il ‘buco dell’ozono’ (forse meglio dire ‘nell’ozono’, ma non stiamo a sottilizzare) è l’esempio di un problema in parte risolto, proprio perché anni fa sensibilizzare al problema su scala mondiale ha spinto gli Stati ad adottare misure che ne hanno ridotto le cause, riteniamo che sarebbe stato più utile interrogarsi sul perché alcuni giovani siano poco preparati sui problemi ambientali mentre gli altri ne sono al corrente grazie a un’attività di autoformazione.

Forse, per contestualizzare, si sarebbe potuto parlare anche di come alcuni addetti ai lavori non trasmettono informazioni e conoscenze aggiornate, magari perché a un certo punto della vita viene naturale contare sul sapere già acquisito e fa fatica tenere il ritmo dell’apprendimento continuo.

Si sarebbe anche potuto parlare dei tanti adulti (e ce ne sono tra i nostri colleghi, sia insegnanti che giornalisti che genitori) che hanno intelligentemente colto l’occasione del 15 marzo per aggiornarsi in materia di cambiamenti climatici, spesso proprio attraverso gli interventi dei giovani che hanno fatto opera di sensibilizzazione e informazione nelle scuole e in famiglia oltre che nelle piazze. Non di sola protesta si tratta, infatti: lo sciopero per il clima ha anche avuto la funzione di fare informazione e di spingere alla conoscenza e all’approfondimento. È stato, quindi, doppiamente buono.

Si sarebbe dovuto parlare dei molti giovani consapevoli e informati e delle preoccupazioni che li spingono a protestare per una causa che non è ‘dei giovani’ ma riguarda tutti; solo che i giovani, che con le conseguenze dei cambiamenti climatici dovranno fare i conti in futuro, oggi non sono abilitati a prendere decisioni per prevenirle.

Tutti sprovveduti i giovani non sono. Pensiamo proprio che le risposte per il video siano state selezionati ad hoc per una campagna mediatica distruttiva del movimento dei ragazzi. Greta fa paura, ha confessato a suo modo Rita Pavone. Ecco, appunto: fanno paura, probabilmente. Ecco tre voci. Diverse. Ne abbiamo moltissime altre, e la competenza non manca, tutte sentite e registrate ieri. Se le volete, sono tutte disponibili.

Giulia, 15 anni: “Oggi mi rivolgo a tutti per dire che noi giovani siamo stanchi. Stanchi di sentire i politici parlare di ambiente e di sostenibilità in modo inappropriato e solo per gettare fumo agli occhi. Stanchi di essere considerati ragazzini ignoranti; stanchi di coloro che pensano che lo sciopero di oggi sia una perdita di tempo; di sentirci dire che basta un progetto scolastico sulla differenziata per risolvere il problema; Stanchi di vedere energie e risorse sprecate per inefficienza; di assistere ad una crescita economica che ci sta distruggendo; Stanchi di COP costose ed inconcludenti, stanchi di veder morire bambini e ragazzi perche’ il governo ha chiuso gli occhi con la mafia, di vedere politici indifferenti alle potenzialita’ di un’economia circolare. Stanchi di assistere a tutto questo in silenzio. Noi sappiamo che adesso è urgente agire e lo stiamo facendo. Ora  tocca a voi. Il vostro futuro lo avete avuto. Avete il dovere morale di lasciarne uno anche a noi”.

Chiara ed Elisa,  12 anni: “Quest’anno, mentre a scuola facevamo educazione alla sostenibilità, siamo rimaste molto colpite da un articolo scritto da Ivan Manzo che citava: l’ inquinamento atmosferico non è solo un danno per la salute ma incide sulle capacità cognitive e influisce anche sulla felicità rendendoci tristi e scontrosi. Anche sulla felicità? Dai risultati della ricerca dell’università di Hong Kong, in Cina l’inquinamento non solo sta portando alla morte prematura piú di un milione di persone ogni anno, ma sta condizionando i livelli di felicità diffusi tra la popolazione. La qualità della vita è del tutto compromessa. Quello che sembra cosí lontano è piú vicino di quanto si creda. In Italia si muore a Taranto, nella terra dei fuochi e per l’amianto e chissà per quante altre cose ancora. Non si può continuare a pensare che basta limitare il consumo dell’acqua e fare la differenziata. I governi devono mettere in atto tutte le azioni possibili per ridurre da subito le emissioni.  Sono anni che la scienza studia e propone rimedi, i governi devono imparare ad ascoltare”.

Valeria e Linda, 13 anni: “Come molti ragazzi oggi siamo qui per parlare e farci sentire. I rapporti sui cambiamenti climatici ci dicono che nel 2050 avremo uragani devastanti, innalzamento del livello dei mari ed estati caldissime. Ma non solo, ci saranno emigrazioni di massa dalle aree del pianeta diventate invivibili alle quali, i paesi climaticamente più fortunati, non potranno più opporsi. Il futuro del pianeta è in mano ai politici di oggi, che con la loro indifferenza stanno portando al collasso il mondo di domani. A pagarne le conseguenze fra 50 anni non saranno loro ma noi che più volte siamo stati considerati bamboccioni, ignoranti e incapaci. Non ci sottovalutate”.

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